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giovedì 1 agosto 2024

LATA lancia il nuovo sito web: innovazione digitale al servizio dell'ambiente e della sicurezza

LATA srl rinnova la sua presenza online: un nuovo sito per un'esperienza utente ottimizzata

Milano, 01/08/2024 - Il Laboratorio Analisi e Tecnologie Ambientali (LATA srl), azienda leader nel settore delle analisi ambientali e della sicurezza sul lavoro, annuncia oggi il lancio del suo nuovo sito web, completamente rinnovato nella forma e nei contenuti.

Il restyling del sito, accessibile all'indirizzo www.lata.it, riflette l'impegno continuo di LATA nell'offrire servizi all'avanguardia e nell'assicurare una comunicazione chiara ed efficace con i propri clienti e partner.

"Il nuovo sito web rappresenta un importante passo avanti nella nostra strategia di comunicazione digitale," afferma il dottor Roberto Monguzzi, Direttore di LATA srl. "Abbiamo voluto creare una piattaforma che non solo presentasse in modo chiaro i nostri servizi, ma che fosse anche una risorsa informativa per i professionisti del settore."

LATA srl: 40 anni di eccellenza nelle analisi ambientali

Fondata nel 1980, LATA srl si è affermata come punto di riferimento nel campo delle analisi ambientali, della sicurezza sul lavoro e della consulenza ambientale. Con sede a Milano, l'azienda vanta un team di oltre 20 professionisti altamente qualificati e un laboratorio dotato di strumentazioni all'avanguardia.

I principali servizi offerti da LATA srl includono:

1. Analisi di Laboratorio: LATA fornisce un'ampia gamma di analisi chimiche su matrici ambientali, tra cui acque, suoli, rifiuti, emissioni in atmosfera e ambienti di lavoro. Il laboratorio è accreditato da ACCREDIA secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025.

2. Sicurezza sul Lavoro: L'azienda offre servizi di consulenza per la valutazione dei rischi, la formazione del personale e l'implementazione di sistemi di gestione della sicurezza conformi alle normative vigenti.

3. Consulenza Ambientale: LATA assiste le aziende nella gestione delle autorizzazioni ambientali, nella valutazione dell'impatto ambientale e nell'implementazione di sistemi di gestione ambientale.

Il nuovo sito web presenta sezioni dedicate a ciascuna area di competenza, offrendo agli utenti la possibilità di esplorare in dettaglio i servizi offerti e di accedere a risorse informative aggiornate sulle normative del settore.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.lata.it

martedì 23 febbraio 2021

Da marzo nuove classificazioni energetiche per gli elettrodomestici, ma 30 milioni di italiani non lo sanno



Dal primo marzo l’etichetta di classificazione dei consumi energetici degli elettrodomestici alla quale ormai siamo abituati sarà sostituita da una nuova scala di valori ma, secondo quanto emerso da un’indagine* commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, il 69,4% degli italiani non lo sa.

La percentuale è già di per sé sorprendente, ma il quadro generale diventa ancora più cupo se si traducono quei valori in numeri assoluti visto che, così facendo, il bacino dei consumatori italiani che dichiarano di non essere a conoscenza della novità risulta pari a più di 30 milioni di individui.

Cosa cambia

Quali sono le ragioni di questo cambiamento e, anche, che cosa cambia nello specifico? Il vecchio sistema di etichette è giudicato non più adatto a rappresentare le differenze tra gli elettrodomestici; ormai quasi tutti concentrati nelle classi migliori con conseguente confusione per i consumatori.

Le nuove etichette si baseranno sempre su una scala di valori che va da A (classe più efficiente) a G (la meno efficiente), con la differenza che scomparirà il simbolo “+” e, soprattutto, si irrigidiranno i criteri con cui verranno assegnate le lettere. Ad esempio, un elettrodomestico oggi classificato in classe A+++, con le nuove etichette verrà reinserito con tutta probabilità nella classe B se non addirittura C (fonte: Label 2020).

