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venerdì 12 gennaio 2024

Fine tutela bollette gas: aggravi fino a 177 euro per chi non è passato al mercato libero

 


L’arrivo del 2024 ha segnato la fine del servizio di tutela per la fornitura di gas e ai clienti domestici non vulnerabili che non sono passati al mercato libero è stata assegnata una nuova tariffa con possibili aggravi che, secondo l’elaborazione* di Facile.it, arriverebbero fino a 177 euro l’anno.

«Le condizioni economiche della nuova tariffa, denominata ‘offerta PLACET in deroga’, vengono definite dall’Autorità, ad eccezione della voce a copertura dei costi di commercializzazione, che invece viene stabilita liberamente da ciascun fornitore», spiegano gli esperti di Facile.it. «Analizzando i valori applicati dalle società di vendita è emerso che in alcuni casi verrà applicato un sovrapprezzo che arriva fino a 177 euro l’anno rispetto alle tariffe in vigore nel mercato tutelato. Si tratta di un importo fisso, indipendente dai consumi e che quindi potrebbe avere un impatto importante sulle bollette, soprattutto per chi consuma poca energia. Il consiglio è quindi di valutare con attenzione la propria offerta e confrontarla con quelle disponibili sul mercato libero, ricordando che è possibile fare il cambio in qualunque momento.».

Purtroppo, questo non sarà l’unico aumento del 2024 sul fronte dell’energia; con l’inizio del nuovo anno l’Iva sulle bollette del gas è tornata all’aliquota ordinaria (non più 5%, bensì 10% per consumi fino a 480 metri cubi e 22% per consumi superiori) ed anche gli oneri di sistema sono tornati a gravare integralmente sulla spesa finale. Aumenti, questi, che riguarderanno tutti i clienti, indipendentemente dall’offerta sottoscritta.

Per aiutare coloro che non hanno ancora fatto il passaggio al mercato libero per il gas, ma anche chi ha una fornitura elettrica nel servizio di tutela, regime che finirà a luglio 2024, Facile.it ha redatto un breve vademecum in 8 punti con consigli su come affrontare la scelta.

1.          Metti a confronto le offerte. Sul mercato libero operano centinaia di fornitori differenti e i prezzi offerti possono variare sensibilmente. Prima di tutto è bene ricordare che nel mercato libero le società hanno la possibilità di modificare solo la componente “spesa per la materia energia”, voce che diventa quindi fondamentale per mettere a confronto offerte diverse tra loro; le altre voci, come ad esempio gli oneri e le imposte, sono invece stabilite dall’Autorità e sono uguali per tutti. Utilizzare un comparatore o chiedere il supporto di un consulente esperto, ad esempio, possono essere due soluzioni ideali per confrontare correttamente le offerte e scegliere consapevolmente quella più adatta alle proprie esigenze.

2.          Prezzo fisso o indicizzato? Ci sono due tipi di meccanismo di determinazione del prezzo: prezzo fisso o indicizzato. Nel primo caso il prezzo della componente energia viene bloccato per un periodo di tempo, di solito 12 o 24 mesi; nel secondo caso, invece, il prezzo varia mensilmente sulla base di un indice di riferimento, legato solitamente all’andamento del costo della materia prima. Non esiste in assoluto un’opzione giusta o sbagliata in quanto la scelta dipende dalle tariffe e della propensione al rischio di ciascuno: se si opta per la tariffa a prezzo fisso, è importante tenere sott’occhio la durata dell’offerta in quanto, al termine del periodo di vincolo, il fornitore proporrà una nuova tariffa e non è detto che sia conveniente. Prima di accettarla, quindi, sarebbe bene confrontare la proposta con le altre presenti sul mercato così da prendere la decisione più giusta.

3.          Per ogni stile di vita, c’è una tariffa adatta. Quando si è alle prese con l’energia elettrica è importante tenere in considerazione anche il proprio stile di vita e gli orari in cui si consuma maggiormente l’energia; questo perché sul mercato esistono tariffe biorarie, che offrono un prezzo scontato dell’energia in alcune fasce della giornata, e tariffe monorarie, che invece hanno un prezzo unico indipendente dall’orario di consumo. Come per il prezzo fisso o indicizzato, anche in questo caso non c’è una soluzione migliore in assoluto rispetto ad un’altra: la tariffa va scelta in funzione delle proprie abitudini e della propria quotidianità. Se hai dubbi, consulta la tua bolletta per vedere in quali ore della giornata consumi più energia.

4.          Tieni d’occhio i tuoi consumi. Per trovare la tariffa più adatta alle proprie esigenze è importante capire quanta energia si consuma in casa; questo lo si può capire recuperando dalle vecchie bollette i consumi annuali, espressi in kilowattora per l’elettricità e in smc per il gas. Grazie a questi dati, sarà più semplice stimare il risparmio cambiando fornitore.

