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lunedì 5 dicembre 2011

Vasca idromassaggio. Montaggio e pulizia.

Come istallare una vasca idromassaggio

Prima di istallare una vasca da bagno idromassaggio, cerchiamo di capire come funziona il suo meccanismo

Il meccanismo di idromassaggio consiste in getti d’aria e acqua diretti nelle varie zone del corpo tramite bocchette: spesso queste bocchette sono orientabili e in alcuni casi i getti emettono anche ozono.
Una vasca idromassaggio, rispetto ad una vasca tradizionale, ha un impianto con una pompa elettrica che produce una miscela di aria e acqua diretta poi verso le varie zone del corpo attraverso un certo numero di bocchette. Alcuni modelli utilizzano anche l’ozono, oppure hanno sia bocchette per il tradizionale idromassaggio abbinate a bocchette che emettono solo aria.

Come pulire la vasca idromassaggio

L'idromassaggio prevede delle bocchette in fondo alla vasca che nessuno guarda bene. Ecco, quando in famiglia usate la vasca non pensate che vi state facendo il bagno con . . . batteri, capelli, particelle epiteliali e materia fecale, non occorre che spieghi il perchè.
Si deve pulire internamente oltre che esternamente.
Prendi almeno 3 pastiglie per lavastoviglie, i comuni detergenti farebbero troppa schiuma. Scioglile in un secchio dove hai messo dell'acqua calda. Riempi la vasca per metà solo d' acqua e versa il composto.
Accendi l'idromassaggio per 10 minuti, questo rimedio sturerà le bocchette, eliminerà tutte le impurità e pulirà l'intero impianto!
Le impurità saliranno a galla, spegni l'idromassaggio e con un setaccio a maglie strette raccogli tutto quello che trovi in superficie.
Stanca?! Adesso sei pronta per un bagno.

Lou Griffin Zanutta seconda posizione con Il sentiero delle parole al Leandro Polverini, Rupe Mutevole Edizioni


Il premio Nazionale di Poesia Edita “Leandro Polverini” si è concluso, molti sono stati i premi e diverse le soddisfazioni della serata di premiazione avvenuta il 27 novembre 2011 ad Anzio (RM).

Al secondo posto nella sezione Poesia Concettuale è risultata vincitrice Lou Griffin Zanutta con la sua silloge “Il sentiero delle parole”, edita nel 2011 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Sopralerighe”.

La motivazione del premio:

“La poesia di Griffin Lou Zanutta crea il proprio spazio nell'istante della sua comparsa, aprendo uno squarcio concettuale nella realtà. E dunque essa è presente esattamente nello stesso momento in cui la si evoca e la si evoca celebrandone l'assenza. Così come lo spazio, essa è identificabile in ogni punto del suo tessuto verbale e contemporaneamente nella sua totalità di testo.


Una raccolta di ampio respiro, vera foresta di suoni che si richiamano continuamente l'uno con l'altro urtando fra di loro come molecole in movimento, di cui è possibile predire la traiettoria.
"

“Il sentiero delle parole” è un libro che presenta un importante bilinguismo, infatti le poesie sono sia in ligua italina sia in lingua inglese. Il titolo inglese è: “The word’s path”

"Mare" (tratta da “Il sentiero della parole”)

"...E mi è dolce naufragare in questo mare......"

“mare di silenzi, di similitudini,
mare di fiumi che sgorgano ideali,
mare di tempeste che si scagliano sul molo,
perché la vita è uno scoglio
e tu la devi abbracciare
per non scivolare
infondo,
infondo agli abissi
o infondo alle tenebre.
Mare di profumi
mesti, sudati,
gira la spirale
gira l'asse solare
gira la vita,
girano i volti
i grandi amici
che piangono "i loro morti" (vivi?),
e li ritrovi a viaggiare in prima classe,
scendendo il solito sentiero
il tuo solito costone frastagliato a picco sul mare.
Il carillon suona la sua musica,
mentre la ballerina
delicata, di rosa vestita,
gira all'infinito,
non sai ancora girare?
forse non ti piace imparare,
il vero, il falso,
il giusto o il reale.
Fuggi,
da te stesso
e dai tuoi stessi pensieri
l'eco della tua anima
si diffonde
.........
si ritrova di nuovo qui
sulla riva,
o alla deriva,
a respirare questo
salmastro profumo
di mare"

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.

http://www.rupemutevoleedizioni.com/

http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni

http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

sabato 3 dicembre 2011

Rosa Mauro ricorda Erica Angelini, colleghe ed amiche


"Raggiungendo il mondo delle aquile"

Ci sono gabbiani che non volano come gli altri.