Può sembrare confusionario, ma niente paura! A partire dal primo marzo e fino al trenta novembre 2021 le nuove etichette verranno affiancate a quelle vecchie, così i consumatori potranno gradualmente abituarsi al sistema di classificazione. Solo dal primo dicembre 2021 le vecchie etichette scompariranno del tutto.

L’etichetta guida la scelta di acquisto

Va detto che nel corso di questi 23 anni (l’obbligo di apporre l’etichetta su ogni apparecchio è entrato in vigore nel 1998) gli italiani hanno imparato a usare molto bene l’attuale sistema di classificazione dei consumi degli elettrodomestici per indirizzare i propri acquisti; tanto è vero che, secondo quanto emerso dall’indagine di Facile.it, alla domanda “Quando acquista un elettrodomestico, quanto incide la classe energetica sulla sua decisione?” ben il 95% dichiara che questa sia un’informazione importante ed è addirittura esplicitamente descritta come molto importante dal 55,9% del campione.

Perché sì e perché no

L’indagine condotta per Facile.it ha approfondito anche le ragioni per le quali i consumatori valutano molto importante (o, al contrario, poco o per nulla utile) considerare la classe energetica dell’elettrodomestico prima di acquistarlo.

Fra chi dà grande importanza alla classificazione le ragioni principali sono risultate essere il risparmio - sia esso economico (63% del campione) o energetico (32%) - e la convinzione che basarsi sulla classificazione energetica per compiere l’acquisto sia in qualche modo utile a salvaguardare l’ambiente (25%).

Per gli oltre 1.100.000 italiani che non considerano utile la classificazione, invece, i motivi dichiarati sono la volontà di spendere meno per lo specifico acquisto o, anche, l’ammissione di non capire realmente fino in fondo quale sia il significato della classificazione riportata nell’etichetta.

Quanto incidono gli elettrodomestici sulla bolletta

L'attenzione degli italiani verso le etichette energetiche è comprensibile se si considera che il consumo degli elettrodomestici incide moltissimo sulla spesa elettrica; basti pensare che il frigorifero, da solo, arriva a pesare tra il 10-15% della bolletta totale annua di una famiglia media.

«Scegliere un elettrodomestico efficiente è un passo fondamentale per ridurre la bolletta energetica, ma se non si vuole vanificare il risparmio è bene fare attenzione ad altri due elementi», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it, «in primis la scelta del fornitore in grado di offrirci la tariffa più adatta alle nostre esigenze e, in secondo luogo, l’uso corretto degli elettrodomestici stessi per ridurre al contempo consumi e sprechi».

Scegliere un elettrodomestico con bassi consumi è in effetti un ottimo modo per risparmiare e a volte, per alleggerire la bolletta è sufficiente cambiare i dispositivi più datati; conti alla mano, ad esempio, già oggi basta sostituire il vecchio condizionatore in classe B con uno nuovo in classe A+++ per risparmiare fino a 90 euro all’anno.


 

*Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 15 ed il 16 febbraio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale. 

giovedì 18 febbraio 2021

Transizione ecologica: un italiano su due favorevole

 


Secondo un’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca MuP Research e Norstat, gli italiani si dicono molto attenti alle tematiche ambientali ed oltre il 50% di loro accoglie favorevolmente l’istituzione del nuovo Ministero; mentre risulta contrario appena il 3,1% del campione intervistato.

Dai dati della medesima indagine, però, appare chiaro come la funzione del nuovo dicastero non sia stata finora adeguatamente spiegata tanto è vero che, alla domanda Il nuovo governo appena formato da Mario Draghi ha istituito un ministero denominato della transizione ecologica; cosa pensa della istituzione di questo nuovo ministero? ben il 31,5% dei rispondenti dichiara di non averne capito la funzione.

