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martedì 1 dicembre 2020

Dopo il lockdown aumentano le richieste di cessione del quinto (+10,2%)

 


Dopo il lockdown aumentano le richieste di cessione del quinto (+10,2%) mentre, fra chi chiede un prestito personale, 1 domanda su 4 è per l’ottenimento di liquidità; sono questi alcuni degli effetti causati dal Covid e dalla conseguente emergenza economica emersi dall’analisi di Facile.it e Prestiti.it, realizzata su un campione di oltre 212.000 domande di finanziamento raccolte tramite i due portali*.

«Negli ultimi mesi il rapporto degli italiani con il credito al consumo è inevitabilmente cambiato», spiegano gli esperti di Facile.it. «Il periodo di grande incertezza che viviamo spinge le famiglie a posticipare i progetti importanti e a dare priorità alla richiesta di liquidità per far fronte a eventuali imprevisti o difficoltà lavorative».

Aumentano le richieste di cessione del quinto

Come già accennato, l’analisi di Facile.it e Prestiti.it ha messo in luce come nel corso del terzo trimestre 2020 sia aumentata del 10,2% rispetto allo stesso periodo del 2019 la richiesta di prestiti tramite cessione del quinto dello stipendio o della pensione.

Ma se da un lato sempre più italiani hanno cercato di ottenere questa tipologia di finanziamento, dall’altro è diminuito l’importo medio richiesto, che si è stabilizzato a 19.464 euro, vale a dire il 6% in meno rispetto al terzo trimestre dello scorso anno.

L’indagine ha tracciato anche il profilo di chi ha chiesto una cessione del quinto; circa 1 domanda su 4 (23,9%) è stata presentata da una donna, mentre l’età media dei richiedenti è pari a 45 anni.

«Il calo potrebbe essere legato da un lato alla diminuzione degli stipendi, dall’altro al cambio di esigenze da parte di coloro che presentano domanda, che oggi ricorrono a questa tipologia di prestito non più solo per far fronte a progetti importanti, ma anche per avere la liquidità necessaria per affrontare spese di importo inferiore rispetto al passato», spiegano dal comparatore.

Cambiano le finalità dei prestiti personali

Se è vero che, nel terzo trimestre dell’anno in corso, la prima ragione che ha spinto gli italiani a chiedere un prestito personale è stata l’esigenza di ottenere liquidità (23,2%), dall’analisi emerge anche un aumento del peso percentuale dei prestiti per l’acquisto di auto usate, che sono arrivati a rappresentare il 21,3% del totale (+4,1 punti percentuali rispetto allo scorso anno).

A riprova di quanto detto dagli esperti di Facile.it, invece, è diminuito il peso dei finanziamenti chiesti per la ristrutturazione della casa (-3 punti percentuali) o per l’acquisto di arredamento (-1 punto percentuale).

Chi si è rivolto alle finanziarie per un prestito personale lo ha fatto per importi mediamente pari a 13.201 euro; la durata media dei piani di ammortamento, è di 63 rate (poco più di 5 anni).

Identikit del richiedente prestito

Dati interessanti emergono guardando il profilo sociodemografico di chi ha presentato domanda di prestito personale. Il primo dato significativo è legato al sesso: nel terzo trimestre dell’anno si è ridotta ulteriormente la quota dei prestiti richiesti dalle donne, passata dal 27% del 2019 al 25,5% del 2020. Probabilmente perché il Covid ha gravato in maniera pesante su di esse e sulla loro posizione lavorativa.

L’altro dato che racconta con chiarezza l’attuale situazione di difficoltà che sta riguardando alcune categorie emerge analizzando la professione dei richiedenti; nel corso del terzo trimestre 2020 a presentare domanda di prestito personale è stato, nel 76,7% dei casi, un dipendente privato a tempo indeterminato (erano il 71,8% lo scorso anno), mentre nel 10,4% dei casi un pensionato (+3 punti percentuali rispetto al 2019). Si dimezza quasi la quota percentuale di richiedenti liberi professionisti e lavoratori autonomi, passata dal 12,5% del terzo trimestre 2019 al 6,9% dello stesso periodo del 2020.

L’età media di chi ha presentato domanda di prestito personale nel corso del terzo trimestre è pari a poco meno di 42 anni e mezzo, valore in lieve aumento rispetto allo scorso anno; ad incidere sul dato ha contribuito la crescita del peso percentuale dei richiedenti prestito appartenenti alla categoria pensionati.

 


 


* Campione analizzato: 212.008 richieste complessive di prestito personale e di cessione del quinto raccolte tramite i portali Facile.it e Prestiti.it nel corso del terzo trimestre 2019 e in quello 2020

 

