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martedì 31 ottobre 2023

Bollette gas: aumenti fino a 205 euro se tornassero oneri e Iva

 


A fine mese scadrà l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette del gas e l’Iva agevolata al 5%; secondo le stime di Facile.it, se il Governo non rinnoverà le due misure, la spesa per una famiglia tipo potrebbe aumentare fino a 205 euro su base annua, con un rincaro fino al 16%.

Per stimare l’impatto degli oneri di sistema, Facile.it ha preso in esame le tariffe in vigore nel mercato tutelato a settembre 2021, le ultime prima dell’azzeramento; all’epoca, questa voce di spesa era pari, su una bolletta tipo, a 5,6 centesimi per smc.

Se gli oneri tornassero nella stessa misura di allora, l’aumento per una famiglia tipo sarebbe di 41 euro su base annua, con un incremento di circa il 3% rispetto ad oggi. Se, oltre agli oneri, anche l’Iva tornasse alla sua aliquota originale, vale a dire 10% per consumi fino a 480 smc e 22% per quelli superiori, l’aggravio complessivo sarebbe di 205 euro su base annua. La stima sull’Iva è basata sul PUN rilevato ad agosto 2023; qualora questo dovesse crescere, il peso in valori assoluti dell’imposta sarebbe superiore.

«Oggi il prezzo del gas è nettamente inferiore rispetto al 2022, ma le bollette rimangono comunque elevate se paragonate a quelle degli anni precedenti; la fine delle misure introdotte dal Governo andrà certamente a pesare sulle tasche di molte famiglie italiane», spiega Gabriele Airoldi, BU Director Gas&Power di Facile.it. «Il consiglio per i consumatori è, come sempre, di fare attenzione agli sprechi e di ridurre, laddove possibile, i consumi, anche in vista della stagione invernale quando i prezzi del gas potrebbero tornare ad aumentare. Fondamentale, inoltre, scegliere con attenzione il proprio fornitore, soprattutto per chi è ancora nel mercato tutelato; la fine del regime di tutela si avvicina e, salvo ulteriori rinvii, è prevista per gennaio 2024;  il suggerimento per chi ancora non l’ha fatto è di muoversi per tempo nella scelta del nuovo contratto».

* Consumi famiglia tipo: 1.400 smc annui.
** Previsioni sull’andamento del PSV fornite dall’European Energy Exchange (EEX)

 

Immagine © Photoiron

 

martedì 6 giugno 2023

Gas: prezzi in calo, ma non le bollette

 


Nonostante il calo del prezzo della materia prima sui mercati internazionali, le bollette del gas per le famiglie tipo* con un contratto di fornitura nel mercato tutelato potrebbero non scendere; secondo le stime di Facile.it a maggio la tariffa del metano rimarrà sostanzialmente in linea con quella di aprile, mese segnato da un aumento dei prezzi pari al +22,4%.

La ragione – spiegano gli esperti di Facile.it - è legata alla fine del cosiddetto “sconto in bolletta”: l’aliquota negativa della componente tariffaria UG2C, come previsto dal Decreto-legge 34/2023, è stata modificata per il mese di aprile (passando da circa -32 centesimi di euro/Smc a circa -11 centesimi di euro/Smc) fino ad essere completamente eliminata a partire da maggio. Questo, di fatto, potrebbe annullare gli effetti benefici legati del calo del prezzo della materia prima, se non del tutto almeno in parte.

Sul fronte delle quotazioni internazionali del gas, come detto, i valori rilevati a maggio risultano in netta diminuzione rispetto al mese precedente; guardando ai dati riportati dal GME (Gestore dei Mercati Energetici), il prezzo medio risulta in calo di circa il 23% e pertanto è possibile stimare che il costo della materia prima gas per il mese di maggio sarà intorno ai 37 centesimi di euro/Smc (era 48 centesimi di euro/Smc ad aprile).

«Il calo del prezzo delle materie prime ha portato un beneficio alle tasche delle famiglie italiane ed oggi le tariffe gas disponibili sul mercato sono sicuramente più basse rispetto a quelle dello scorso anno. Va detto, però, che a partire dal mese di aprile il graduale azzeramento dello sconto sulle bollette ha influito in termini negativi. In virtù di ciò, e nonostante il costo della materia prima stia continuando a diminuire, le tariffe finali per i consumatori sono tornate a crescere e anche a maggio potrebbero non calare» spiegano gli esperti di Facile.it«Siamo fortunatamente ben lontani dai picchi raggiunti nel 2022, ma è comunque un elemento da tenere in considerazione soprattutto in vista del prossimo inverno, quando, secondo le previsioni di mercato, il prezzo della materia prima dovrebbe tornare a salire.».

* Famiglia tipo domestica: consumo annuo 1.400 smc per il gas

 

Immagine © photoiron

 

mercoledì 3 maggio 2023

Bollette gas: possibile aumento del 28% ad aprile

 


Secondo le previsioni di Facile.it, ad aprile la tariffa del gas per una famiglia tipo nel mercato tutelato potrebbe salire di circa il 28% rispetto a quella di marzo. Se le stime venissero confermate, quindi, a parità di consumi, la spesa di una famiglia tipo (calcolata su un consumo mensile di 116 Smc) passerebbe da circa 87 euro a 112 euro al mese, con un aumento di quasi 25 euro che, su base annua, diventerebbero poco meno di 300 euro. 

