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mercoledì 4 agosto 2021

Mutui: gli under 36 possono risparmiare anche più di 20.000 euro

 


Il mondo bancario punta sugli under 36 e sembra aver risposto alla chiamata del Governo in favore dei giovani che vogliono comprare casa tanto che, secondo l’analisi di Facile.it, alcuni dei principali istituti di credito hanno lanciato mutui al 100%, destinati a chi ha meno di 36 anni, con tassi fissi che partono dall’1,10% (Taeg), valore più basso di sempre per un finanziamento di questo genere.

Secondo le simulazioni* di Facile.it, grazie a queste condizioni i giovani possono risparmiare decine di migliaia di euro in interessi in virtù dei tassi ai minimi storici. Ipotizzando un mutuo fisso al 100%, di importo pari a 126.000 euro da restituire in 25 anni, il miglior Taeg disponibile online per un under 36 è pari a 1,10%, con una rata mensile di 477,72 euro. Un solo mese fa, per la stessa operazione, il miglior Taeg disponibile online era pari a 2,46% e la rata era di 552,65 euro; grazie a questi nuovi prodotti il risparmio per il giovane mutuatario è di quasi 900 euro l’anno, vale a circa 22.500 euro per l’intera durata del finanziamento.

«Gli incentivi introdotti dal Governo e l’impegno concreto da parte delle banche hanno reso possibile qualcosa che fino a poche settimane fa sembrava impensabile: oggi un under 36 può davvero comprare casa senza alcun anticipo né l’intervento di garanti terzi», afferma Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «L’auspicio è che anche gli istituti di credito che oggi non consentono di sottoscrivere questi prodotti possano adeguare la propria offerta, garantendo maggiore scelta ai clienti.».

Come funzionano?

Se è vero che in alcuni casi i cosiddetti mutui under 36 sono destinati esclusivamente ad aspiranti mutuatari con reddito Isee inferiore ai 40.000 euro, dall’altro ci sono istituti di credito che pongono come unico limite quello dell’età del richiedente e dell’importo massimo erogabile, che normalmente arriva fino a 250.000 euro.

Oltre alle condizioni appena descritte, gli under 36 alle prese con l’acquisto della prima casa possono beneficiare delle novità introdotte dal Governo tra cui l’ampliamento sino all’80% della garanzia concessa dal Fondo Consap, fondamentale per agevolare l’accesso al credito da parte dei giovani, e le diverse esenzioni tra cui la cancellazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, l’eliminazione dell’imposta sostitutiva sui finanziamenti e, in caso di compravendita soggetta a Iva, il riconoscimento di un credito di imposta da recuperare attraverso la dichiarazione dei redditi.

Come recentemente evidenziato dall’osservatorio*congiunto Facile.it – Mutui.it, nel primo semestre 2021 gli under 36 rappresentavano il 34,3% di chi presentava domanda, valore in crescita del 12,3% rispetto al 2020. Un dato che, secondo le previsioni di Facile.it è destinato a crescere nei prossimi mesi, non solo grazie agli incentivi introdotti dal Governo, ma anche in funzione della nuova offerta degli istituti di credito rivolta a questo target; nel solo mese di giugno, quando si è iniziato a parlare degli incentivi, la domanda di finanziamenti da parte degli under 36 è arrivata a quasi il 40% del totale richieste.

 

* L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 250.000 richieste di mutuo raccolte tramite Facile.it e Mutui.it nel primo semestre 2020-2021. Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it in data 26 luglio 2021.

giovedì 29 aprile 2021

Mutui: da under 35 una domanda su tre

 


Negli ultimi giorni, a seguito delle dichiarazioni di Draghi relative alle misure a sostegno dei giovani che vogliono acquistare casa, si è parlato molto di Under 35; ma quanto pesa oggi questa fascia di richiedenti sul mercato dei mutui? Per rispondere alla domanda Facile.it e Mutui.it hanno analizzato un campione* di circa 120.000 domande di finanziamento scoprendo che, nel primo trimestre dell’anno, quasi 1 richiesta su 3 (32%) è stata presentata da un aspirante mutuatario con meno di 35 anni.

Mutui Under 35

Analizzando nel dettaglio i dati dell’osservatorio emerge che dal 2019 a oggi il peso percentuale degli aspiranti mutuatari Under 35 è lievemente cresciuto, passando dal 31% del 2019 al 32% rilevato nel primo trimestre 2021.

