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mercoledì 28 febbraio 2024

550mila ragazzi hanno subito atti di cyberbullismo

 


1,2 milioni di italiani hanno subito un atto di revenge porn, 550mila ragazzi con età compresa tra 18 e 24 anni sono stati vittima di cyberbullismo; sono questi alcuni dei dati emersi dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat, che più in generale ha anche evidenziato come quasi 1 italiano su 3, vale a dire 13 milioni di persone, sia stato vittima, almeno una volta, di un crimine informatico.

Sebbene il problema riguardi tutte le fasce della popolazione, l’indagine ha evidenziato come la percentuale di chi è stato colpito da un crimine informatico aumenti tra i più giovani, toccando il picco tra i 18-24enni, fascia nella quale la percentuale di vittime raggiunge il 35%.

Se può non sorprendere che il reato informatico più diffuso sia l’accesso non autorizzato a strumenti di pagamento personali (oltre 6 milioni e mezzo di italiani), è dal secondo posto di questa spiacevole classifica che si comincia a delineare l’immagine di un cybercrime sempre più pericoloso e organizzato.

Il secondo reato più comune è il furto di identità; quasi 2,5 milioni di italiani si sono visti rubare la propria identità, immagine o quella dei familiari, poi usata da terzi per atti illegali. Continuando a scorrere i dati, si legge che quasi 2,3 milioni di persone, hanno dichiarato di essere stati vittima di diffusione non autorizzata di materiale digitale proprio o dei figli.

Cyberstalking, cyberbullismo e revenge porn sono fenomeni molto diffusi, ma che colpiscono in misura maggiore i più giovani. Sono circa 1,5 milioni gli italiani che hanno subito cyberstalking e se a livello nazionale la percentuale è pari al 3,4% dei rispondenti, tra i giovani con età compresa tra i 18 e i 24 anni si arriva fino al 7,1% .

Trend analogo per il cyberbullismo; le vittime sono 1,3 milioni, ma la percentuale passa dal 3,2% del campione nazionale ad addirittura il 13,1% tra i ragazzi 18-24enni (vale a dire 550.000 individui). E non va meglio per il revenge porn; 1,2 milioni di vittime, ma ancora una volta la percentuale passa dal 2,8% nazionale a oltre il 7% tra gli under 24.

Le polizze contro i crimini informatici: come funzionano

L’aumentare dei rischi online e del cybercrime ha spinto le compagnie assicurative a proporre polizze specifiche, eppure, sono ancora pochi i privati che hanno scelto di sottoscrivere questo tipo di copertura; solo il 3% secondo quanto emerso dall’indagine.

«Le polizze contro il cybercrime», sostiene Andrea Ghizzoni, Managing Director Assicurazioni di Facile.it, «sono di certo piuttosto nuove per il nostro Paese, ma i numeri dimostrano che sono ormai necessarie.»

Ma come funzionano questi prodotti? In sostanza forniscono agli assicurati supporto di natura tecnica, economica e legale. Dal punto di vista tecnico offrono software specifici per difendere i dispositivi digitali usati dagli assicurati, proteggere i dati personali e valutare eventuali situazioni di rischio, sino a mettere a disposizione specialisti che possono intervenire per far rimuovere dal web contenuti dannosi per l’assicurato.

Ma non solo, chi sottoscrive quel tipo di polizza gode di protezione giuridica con legali professionisti che intervengono in caso di danni subiti online dall’assicurato - tanto sui social network quanto sui siti di e-commerce - o, più in generale, problemi dovuti alla diffusione impropria di contenuti personali, si può arrivare anche al rimborso di eventuali perdite economiche subite.

Ultimo, ma non meno importante, le polizze offrono alle vittime anche un sostegno di natura psicologica, che si traduce con la copertura dei costi connessi al supporto psicologico in casi di violenza online come, ad esempio, il cyberbullismo, il cyberstalking e il revenge porn.

Benefici notevoli se confrontati coi costi; il prezzo di queste coperture, disponibili come prodotti indipendenti o, in alcuni casi, collegate a polizze RC casa, parte da appena 60 euro l’anno.

* Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research - svolta tra il 13 ed il 15 febbraio 2024 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

 

Immagine © David Pereiras

 

martedì 20 febbraio 2024

Tecnologia: 5 MLN considerano la AI una minaccia, quasi 13 MLN hanno subito un crimine informatico

 


Nella nostra quotidianità si sente parlare sempre più spesso di intelligenza artificiale (AI), ma cosa ne pensano gli italiani? Secondo un’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti mUp Research e Norstat, quasi 5 milioni di persone la considerano come una minaccia.

Minaccia o opportunità?

Dallo studio realizzato su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* emerge come tra i più giovani prevalga l’idea che questa scienza possa essere un’opportunità; se a livello nazionale il 34,5% vede dei vantaggi nell’utilizzo dell’AI, la percentuale sale al 40,4% tra i 25-34enni e addirittura al 53,5% tra gli appartenenti alla fascia 18-24 anni. Al contrario, al crescere dell’età crescono anche i dubbi: dopo i 55 anni circa il 18% degli intervistati la considerano solamente come una minaccia.

Ma quali sono i rischi collegati all’intelligenza artificiale che più preoccupano gli italiani? Il 52,6% degli intervistati teme che l’AI possa essere sfruttata da malviventi per azioni fraudolente e il 39,6% che diventi incontrollabile dall’uomo. Pochi meno (39%) coloro che pensano che l'informazione online possa essere invasa da contenuti falsi creati dall'intelligenza artificiale, mentre più di 5,6 milioni temono che gli possa far perdere il lavoro, paura riscontrata soprattutto tra i più giovani; nel sotto campione 18-24 anni, più di un 1 individuo su 5 ammette di avere questa preoccupazione.

I crimini informatici più diffusi

Oltre all’intelligenza artificiale anche la tecnologia in generale si sta evolvendo sempre di più e con questo anche i possibili rischi. Dall’analisi è emerso che quasi 13 milioni di italiani sono stati vittima di un crimine informatico almeno una volta nella vita. Andando nel dettaglio, oltre 6 milioni e mezzo di individui hanno subito un accesso non autorizzato agli strumenti di pagamento personali, mentre quasi 2,5 milioni di persone si sono visti rubare la propria identità/immagine (o quella dei famigliari) per poi essere usata da terzi per atti illegali.

Quasi 2,3 milioni, invece, sono stati vittima della diffusione non autorizzata di materiale digitale proprio o dei figli, mentre pochi meno – 2,2 milioni – sono coloro che hanno subito un furto di identità con la conseguente sottoscrizione di contratti a loro nome. Moltissime anche le vittime di cyberstalking (quasi 1,5 milioni), cyberbullismo (circa 1,3 milioni) e revenge porn (quasi 1,2 milioni).

Polizze contro i crimini informatici

Se gli attacchi informatici si evolvono, lo fa anche il mondo assicurativo tanto che sul mercato sono disponibili polizze in grado di tutelare il contraente, e anche i famigliari, da alcuni dei problemi che possono insorgere. Più di 6 italiani su 10 (61,4%), però, non sono a conoscenza dell’esistenza di questi prodotti e, anche tra chi li conosce, solo il 3% ha sottoscritto un’assicurazione del genere.

Tra chi non ha una copertura contro i crimini informatici, quasi 1 su 3 (37,7%) è intenzionato a farla, percentuale che raggiunge addirittura il 43% tra i 25-34enni.

«Sul mercato sono disponibili prodotti in grado di tutelare dai rischi che possono insorgere quando si utilizzano Internet e i dispositivi digitali», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it. «Le garanzie incluse vanno dalla rimozione dei contenuti lesivi dai social network alla copertura delle spese legali nel caso di un procedimento penale per reato commesso terzi utilizzando la nostra identità fino all’assistenza psicologica in caso molestie o attacchi subiti online. Benefici enormi se confrontati col prezzo tutto sommato risibile di queste coperture».

I prezzi delle polizze

Sono diverse le compagnie che offrono polizze dedicate alla sicurezza digitale delle famiglie; in alcuni casi queste coperture vengono inserite all’interno di assicurazioni multirischio per la casa, in altri vengono proposte come prodotti indipendenti. I prezzi sono accessibili: si va, per le coperture base, dai 60 euro l’anno, fino ad arrivare, a seconda della politica di ciascuna compagnia assicurativa e delle garanzie aggiunte, a superare i 160 euro.

* Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research - svolta tra il 13 ed il 15 febbraio 2024 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

 

Immagine © ihorvsn