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martedì 30 gennaio 2018

17/02 Happy Birthday Franchino at Bolgia - Bergamo >Franchino Harry Potter<

17/02 Happy Birthday Franchino at Bolgia - Bergamo  >Franchino Harry Potter<

Il 17 febbraio 2018 al Bolgia di Bergamo torna un evento da sempre imperdibile per chi vuol ballare ed emozionarsi. E' infatti la data dell'ennesimo compleanno che Franchino, il cantastorie più famoso ed emozionante della nightlife italiana, celebra nel top club bergamasco.  Solo qui si può festeggiare come si deve un evento che mette insieme sorrisi e ritmi folli. Il compleanno di una leggenda come Franchino è l'occasione per rivivere ancora una volta la storia e il presente dell'elettronica insieme alla Metempiscosi Family. In console in main room infatti suonano dj che hanno fatto e continuano a fare la storia dell'elettronica da ballo in Italia, ovvero 00Zicky, Mario Più e Ricky Le Roy. Franchino invece si esibisce in un live travolgente insieme a Jo Gala, suo partner musicale da anni. La festa ha un sottotitolo cinematografico decisamente azzeccato: Franchino Harry Potter. Solo Franchino infatti, con le sue storie e la sua magia, poteva negli anni riuscire a coinvolgere tante generazioni di clubber. Quella di Franchino è una favola che non ha alcuna intenzione di finire, ma per viverla bisogna per forza passare dal Bolgia. Farsela raccontare, per una volta, non dà la stessa emozione.


Prevendite Online bolgia.it/r170218/

Evento Facebook (orari, prezzi, dettagli)

Bolgia
Via Vaccarezza 8 Osio Sopra (Bergamo)
Infoline: 338.3624803 
A4 Milano Venezia uscita Dalmine (venti minuti circa da Milano)
In treno: Stazione Verdello - Dalmine (disponibile navetta per il Bolgia al costo di 2€ a/r per persona)




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1/2 Don Joe (Club Dogo) per Rehab, 2/2 Albertino @ Circus beatclub - Brescia

1/2 Don Joe (Club Dogo) per Rehab, 2/2 Albertino @ Circus beatclub - Brescia

Al Circus beat di Brescia venerdì 2 febbraio 2018 torna un dj guest d'eccezione, Albertino. Anzi definirlo una vera leggenda del mixer e della radiofonia non è affatto sbagliato. E' senz'altro uno dei dj italiani più rappresentativi di sempre. Il suo sound potente e inconfondibile è quello che ogni pomeriggio e spesso anche la sera fa muovere a tempo gli ascoltatori di Radio Deejay. E non c'è solo il sound: conta moltissimo anche la sua ironia. Albertino, per i pochissimi che non lo sapessero, è star del pomeriggio radiofonico con Albertino Everyday durante la settimana, con Dance Revolution il venerdì sera e con la rediviva Deejay Parade nel weekend (il sabato dalle 14 alle 15). Nel giro di poco tempo ha reso lo slogan 'illuminaaa', uno dei suoi cavalli di battaglia nella conduzione radiofonica, facendolo diventare un tormentone proprio come tanti altri tra cui "Piach". Tra i suoi tanti personaggi, c'è Marco Ranzani. I suoi gusti musicali, le sue intuizioni hanno plasmato quelli di tante generazioni di appassionati di musica. 

E non è tutto, nello splendido weekend del top club bresciano. Ovviamente si continua a ballare forte anche sabato 3 febbraio, con DR.Space ed altri protagonisti in console. E Giovedì 1 febbraio al Circus beatclub di Brescia per il party Rehab in console arriva un altro super guest: al mixer c'è infatti Don Joe, storico dj dei celeberrimi Club Dogo. Il suo vero nome è Luigi Florio (Milano, 15 maggio 1975). Don Joe ha iniziato la propria attività musicale nel 1993. Il suo debutto è avvenuto con l'entrata nel team di produzione The Italian Job, composto da lui, DJ Shocca e Shablo. Nel corso del 2001 si unisce ai Sacre Scuole in qualità di turnista e, in seguito allo scioglimento del gruppo, Don Joe ha fondato i Club Dogo insieme ai membri rimasti Gué Pequeno e Jake La Furia. Con questa band ha raggiunto grandi successi e la sua carriera continua oggi con altrettanti risultati.