5.          L’affidabilità del fornitore. Nello scegliere il nuovo fornitore è importante affidarsi solo ed esclusivamente ad operatori seri e affidabili perché la truffa può essere dietro l’angolo; in un periodo delicato come quello attuale non è un caso che i tentativi di frode si siano moltiplicati. La buona notizia è che difendersi dai truffatori è spesso semplice: il primo consiglio, nonché il più importante, è quello di non farsi mai prendere dalla fretta e di non accettare proposte prima di averne verificato l’autenticità.

6.          Fornitore unico per luce e gas. Alcuni operatori offrono tariffe ancora più convenienti se si sceglie di siglare con loro sia il contratto per la fornitura di elettricità, sia quello per il gas e questa potrebbe essere una valida strategia per risparmiare. Valutiamo con attenzione questa opzione, ma soprattutto verifichiamo se può essere adatta alle esigenze della nostra famiglia; potremmo beneficiare non solo di un vantaggio economico, ma anche di una maggior semplicità nella gestione delle bollette. 

7.          Non abbiate paura a cambiare. Una volta identificata l’offerta più adatta, si può procedere con il passaggio; arrivati a questo punto è importante sapere che l’attivazione di una nuova fornitura è gratuita, è semplice e non si corre mai il rischio di rimanere senza luce o gas. 

8.          E se mi accorgo di essere stato truffato? Nessuna paura. Puoi contattare chi ti ha fatto sottoscrivere il contratto; se si tratta di una semplice incomprensione e non di un tentativo di truffa, allora la situazione si risolverà senza problemi. Se, invece, puoi dimostrare che la firma sul contratto ti è stata estorta con l’inganno o che non è la tua, puoi inviare formale reclamo disconoscendo il contratto e segnalando l’accaduto alle forze dell’ordine e le autorità competenti (Polizia, Polizia Postale, AGCM e ARERA). Puoi pretendere, inoltre, che il fornitore presso cui sei stato registrato ti riporti immediatamente nelle fila del precedente.

* Elaborazione su dati ARERA dicembre 2023

Immagine © Gina Sanders

martedì 31 ottobre 2023

Bollette gas: aumenti fino a 205 euro se tornassero oneri e Iva

 


A fine mese scadrà l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette del gas e l’Iva agevolata al 5%; secondo le stime di Facile.it, se il Governo non rinnoverà le due misure, la spesa per una famiglia tipo potrebbe aumentare fino a 205 euro su base annua, con un rincaro fino al 16%.

Per stimare l’impatto degli oneri di sistema, Facile.it ha preso in esame le tariffe in vigore nel mercato tutelato a settembre 2021, le ultime prima dell’azzeramento; all’epoca, questa voce di spesa era pari, su una bolletta tipo, a 5,6 centesimi per smc.

Se gli oneri tornassero nella stessa misura di allora, l’aumento per una famiglia tipo sarebbe di 41 euro su base annua, con un incremento di circa il 3% rispetto ad oggi. Se, oltre agli oneri, anche l’Iva tornasse alla sua aliquota originale, vale a dire 10% per consumi fino a 480 smc e 22% per quelli superiori, l’aggravio complessivo sarebbe di 205 euro su base annua. La stima sull’Iva è basata sul PUN rilevato ad agosto 2023; qualora questo dovesse crescere, il peso in valori assoluti dell’imposta sarebbe superiore.

«Oggi il prezzo del gas è nettamente inferiore rispetto al 2022, ma le bollette rimangono comunque elevate se paragonate a quelle degli anni precedenti; la fine delle misure introdotte dal Governo andrà certamente a pesare sulle tasche di molte famiglie italiane», spiega Gabriele Airoldi, BU Director Gas&Power di Facile.it. «Il consiglio per i consumatori è, come sempre, di fare attenzione agli sprechi e di ridurre, laddove possibile, i consumi, anche in vista della stagione invernale quando i prezzi del gas potrebbero tornare ad aumentare. Fondamentale, inoltre, scegliere con attenzione il proprio fornitore, soprattutto per chi è ancora nel mercato tutelato; la fine del regime di tutela si avvicina e, salvo ulteriori rinvii, è prevista per gennaio 2024;  il suggerimento per chi ancora non l’ha fatto è di muoversi per tempo nella scelta del nuovo contratto».

* Consumi famiglia tipo: 1.400 smc annui.
** Previsioni sull’andamento del PSV fornite dall’European Energy Exchange (EEX)

 

Immagine © Photoiron

 

lunedì 25 settembre 2023

Bollette gas: aumenti fino a 205 euro se tornassero oneri e Iva

 


A fine mese scadrà l’azzeramento degli oneri di sistema sulle bollette del gas e l’Iva agevolata al 5%; secondo le stime di Facile.it, se il Governo non rinnoverà le due misure, la spesa per una famiglia tipo potrebbe aumentare fino a 205 euro su base annua, con un rincaro fino al 16%.

Per stimare l’impatto degli oneri di sistema, Facile.it ha preso in esame le tariffe in vigore nel mercato tutelato a settembre 2021, le ultime prima dell’azzeramento; all’epoca, questa voce di spesa era pari, su una bolletta tipo, a 5,6 centesimi per smc.