Ci sono anime che sono destinate a volare e voci che riescono a cantare più forte, e arrivare più in alto.

Quando ho accettato l'amicizia di Erica, non sapevo nemmeno chi fosse.

Ho imparato a conoscerla dai suoi scritti e dalle mail che ci siamo scambiate, ed è stata subito amicizia, gioia, complicità.

Erica mi ha mandato le sue liriche ed io me le sono lette di sera, un giorno che ero particolarmente scoraggiata da un mondo dove spesso vincono cinismo e sopraffazione.

È stato come una gita in alta montagna, è stato ossigeno per il mio spirito, tanto che di getto ho scritto la critica e gliela ho inviata.

Erica non scriveva poesia, lei era poesia.

Il poeta è colui che guida gli altri verso la bellezza che attraversa il mondo, prestando le ali a chi non le possiede, e in cambio non vuole nulla, solo che si ascolti la sua voce.

E così era Erica, la poesia la attraversava come un cristallo attraversa il sole.

Fluivano in lei, le parole dell'anima, come un ruscello di alta montagna, libere e limpide, e ognuno poteva fermarsi, bere e scoprire di potere ascoltare il finito diventare infinito.

Il suo viaggio di piccola stella fra gli uomini era disinteressato, ed io lo posso dire, ne parlavamo per mail, io e lei, voleva splendere per tutti gli uomini, e del resto non le importava nulla, una stella , dagli uomini , non vuole nulla, solo risplendere ed illuminare.

A volte, le scrivevo solo per poter continuare a seguire la via giusta.

Perché il mondo delle aquile ferisce gli occhi, ma è l'unico in cui la poesia può vivere realmente.

E la strada per arrivarci è dura, impervia e la conoscono in pochi, di tanto in tanto, anche una come me, che scrive da sempre, perde la via e ha bisogno di un maestro.

E le poesie di Erica sono questo, un viatico per il mondo delle aquile, per chi non vive raso terra, ma vuole essere condotto là dove la luce è talmente forte che gli occhi ne sono quasi feriti e le menti, sorprese e stupefatte.

Erica sapeva andarci da sola, ma ha voluto prenderci per mano, e condurci con lei, per amore.

Ed ogni volta che leggiamo una poesia di Erica, noi possiamo tornarci e lei è lì, con noi, che vola leggera, grave e sorridente come la Verità.

Rosa Mauro

Erica Angelini (8 luglio 1982 – 30 novembre 2011) è autrice della raccolta poetica “Dall’anima alle parole” edita da Rupe Mutevole Edizioni per la collana editoriale “Trasfigurazioni”.

Fonte:

http://oubliettemagazine.com/2011/12/03/rosa-mauro-ricorda-erica-angelini-colleghe-ed-amiche/

venerdì 2 dicembre 2011

Le pareti doccia: le docce più cool del momento.Da Giordano Shop


Qualche tempo ho fatto visita ad un mio amico e sono rimasta stupita nel vedere la sua parete doccia.

Lo sò che normalmente, quando si entra in una casa, il bagno non è certo la prima cosa che si guarda ma il suo bagno mi ha veramente colpita.

Al suo interno non aveva una cabina normale ma una parete doccia.

Sinceramente, io non sapevo neanche l'esistenza della parete doccia, ma mi è piaciuta tantissimo.

Si tratta di una doccia incastonata in una nicchia di muro.

Per questo motivo, i box doccia a parete dono detti anche box doccia a nicchia.

Ma vi assicuro che le pareti doccia non sono solo estremamente gradevoli da vedere, ma è anche incredibilmente spaziose.