Circus beatclub
Via Dalmazia 127 Brescia
informazioni 3332105400
Venerdì e sabato: ingresso con consumazione entro le 1 e 30 10 euro donna, 12 euro uomo. Dopo le 1 e 30: 15 euro. Giovedì (Rehab): ingresso con cons. ridotto in lista 8 - 10 euro (dalle 23 alle 1), intero 13 euro




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lunedì 29 gennaio 2018

10/02 Pan-Pot, Gregor Tresher @ Bolgia - Bergamo

10/02 Pan-Pot, Gregor Tresher @ Bolgia - Bergamo

I tedeschi Tassilo Ippenberger e Thomas Benedix, al mixer Pan- Pot, uno dei dj duo più importanti della scena elettronica internazionale. Il 10 febbraio 2018 fanno scatenare il Bolgia di Bergamo, club che si conferma al centro delle tendenze mondiali quando si tratta di musica da ballo che fa la differenza. Fin dall'uscita del loro primo album "Pan-O-Rama", su Mobilee Records, la label di Anja Schenider, Pan-Pot fanno scatenare club e festival che contano. Sono di casa al Time Warp, allo Space di Miami, all'Amnesia di Ibiza e ovunque il ritmo spinge davvero forte. Con loro al mixer del Bolgia c'è pure un altro protagonista della club scene, ovvero Gregor Tresher. Originario di Francoforte, fa il dj fin dai primi anni '90 e pubblica musica su label di riferimento come Drumcode, Ovum, Intacto, Moon Harbour e Cocoon. In carriera ha remixato  brani di superstar comeDepeche Mode, Moby, Sven Väth e Laurent Garnier. Al mixer del Bolgia il 10 febbraio c'è anche Alex Rubino, uno dei resident del club bergamasco. Il suo recente singolo "Frequency" è piaciuto pure ad Adam Beyer.

Prevendite Online

Evento Facebook con tutti i dettagli (prezzi, orari, etc)

Bolgia
Via Vaccarezza 8 Osio Sopra (Bergamo)
Infoline: 338.3624803 
A4 Milano Venezia uscita Dalmine (venti minuti circa da Milano)
In treno: Stazione Verdello - Dalmine (disponibile navetta per il Bolgia al costo di 2€ a/r per persona)





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3/2 Recondite, Monoloc at Bolgia - Bergamo

3/2 Recondite, Monoloc at Bolgia - Bergamo

Per la prima volta, sabato 3 febbraio Recondite, talento tedesco in crescita verticale nel clubbing mondiale elettronico, fa ballare il Bolgia con un live set decisamente atteso. Appena prima di far scatenare il top club bergamasco, da tempo inserito nella geografia delle realtà che contano davvero a livello internazionale, il 31 gennaio, Recondite presenta il suo nuovo album / progetto multimediale "Daemmerlicht" al mitico Berghain / Panorama Bar di Berlino. La sua label, Plangent Records, è da tempo sinonimo di qualità assoluta, mentre le sue release su Dystopian e Innervision hanno fatto scuola e pure Paolo Sorrentino ha usato musica di Recondite nella sua mitica serie "The Young Pop". Sulla sua pagina Instagram, al posto di noiosi selfie, questo artista pubblica esclusivamente foto di paesaggi naturali, visto che il suo studio è immerso nelle foreste della Bavaria. Con Recondite in console il 3 febbraio al Bolgia c'è anche Monoloc. Anche lui tedesco, è cresciuto molto come dj e produttore lavorando a fianco di Chris Liebing e oggi fa scatenare eventi legati a realtà consolidate come Afterlife e Dystopian. L'evento è organizzato in collaborazione con Momento Lab. 