Se gli oneri tornassero nella stessa misura di allora, l’aumento per una famiglia tipo sarebbe di 41 euro su base annua, con un incremento di circa il 3% rispetto ad oggi. Se, oltre agli oneri, anche l’Iva tornasse alla sua aliquota originale, vale a dire 10% per consumi fino a 480 smc e 22% per quelli superiori, l’aggravio complessivo sarebbe di 205 euro su base annua. La stima sull’Iva è basata sul PUN rilevato ad agosto 2023; qualora questo dovesse crescere, il peso in valori assoluti dell’imposta sarebbe superiore.

«Oggi il prezzo del gas è nettamente inferiore rispetto al 2022, ma le bollette rimangono comunque elevate se paragonate a quelle degli anni precedenti; la fine delle misure introdotte dal Governo andrà certamente a pesare sulle tasche di molte famiglie italiane», spiega Gabriele Airoldi, BU Director Gas&Power di Facile.it. «Il consiglio per i consumatori è, come sempre, di fare attenzione agli sprechi e di ridurre, laddove possibile, i consumi, anche in vista della stagione invernale quando i prezzi del gas potrebbero tornare ad aumentare. Fondamentale, inoltre, scegliere con attenzione il proprio fornitore, soprattutto per chi è ancora nel mercato tutelato; la fine del regime di tutela si avvicina e, salvo ulteriori rinvii, è prevista per gennaio 2024;  il suggerimento per chi ancora non l’ha fatto è di muoversi per tempo nella scelta del nuovo contratto».

 

* Stima su una famiglia tipo con un contratto di fornitura nel mercato tutelato, consumi 1.400 smc, tariffa aggiornata ad agosto 2023 , ambito tariffario Nord orientale.

Immagine © Photoiron

martedì 6 giugno 2023

Gas: prezzi in calo, ma non le bollette

 


Nonostante il calo del prezzo della materia prima sui mercati internazionali, le bollette del gas per le famiglie tipo* con un contratto di fornitura nel mercato tutelato potrebbero non scendere; secondo le stime di Facile.it a maggio la tariffa del metano rimarrà sostanzialmente in linea con quella di aprile, mese segnato da un aumento dei prezzi pari al +22,4%.

La ragione – spiegano gli esperti di Facile.it - è legata alla fine del cosiddetto “sconto in bolletta”: l’aliquota negativa della componente tariffaria UG2C, come previsto dal Decreto-legge 34/2023, è stata modificata per il mese di aprile (passando da circa -32 centesimi di euro/Smc a circa -11 centesimi di euro/Smc) fino ad essere completamente eliminata a partire da maggio. Questo, di fatto, potrebbe annullare gli effetti benefici legati del calo del prezzo della materia prima, se non del tutto almeno in parte.

Sul fronte delle quotazioni internazionali del gas, come detto, i valori rilevati a maggio risultano in netta diminuzione rispetto al mese precedente; guardando ai dati riportati dal GME (Gestore dei Mercati Energetici), il prezzo medio risulta in calo di circa il 23% e pertanto è possibile stimare che il costo della materia prima gas per il mese di maggio sarà intorno ai 37 centesimi di euro/Smc (era 48 centesimi di euro/Smc ad aprile).

«Il calo del prezzo delle materie prime ha portato un beneficio alle tasche delle famiglie italiane ed oggi le tariffe gas disponibili sul mercato sono sicuramente più basse rispetto a quelle dello scorso anno. Va detto, però, che a partire dal mese di aprile il graduale azzeramento dello sconto sulle bollette ha influito in termini negativi. In virtù di ciò, e nonostante il costo della materia prima stia continuando a diminuire, le tariffe finali per i consumatori sono tornate a crescere e anche a maggio potrebbero non calare» spiegano gli esperti di Facile.it«Siamo fortunatamente ben lontani dai picchi raggiunti nel 2022, ma è comunque un elemento da tenere in considerazione soprattutto in vista del prossimo inverno, quando, secondo le previsioni di mercato, il prezzo della materia prima dovrebbe tornare a salire.».

* Famiglia tipo domestica: consumo annuo 1.400 smc per il gas

 

Immagine © photoiron

 

mercoledì 3 maggio 2023

Bollette gas: possibile aumento del 28% ad aprile

 


Secondo le previsioni di Facile.it, ad aprile la tariffa del gas per una famiglia tipo nel mercato tutelato potrebbe salire di circa il 28% rispetto a quella di marzo. Se le stime venissero confermate, quindi, a parità di consumi, la spesa di una famiglia tipo (calcolata su un consumo mensile di 116 Smc) passerebbe da circa 87 euro a 112 euro al mese, con un aumento di quasi 25 euro che, su base annua, diventerebbero poco meno di 300 euro. 