In netto aumento, invece, l’importo medio richiesto da questa fascia di richiedenti: si è passati da 134.257 del 2019 ai 139.634 del primo trimestre 2021, con un incremento del 4%. L’aumento, spiegano gli esperti di Facile.it, è strettamente legato al calo dei tassi che ha consentito ai richiedenti di puntare a cifre più alte rispetto al passato, mantenendo comunque una rata bassa.

Un altro dato interessante emerso dall’analisi è che i giovani con meno di 35 anni chiedono importi superiori alla media nazionale. Nel primo trimestre 2021, ad esempio, la richiesta media under 35 è risultata superiore dell’1,6% rispetto a quella nazionale; la differenza, però, va letta anche alla luce del peso delle surroghe, prodotto più presente nella fascia over 35 e legato a richieste di finanziamento solitamente di importo più contenuto.

Focus sui mutui prima casa

Analizzando le sole richieste di mutuo per la prima casa emerge che il peso percentuale degli under 35 è ancora più elevato e più di 4 richieste su 10 provengono proprio da questa fascia di aspiranti mutuatari.

Anche in questo caso la quota dei giovani è aumentata negli ultimi 2 anni: nel 2019 gli under 35 rappresentavano il 40% dei richiedenti mutuo per l’acquisto di una prima casa, mentre nel 2020 la percentuale è arrivata al 43% del totale, con un aumento del 7,5%. Valore solo di poco inferiore quello rilevato nel primo trimestre 2021 (42%). L’importo medio richiesto dagli Under 35 è passato da 140.026 euro del 2019 a 144.801 euro nel primo trimestre del 2021, con un incremento del 3,4%.


«Il problema principale cui spesso devono far fronte gli under 35 alle prese con l’acquisto della casa è di non poter contare su sufficienti risparmi per riuscire ad abbassare al di sotto dell’80% la quota di immobile da finanziare tramite mutuo, cosa che rende più complicato e costoso l’accesso al credito», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it.

A conferma delle parole di Cresto, secondo i dati di Facile.it, nel primo trimestre del 2021 più di 2 aspiranti mutuatari su 3 con meno di 35 anni alle prese con l’acquisto della prima casa hanno chiesto un mutuo con LTV (Loan To Value) superiore all’80%.

Ad oggi, inoltre, sono poche le banche che offrono mutui con LTV superiore all’80% e, nella maggior parte dei casi, sono più difficili da ottenere e più costosi. La differenza in termini di rata può essere davvero importante; secondo la simulazione* di Facile.it per un mutuo fisso al 70% di importo pari a 180.000 euro, da restituire in 25 anni, il miglior Taeg rilevato online ad aprile è pari a 1,04%, con una rata di 466 euro, mentre per lo stesso finanziamento ma con LTV pari al 100%, il TAEG sale a 2,29% e la rata a 776 euro.

«Qualsiasi intervento volto a ridurre gli ostacoli che limitano l’accesso al credito da parte dei giovani è ben accetto – conclude Cresto. Il Fondo garanzia prima casa ha già fatto tanto negli ultimi anni e un potenziamento di questo strumento potrebbe dare un ulteriore impulso all’erogazione di mutui ai giovani; ma anche altri interventi, come l’aumento delle agevolazioni destinate a chi acquista la prima casa o l’introduzione di nuove, potrebbero aiutare ad abbassare l’età media dei richiedenti, con evidenti benefici anche dal punto di vista socio-demografico. Non dimentichiamo che l’acquisto dell’abitazione è, per molti, il primo passo per costruire una famiglia e fare dei figli».

 

* L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 120.000 richieste di mutuo provenienti da richiedenti con età uguale o inferiore a 35 anni raccolte tramite Facile.it e Mutui.it da gennaio 2019 a marzo 2021.

Per le simulazioni sono stati considerati i tassi disponibili su Facile.it per un mutuo da 126.000 euro da restituire in 25 anni rilevati il 28 aprile 2021.