Se avete un bagno discretamente grande e preferite la vasca alla doccia, io vi consiglio vivamente il box doccia a parete.

A parità di confort e di bellezza estetica, sicuramente non c'è paragone.

Se cerchi pareti doccia che diano un tocco in più al tuo bagno visita il sito www.giordanoshop.com

giovedì 1 dicembre 2011

Quanto sono importanti i mobili da bagno?

L'importanza dei mobili da bagno.
Qualche sera fa'guardando una puntata della serie tv: "Tutti pazzi per Amore" sono morta dalle risate perché una delle protagoniste ha mandato in fallimento il martito per comprare dei mobili da bagno, che alla fine ha costretto la moglie a rivendere tutto.

Non vi dico, il gabinetto era pieno di lucine colorate che si illuminavano, la vasca da bagno era verde pistacchio ed aveva non so' quali funzioni.

Ed anche tutti gli altri accessori erano strambi, eccentrici e molto costosi.

Ma, in realtà, (come diceva giustamente il marito) per avere un bel bagno non bisogna necessariamente andare in fallimento.

Certo, il design è importante ma non indispensabile.

Infondo, una tazza per il water resta pur sempre una tazza per il water....

La cosa importante(più che altro) è che i mobili siano confortevoli e posizionati in modo tale da occupare meno spazio possibile.

Personalmente, preferisco la doccia alla vasca da bagno perché credo che sia più veloce e più confortevole (almeno per me) ma questa è solo la mia opinione personale.

Comunque sia, a meno che non ci siano problemi strutturali o di tubature, rinnovare il bagno non è certo indispensabile.

E' una cosa che o si deve fare per necessità o per senso estetico, ma è sempre e comunque consigliabile non ricorrere ad un finanziamento per rinnovare

il bagno. Salvo,ovviamente, casi estremi.

Intervista di Alessia Mocci a Federico Li Calzi ed alla sua nuova raccolta poetica Dittologie Congelate


Federico Li Calzi (1981, Agrigento), autore della raccolta “Poetica Coazione” edita nel 2009 dalla casa editrice Tra@rt, è in procinto di pubblicare la sua seconda silloge poetica dal titolo “Dittologie congelate”, la pubblicazione avverrà nel mese di gennaio 2012.

“Dittologie congelate” differisce dalla prima pubblicazione soprattutto per una rottura di stile, la forma poetica si trasforma in una tecnica più ellittica e scorciata, priva di aggettivi, scarna e, con la presenza di giochi di parole e controsensi. Le tematiche, ci informa l’autore, rimangono le stesse (incomunicabilità tra soggetti, ricordo, rimpianto, nostalgia per un amore) ed è il modus scribendi a mutare per una ricerca quasi ossessiva del suono e della musicalità del verso, nel quale la terminologia utilizzata diviene simbolo.

Federico Li Calzi è stato molto disponibile nel rispondere ad alcune domande che anticipano molte curiosità relative a “Dittologie congelate”. Buona lettura!

A.M.: Da “Poetica Coazione” a “Dittologie Congelate”. Cos’è cambiato?

Federico Li Calzi: È cambiato lo stile, non il contenuto. Questa pubblicazione è la naturale evoluzione della forma di “Poetica Coazione”: il pensiero centrale, i sentimenti, l’immagine mitica sono uguali.

A.M.: Qual è il significato del titolo di questa nuova raccolta?

Federico Li Calzi: Il termine “dittologia”, in retorica significa: “congiunzione di due vocaboli simili nel significato e complementari”, e risponde alla tecnica dell’amplificazione.

Le dittologie, molte volte, vengono rese “fisse” (congelate) dall’uso, possono attirarsi per allitterazione, essere in gradazione o l’uno essere variante metaforica dell’altro. Es: vivo e vegeto/ senza garbo né grazia. Le numerose tecniche di amplificazione presenti in quest’opera mi hanno fatto pensare a questo titolo.

A.M.: La tua ricerca del differenziare la struttura avrà mai fine?