Il rincaro, secondo l’analisi del comparatore, è dovuto alla variazione dell’aliquota negativa della componente tariffaria UG2C come previsto dal Decreto-legge 34/2023; secondo la disposizione recentemente entrata in vigore, ad aprile 2023 tale aliquota verrà applicata in misura pari al 35% rispetto al primo trimestre 2023; dati alla mano, quindi, l’aliquota passerà da circa -31 centesimi di euro/Smc a circa -10 centesimi di euro/Smc. 

Sul fronte del prezzo della materia prima, invece, i valori registrati dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) ad aprile sono in linea con quelli di marzo, pertanto, in assenza di variazioni significative negli ultimi giorni del mese, è possibile stimare che il costo rimarrà costante, se non addirittura in lieve calo, rispetto allo scorso mese, quindi intorno ai 49 centesimi di euro/Smc.  

«Nell’ultimo anno la componente negativa UG2C  sulla bolletta del gas è stata fondamentale per contribuire a contrastare, almeno in parte, l’aumento del prezzo della materia prima ed è pertanto inevitabile che, con il suo graduale azzeramento, le tariffe ne risentano negativamente», spiegano gli esperti di Facile.it «L’unica buona notizia è che questa variazione arriva in un momento in cui i consumi di gas si vanno riducendo, pertanto l’impatto sulle tasche dei consumatori potrebbe essere meno pesante.».

Immagine © Cristian Storto

 

mercoledì 1 febbraio 2023

Bollette: nel 2022 si è speso il 108% in più per l’elettricità e il 57% in più per il gas

 


A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie italiane con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.434 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021, e 1.459 euro per il gas (+57%), ma il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023 potrebbe far ben sperare.

«Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

L’andamento regionale della bolletta elettrica

Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 gli italiani hanno sborsato, mediamente, 2.893 euro a famiglia (rispetto ai 1.616 euro del 2021), ma dove si è speso di più nello Stivale?

Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base regionale, emergono differenze significative. Al primo posto si posiziona la Sardegna, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.672 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.789 euro, vale a dire il 24,7% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di fornitura gas in molte parti dell’Isola, situazione che spesso viene compensata ricorrendo a dispositivi elettrici anche per il riscaldamento, con grossi impatti sulla bolletta.

Al secondo posto si posiziona la Sicilia, dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.627 euro per un consumo medio rilevato di 3.339 kWh. Ultimo gradino del podio per la Campania; in questa regione si sono spesi 1.519 euro (3.118 kWh).

Le aree dove, di contro, i consumi di elettricità sono stati più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Liguria (spesa media 1.176 euro per un consumo di 2.414 kWh), il Piemonte (1.289 euro, 2.646 kWh) e il Trentino-Alto Adige; qui gli abitanti hanno pagato 1.314 euro (2.697 kWh).

L’andamento regionale della bolletta gas

Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Dall’analisi emerge che se sul fronte dell’elettricità gli abitanti del Trentino-Alto Adige sono tra i più fortunati, va molto peggio per il gas tanto che, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato; mediamente, 1.729 euro, il 18,5% in più della media nazionale, a fronte di un consumo di 1.352 smc.

Seguono nella graduatoria l’Emilia-Romagna, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.287 smc per un costo complessivo di 1.646 euro, e la Lombardia (1.639 euro, 1.282 smc).

Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, troviamo la Campania, regione dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente 1.009 euro (789 smc), il Lazio, dove il costo della bolletta del gas è stato di 1.021 euro (799 smc) e la Sicilia (1.045 euro, 817 smc).


*L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

Immagine © Cristian Storto

mercoledì 28 settembre 2022

Bolletta gas: aumenti fino al 120%

 


Secondo le stime di Facile.it a partire da ottobre la bolletta del gas per i clienti del mercato tutelato potrebbe aumentare fino al 120% arrivando a sfiorare, per la famiglia tipo, i 317 euro al mese.

Il dato emerge dalle simulazioni realizzate dal comparatore focalizzate sul nuovo metodo di calcolo introdotto dall’Arera; a partire da ottobre il costo della componente materia prima nelle bollette del gas sarà calcolato tenendo in considerazione la media mensile dei prezzi effettivi del mercato all'ingrosso italiano (PSV) e non più le quotazioni internazionali (Ttf di Amsterdam). Una novità introdotta dall’Autorità proprio per far fronte al caro-energia.

«Per capire l’effettivo aumento del prezzo del gas bisognerà attendere gli inizi di novembre, quando Arera pubblicherà il dato ufficiale relativo al PSV di ottobre», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «In ogni caso, questo aggiornamento tariffario riguarderà solo i circa 7 milioni di clienti che hanno un contratto di fornitura gas nel servizio di tutela; guardare alle offerte presenti sul mercato libero potrebbe, quindi, essere una soluzione per contrastare almeno in parte i rincari previsti per i prossimi mesi».