mercoledì 24 luglio 2019

Assicurazioni vacanze studio: ricerche in aumento del 26% in 12 mesi



Che si tratti di un corso di lingua di poche settimane o di uno stage all’estero, sono sempre di più i giovani italiani che trascorrono i mesi estivi lontani dai genitori i quali, però, cercano di tutelarsi e tutelarli tanto che, secondo un’analisi di Facile.it, in appena 12 mesi sono aumentate del 25,9% le ricerche di coperture assicurative dedicate alle vacanze studio.
Il comparatore ha messo a confronto i dati del periodo maggio – luglio 2018 con quelli dello stesso trimestre 2019, evidenziando come la domanda di informazioni e la visualizzazione dei preventivi di questo tipo di polizze abbiano avuto una vera e propria impennata.
«Oggi sul mercato si trovano molti prodotti assicurativi specifici per i giovani che intendono trascorrere un periodo di studio o lavoro all’estero.», spiega Lodovico Agnoli, Responsabile New Business di Facile.it «Queste coperture tutelano dagli imprevisti più comuni e i costi variano in funzione della destinazione, della durata del soggiorno e delle garanzie scelte. Per un pacchetto completo che include responsabilità civile, spese mediche e assistenza viaggio, il costo per assicurare due settimane in Europa parte da 35 euro, che diventano 55 se si viaggia fuori dal Vecchio Continente, 65 se si scelgono Stati Uniti o Canada».
Occhio a età, durata, destinazione e motivazione del viaggio
Prima di scegliere la compagnia assicurativa è bene sapere che non tutte le polizze vacanze studio sono uguali. Innanzitutto fate attenzione all’età di vostro figlio; se è vero che generalmente si tratta di assicurazioni rivolte ad un target con età massima pari a 25 anni (anche se determinate coperture sono attivabili già dai 6 anni), in alcuni casi le compagnie accettano di assicurare ragazzi fino a 30 anni (limite che sale a 35 anni per gli stage).
Importante tenere in considerazione anche la motivazione del viaggio; le coperture sono normalmente valide per le vacanze a scopo di studio, ma in alcuni casi sono tutelati più genericamente anche gli stage e le esperienze formative all’estero, purché non prevedano lo svolgimento di lavori pericolosi.
Anche rispetto alla durata massima della copertura le compagnie applicano politiche differenti, tanto che questo elemento può variare notevolmente: da 60 giorni fino a 12 mesi.
Nel preventivo della compagnia, la differenza è determinata anche dalla destinazione del soggiorno. Costi, franchigie e massimali cambiano in base al Paese e, per alcuni, la copertura potrebbe non essere valida; spesso questo accade in caso di viaggio studio in Italia.
Spese mediche, malattie, infortuni e gli altri imprevisti coperti
Il primo imprevisto che potrebbe compromettere l’umore in viaggio è quello di perdere i bagagli. La polizza vacanza studio tutela l’assicurato da questa evenienza, anche in caso di furto, rimborsando il contenuto della valigia e, in alcuni casi, anche le spese sostenute dal ragazzo per l’acquisto di beni di prima necessità.
Come sempre, è importante controllare i massimali previsti; il rimborso potrebbe essere forfettario ed è bene sapere che non sempre sono inclusi tutti i beni; per coprire smartphone, macchine fotografiche, computer e tablet, ad esempio, spesso viene richiesta una garanzia accessoria.
Un altro imprevisto piuttosto fastidioso è rappresentato dall’ammalarsi all’estero che se è una situazione poco piacevole e spesso complessa da gestire per gli adulti, figuriamoci quanto lo sia per un giovane. Le difficoltà possono trasformarsi in veri e propri ostacoli insuperabili, non solo pratici, ma anche linguistici ed economici; in caso di malattia, la polizza vacanza studio interviene assistendo il giovane a 360°; una centrale operativa 24 ore su 24 è a disposizione dell’assicurato non solo fornendo un primo consulto telefonico, ma anche, se necessario, indirizzando il ragazzo da uno specialista in loco o, altrimenti, inviando un medico a domicilio.
Se necessario, inoltre, la compagnia mette a disposizione un interprete e, nei casi più gravi o di ricovero, copre i costi del viaggio andata e ritorno di un familiare.
Sono a carico della compagnia, in forma diretta o indiretta a seconda dei contratti, anche i costi sostenuti per il trasporto presso la struttura medica e le cure ricevute. Se non disponibili nel Paese ospitante, l’assicurazione provvede a inviare i medicinali urgenti. In diversi casi, però, restano escluse patologie particolari e le cure odontoiatriche se non è stata sottoscritta una specifica garanzia aggiuntiva.
Alcool, droghe, risse e tutti gli imprevisti non coperti
Attenzione sempre alle esclusioni, perché non tutte le casistiche sono coperte; in caso di infortunio con invalidità permanente, a seconda della gravità del danno, la compagnia riconosce un indennizzo; in questo caso, però, sono spesso esclusi i danni derivanti dalla partecipazione a sport ad alto rischio.
Non danno diritto a rimborso anche gli infortuni derivanti dall’assunzione di alcool o droghe.
Se è vero che le polizze vacanze studio tutelano il giovane, e i suoi genitori, anche da eventuali richieste di risarcimento a seguito di danni causati a terzi, come sempre bisogna fare attenzione ai dettagli del contratto, perché ancora una volta non sempre la compagnia rimborsa, ad esempio, i danni causati dagli studenti stessi per risse o diverbi avvenuti tra loro o in caso di responsabilità diretta della famiglia ospitante o  danni arrecati a proprietà di terzi affidati temporaneamente allo studente.