Prevendita Online

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Bolgia
Via Vaccarezza 8 Osio Sopra (Bergamo)
Infoline: 338.3624803 
A4 Milano Venezia uscita Dalmine (venti minuti circa da Milano)
In treno: Stazione Verdello - Dalmine (disponibile navetta per il Bolgia al costo di 2€ a/r per persona)

30/01 Fidelio Martedì Notte Milano @ The Club

30/01 Fidelio Martedì Notte Milano @ The Club

Martedì 30 gennaio 2018 a Fidelio Martedì Notte Milano @ The Club si fa ciò che si fa da oltre 18 anni, almeno una volta la settimana, nel bel mezzo del tran tran lavorativo, o tra un esame e l'altro oppure ancora tra un impegno con la famiglia, il calcetto con gli amici e una cena noiosa a cui non si può proprio mancare: si continua a ballare forte, con la voglia di guardare & farsi guardare. LA HISTORIA CONTINÚA! 

La Fidelio Family sa sempre come far scatenare la colorata nightlife milanese. Come sempre suonano la loro personale selezione di tutto ciò che fa ballare Ale Bucci, Stefano Pain e Semi Trabelsi, alla voce invece si alternano Johanna Martes Vidal & Pietro Civera. Sul palco invece dà spettacolo il collettivo EWS, formato da performer che sanno dare emozione.

Ma come ogni martedì notte al The Club di Milano, per Fidelio, i veri protagonisti sono i nottambuli che hanno voglia di guardare e farsi guardare. Spesso sono persone normali che per qualche ora, magari, hanno voglia di sentirsi personaggi. A volte sono davvero vip in libera uscita. Qualche tempo fa dal Fidelio passò pure Paris Hilton, in libera uscita, ovvero senza esibirsi come dj o ospite… Perché come il Fidelio c'è solo il Fidelio.

Tra tante novità e tante meteore, i party Fidelio Milano mettono da sempre insieme tutti coloro che di martedì notte non riescono o non vogliono dormire. Addetti ai lavori di locali e ristoranti che per almeno una volta la settimana vogliono divertirsi, modelle in libera uscita, studenti, imprenditori. Fidelio mette insieme tutti, col sorriso, in un'atmosfera scatenata. Sembra così facile, ma non lo è affatto e per questo dopo 18 anni lo staff Fidelio non ha alcuna intenzione di smettere di far ballare Milano. 

Evento Facebook con tutti i dettagli (orari, prezzi, etc)

Fidelio Milano @ The Club, ogni martedì notte
C.so Garibaldi 97, 20121 Milano 
info:  393 3334557



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17/2 Carnevale 2018 @ Just Cavalli - Milano


VENEZIA è il tema scelto per la serata del carnevale Ambrosiano del Just Cavalli di Milano; sabato 17 febbraio celebreremo un evento artistico, un appuntamento mondano, un'esperienza indimenticabile in una notte sospesa nel tempo, dove poter sognare e respirare un' atmosfera magica, non solo un appuntamento mondano esclusivo , ma un'occasione artistica d'eccellenza dove giocolieri, commedianti, creature alate e artisti internazionali accoglieranno gli ospiti nel corso della notte, in un crescendo di emozioni che abbracciano tutti e cinque i sensi. Restaurant from 7.30 pm Club from 11.00 pm.

Il 16 Febbraio, invece, in occasione del capodanno cinese, Just Cavalli festeggerà insieme ai suoi ospiti con un locale allestito ad hoc, dragoni e riti ancestrali saranno lo sfondo di questo party che celebrerà il 2018 nel segno del cane.

Il 14, in occasione della Festa degli Innamorati, verrà organizzato il Valentine's Day Dinner -60 euro- con menu powered by Ruinart, ma ci si può dare appuntamento anche per l'aperitivo, tra calici di bollicine e segnature cocktail firmati Cavalli e Branca prima di andare a cena.