Federico Li Calzi: Diceva Pavese: “Uno scrittore che non distrugge costantemente il suo stile, la sua tecnica, è solo un poveretto”. Finita un’opera, ci si propone di rinnovare lo stile non il contenuto, la forma non i sentimenti, proprio perché è nella forma e nello stile dove si avverte la stanchezza.

A.M.: Quali sono le tematiche portanti delle “Dittologie Congelate”?

Federico Li Calzi: Le tematiche dei miei libri sono sempre costanti. E sono il ricordo, il rimpianto, l’incomunicabilità sentimentale, la nostalgia, il passato, l’infanzia. Appartengo a quel mondo misterioso e fantastico che è il nostro passato, l’infanzia, che costituiscono il pensiero ancestrale che ogni persona/scrittore ha dentro. Le mie poesie si riferiscono sempre a questo mondo.

A.M.: Hai mai pensato allo scrivere in prosa oltre che in versi poetici?

Federico Li Calzi: Sì, è un’avventura letteraria che ho iniziato da poco, e mi affascina molto. È un mondo che, tuttavia, apre nuove difficoltà. Lo scrivere in versi mi ha abituato al sintetico, all’essenziale, allo scrivere ellittico e scorciato. Ho davanti un gran lavoro, invece, se voglio affrontare la sfida della prosa. Devo costruire una nuova tecnica. Effettivamente l’idea di un romanzo mi tormenta da qualche tempo, ho delle cose da raccontare, dei punti di vista, blocchi di realtà vissuta.

A.M.: Dedichi a qualcuno in particolare “Dittologie Congelate?

Federico Li Calzi: No, in genere non dedico a nessuno i miei libri e le mie poesie. Piuttosto, preferisco immortalare nei versi quella persona o quella situazione ed il loro modo di essere, attraverso descrizioni elaborate nella forma. Mi piace pensare che io sia capace di rendere immortale quella persona attraverso l’Arte. Ma soltanto quando quella persona o quella situazione fa parte del mio passato.

A.M.: Pensando al passato, qual è il commento su “Poetica Coazione” che ti ha maggiormente entusiasmato?

Federico Li Calzi: “Poetica Coazione” ha avuto un successo che, sinceramente, non mi sarei mai aspettato. È stato recensito da numerose ed importanti riviste letterarie come “La Mosca” di Milano, e numerosi referenti dell’estro a livello nazionale, docenti universitari come il Prof. Testa ed altre personalità, i cui nomi sono, a ragion veduta, annoverati negli annuari e nelle antologie di poesia contemporanea, hanno espresso il proprio consenso sull’opera. Mi pare altresì doveroso ricordare, soprattutto, le tante note positive e la prefazione del Prof. Mula.

A.M.: Pensando al futuro, cosa ti aspetti dalla nuova raccolta?

Federico Li Calzi: Non mi aspetto mai nulla, in genere, e non penso mai al futuro: solo così riesco ad affrontare il presente e superarlo per gradi. Dicevano i latini: “Faber est suae quisque fortunae”, ognuno è artefice del proprio destino. Non ho aspettative, non pubblico per avere un riscontro economico ma solo per far conoscere la mia opera ed il mio modo di vedere e concepire la poesia.

A.M.: Una curiosità: l’ultimo libro che hai letto?

Federico Li Calzi: Questo è difficile da dire, poiché, in genere, inizio contemporaneamente tre o quattro libri, a volte anche cinque, e la sera scelgo di leggere quello che più si addice al mio stato d’animo. Sono libri che vanno da antologie di poesia contemporanea, romanzi di vario genere, raccolte di poesia di numerosi Autori italiani e stranieri, soprattutto dell’Ottocento e Novecento che, spesso, torno a leggere più volte. L’ultimo che ho letto è, comunque, “Didascalie per la lettura di un giornale”, di Valerio Magrelli.