 

venerdì 17 novembre 2017

Cessione del quinto: in Italia si chiedono in media più di 15.500 euro


I finanziamenti di cessione del quinto sono aumentati, secondo dati ufficiali, dell’11,6%, ma qual è l’identikit di chi fa ricorso a questo particolare tipo di prestito e quanto si cerca di ottenere dalle finanziarie? Facile.it e Prestiti.it hanno analizzato oltre 20.000 domande di cessione del quinto presentate nei primi otto mesi del 2017 stabilendo che l’importo medio chiesto è stato pari a circa 15.700 euro, con un piano di restituzione di 94 rate (poco meno di otto anni). Il richiedente medio ha uno stipendio di 1.513 euro e, nel 73,8% dei casi, a presentare domanda è stato un uomo.
«La cessione del quinto è un prestito riservato a dipendenti pubblici, privati e ai pensionati; consente di ottenere importi con rata mensile sino a un massimo del 20% dello stipendio, un piano di restituzione tra i 2 e i 10 anni e un tasso di interesse fisso», spiega Andrea Bordigone, responsabile BU prestiti di Facile.it «caratteristiche che fanno di questa tipologia di finanziamento un prodotto particolarmente richiesto».
Le finalità della cessione del quinto
La cessione del quinto è una forma di prestito non finalizzato, può quindi essere concesso anche senza specifici motivi, ma analizzando le richieste di coloro che hanno indicato la finalità emerge come la prima motivazione sia il consolidamento debiti (37,9%).
«Il finanziamento mediante cessione del quinto prevede l’addebito della rata direttamente sullo stipendio o pensione del richiedente e, per ottenerlo, il cliente deve sottoscrivere una polizza vita obbligatoria; elementi che riducono sensibilmente il rischio di insolvenza da parte dei debitori», spiega Bordigone. «Per queste ragioni i criteri di valutazione dell'erogabilità sono meno severi e il finanziamento può essere concesso anche a chi non possiede i requisiti di credito per ottenere prestiti personali, chi è stato segnalato ai Sic, chi ha subito protesti o ha avuto disguidi con altri prestiti».
Nella classifica delle finalità, la seconda più indicata è l’ottenimento di liquidità (33,9%) mentre al terzo posto si posiziona la ristrutturazione della casa (8,9%).
La geografia delle richieste di cessione del quinto
Analizzando la provenienza delle richieste la Lombardia è la prima regione italiana per numero di richieste; da qui provengono il 16,86% delle domande di finanziamento tramite cessione del quinto. Seguono in classifica il Lazio, con il 13,68%, e la Campania con il 9,61%.

Dal punto di vista degli importi richiesti, invece, la classifica cambia e al primo posto si posiziona l’Umbria, dove si puntano ad ottenere in media 16.647 euro. Al secondo posto c’è la Sicilia (16.445 euro) mentre al terzo la Puglia (16.408 euro).

venerdì 4 maggio 2012

Prestiti.it: aumentano le richieste di cessione del quinto dello stipendio


Nel nostro Paese la liquidità a disposizione delle famiglie continua ad abbassarsi e sono sempre di più gli Italiani che scelgono di “ridursi” lo stipendio, destinandone una parte al rimborso dei debiti; secondo il broker Prestiti.it (www.prestiti.it) le richieste di cessione del quinto dello stipendio o della pensione rappresentano ormai il 16,4% del totale dei finanziamenti richiesti. La cessione del quinto è un particolare strumento finanziario, riservato a lavoratori dipendenti e pensionati, che permette di ottenere liquidità, da restituire attraverso la cessione alla banca di una quota del proprio stipendio mensile netto che può arrivare fino al 20% (un quinto, appunto). «La crescita di questo fenomeno – dichiara Marco Giorgi di Prestiti.itè particolarmente significativa: se il costo del “carrello della spesa” è salito, negli anni, più dei livelli dell’inflazione, il bisogno di liquidità viene sempre più supportato da strumenti di finanziamento “sicuri”, come la cessione del quinto, che danno agli istituti di credito maggior tranquillità nel rimborso». Dall’analisi condotta su oltre 20.000 domande di prestito giunte nei primi tre mesi del 2012, Prestiti.it ha potuto tracciare il quadro della richiesta media: a voler cedere un quinto dello stipendio sono soprattutto uomini, che rappresentano il 74% del campione contro il 26% delle donne; l’età media al momento della richiesta è piuttosto elevata, 44 anni: tre anni in più rispetto al richiedente tipo di un finanziamento. Il motivo è legato alle particolari restrizioni imposte dalle banche, che accettano solo domande a basso rischio di insolvenza, quindi fatte da lavoratori a tempo indeterminato o pensionati. Proprio questi ultimi rappresentano una parte cospicua del totale di chi richiede questo tipo di finanziamento: il 15%. Il 49% del totale, invece, è un dipendente privato, il 32% un dipendente pubblico o statale. L’importo medio richiesto, infine, è di circa 20.000 euro da restituire in poco più di sei anni. Per quanto riguarda le differenze lungo lo stivale, pur in una generale uniformità di comportamento nel ricorso a questa forma di finanziamento, quello che si nota è che man mano che ci si sposta più a Sud salgono gli importi medi richiesti: segno evidente che le difficoltà maggiori e un bisogno più forte di liquidità arrivino dalle Regioni meridionali. Guidano la classifica degli importi medi richiesti, infatti, la Calabria e la Puglia, entrambe con 22.500 euro; seguono la Sicilia – con 21.500 euro – e la Campania, con 21.000 euro. La richiesta più bassa viene dal Trentino-Alto Adige, con soli 16.500 euro. Altro dettaglio interessante è nell’età media al momento della richiesta: i più anziani sono proprio i calabresi, che chiedono un prestito a 47 anni; seguono abruzzesi e campani, che hanno mediamente 46 anni. I più giovani, di contro, sono i cittadini del Trentino-Alto Adige, che hanno 40 anni, e quelli dell’Emilia Romagna, che ne hanno in media 41.