E' l'esclusiva ed elegante cornice degli eventi piu' glamour e delle cene di qualità il Just Cavalli Restaurant & Club, location firmata dal noto stilista Roberto Cavalli e punto di riferimento per la città e per gli eventi internazionali.

Armonie di vetro e metallo, giardino fiabesco, esclusivo dehor estivo e atmosfere glamour tutto l'anno, è il ritrovo per eccellenza del mondo della moda, dello sport e dello spettacolo.

Mantiene l'impronta tipica del famoso stilista, a partire dai cuscini animalier, ma in un sapiente mix con gli arredi black e le pareti cristallo.

E' situato alla base della Torre Branca, progettata da Gio' Ponti e il grande giardino a ridosso del Parco Sempione si trasforma, durante l'estate, in una grande ed elegante discoteca all'aperto.

Ideale per un aperitivo, la cena e la serata in discoteca, propone una cucina di qualità, diretta da Fabio Francone, un couturier del gusto-chiamarlo chef sarebbe riduttivo-che ricama, piatto dopo piatto, un menu a la carte ricco di specialità internazionali e ricette figlie della piu' alta tradizione italiana con tocchi originali e piatti per tutti. Nella lounge, invece, va in scena la fantasia, con l'esclusiva selezione di piatti eclettici e cocktail ad alto tasso creativo. Il ristorante, che dà il via ad un'esperienza culinaria innovativa, con servizio molto attento e carta vini con ampia selezione di etichette di qualità, ha una struttura semicircolare in acciaio e soffitto in cristallo e pavimenti in teak, all'interno i colori sono il nero, con cuscini animalier diventati un segno distintivo dello stile Cavalli. Arredi e mise en place sono altamente glamour e sofisticati, il ristorante ha un audio ad alta tecnologia e un sistema di illuminazione con fibra ottica e mini proiettori, tra zone lounge e chill out sotto il dehor. Di sera il tocco glamour è ancora piu' spiccato, tra divani, cuscini, torce, candele e candelabri. La mise en place è fatta con prodotti unici, Roberto Cavalli Home, gia' da tempo applicato nella decorazione delle sue case, delle barche, dei negozi e dei suoi Club nel mondo. Le fonti di ispirazione sono il viaggio, il sogno, la bellezza, la fantasia, il mix tra moda e design e glamour e sensualità, tra stampe iconiche e patterns delle collezioni della Maison, dall'animalier, ia damaschi, alle sovrapposizioni di colori e textures, con grande attenzione per materiali, tessuti, lavorazioni.

" Quando creo un abito, voglio che faccia risaltare in ogni momento la femminilità di una donna, così per quanto riguarda la casa, cerco di individuare il carattere delle persone a cui mi rivolgo, pensando di diffondere con i colori, il calore e la gioia di vivere che si dà innanzitutto a se stessi"-ha dichiarato Roberto Cavalli-"la mia collezione Home nasce proprio dal desiderio personale di condividere con chi mi ama l'ottimismo della mia moda, della mia creatività, della mia filosofia e del mio stile anche nel mondo della decorazione della casa….non c'è alcuna differenza tra il pensare una collezione moda o una linea per la casa.Il mio lifestyle è sempre un incontro di passioni"

Durante la bella stagione lo spazio esterno è coperto da tettoie tensostrutture, con due piste all'aperto, tre bar, tre aree privè.

Le serate iniziano tutto l'anno alle 19.30 con l'aperitivo, i cocktail e i buffet. Dopo mezzanotte, si aprono le danze e non è difficile incontrare personaggi del mondo dello spettacolo, della tv e dello sport.
La musica è selezionata dai dj italiani e internazionali durante serate e feste e la filosofia del locale è quella di proporre feste uniche.Il Just Cavalli è la soluzione sofisticata per ogni vostra serata.