Per arrivare al dato, Facile.it ha calcolato la spesa mensile di una famiglia tipo (consumi annui 1.400 smc) applicando i valori del mercato all'ingrosso italiano dello scorso mese (2,47 €/smc); se le condizioni rimarranno su questi livelli anche ad ottobre, ipotizzando che le altre voci di spesa in bolletta restino uguali, il costo per un solo mese di fornitura gas arriverebbe a 317 euro, vale a dire 173 euro in più rispetto ad oggi.

Immagine © Cristian Storto

venerdì 12 marzo 2021

Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Venezia



Quanto costa vivere a Venezia e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del Facile.it Store di Mestre (https://www.facile.it/store/mestre.html), terzo negozio del comparatore in Veneto, la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere nella città di Venezia e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, ADSL, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

Assicurazioni auto e moto

I primi costi presi in considerazione dal comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in provincia di Venezia occorrevano, in media, 400,53 euro, valore in calo del 14,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Buone notizie arrivano anche dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono diminuite e, a febbraio 2021, per assicurare una due ruote a Venezia e provincia servivano, in media, 266,84 euro, vale a dire il 19,4% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Energia e gas

Una delle voci che più incide sui budget delle famiglie, almeno a livello psicologico, è quella relativa alla bolletta della luce e del gas* e per questo Facile.it ha voluto analizzare quanto spendono, in media, i veneziani. Analizzando la bolletta elettrica e prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia residente a Venezia e provincia (2.134 kWh), è emerso che la spesa annuale del 2020 è stata pari a circa 381,80 euro, valore in calo del 13,5% rispetto al 2019. Attenzione però perché il 2021 si è aperto con un aumento delle tariffe dell’energia elettrica; se queste rimarranno invariate, a parità di consumo, quest’anno si spenderà il 12,1% in più rispetto al 2020.

Guardando alla bolletta del gas e prendendo in considerazione i consumi medi di una famiglia veneziana (980 smc), emerge che la spesa media annuale nel 2020 è stata pari a 652,68 euro, vale a dire il 13,1% in meno rispetto al 2019. Anche sul fronte della fornitura di metano, il 2021 si è aperto con un aumento delle tariffe; in assenza di variazioni e a parità di consumi, il conto finale potrebbe essere più salato e pari a 692,47 euro, vale a dire il 6,1% in più rispetto al 2020.

Telefonia

La telefonia fissa (internet casa, ADSL e fibra) è un’altra delle spese esaminate da Facile.it. Nel corso del 2020 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie veneziane è stata pari a circa 29,96 euro, per un costo complessivo annuale pari a 359,52 euro, valore in aumento del 3,1% rispetto a quanto pagato nel 2019.

Mutui casa

Per quanto riguarda il mutuo e analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nel corso del 2020, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Venezia hanno chiesto, mediamente, 133.279 euro, vale a dire il 6,7% in più rispetto a quanto rilevato nel 2019.

Analizzando l’identikit del richiedente veneziano emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo aveva, all’atto della firma, 40 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 63,2% del valore dell’immobile da acquistare, da restituire in 22 anni.

Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: il 96% dei richiedenti veneziani ha optato per quello fisso, mentre solo il 4% ha cercato di ottenere il variabile.

Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, invece, l’importo medio richiesto sale a 138.958 euro; al contrario, l’età media dei richiedenti scende a 38 anni.

Prestiti personali

Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel 2020, l’importo medio richiesto in provincia di Venezia è stato pari a 11.076 euro, vale a dire l’1,1% in più rispetto al 2019; stabili i piani di ammortamento (61 rate, pari a poco più 5 anni) e l’età media dei richiedenti (poco più di 42 anni).

Guardando alle domande di finanziamento per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emerge che la prima ragione che ha spinto i veneziani a rivolgersi ad una società di credito è stata l’ottenimento di liquidità (25%), seguita dall’acquisto di auto usate (20%) e dalla ristrutturazione casa (16%).

Analizzando, invece, il sesso dei richiedenti è emerso come a presentare domanda di finanziamento siano per lo più gli uomini, con una percentuale pari al 74,7%, contro il 25,3% del campione femminile.

Facile.it apre il suo terzo store in Veneto

Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino, Bari, Lecce, Salerno, Cagliari e Treviglio, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo terzo store in Veneto a Mestre (Piazza Ferretto, 90). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

«Il nostro obiettivo è comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare anche a un pubblico non ancora abituato a comparare le offerte», spiega Daniela Zancan, Managing Director Stores & Facile.it Mutui e Prestiti. «Le famiglie veneziane sono molto attente alle spese domestiche e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di costo con cui devono fare i conti ogni mese».


 

(*)

Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 131.860 preventivi auto e 15.588 preventivi moto effettuati a Venezia e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di circa 5.000 richieste di mutuo presentate da gennaio 2019 a dicembre 2020 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Venezia.

Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 3.000 richieste di prestito personale presentate da gennaio 2019 a dicembre 2020 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Venezia.

Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media composta da 2,7 individui, con un consumo annuo di 2.134 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, è stata considerata una famiglia media composta da 2,6 individui con un consumo annuo di 980 Smc in regime tutelato

mercoledì 10 marzo 2021

Bollette: mercato libero o tutelato? 7 milioni di italiani non lo sanno

 


La fine del mercato tutelato, prevista per l’inizio del 2022, è stata rimandata al primo gennaio 2023. Forse un bene se si considera che quando si parla di mercato libero o tutelato sono ancora molti i consumatori con le idee poco chiare; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale* addirittura 7 milioni di italiani non sono in grado di dire se il loro contratto di luce o gas sia con un operatore del mercato libero o nel servizio di maggior tutela.

La situazione migliora solo di poco se ci si rivolge agli intervistati che hanno dichiarato di essere nel mercato tutelato; tra loro il 35,4% ha dichiarato di non essere a conoscenza della fine di questo regime. La percentuale arriva addirittura al 41,8% tra i rispondenti residenti nelle regioni del Centro Italia.

Fine del mercato tutelato…chi non sa, e chi non si attiva

Analizzando nel dettaglio le risposte degli intervistati che hanno un contratto nel mercato tutelato emerge che, forse a causa dei numerosi rinvii che si sono susseguiti nel corso degli ultimi anni, quasi 1 su 2 (49,5%) ha dichiarato di non essersi ancora attivato per trovare un’alternativa nel mercato libero, pur sapendo della fine del regime di tutela.

Scomponendo il campione a livello territoriale emerge che i più pigri sembrano essere i residenti nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole; tra loro più di 1 su 2 (50,8%), pur sapendo del termine del servizio di maggior tutela, non si è ancora adoperato per passare al mercato libero.

«Sebbene la fine del mercato tutelato sia stata rimandata al 2023», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it, «il consiglio è di informarsi e attivarsi il prima possibile per il passaggio al mercato libero; non solo per non farsi trovare impreparati all’appuntamento, ma soprattutto perché il passaggio può comportare importanti risparmi sulla bolletta. È bene ricordare che il cambio da un regime all’altro può essere fatto in qualsiasi momento e senza alcun costo, non è previsto alcun intervento sulla linea e non vi sono interruzioni nella fornitura di luce o gas.».



Nota metodologica: l’indagine è stata svolta il 15 ed il 16 febbraio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

martedì 24 novembre 2020

Dal coperchio sulla pentola alle luci di Natale; i semplici comportamenti che possono farci risparmiare sulla bolletta



In questo momento così particolare le famiglie italiane cercano di risparmiare, ma spesso gli sprechi maggiori si hanno all’interno delle mura di casa dove invece, con pochissimi accorgimenti, si potrebbe riuscire ad alleggerire notevolmente le bollette luce e gas. Facile.it ha analizzato molte (insane) abitudini scoprendo, letteralmente, quanto ci costano. Ecco cosa è emerso.

La cucina, molti rischi per la bolletta

Per tanti nuclei familiari la cucina è il fulcro della vita domestica e per questo motivo Facile.it ha cominciato proprio da quella stanza la sua analisi volta a capire come ridurre i costi della bolletta elettrica. Il primo osservato speciale è il frigorifero. Secondo quanto calcolato dall’ufficio studi del comparatore, basta staccare di appena 10 centimetri dal muro questo elettrodomestico per riuscire a risparmiare fino a 23 euro all’anno. Per fretta o distrazione, capita di non chiudere bene lo sportello di freezer o frigo; ebbene, farlo in maniera sistematica ci può costare fino a 21 euro all’anno, mentre se si decide di sostituire il frigorifero, è sufficiente passare da una classe B ad una A+ per risparmiare fino a 32 euro, o addirittura di più se si opta per una classe energetica migliore.

Sarebbe possibile risparmiare ancora di più (fino a 33 euro), se usassimo per scongelare non il forno tradizionale, ma quello a microonde; bloccare il ciclo della lavastoviglie prima che asciughi i piatti fa risparmiare fino a 18 euro all’anno, usare la pentola a pressione invece che quella tradizionale alleggerisce la bolletta di circa 8 euro, ma se proprio volete o dovete usare le pentole tradizionali, ad esempio per cuocere la pasta…almeno fatelo con un coperchio, risparmierete 5 euro.

Il bagno

La seconda stanza considerata è il bagno e, ancora una volta, bastano pochi gesti per risparmiare tanto. Non far scorrere a vuoto l’acqua calda mentre ci si fa la doccia o ci si rade, ha stimato l’ufficio studi di Facile.it, equivale ad un risparmio che può arrivare fino a 36 euro all’anno, mentre scegliere con cura il programma su cui impostare la lavatrice, ad esempio lavando a 60 gradi invece che a 90 si traduce in un risparmio annuo di 25 euro.

Il grande risparmio arriva dalla giusta temperatura

Un dato emerge chiaramente dall’analisi svolta da Facile.it sui comportamenti energivori degli italiani; agire sul riscaldamento o raffreddamento corretto degli ambienti è la vera chiave del risparmio in bolletta.