Il rincaro, secondo l’analisi del comparatore, è dovuto alla variazione dell’aliquota negativa della componente tariffaria UG2C come previsto dal Decreto-legge 34/2023; secondo la disposizione recentemente entrata in vigore, ad aprile 2023 tale aliquota verrà applicata in misura pari al 35% rispetto al primo trimestre 2023; dati alla mano, quindi, l’aliquota passerà da circa -31 centesimi di euro/Smc a circa -10 centesimi di euro/Smc. 

Sul fronte del prezzo della materia prima, invece, i valori registrati dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) ad aprile sono in linea con quelli di marzo, pertanto, in assenza di variazioni significative negli ultimi giorni del mese, è possibile stimare che il costo rimarrà costante, se non addirittura in lieve calo, rispetto allo scorso mese, quindi intorno ai 49 centesimi di euro/Smc.  

«Nell’ultimo anno la componente negativa UG2C  sulla bolletta del gas è stata fondamentale per contribuire a contrastare, almeno in parte, l’aumento del prezzo della materia prima ed è pertanto inevitabile che, con il suo graduale azzeramento, le tariffe ne risentano negativamente», spiegano gli esperti di Facile.it «L’unica buona notizia è che questa variazione arriva in un momento in cui i consumi di gas si vanno riducendo, pertanto l’impatto sulle tasche dei consumatori potrebbe essere meno pesante.».

Immagine © Cristian Storto

 

martedì 28 maggio 2019

Bollette luce e gas: ogni anno 120.000 morosi tentano invano di cambiare fornitore



Secondo le stime di Facile.it, nel 2018 sono stati più di 120.000 gli italiani che, dopo aver saltato il pagamento di una o più bollette luce e gas, hanno cercato di cambiare fornitore di energia. Il dato arriva dall’analisi realizzata dal comparatore su un campione di oltre 20.000 contratti di cambio fornitura raccolti nel 2018, dai quali è emerso come il 2,8% delle richieste sia stato respinto dal nuovo venditore proprio a causa di una pregressa morosità del richiedente.
«Le società del settore energia hanno la facoltà di rifiutare la richiesta di stipula non solo qualora a seguito della consultazione di apposite banche dati il profilo del cliente sia giudicato non sufficientemente affidabile o moroso,», spiega Silvia Rossi, responsabile energia di Facile.it. «ma anche se ritengono che il cliente abbia presentato nel corso dei dodici mesi precedenti un numero elevato di richieste di cambio fornitore».
Tra i 120.000 che hanno cercato di cambiare fornitore pur avendo bollette arretrate, esistono sostanzialmente due tipi di profilo; da un lato i cosiddetti turisti energetici, ovvero coloro che volontariamente passano da un operatore all’altro senza pagare le bollette; dall’altro coloro che, trovandosi in difficoltà, non hanno potuto onorare i debiti legati ai consumi di luce e gas, ma anche se oggi si trovano in condizioni migliori, vedono la richiesta bocciata dal nuovo fornitore per la morosità pregressa.
Per loro quindi si chiude definitivamente la possibilità di ottenere un nuovo contratto? No, ma a patto di saldare i debiti precedenti e che il nuovo operatore sia disposto ad accollarsi il rischio di un’eventuale ulteriore morosità.
Identikit dei morosi in cerca di un nuovo fornitore
Dall’analisi del fenomeno su base locale emergono dei dati interessati. La Calabria è la regione con la percentuale più alta di morosi cui è stato negato il contratto; in quest’area, tra coloro che hanno cercato di cambiare fornitore di energia lo scorso anno, l’8,9% ha visto respinta la domanda di fornitura a causa di una morosità pregressa. Seconda in classifica è la Sicilia, regione dove lo scorso anno il 7,4% di coloro che hanno cercato di cambiare fornitore hanno ricevuto un NO a causa di bollette non pagate; al terzo posto si posizione la Campania (4%).
I valori cambiano sensibilmente al variare dell’età dell’intestatario del contratto e, in questo caso, gli utenti potenzialmente meno “corretti” sembrano essere i più giovani. Analizzando il comportamento degli over 40 emerge che, tra loro, solo l’1,7% ha visto rifiutata la richiesta a causa di morosità, mentre tra chi ha meno di 40 anni la percentuale sale fino ad arrivare a quasi al 5%.
Altro dato significativo è quello legato alla modalità di pagamento; se si guarda a coloro che hanno scelto il pagamento tramite bollettino si scopre che il 3,3% ha ricevuto un NO da parte del nuovo fornitore causa morosità mentre tra coloro che hanno scelto l’addebito su conto corrente, la percentuale scende all’1,4%.
I “furbetti" potrebbero avere le gambe corte
Attraverso il SII (Sistema Informativo Integrato), il fornitore uscente ha la possibilità di presentare domanda di indennizzo per il recupero di quanto non pagato dal cliente. Il SII valuta la legittimità della richiesta e il rispetto di alcuni precisi criteri da parte del venditore; qualora l’esito della valutazione fosse positivo, l’indennizzo forfettario verrà inserito dal nuovo fornitore nella bolletta del cliente moroso.
Attenzione alle tempistiche; il Cmor non viene inserito nella prima bolletta del nuovo fornitore, ma in un periodo variabile tra i 6 e i 12 mesi, arco temporale stabilito per legge così da lasciare ai clienti la possibilità di saldare l’eventuale debito.