JUST CAVALLI MILANO 
VIA LUIGI CAMOENS C/O TORRE BRANCA
MILANO
02/311817

press office Francesca Lovatelli Caetani

domenica 28 gennaio 2018

Intervista di Alessia Mocci a Cinzia Migani: vi presentiamo il progetto Dire Fare Donare




“[…] il volontario assume le vesti di agente di prossimità dando vita a nuovi processi relazionali, ricucendo relazioni interrotte, diventando risorsa per la comunità. La relazione che si instaura fra le persone in difficoltà, i servizi, le organizzazioni del terzo settore e i singoli volontari coinvolti nell’azione rappresenta un valore aggiunto irrinunciabile non solo come riscatto valoriale in una società a forte valenza individualistica, ma anche come ancora di salvezza degli abitanti di un contesto comunitario. È questo un antidoto prezioso per evitare le derive narcisistiche.”Cinzia Migani ‒ “Dire Fare Donare”

Dire Fare Donare. La cultura del dono nelle comunità in trasformazione” è un progetto editoriale pubblicato a maggio del 2017 dalla casa editrice Negretto Editore (sede a Mantova) per la collana di scienze sociali “Cause e affetti” curata da Cinzia Migani.

Di formazione filosofica, Cinzia Migani, si occupa dal 1990 di progett-azione sociale con particolare attenzione alle reti di volontariato contro l’esclusione sociale.

È stata responsabile dell’Area Salute Mentale dell’Istituzione G.F. Minguzzi della Provincia di Bologna dal 1998 al 2000, successivamente e sino al 2009 ha ricoperto la posizione di Responsabile dell’Area Ricerca ed Innovazione Sociale e Responsabile di “Aneka. Servizi per il benessere a scuola”. Dal 2010 collabora con A.S.Vo che gestisce VolaBo, il centro di servizio della città metropolitana di Bologna, in veste prima di coordinatrice e poi di direttora di VolaBo.

Ha curato la pubblicazione di libri sul disagio scolastico e sulla salute mentale per la Carocci Editore e dal 2008 collabora con la Negretto Editore per la quale ha portato a termine lavori come “Follia gentile. Dal manicomio alla salute mentale”, “Il Teatro illimitato. Progetti di Cultura e Salute mentale” ed il progetto di cui parleremo in questa intervista “Dire Fare Donare”. 

A.M.: Ciao Cinzia, ti ringrazio per aver accettato questa intervista che verterà soprattutto sul progetto “Dire Fare Donare” pubblicato a maggio 2017 per la casa editrice Negretto Editore. Una prima domanda per capirne la genesi: come nasce l’idea della stesura del libro?

Cinzia Migani: Questa pubblicazione prende le mosse dal progetto Il volontariato è un dono di tutti. La cultura del dono per stare bene e nasce con l’intento di raccogliere molteplici punti di vista, testimonianze, riflessioni sul dono e sulla cultura del dono. Fra gli interrogativi di fondo che sostanziano lo scritto segnalo: se e in che modo il dono può diventare volano di reciprocità e attivatore di nuove relazioni sociali e come muta la relazione fra donatore e ricevente nelle nostre comunità, caratterizzate da radicali trasformazioni sociali, economiche e politiche. Il lancio del progetto è avvenuto il 4 ottobre 2015 in occasione della Giornata del Dono, voluta e promossa dall’Istituto Italiano della Donazione. L’istituzione della Giornata del Dono ha dato l’occasione per aprire il sipario al tema più ampio del volontariato e della solidarietà nel campo della cura e della salute di comunità e per connettere percorsi ed interventi con altre reti territoriali che lavorano su temi vicini e integrativi come le associazioni del dono di sangue e organi. Il progetto “Il volontariato è un dono di tutti” è promosso da VolaBo – Centro Servizi della provincia di Bologna e dalla Città Metropolitana di Bologna e realizzato in collaborazione con la rete delle associazioni del dono di sangue e organi. Il progetto è, inoltre, realizzato grazie alla collaborazione dei Centri di Servizio per il Volontariato, delle organizzazioni del terzo settore, delle Aziende USL/DSM-DP e degli enti pubblici delle città che hanno aderito. L’iniziativa è inoltre patrocinata da Avis Regionale.


