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giovedì 14 maggio 2026
Fwd: Hotel Costez - Franciacorta, un ultimo battito… e poi estate @ La Caleta
martedì 12 maggio 2026
Franco B, una vita in console, a far emozionare il pubblico
Franco B, una vita in console, a far emozionare il pubblico
Incontriamo questo artista in un periodo di crescita. Da tempo Franco B fa ballare situazioni importanti a Bolzano e non solo (ha portato il suo sound anche a Monte Carlo) intorno a maggio 2026, quando la nuova stagione primavera/estate sta per iniziare e c’è un certo fermento.
I suoi punti di riferimento musicali? Tanti e molto diversi tra loro. «Su un’isola deserta, invece di portarmi singolo o album, mi porterei dj set registrati di artisti che considero miei punti di riferimento: Massimo Alberti per il revival anni 70/80/90,. Poi, Simon Doty e Marsh per la deep house, Louie Vega per la soulful e Claptone per la tech house». Una risposta di questo tipo, così umile (un DJ che si racconta attraverso i set di altri DJ è un caso più unico che raro), spiega perché Franco B, dopo tanti anni, è ancora al centro della scena. Ascolta il pubblico e ha ancora voglia di imparare.
Che periodo stai vivendo?
«Sono molto impegnato in eventi pubblici e privati. Tra conferme e nuove date, suono periodicamente in diversi locali della mia città, Bolzano. La prossima settimana parte una collaborazione con un grande evento estivo, Brasserie. Sinora era amato soprattutto dai più giovani, ma quest’anno gli organizzatori hanno voluto alzare l’asticella, pensando di coinvolgere generazioni per così dire “più mature”, partendo proprio dalla musica. Poter salire in console ed aprire la serata con deep house e soulful, per me, è un grande motivo di orgoglio».
Franco B, che musica proponi? E che musica ascolti in questo periodo?
«In questo periodo ascolto prevalentemente la musica proposta da Radio m2o, novità del momento mescolate a storiche hit anni ‘90. Credo che chi quotidianamente elabora il palinsesto cerchi di interpretare l’esigenza di ascolto del maggior numero di ascoltatori. Non è un caso, a mio avviso, che si continui ad attingere agli originali degli anni passati perché la gente ha ancora voglia di risentirli. È guarda caso la scelta che faccio anche io quando suono negli eventi a tema revival . In quelle situazioni prediligo le versioni originali, quelle che stimolano i ricordi, che risvegliano le emozioni del passato».
Come sta cambiando il lavoro del DJ?
«Un tempo, quando internet non c’era, si andava in discoteca per ascoltare e ballare un certo tipo di musica. Non c’erano alternative. La stessa musica ha subito poi nel corso degli anni mutamenti molto repentini. Quando alla fine degli anni ’70 artisti come Giorgio Moroder, Rockets e Kraftwerk hanno portato l’elettronica sul mercato discografico è stato l’inizio della rivoluzione. Oggi è tutto diverso: oggi quasi non ci sono neppure più le versioni extended, noi DJ dobbiamo mixare già dopo 2 minuti perché… perché chi è in pista vuole versioni che io chiamo “mordi e fuggi”. Tutto cambia, chissà che presto non vedremo novità di grande livello».
Come è cambiata la musica da ballare negli anni?
«Tra anni ’80 e ’90 si usavano termini come “garage” ed “underground”, generi musicali che, a mio avviso, non sono mai morti e che continuano a vivere oggi con altre terminologie. Tutto questo ha creato la base della mia cultura musicale che trasferisco nelle mie serate».
Quando sei libero di proporre ciò che preferisci, che musica proponi?
«Quando posso, mi diverto a mescolare brani di diverse epoche, cercando dissolvenze morbide ed accattivanti, guardando la reazione del pubblico. Alternare brani del momento a successi iconici del passato rende il tutto più frizzante, per nulla scontato, capace di far scattare “l’effetto wow”. Anche quando mi esibisco in occasione di aperitivi lunghi, cerco che la musica si faccia sentire con la doverosa discrezione, e se qualche piede o gamba inizia a muoversi per un riflesso incondizionato, l’obiettivo è pienamente raggiunto».