Lascio il link del sito nel quale potrete scaricare gratuitamente la raccolta intitolata “Poetica Coazione” in attesa dell’ultima silloge poetica “Dittologie congelate”, ed il link della pagina del social network Facebook:

http://www.federicolicalzi.it/

http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172

Link Biografia Federico Li Calzi:

http://oubliettemagazine.com/2011/02/16/federico-li-calzi-vita-opere-e-critica/

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa di Federico Li Calzi

Che musica ascolti di Giancarlo Vitagliano

Che musica ascolti è il nuovo lavoro dello scrittore Giancarlo Vitagliano – già presente nel mondo dell'editoria con un primo romanzo e una raccolta di racconti – un thriller a metà strada fra il mainstream e il noir.



Due voci narranti che si alternano per dare al lettore la giusta dose di suspense. Un uomo e una vita tranquilla come molte e un lavoro ordinario. Un problema della società moderna a cui se ne aggiunge uno personale. E la vita che cambia dall'oggi al domani.



E infine la musica, quella che ascolta Ercole, quella ascoltata da una misteriosa donna vista al lavoro. Quella che si rivela l'anima di questo thriller italiano.



Giancarlo Vitagliano è nato a Napoli, dove vive e lavora come cardiologo ospedaliero. Da sempre divora e colleziona libri, fumetti, musica e film. Ha pubblicato il romanzo Fantasmi dentro (Cicorivolta Edizioni, 2009), e i racconti L'autostrada (per I brevissimi, Freaks edizioni, 2010) e Jingle bells (per l'antologia Italian noir curata dall'associazione culturale "I sogni di Carmilla"; Lulu, 2011).


Che musica ascolti


Ercole Borghi è un uomo tranquillo: la sua vita scorre tra il lavoro di casellante di una stazione autostradale e le serate in casa con la moglie. Ma la sua serenità dura poco, perché alcune vicende giungono a minarla: l'azienda per la quale lavora ha deciso di modernizzarsi e quindi di liberarsi delle spese che ritiene superflue. Ed Ercole rientra tra queste. Inoltre Michele, il suo unico figlio, da giorni non dà più notizie.



Infine una donna, che passa ogni sera per il casello, inizia a comportarsi in modo davvero strano. Ma, soprattutto, smette di ascoltare la sua cantante storica, preferendole musica di tutt'altro tipo. E questo preoccupa molto il nostro protagonista.



Sì, perché Ercole Borghi ha una sola, grande passione: la musica. Che può rivelarsi una passione pericolosa, quando ti spinge a curiosare nella vita degli altri. Fino a scoprire, tuo malgrado, che proprio dietro quelle note si sta consumando un delitto tanto efferato quanto inaspettato.
La musica che ascolti può salvarti la vita. O ucciderti.


Incipt del libro


“Egregio sig. Ercole Borghi,
in considerazione dell’aggiornamento tecnologico che sta attuando l’Azienda, le comunichiamo che dal I marzo del c.a. il casello Valle dell’est-Centro città sarà completamente automatizzato. Per tali motivi comprenderà che il servizio da Lei svolto subirà delle variazioni.
Abbiamo ritenuto di farLe cosa gradita sottoponendoLe diverse opzioni:


 
1.                    Dislocazione definitiva delle sue mansioni al casello Variante del Valico-Periferia della città, che dista meno di Km 100 dall’attuale sede di lavoro;
2.                    Rimanere a disposizione per eventuali incarichi di sostituzione
quotidiana o per tempi determinati nelle immediate vicinanze della città;
3.                  Pensionamento anticipato con tutti i benefici che tale scelta comporta, compreso un bonus di euro 2500,00 esentasse in considerazione della trentennale fedeltà all’Azienda.
 

Nel ringraziarLa per il servizio prestato, certi di un’oculata scelta da parte Sua, si porgono distinti saluti.”


 

Non leggo nemmeno la firma che uno sconosciuto burocrate ha posto in calce alla lettera. Appallottolo il foglio di carta e lo getto nel cestino, mancandolo.
E così, dopo trenta anni, mi danno il benservito.



  • Che musica ascolti di Giancarlo Vitagliano

  • Editore: Photocity Edizioni 2011

  • Formato: copertina morbida

  • Pagine: 135


Leggi la scheda del libro sul sito Photocity.it, dove potrai acquistare il romanzo.