Durante l’inverno, si legge nell’analisi, abbassare di un solo grado il riscaldamento di casa equivale a circa 50 euro di risparmio e spegnere totalmente l’impianto quando si è via ad 8; ma è in estate che si possono ottenere i risultati migliori per la bolletta.

Programmare accuratamente il condizionatore in modo da non sprecarne gli effetti permette di risparmiare circa 50 euro ogni anno, deumidificare invece che raffreddare consente di tenerne in tasca fino ad 85 e se si cambia il condizionatore passando da uno in classe B ad uno in classe A+++, si arriverà ad alleggerire la bolletta di circa 90 euro all’anno.

Fiat lux! Ma solo se e come necessario

Un’altra fonte di spesa piuttosto sostenuta (e sovente sottovalutata) è quella rappresentata dalle luci di casa. Già il solo spegnere sistematicamente quelle non necessarie fa risparmiare fino a 30 euro all’anno, ma non è l’unica azione possibile per risparmiare tanto e con pochissimo sforzo.

Ormai è molto difficile trovare nelle case italiane le vecchie lampadine ad incandescenza, ma spesso molti consumatori sono convinti che usare quelle a basso consumo sia sufficiente; ebbene preferire le lampadine a led consentirebbe invece di eliminare dalla bolletta fino a 30 euro all’anno di costi.

Attenzione poi ad un altro tipo di luci; quelle dell’albero di Natale. Se anche loro saranno led risparmierete 4 euro.

Quando è bene…staccare la spina

Un po’ per abitudine e un po’ anche forse per pigrizia, sono tanti gli italiani che non staccano mai la spina degli elettrodomestici e, anche se inutilizzati, li mantengono in stand by. Un’innocua lucina rossa all’aspetto che però, in termini economici, vuol dire ben altro.

Secondo quanto calcolato da Facile.it, eliminare lo stand by dei piccoli elettrodomestici che abbiamo in casa ci permetterebbe di risparmiare fino a 56 euro. Dopo questa carrellata è giusto, però, assolvere un oggetto spesso sul banco degli imputati; il caricatore del cellulare. Se resta attaccato alla presa anche quando non svolge il suo lavoro, non consuma poi tanto: appena 1,5 euro.

«In realtà risparmiare sulle bollette di casa è molto più semplice di quanto non si creda», spiegano da Facile.it, «Bisogna però prendere un ruolo attivo in questo senso, sia mettendo in atto comportamenti corretti all’interno delle proprie mura, sia cercando fra le diverse offerte presenti sul mercato quella più adatta alle esigenze della propria famiglia. Oggi il confronto online consente di verificare in pochi istanti quanto disponibile per i consumatori e moltissimi servizi di consulenza gratuita consentono di fare la scelta corretta. Insomma, bastano pochi minuti per risparmiare davvero tanto e riprendere in mano le redini della propria bolletta.»

venerdì 9 ottobre 2020

Bollette luce e gas: arrivano i rincari, occhio alle truffe

 


A partire dal 1° ottobre le tariffe luce e gas del mercato tutelato sono aumentate sensibilmente, rispettivamente del 15,6% e del’11,4%; per evitare il salasso, quindi, molti italiani si attiveranno per cambiare operatore energetico, ma è proprio in periodi come questi che i tentativi di truffa si moltiplicano e, pertanto, è necessario prestare particolare attenzione. I costi energetici, in realtà, sono già da tempo tra le spese meno amate dagli italiani; come emerso da una recente indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, il 61% degli intervistati ha dichiarato di voler tagliare la bolletta elettrica mentre poco meno, il 52%, vorrebbe ridurre quella del gas. Percentuali destinate a salire alla luce dei recenti rincari tariffari del mercato tutelato che, secondo gli ultimi dati ufficiali, conta ancora circa 15.000.000 di clienti.

Per evitare che gli italiani alla ricerca di un nuovo operatore energetico cadano vittima di raggiri, Facile.it ha redatto un breve vademecum per riconoscere i principali pericoli e mettersi al riparo dai tentativi di truffa.

1)      Il pericolo ha mille volti

Quando si parla di bollette luce e gas, è bene prestare attenzione su più fronti perché le frodi possono colpirci in modi, e attraverso canali, molto diversi tra loro. Ci sono truffatori che tentano il primo approccio attraverso un’e-mail che, in risposta ad essa o dopo aver cliccato su un link, chiede di inserire dati personali; ci sono altri malintenzionati che provano a carpire informazioni telefonandovi a casa o sul cellulare o, addirittura, frodatori che si presentano alla porta di casa suonandovi il campanello.

In ogni caso, ponete attenzione a come il presunto addetto si interfaccia con voi: prima di tutto deve qualificarsi in modo tale che voi possiate verificarne l'identità e l'effettiva appartenenza allo staff dell'azienda per la quale dice di contattarvi.