Come balleremo nell’estate 2026? Il Soft Clubbing crescerà ancora?
«Dopo il successo a Milano, queste feste diurne sono rapidamente arrivate in tutta Italia, anche nella mia città, Bolzano. Lo spirito che spinge un pubblico sempre più numeroso a partecipare a questi eventi, facendosi magari ore di fila pur di esserci, va rispettato e considerato un chiaro segnale da parte di una grossa fetta di utenti. Molte discoteche propongono solo reggaeton, trap o tech house, con la conseguenza di attirare esclusivamente una certa tipologia di clientela… evidentemente c’è anche chi ha voglia di altro. Quanto durerà il soft clubbing? Lo deciderà il popolo, perché in fin dei conti il popolo, nel divertimento, è sovrano. Noi DJ abbiamo solo il compito di far emozionare e divertire».
Hotel Costez - Franciacorta, un ultimo battito… e poi estate @ La Caleta
lunedì 11 maggio 2026
Modus DJ fa ballare Milano, dal mixer del Philipp’s Club
Modus DJ non ama celebrare troppo i risultati che raggiunge con la musica. «Per la seconda primavera consecutiva sono impegnato con il progetto Philipp’s Club, nota location milanese dello stilista Philipp Plein, sbarcato in città con The Plein Hotel nel settembre 2024». A chi gli chiede cosa stia facendo in questa primavera 2026, risponde semplicemente così. Nato a due passi dal mare in Puglia, Salvatore Modeo al mixer Modus Dj da tempo vive a Milano. E qui da tempo fa ballare molte delle situazioni più up della città... e non solo.
Modus DJ non ama celebrarsi e sa senz'altro come scherzare. «Ho un po’ di timore nell’immaginarmi la figura del dj nei prossimi 20-30 anni. Parliamo del 2050 circa... a livello personale, invece mi immagino con la barba. I capelli, il ciuffo biondo».
Che musica proponi e ascolti in questo periodo?
«I miei set al Philipp’s hanno una struttura tech e afro house, contaminata per brevi tratti dal pop, con remix che rendono tutti contenti e felici. Quello che ascolto nella mia vita privata, in questo momento storico, lascia il tempo che trova: mi sentirei dire “sei fuori mercato” oppure “sei un boomer”».
Come vedi il clubbing in questo periodo? E' vero che è tutto in crisi?
«Spesso, anzi sempre, leggo della crisi del clubbing e paragoni con il passato, perdendo di vista il presente. Abbiamo nuove realtà su Milano, ma vale un po’ per tutta Italia. Ho sposato il progetto Philipp’s Club, perché mi è stata data l’opportunità di farlo, e sono concentrato, dal primo giorno a oggi, a diffondere e rafforzare l'identità di Philipp’s con la mia musica».
Che tipo di musica vogliono ascoltare oggi le persone nei top club quando hanno voglia di scatenarsi?
«Forse la domanda non ha senso. La gente ormai cerca l’experience, motivo per il quale sono tornati prepotentemente i dinner show nel pre-clubbing. I club di nuova generazione investono tutto su ledwall e impianti anche video per effetti per creare il celebre "effetto wow"»
Come balleremo nell'estate 2026? Il Soft Clubbing crescerà ancora?
«Lo spero, il Soft Clubbing deve crescere. Come succede ormai da diversi anni nel nostro settore, arriviamo sempre ultimi o quasi. Attrezziamoci: dal momento che citiamo sempre il passato, abbiamo l’occasione per far risorgere i vecchi matinée, aggiornati ed evoluti, come il progetto m2o Morning Club, davvero tanta roba, sia al mattino sia nei pomeriggi. Questo permetterebbe di formare nuovi clubber che possano vivere la musica in maniera diversa, in vari momenti della giornata e non solo la notte».