A.M.: L’introduzione de “Dire Fare Donare” si apre con una tua domanda: “Si può ancora parlare di volontariato o è più corretto parlare di volontariati?”. Pensi che sia ancora necessario riflettere su questo quesito oppure le possibili risposte sono state date dal responso del pubblico dei lettori?

Cinzia Migani: Oggi più che mai è indispensabile porsi la questione per capire e sostenere coloro che – come i volontari prestano il proprio impegno gratuitamente per scommettere su un mondo con confini più estesi e più “equo”. Molteplici sono le riflessioni portate dai lettori e da chi ha condiviso con noi il percorso o da altri compagni di viaggio che rappresentano una nuova narrazione. Fra le  diverse  riflessioni meritano una attenta considerazione i centri di servizio per il volontariato che si stanno ponendo il problema dei profili anagrafici dei volontari, di  analizzare le diverse motivazioni che spingono le persone ad impegnarsi in attività di volontariato, di comprendere la diversità delle molteplici esperienze possibili, le modalità di incontro con i volontari, le peculiarità di ciascun modello per offrire percorsi più utili di formazione, comunicazione, progettazione e consulenza. Tornando alla domanda iniziale ci sembra possibile affermare senza indugio che la vita senza gli altri non è vita e l’atto del dono rappre­senta una apertura all’alterità e al fenomeno del volontariato. È così l’atto del dono rappresenta una apertura all’alterità. L’individuo sente il bisogno di appartenere ad una comunità, di legarsi agli altri e donare significa legarsi all’altro. Il dono diventa risorsa per sé e per gli altri là dove si privilegia la dimensione della generatività, del dono che facilità l’empowerment e valorizzazione di chi lo riceve.


A.M.: I curatori de “Dire Fare Donare” sono sei in totale, oltre a te troviamo Matteo Scorza, Andrea Pagani, Giancarlo Funaioli, Roberta Gonni ed Ennio Sergio. Vi conoscevate prima dell’inizio della stesura del libro oppure è stata occasione per intavolare un discorso sul volontariato?

Cinzia Migani: Anche se operiamo in contesti diversi in realtà ci conosciamo da diversi anni, il rapporto più recente a livello di gruppo, ma altrettanto significativo, è quello instaurato con Andrea Pagani che per VolaBo ha curato il percorso di scrittura. Andrea è stato scelto da chi come, Roberta e Ennio, aveva già avuto modo di apprezzarne le doti in aula di formazione e le pubblicazioni. La scelta è stata proprio felice. Io, Giancarlo e Roberta collaboriamo da anni a VolaBo. È a Volabo che è maturata la necessità di capire meglio se e come era evoluta la visione di dono dei volontari delle centinaia di associazioni che ci interpellano nella nostra azione quotidiana per costruire interventi e azioni volte a trasformare i contesti di appartenenza, per affrontare emergenze, per ridurre le disuguaglianze, per sognare un mondo più attento alle persone e all’ambiente.  Con Matteo e Ennio abbiamo condiviso diverse forme di collaborazione per la realizzazione di progetti a carattere socio sanitario e di volontariato, fra questi il Progetto del dono che ha occasionato la pubblicazione. Un progetto che si interseca con quello del teatro e salute mentale descritto in una precedente pubblicazione dell’editore Negretto: il teatro illimitato, Progetti di cultura e salute mentale. Ognuno di loro è profondo conoscitore dei temi trattati nel libro e portatore di pensieri sul tema del dono, dei pensieri e delle riflessioni che emergono negli interventi presenti nel libro o nelle parole chiave delle sezioni curate, ma anche di coloro che ci hanno donato il loro racconto.