 Il 12,1%, infine, dichiara di non avere un’opinione a riguardo.

venerdì 31 gennaio 2020

42,5 milioni di italiani hanno già adottato comportamenti ecosostenibili



Sono moltissimi gli italiani che, nel 2019, hanno fatto qualcosa di concreto per l’ambiente; i giovani più idealisti e impegnati in prima linea fuori casa nel diffondere i valori della sostenibilità, gli adulti più concreti e focalizzati nel ridurre, soprattutto in ambito domestico, gli sprechi. È questa la fotografia emersa dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat che, interrogando un campione rappresentativo della popolazione nazionale*, hanno scoperto come, lo scorso anno, siano stati circa 42,5 milioni gli italiani che hanno adottato comportamenti ecosostenibili per ridurre il proprio impatto ambientale. Ma quali sono gli ambiti dove gli italiani sono stati più attenti e quali le differenze generazionali?
Meno sprechi e più efficienza in ambito domestico….
La casa è l’ambiente all’interno del quale più italiani hanno adottato comportamenti ecosostenibili nell’ultimo anno. Massima attenzione, anche per ragioni economiche, agli sprechi; nel 2019 il 73,5% dei rispondenti ha dichiarato di aver ridotto l’uso di acqua, il 68,6% ha consumato meno energia elettrica e il 61,7% ha sprecato meno carta. Quasi 1 italiano su 2 ha inoltre ridotto la produzione di rifiuti domestici riutilizzando, quando possibile, alimenti o, più in generale, materiali di scarto.
Centrale il tema dell’efficienza energetica nelle abitazioni; sono 16 milioni gli italiani che nel 2019, anche grazie agli incentivi, hanno sostituito un vecchio elettrodomestico con uno nuovo di classe energetica superiore, mentre poco meno, circa 14 milioni, hanno dichiarato di aver effettuato interventi di efficientamento sulla propria abitazione. E poco importa che si tratti di lavori più strutturali, come un cappotto termico o il cambio degli infissi oppure, più semplicemente, dell’installazione di termo valvole, a guadagnarci sono stati non solo l’ambiente… ma anche le tasche degli italiani; solo il sostituire un elettrodomestico di classe B con uno di classe A+ consente di ridurne il costo in bolletta sino al 20%.
Gli adulti mettono più prodotti biologici nei carrelli e sulla tavola
Cambia anche il carrello della spesa di molti italiani; secondo l’indagine, nel 2019, 6 rispondenti su 10 hanno ridotto l’acquisto di prodotti con plastica, il 20% ha invece comprato, quando possibile, prodotti di seconda mano.
La sostenibilità è stata protagonista anche sulle tavole di molti italiani, che sempre più spesso adottano una dieta ecosostenibile: spopolano i prodotti alimentari naturali, bio o a chilometro zero tanto che, come emerso dall’indagine, il 43,5% dei rispondenti ha dichiarato di averli acquistati nell’ultimo anno. Al supermercato si inizia ad affermare anche l’abitudine di comprare prodotti sfusi; nel 2019 hanno sperimentato questa modalità oltre 11,7 milioni di consumatori.
Si diffondono sempre più, inoltre, gli orti urbani e domestici; nel 2019 circa 11,3 milioni di italiani (il 25% dei rispondenti) hanno dichiarato di aver coltivato direttamente in casa frutti o ortaggi.
I giovani si impegnano fuori dalle mura di casa
Ogni età ha la sua sfera d’azione; se gli adulti si impegnano per l’ambiente tra le pareti di casa, i giovani lo fanno fuori dalle mura domestiche e nelle relazioni con gli altri. Guardando ai rispondenti con età compresa tra i 18 ed i 24 anni emerge che, nel 2019, più di uno su 2 (54,5%) si è informato attivamente sulle tematiche della sostenibilità (39,1% la media nazionale) e quasi uno su 4 (22,5%) ha partecipato in prima persona ad un evento o a manifestazioni per il clima (11,9% la media nazionale).
Giovani non solo partecipi alla vita comune, ma anche e impegnati concretamente nel sensibilizzare gli altri: il 59,5% dei ragazzi nella fascia di età 18-24 anni si è speso in prima persona per convincere familiari o amici ad adottare uno stile di vita più rispettoso dell'ambiente.
Molti, infine, i ragazzi che hanno dichiarato di aver fatto attenzione a non sporcare l’ambiente quando si trovavano fuori casa (73,6%); su questo però gli adulti hanno ancora qualcosa da insegnare se si considera che, tra gli over 55, la percentuale sale all’85%.
Dal risparmio… a Greta Thunberg: ecco le leve del cambiamento
Cosa ha spinto così tanti italiani a modificare, almeno in parte, le proprie abitudini e a fare qualcosa di concreto per il pianeta? Diverse le ragioni; l’83% ha dichiarato di aver adottato comportamenti ecosostenibili perché ritiene sia importante contribuire in prima persona alla salvaguardia dell'ambiente, mentre il 56% lo ha fatto per le generazioni future.
Molti, circa 19 milioni di italiani, hanno adottato comportamenti ecosostenibili per ragioni economiche e per risparmiare; motivazione indicata, in particolare, tra i rispondenti con età superiore ai 45 anni.
Determinante per le giovani generazioni, invece, è stato l’esempio di Greta Thunberg; tra i rispondenti con età 18-24 anni, quasi 1 su 4 ha dichiarato di essersi interessato alle tematiche della sostenibilità proprio perché ispirato dalla giovane paladina dell’ambiente.
In netta minoranza, ma ancora molti, circa 1,2 milioni, gli italiani che hanno dichiarato di essere totalmente disinteressati alle tematiche della sostenibilità e che, per questo motivo, nel 2019 non hanno adottato nessun comportamento virtuoso verso il pianeta. Tra le ragioni di questo scetticismo vi è molto spesso una motivazione di natura economica; per il 29,9% costa troppo adottare comportamenti ecosostenibili.