Se tu dovessi scappare su un'isola deserta e portarci solo 5 tracce o 5 album di altri artisti, dicci quali sceglieresti e perché.
Partiamo da un dato di fatto: non credo scapperò mai su un’isola deserta. Ma se proprio dovesse succedere, porterei "The Very Best Of Vivaldi", per rilassarmi e dormire sereno; "Blood On The Dance Floor" di Michael Jackson; "Blind" di Hercules & Love Affair, nel remix di Frankie Knuckles, che utilizzo tuttora nei miei dj set... e poi tutti gli One Shot anni ’70. Lascio a voi gli album e invece scelgo "Marina" di Rocco Granata. Su questa canzone potrei scrivere pagine intere. Dolci ricordi, valore affettivo, anni ’90. La melodia di questa canzone è la prima che ho memorizzato a 5 anni, suonata su una tastiera Yamaha a 2 ottave, che conservo con tanto affetto, grazie alla tanta pazienza avuta dal mio caro nonno ».
MODUS DJ
https://www.instagram.com/modusdj/
domenica 10 maggio 2026
Un'altra estate al MOLO - Brescia, grazie a un team di ragazzi che lavora ogni weekend
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Un'altra estate al MOLO - Brescia, grazie a un team di ragazzi che lavora ogni weekend
Un'altra estate al MOLO - Brescia, grazie a un team di ragazzi che lavora ogni weekend
Anche quest'estate, come accade ormai da tempo, chi ha davvero voglia di ballare potrà farlo al MOLO - Brescia. Il primo weekend di apertura della stagione estiva 2026 è già quello di venerdì 8 e sabato 9 maggio e tra i giovani c'è attesa da tempo. In console e sul palco gli artisti della family di Circus beatclub e del MOLO. Non sono famosi, ma sono molto bravi ed il pubblico di questi due spazi cittadini ama la loro musica.
Come si capisce dal calendario, se l'estate di chi balla al MOLO - Brescia inizia un bel po' prima rispetto a quanto direbbe il calendario, vuol dire che c'è attesa. Tanta. C'è attesa per il giovedì, che sarà ancora, presto, Frìo. Il venerdì notte è dedicato ai tanti diversi eventi che animano anche Circus: la house di Panorama, l'hip hop di Rehab, il pop e la musica urban di VidaLoca... Il sabato notte è invece dedicato ai più giovani e spesso ai grandi eventi. Presto maggiori dettagli.
Nel frattempo, almeno per il primo weekend, spazio ai tanti, tantissimi ragazzi che ogni weekend lavorano al MOLO facendo divertire i loro coetanei. E pure a chi ha qualche anno più di loro e, mentre lavora, si diverte comunque. Cassieri, baristi, DJ, vocalist, addetti alla sicurezza, alle pulizie, alla cambusa, al servizio... Lavorare è sempre faticoso, ma quando ci si diverte le ore passano più veloci. E mentre lo si fa, si impara un mestiere che può servire. Nel settore ristorazione la richiesta di personale qualificato è sempre alta, ad esempio.
E quindi? È un'altra estate di musica e divertimento al MOLO - Brescia. Musica, risate (baci per i più fortunati) e party. Qui l'estate ogni anno inizia in anticipo, quando si va ancora a scuola e all'università, così ci si può già rilassare... E se il tempo atmosferico dovesse fare i capricci, che conta? MOLO - Brescia è all'aperto, ma al coperto, grazie ad una struttura semplicemente perfetta per la mezza stagione ed il caldo, un vero giardino estivo, che ad ogni stagione diventa più bello.
60 serate da maggio a settembre, ogni giovedì (da fine maggio) è Frìo!, il venerdì è Friday ed è dedicato a sonorità diverse e particolari, il sabato sempre eventi da non perdere; nessuna pausa a Ferragosto (così può ballare qui anche chi resta in città); tanti top DJ e party molto attesi. L'estate al MOLO non finisce mai.
