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giovedì 21 maggio 2020

Distanziamento sociale: 1 italiano su 2 non tornerà al ristorante



L’Italia ha ufficialmente “riaperto”, molti ristoratori tra difficoltà economiche e nuovi standard di sicurezza hanno alzato le serrande, ma gli italiani sono pronti a tornare a pranzare e cenare fuori casa? La maggior parte, purtroppo, no. Secondo l’indagine realizzata per Facile.it da mUp research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta, più di un intervistato su due (54,5%) ha dichiarato che, almeno nella prima settimana di riapertura, non mangerà fuori casa perché non si sente sicuro; il 22% è ancora indeciso e il 10,3% continuerà ad utilizzare la modalità di asporto o consegna a domicilio. Insomma, nonostante le fatiche di molti ristoranti, pizzerie e pub, sembra che solo il 13,3% degli italiani tornerà subito a mettere le gambe sotto al tavolo.
Addio al ristorante fino al 2021?
Ma il dato forse ancor più preoccupante, si legge nell’indagine, è che questa scelta non sembra essere momentanea ma pare corrispondere ad un cambiamento di abitudine più radicale. Alla domanda “Con quale frequenza, rispetto a prima dell’emergenza coronavirus, crede che andrà a pranzo o a cena in un ristorante, una pizzeria o un pub da qui alla fine del 2020?” solo il 21,6% degli intervistati ha dichiarato che ci andrà con la stessa frequenza di prima; il 60,4%, pari a quasi 26,5 milioni di italiani, ha invece ammesso che ci andrà meno spesso di prima, mentre il 16,8% addirittura non ci andrà proprio.
A cambiare maggiormente abitudini sembra saranno i più anziani; nella fascia di età compresa fra i 65 ed i 74 andranno al ristorante/pizzeria meno di quanto facessero prima dell’emergenza il 63,2% dei rispondenti, e ancora meno (64,8%) coloro che hanno una età compresa fra i 55 ed i 64 anni.
Distanziamento sociale, che confusione!
Altro tema affrontato dall’indagine è stato quello del distanziamento sociale; se, a livello generale, la quasi totalità della popolazione afferma di aver chiaro il concetto (solo l’1,2% dei rispondenti ha ammesso di non sapere o non essere sicuro di sapere cosa sia), guardando più da vicino i frangenti specifici emerge che sono oltre 29,5 milioni gli italiani che hanno ancora le idee confuse sulle distanze da mantenere in alcuni dei più comuni contesti quotidiani.
Analizzando le principali situazioni comuni e luoghi pubblici, quelli in cui i rispondenti sembrano avere le idee meno chiare sono la spiaggia (il 32,4% dichiara di non sapere con certezza quale sia la distanza corretta da rispettare), i negozi di parrucchieri o saloni di estetica (31,5%), i mezzi pubblici (23%) e quelli privati come auto e moto (20,6%); ma il dato che forse più di tutti preoccupa è quello relativo alla distanza corretta da osservare nei giochi fra bambini; in questo caso, oltre la metà dei rispondenti (il 50,9%) ha dichiarato di non sapere quale sia il comportamento corretto da tenere.
Se non si conoscono le distanze da mantenere, difficilmente si possono rispettare; sono molti i rispondenti che hanno ammesso di non essere sicuri di riuscirci o, peggio, di sapere già da ora che non lo potranno fare. Ancora una volta il caso più critico è quella dei giochi fra bambini, una situazione nella quale 1 rispondente su 2 (50,2%) ha dichiarato che difficilmente riuscirà a rispettare le indicazioni di sicurezza. Ma sono molti coloro che faranno fatica ad attenersi al distanziamento sociale anche in altri contesti comuni, ad esempio, sui mezzi pubblici (32,5%) e in spiaggia (30,1%).
I ristoratori
L’indagine ha poi voluto affrontare il tema del distanziamento sociale e delle riaperture dal punto di vista degli esercenti della ristorazione; se, come detto, a livello nazionale solo l’1,2% ha dichiarato di non sapere o di non essere sicuro di sapere cosa sia il distanziamento sociale, guardando le risposte fornite alla stessa domanda dal campione di ristoratori coinvolto nell’indagine, la percentuale arriva addirittura al 13%.
E se poi si entra nel dettaglio delle distanze che devono essere garantite all’interno del proprio locale, la percentuale degli esercenti che non sanno o non sono sicuri di sapere arriva al 19%; un dato preoccupante se si considera che sono proprio loro a dover applicare le regole per garantire il corretto distanziamento tra i clienti. Va detto che la rilevazione è stata fatta prima della pubblicazione del DPCM, pertanto non vi erano ancona notizie certe riguardo le distanze definitive cui attenersi.
Molti non hanno riaperto e alcuni non lo faranno più
Nonostante le oggettive difficoltà, gli esercenti della ristorazione stanno facendo di tutto per ripartire e hanno già messo in atto moltissime, e sovente costosissime, azioni per adeguarsi alle direttive nazionali.
Tra le più comuni, l’86% dei rispondenti ha detto di aver dotato il proprio personale dei necessari dispositivi di protezione individuale (mascherina FFP2 e guanti monouso), l’81% ha riorganizzato gli spazi interni del locale, il 72% ha dovuto procedere a modifiche della capacità ricettiva, il 71% ha dotato il proprio ristorante di dispenser automatici per l’erogazione di gel disinfettante.
Pochi, per ora, coloro che hanno optato per l’installazione di separatori in plexiglass (24%) e ancora meno i rispondenti che hanno previsto la misurazione della temperatura corporea dei clienti prima dell’ingresso al locale (17%). Solo il 6% degli intervistati dichiara di non aver ancora intrapreso alcuna azione.
Nonostante tutti questi sforzi, però, la situazione rimane molto preoccupante e il 22% degli esercenti intervistati pensa di non riuscire o comunque non è certo di riuscire, nel proprio locale, a rispettare le distanze malgrado le misure adottate.
Risultato? Nella prima settimana di riaperture solleveranno nuovamente la saracinesca solo il 58% degli intervistati; il 10% lo farà fra qualche settimana, il 25% ha rimandato la riapertura a data da stabilirsi e, ahinoi, il 7% pensa che non riaprirà mai più.