A.M.: “Dire Fare Donare” nelle sue 270 pagine è un lavoro che presenta anche altri collaboratori, infatti ritroviamo nelle tre sezioni del libro tanti altri nomi di volontari che hanno voluto contribuire, come per esempio la parte dedicata ai racconti sul dono curata da Andrea Pagani. Fra tutti i racconti inseriti c’è uno che ti ha colpito maggiormente e di cui ci vuoi parlare?

Cinzia Migani: Limitandoci alla parte curata da Pagani: tutti i racconti, in coerenza con lo spirito del gruppo e con la linea del corso di formazione impostata dallo scrittore Andrea Pagani, rispondono all'idea del Dono, sono cioè racconti che intendono la scrittura e l'esperienza del racconto (e quindi della vita) come momenti di condivisione, di confronto, di conoscenza di sé e degli altri. In particolare, se dovessi condurre una scelta assolutamente personale (legata cioè ad un carattere dello stile della scrittura), mi hanno colpito i racconti che fanno riferimento al contatto con altre realtà, con altre culture ed altre civiltà, come il racconto di Elena Gardenghi sul mondo ellenico (con ascendenze e citazioni della classicità greca), il racconto di Alessandra Scisciot sulla condizione dei migranti a Lampedusa (in una chiave però molto simbolica, intimista, poetica, dove la realtà oggettiva si riverbera in una dimensione lirica e quasi magica) e il racconto di Erica Balducci e Martina Salieri sulla condizione dei bambini dell'est, spesso in una condizione di disagio, dove la vicenda di cronaca diventa spunto per profonde riflessioni esistenziali e universali. Ma comunque tutti i racconti della raccolta sono veicoli di arricchimento e conoscenza collettiva, in una idea di dono e di partecipazione democratica ad un progetto culturale ed umano collettivo. Segnalo anche che la scelta della fotografia di Silvia Camporesi in copertina. La sua fotografia ha il valore di un racconto a più mani: un racconto fatto dalle singole identità narranti che si incrociano per dare vita ad una unica trama collettiva volta a mettere in evidenza il dono delle relazioni interpersonali.

A.M.: Ritengo che la scelta del titolo del libro sia molto calzante ed in sé racchiuda il nucleo fondante dei diversi pensieri e studi espressi: dalla parola all’azione, e che l’azione sia il donare. Ma in questa società dedita al neoliberismo come possiamo iniziare a concepire la donazione come necessaria? È essa stessa una lotta contro la “crisi” e la volontà di diseguaglianza di pochi a discapito di molti?

Cinzia Migani: La scelta del libro è frutto di uno scambio fluttuante fra alcune colleghe di VolaBo e i curatori del libro. Occuparsi della cultura del dono in una comunità in trasformazione significa fare una scelta culturale.  Ma, come sottolinea il professor Stefano Zamagni, si tratta anche una scelta di cultura economica. La scelta dell’economia civile. Certo una scelta che non è in linea con la cultura capitalistica che riconosce le donazioni, i filantropi ma non il dono. La donazione infatti sono essenzialmente rappresentate da oggetti, il dono invece rappresenta quanto viene trasferito attraverso la relazione interpersonale.
Scrive Stefano Zamagni nel capitolo Il ruolo profetico del volontariato: “il contributo più significativo che il volontariato può dare alla società di oggi è quello di affrettare il passaggio dal dono come atto privato compiuto a favore di parenti o amici ai quali si è legati da relazioni a corto raggio, al dono come atto pubblico che interviene sulle relazioni ad ampio raggio.”
La cultura del dono consente di favorire la partecipazione di tutti alla co-costruzione di una comunità più vivibile, perché rimette in circolo il principio di fraternità anche a livello economico.

A.M.: VolaBo, il Centro Servizi per il Volontariato della Città metropolitana di Bologna, è una realtà che gestisci come direttora e che ovviamente ha promosso il libro. Ci racconti qualcosa di VolaBo e ci spieghi come entrare a farne parte?