lunedì 11 giugno 2018

Prestiti: nel 2017 erogati oltre 98 milioni di euro per pagare le ferie



Le vacanze estive sono ormai alle porte e anche in Italia si diffonde sempre di più l’abitudine di ricorrere alle società finanziarie per non rinunciare al meritato riposo, tanto che, secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, nel 2017 è di oltre 98 milioni di euro il valore dei prestiti personali erogati per pagare viaggi e vacanze.
Dall’esame di un campione di oltre 110.000 domande di prestito personale presentate fra il 01 gennaio 2017 ed il 31 marzo 2018* i due portali hanno calcolato che chi lo scorso anno si è rivolto ad una società del credito per pagare le vacanze, ha chiesto in media 4.140 euro da restituire in 39 rate (poco più di 3 anni).  Valore che, peraltro, nel primo trimestre del 2018 è cresciuto del 15,6%, raggiungendo quota 4.787 euro.
Aumentano gli under 30
L’analisi delle domande di prestito personale ha portato alla luce un dato particolarmente significativo; dal 2016 al 2017 è diminuita di 2 anni e mezzo l’età media di chi si è rivolto a una finanziaria per pagare le ferie, passando da 40 anni e 1 mese a 37 anni e 6 mesi. Una riduzione su cui ha avuto un ruolo determinante l’aumento della percentuale di richieste presentate dagli under 30, più che raddoppiata nel corso di 1 anno; se nel 2016 solo il 15,4% delle domande di prestito personale per cui si esplicitava la finalità “viaggi e vacanze” facevano capo a un giovane con meno di 30 anni, nel 2017 la percentuale è salita al 32,8%.
«Per chiedere ed ottenere un prestito da una società del credito è fondamentale poter contare su una posizione lavorativa stabile o, in alternativa, su un garante», spiega Andrea Bordigone, Responsabile BU prestiti di Facile.it.  «L’aumento delle richieste di prestito provenienti dagli under 30 va quindi letto positivamente e contestualizzato all’interno di un generale miglioramento delle condizioni lavorative dei giovani, di un atteggiamento più fiducioso verso il futuro, nonché di una maggiore consapevolezza finanziaria.».
I dati emersi dall’analisi dimostrano ancora una volta come anche in Italia si stia sviluppando un atteggiamento di maggiore consapevolezza rispetto alle possibilità offerte dal credito al consumo e, sia pur gradualmente, ci si stia muovendo da un modello tipico del passato “spendo se posso pagare tutto subito” a uno di matrice anglosassone “beneficio del pagamento rateale per non gravare eccessivamente sul mio budget e, al contempo, non dover rinunciare al bene o al servizio che finanzio”.
«Oggi chiedere un prestito da 4.000 euro da restituire in 3 anni» - continua Bordigone - «significa ottenere una rata mensile di circa 115 euro**, spesa sostenibile anche per un giovane».
Le altre fasce che più richiedono questa tipologia di prestito personale sono coloro che hanno un’età compresa tra i 30 e i 39 anni (28,6%) e quelli tra i 40 e 49 anni (22,7%).
A presentar domanda di prestito è stato nel 75% dei casi un uomo, mentre lo stipendio medio dichiarato in fase di richiesta è pari a 1.518 euro, anche se permangono le differenze tra i richiedenti uomini, che in media dichiarano uno stipendio di 1.559 euro e le donne, con uno stipendio di 1.391 euro.
Per quanto riguarda la posizione lavorativa dei richiedenti, il 77% è un dipendente privato a tempo indeterminato, il 12% un lavoratore autonomo o libero professionista.


* L’analisi è stata realizzata su un campione di 111.496 richieste di prestito personale presentate tramite Facile.it e Prestiti.it tra ll’1 gennaio 2017 e il 31 marzo 2018

** Miglior offerta disponibile su Facile.it in data 31/05/2018