Dovete poi rifiutare nel momento in cui qualcuno vi dovesse suonare il campanello senza un appuntamento chiedendovi di entrare; non è così che operano le aziende del settore e, mai ed in nessun caso, i fornitori di luce o gas permettono ai propri addetti di riscuotere denaro contante dai clienti durante appuntamenti a domicilio. Se dovesse succedere…metteteli fuori dalla porta.

2)      Non sempre la fretta porta a vantaggi

Più di 1 volta su 2 (60% dei casi), come emerge dalla ricerca di mUp Research per Facile.it, il motivo che spinge i clienti a cercare un nuovo fornitore di luce e gas è la ricerca di un prezzo migliore rispetto a quello che si sta pagando. I truffatori sfruttano questa opportunità per attirare l’attenzione dei clienti insoddisfatti, cercando di convincerli che l'azienda con cui hanno in essere il contratto stia per aumentare le tariffe applicate o che sia ormai prossima al fallimento, portando a danni economici e pratici molto gravi.

In questo caso, il consiglio più importante è quello di non farsi mai prendere dalla fretta. Qualsiasi proposta vi venga fatta deve essere accompagnata da un contratto scritto, che vi deve essere inviato in modo tale da analizzarlo con calma e verificare, grazie anche agli sportelli di aiuto dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), sia la correttezza delle informazioni offerte, sia che la società proponente abbia l’autorizzazione ad operare e sia regolarmente riconosciuta dall'autorità.

·         Per contattare ARERA ci si può servire di uno qualunque dei canali indicati in questa pagina: https://www.arera.it/it/callcenter.htm

·         Per verificare gli operatori basta controllare l'elenco che ARERA ha pubblicato per la consultazione, diviso secondo vari parametri, a questo link:  https://www.arera.it/ModuliDinamiciPortale/reportistica/compilaRicerca

3)      Attenzione ai codici

In cima ad ogni bolletta si trova sempre lo stesso codice alfanumerico, anche se nel corso del tempo avete cambiato fornitore. 

Questo codice, che si chiama POD per l'energia elettrica e PDR per il gas, identifica in modo univoco la fornitura e, in qualche maniera, è ciò che protegge la vostra utenza: dato che senza di esso nessuno può procedere ad un cambio di operatore, è proprio la prima informazione che i malintenzionati cercano di carpire all'ignaro cliente.

Chi vi fornisce l’energia non ha senso che vi chieda di dargli il vostro codice POD o PDR perché dovrebbe già conoscerlo, quindi nel momento in cui si dovesse presentare un presunto rappresentante dell'azienda a richiedere questa informazione, fate subito suonare il campanello di allarme e chiudete ogni tipo di relazione.

4)      Attenzione alle voci della bolletta e a quello che dite

In primo luogo, ricordatevi sempre che un contratto di utenza è valido soltanto nel momento in cui esiste una doppia conferma da parte vostra; conferma che l’azienda è obbligata a chiedervi e che voi potrete rilasciare sia in forma scritta sia tramite registrazione audio. Fate particolare attenzione a non rispondere mai con monosillabi o frasi troppo semplici, (Sì, No, Lo confermo) se dovessero chiamarvi da un call center che vi insospettisce, perché queste parole potrebbero essere registrate e “rimontate” ad hoc per simulare una vostra approvazione al cambio di fornitore.

In secondo luogo, fate molta attenzione quando ricevete la bolletta: non limitatevi a guardare l’importo da pagare, ma osservate anche le voci che concorrono al totale; se appaiono diciture come “cessazione contratto” o altre che vi insospettiscono contattate subito il fornitore e, se il caso, sia l’autorità Garante della concorrenza sia l’ARERA.

5)      Se avete sbagliato, non abbiate paura; si può sempre rimediare

Se siete già caduti nella trappola, per ingenuità o distrazione, non perdetevi d’animo perché ci sono diversi modi per uscirne. Prima di tutto potete disconoscere il contratto inviando formale reclamo nel caso in cui abbiate modo di dimostrare che la firma sul contratto non è vostra o vi sia stata estorta con l’inganno. In questo caso non solo avete tutto il diritto di non pagare la bolletta, ma potete anche sporgere denuncia all’Autorità Garante pretendendo, inoltre, che il fornitore presso cui siete stati registrati vi riporti immediatamente nelle fila del precedente.

Nel caso in cui, invece, abbiate semplicemente cambiato idea, potete recedere dal contratto senza alcuna penale o obbligo di dare motivazione della vostra scelta, avvalendovi del cosiddetto “diritto di ripensamento”. Attenti, però, che in questi casi ci sono tempi ben definiti da rispettare: massimo 14 giorni dalla firma dell’accettazione della proposta se si tratta di una vendita a domicilio o dall’invio della conferma scritta o della registrazione della conferma vocale con ricezione dei codici di accesso al sito del venditore se la vendita è avvenuta tramite telefono. Nel caso in cui, invece, il nuovo fornitore ometta di comunicare le modalità di esercizio del diritto di ripensamento il termine sarà di 12 mesi.


 

 


* Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.