*Metodologia: n. 505 interviste CAWI ad un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale e 100 interviste CATI ad un campione di titolari di esercizi di ristorazione (pub, ristoranti, bar, pizzerie). Indagine condotta tra il 16 e il 17 maggio 2020.

giovedì 23 ottobre 2014

L'unica guida online dei ristoranti di Cremona



Nata nel 2013 Cremona a Tavola è la prima e unica guida online per trovare il ristorante giusto dove mangiare nella città di Stradivari.

La guida è molto semplice da consultare e navigare ed offre un innovativo metodo di ricerca per trovare il giusto ristorante dove pranzare o cenare, basta infatti inserire il nome di un piatto oppure di una pietanza, per scoprire in meno di un secondo il ristorante dove andare a mangiarlo.

Un modo nuovo per trovare un ristorante a Cremona dove soddisfare i tuoi gusti in fatto di cucina, di sapori tipici oppure di cucina internazionale.

I ristoranti si possono anche trovare per una ricerca più classica, si può infatti scegliere tra fasce di prezzo, zone del territorio, tipologia di locale oppure in base alla cucina ed alle specialità.

La lista dei ristoranti presenti sulla guida di Cremona a Tavola è davvero ricca e completa, si contano circa 300 ristoranti, alcuni testati personalmente dalla redazione, di cui si possono vedere fotografie, gli orari di apertura, trovare le indicazioni per raggiungere il ristorante, scoprire se fanno pranzi di lavoro oppure serate o eventi particolari.

Cremona a Tavola non è solo una guida dove trovare il ristorante più adatto dove gustare i piatti tipici o internazionali, ma è anche una grande community su Facebook che conta quasi 6000 fan che quotidianamente si scambiano nuove idee, segnalano nuovi ristoranti, si scambiano informazioni sui posti migliori e più adatti dove andare a mangiare, ad esempio per chi soffre di intolleranze oppure ama qualche cibo in particolare.

Non manca la valorizzazione del territorio, perdiodicamente la redazione di Cremona a Tavola intervista imprenditori ed appassionati del mondo "food" di Cremona, portando al pubblico l'esperienza e la passione di chi vive il territorio mischiando innovazione e sapori tipici cremonesi.

Per incentivare l'uscita a cena nei ristoranti del territorio, Cremona a Tavola propone anche i locali convenzionati con la A Tavola Card, la tessera personale che permette a tutti i proprietari di avere il 10% di sconto su qualsiasi pranzo o cena consumato nei ristoranti che aderiscono al "club", nella guida sono segnalati accuratamente e messi in evidenza questi locali dove si può mangiare bene e risparmiare.

Per consultare la guida di Cremona a Tavola vai sul sito www.cremonaatavola.it mentre per partecipare alla community su Facebook l'indirizzo è www.facebook.com/cremonaatavola troverai tanti consigli, idee e amici di buona forchetta relazionarti.

mercoledì 9 ottobre 2013

Da oggi a Cremona è più facile scegliere dove mangiare

Grazie alla guida Cremona a Tavola raggiungibile all'indirizzo www.cremonaatavola.it è da qualche settimana molto più facile scegliere il ristorante, la pizzeria oppure il locale giusto dove mangiare nella città del Torrazzo.

L'intento della guida è quello di dare modo a tutti di trovare il ristorante dove gustare piatti tipici oppure etnici, la pizzeria dove si fa la pizza al kamut oppure integrale, l'osteria dove assaggiare marubini, lessi, bolliti oppure mostarde e torrone, la birreria o il pub per mangiare qualcosa di veloce insieme agli amici.

Cremona a Tavola è divisa in categorie di locali e per ognuna è possibile scegliere la tipologia di cucina oppure il tipo di piatti che è possibile assaggiare, da poi modo di filtrare sempre meglio la ricerca così da trovare il locale più adatto alle proprie esigenze grazie alle fasce di prezzo ed altri criteri di scelta.

La guida è consultabile anche attraverso smartphone e tablet di ultima generazione, in questo modo i turisti, ma anche gli stessi cremonesi, possono trovare il ristorante o il locale di cui hanno bisogno ovunque si trovino ed in pochi secondi poterlo contattare per prenotare un pranzo oppure una cena.

Cremona a Tavola è anche presente su Facebook dove propone i locali della guida e chiede ai propri followers di consigliare altri locali, così che tutta Cremona ed i cremonesi possano aiutare a migliorare la qualità della guida stessa e rendere la città ancora più importante nel panorama turistico italiano.

Inutile dire che all'interno della guida è possibile trovare tutti i locali della ristorazione cremonese dove poter mangiare i piatti tipici tradizionali oppure i sapori delle cucine internazionali come quelle cinesi, giapponesi, brasiliane e molte altre ancora.

Per finire segnalo nuovamente l'indirizzo del sito a cui è consultabile la guida di Cremona a Tavola, basta andare su www.cremonaatavola.it e scegliere dove mangiare.