* Metodologia: n. 1.015 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 15 e il 18 novembre 2019.


lunedì 14 ottobre 2013

Vecchi computer: come smaltirli

I vecchi computer fanno parte di una particolare tipologia di rifiuti, i cosiddetti Rifiuti RAEE: scopriamo insieme cosa occorre fare per poter smaltire tali rifiuti nel modo più corretto.
Al giorno d’oggi, con il passare del tempo, la mole di rifiuti di natura elettronica tende a crescere sempre di più, in particolare crescono i rifiuti informatici.  Il settore dell’informatica infatti non si ferma mai e sempre più  spesso capita di trovarsi ad avere a che fare con computer e apparecchiature informatiche vecchie, delle quali ci si deve disfare. Un problema questo che affligge soprattutto le aziende, che si trovano a dover smaltire grandi quantità di computer e rifiuti affini.

Cosa occorre fare in questi casi?
A volte, purtroppo, i privati non hanno voglia di perdere tempo e quindi, dopo aver provato a vendere o a regalare i vecchi pc, decidono per la strada peggiore, quella dell’abbandono. Accade così che vecchi computer, stampanti, scanner e apparecchiature simili finiscano dentro i comuni cassonetti dell’indifferenziata oppure che siano posti al loro fianco, nella speranza che qualcuno li venga a ritirare. Purtroppo non è così semplice. I computer usati non possono essere smaltiti insieme agli altri rifiuti e le aziende che si occupano della nettezza urbana solitamente non sono autorizzate al loro ritiro e al loro smaltimento. Quando si ha a che fare con computer e altre apparecchiature informatiche, elettroniche o elettriche, occorre contattare un’azienda specializzata in smaltimento di computer usati. Si tratta di aziende che si occupano di rifiuti RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche).

È importante che i vecchi computer vengano smaltiti nel modo corretto, perché essi contengono dei componenti elettronici potenzialmente molto dannosi per l’ambiente. Le aziende che smaltiscono i rifiuti RAEE spesso effettuano il ritiro a domicilio e a volte possono anche pagare in cambio dei computer usati che voi fornite. Smaltite in maniera corretta i vostri computer, potreste addirittura guadagnarci!