Cinzia Migani: VolaBo nasce su volontà di A.S.Vo (Associazione per lo Sviluppo del Volontariato), una associazione senza fini di lucro, autonoma, pluralista che si ispira a principi di carattere solidaristico e democratico per essere al servizio delle organizzazioni di volontariato (OdV) della città metropolitana di Bologna. Da alcuni mesi, in base alla Legge delega per la riforma del Terzo settore n. 106/2016 (legge 106/2016), VolaBo ha il compito, in qualità di CSV, di organizzare, gestire ed erogare servizi di supporto tecnico, formativo ed informativo per promuovere e rafforzare la presenza ed il ruolo dei volontari in tutti gli enti del Terzo settore (4,8 milioni secondo i dati del Censimento Istat Non Profit 2011). In prospettiva ASVO auspica la partecipazione alla gestione condivisa del Centro Servizi di un numero sempre maggiore di organizzazioni di volontariato in modo da rappresentare significativamente la pluralità di esperienze e competenze locali. L’associazione è aperta a tutte le organizzazioni di volontariato che abbiano esclusivo fine di solidarietà e che basino la propria attività sull’apporto personale, spontaneo e gratuito dei propri volontari. È stata la consapevolezza della prospettiva di allargamento della base sociale a tutti i volontari del terzo settore e la trasformazione dei contesti culturali e sociali di riferimento delle associazioni che ha favorito il confronto allargato sul tema del dono. Per fare parte della base sociale oggi è sufficiente essere organizzazione di volontariato, a breve anche di associazione di promozione sociale, e presentare la domanda di ammissione.

A.M.: Come ti trovi con la casa editrice Negretto Editore? La consiglieresti?

Cinzia Migani: Il rapporto instaurato con la casa editrice Negretto Editore è molto positivo. Diverse le ragioni della preziosa collaborazione, fra queste la linea editoriale e la serietà dell’Editore. Non ho dubbi che consiglierei di avere rapporti con la casa editrice.

A.M.: Quali sono le tue novità editoriali per il 2018? Ci puoi anticipare qualcosa?

Cinzia Migani: Per il 2018, 40 anni dopo l’uscita della legge di riforma psichiatrica, la cosiddetta legge Basaglia, ho in cantiere una pubblicazione che centra l’attenzione sulla storia della psichiatria a Bologna, sul ruolo dei cittadini, delle associazioni e dei servizi nel favorire la liberazione delle persone rinchiuse nelle istituzioni totali. Al centro della pubblicazione le vicende di persone che hanno trascorso parte della loro vita in manicomio e vicende storiche di alcune istituzioni totali situate a Bologna e Imola. La questione interessa particolarmente ai volontari, contrari ad ogni forma di prevaricazione. Il 2018 si caratterizzerà comunque ancora come l’anno del dono e quindi come occasione per promuovere il libro Dire Fare e Donare.

A.M.: Salutaci con una citazione…

Cinzia Migani: Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quando amore mettiamo nel dare. Madre Teresa di Calcutta

A.M.: Cinzia ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato e confido che in tanti si interessino al grande progetto del Dono che portate avanti. Ti saluto con le parole di Henrik Ibsen: “Un migliaio di parole non lasciano un’impressione tanto profonda quanto una sola azione.

Written by Alessia Mocci
Ufficio Stampa Negretto editore

Info
Acquista “Dire Fare Donare”
https://www.ibs.it/dire-fare-donare-cultura-del-libro-vari/e/9788895967301
Sito VolaBo
http://www.volabo.it/
Facebook Negretto Editore
https://www.facebook.com/negrettoeditoremantova/
Sito Negretto Editore
http://www.negrettoeditore.it/
Recensione “Dire Fare Donare”
http://oubliettemagazine.com/2017/11/08/dire-fare-donare-di-a-a-v-v-la-cultura-del-dono-e-del-volontariato-nelle-comunita-in-trasformazione/


Fonte
http://oubliettemagazine.com/2018/01/22/intervista-di-alessia-mocci-a-cinzia-migani-vi-presentiamo-il-progetto-dire-fare-donare/