MOLO - BresciaVia Sorbanella n. 3, BresciaInfoline, WhatsApp: +39 333 210 5400A4: Brescia Ovest, zona Multisala OZ
10/05 Palazzo delle Arti Beltrani (Trani), torna Un Tè Classico
10/05 Palazzo delle Arti Beltrani (Trani), torna Un Tè Classico Dopo il felice esordio dello scorso 8 marzo, la stagione artistica 2026 di Palazzo delle Arti Beltrani celebra il risveglio della primavera con il quarto atteso appuntamento di “Un Tè Classico”. La rassegna - prodotta da Delle Arti ODV-ETS con il patrocinio della Rete Musei di Puglia, il sostegno della Città di Trani e la media partner di Radio Selene - prosegue domenica 10 maggio 2026 alle ore 17:30 (porta ore 17:00) il suo fortunato sodalizio con il Conservatorio Statale di Musica “Niccolò Piccinni” di Bari, a testimonianza di una sinergia artistica sempre più solida del Palazzo con una delle eccellenze della formazione musicale pugliese. I riflettori a Palazzo delle Arti Beltrani si riaccendono su “Recondite Armonie”, il ciclo dedicato alla grande vocalità. Sotto l’egida del titolo pucciniano (tratto dalla celebre aria del primo atto della Tosca: "Recondita armonia di bellezze diverse") che evoca la bellezza nelle sue diverse sfumature, il Salone Beltrani si trasformerà ancora una volta in un raffinato salotto d’altri tempi. Protagonisti saranno gli studenti della classe di canto del M° Antonio Stragapede, baritono di chiara fama internazionale e docente presso l’istituzione barese, la cui carriera lo ha visto solcare i palcoscenici più prestigiosi al mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York. Il percorso musicale di questo secondo appuntamento si distingue per un’accurata selezione che attraversa i secoli evocando un mosaico di emozioni tra Settecento e Verismo. L’apertura del programma è affidata alla rara eleganza di Martín y Soler con l’aria “Da voi quest’alma amante”, interpretata dal tenore Cao Xinyi, a cui seguirà l'ironia mozartiana di “In uomini, in soldati” affidata al mezzosoprano Giorgia Favia. Il baritono Cao Ynan presterà la voce al nobile dolore di Guglielmo Tell in “Resta immobile” di Gioachino Rossini, mentre il soprano Concetta Eplite esplorerà la sospensione amorosa di Mozart con “Deh vieni non tardar”. La grande tradizione verdiana sarà omaggiata dal tenore Wang Rongzheng con la celebre aria tratta dalla “Luisa Miller”e dal soprano Cheng Ke, che restituirà la purezza cristallina del “Caro nome” dal Rigoletto. Non mancheranno a Palazzo delle Arti Beltrani i momenti d’insieme e le incursioni nel repertorio buffo, come “La Calunnia” rossiniana interpretata dal basso Liu Tong e il duetto mozartiano “Via resti servita”. Il programma si arricchisce ulteriormente con la drammaticità della “Ave Maria” dall’Otello di Verdi e la celebre “Barcarolle” di Offenbach, in un susseguirsi di pagine che richiedono non solo perizia tecnica, ma una profonda sensibilità interpretativa. Ad accompagnare i cantanti in questo impegnativo itinerario saranno i Maestri Leonarda Nuzzi e Francesco Defelice. Quest'ultimo rappresenta una delle eccellenze emergenti del Conservatorio “Piccinni”: pianista pluripremiato in concorsi nazionali e internazionali, Defelice vanta una formazione d'alto profilo perfezionata con maestri del calibro di Arciuli e Iannone. La sua duplice natura di pianista e studioso del canto lirico (frequentato come tenore) gli conferisce una rara capacità di ascolto e simbiosi con la voce, rendendolo l'interprete ideale per la musica da camera e il repertorio operistico <https://www.alladiscoteca.com/2023/11/16/cappella-u-got-2-let-the-music-allopera-luca-guerrieri-per-un-remix-house/>. Palazzo delle Arti Beltrani <https://www.palazzodelleartibeltrani.it/>