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mercoledì 27 marzo 2024

Pulizie di casa: in bolletta ci costano oltre 230 euro l’anno

 


A breve cambieranno le tariffe dell’energia elettrica nel mercato tutelato; in attesa di sapere come varieranno le bollette, Facile.it ha analizzato i consumi dei principali elettrodomestici per la pulizia di casa scoprendo che solo per lavatrice, asciugatrice, ferro da stiro, aspirapolvere e scopa a vapore, arriviamo a spendere oltre 230 euro all’anno.

E con le grandi pulizie di primavera ormai alle porte, è bene sapere quali sono gli elettrodomestici che consumano di più e come risparmiare; ecco l’analisi di Facile.it.

Lavatrice

Il primo elettrodomestico finito sotto la lente di Facile.it è la lavatrice. Per l’analisi il comparatore ha preso in considerazione la tariffa dell’energia elettrica del mercato tutelato (aggiornata al primo trimestre 2024) pari a 0,25 euro al kWh*. Quanto ci costa in elettricità una lavatrice? Considerando un nuovo modello da 9kg in classe energetica E (nuova etichetta energetica), ogni lavaggio ci costa circa 22 centesimi di euro in energia; può sembrare poco, ma se facciamo una lavatrice ogni due giorni spenderemo circa 40 euro l’anno, ma se le lavatrici sono una al giorno, o più, allora dobbiamo mettere in conto di superare gli 80 euro.

Due consigli fondamentali per risparmiare: il primo è di fare lavatrici solo a pieno carico, così da ottimizzare la spesa e ridurre il numero di lavaggi, il secondo è di evitare lavaggi a temperatura troppo elevata se non strettamente necessario. Infine, se avete una tariffa energetica bioraria, ricordatevi di attivare l’elettrodomestico solo durante le ore serali o nel weekend, altrimenti pagherete una tariffa più alta.

Asciugatrice

Il secondo elettrodomestico analizzato non poteva che essere l’asciugatrice. Guardando l’etichetta energetica si scopre che un modello in classe A++ da 9 Kg consuma circa 1,6 kWh per ogni ciclo di asciugatura, valore che in bolletta si traduce in una spesa di circa 40 centesimi di euro. Questo significa che per far andare l’asciugatrice una volta ogni due giorni spenderemo quasi 75 euro all’anno di energia elettrica, ma che diventano oltre 150 se la facciamo una volta al giorno.

Il consumo è elevato, quindi è bene adottare alcune buone pratiche; la prima è quella di centrifugare bene i capi in lavatrice prima di passarli all’asciugatrice, questo ci consentirà di ridurre i tempi di asciugatura e, di conseguenza, i costi. La seconda è di usarla a pieno carico, ma senza esagerare; troppi panni potrebbero ridurne l’efficienza e far salire la spesa.

Ferro da stiro

Ultimo passaggio per i nostri panni, prima di riporli nell’armadio, è la stiratura. Ma quanto ci costa in bolletta il ferro da stiro? L’elettrodomestico, va detto, è molto energivoro e, normalmente i consumi variano tra i 1,8 e i 2,6 kWh. Esistono molti tipi di ferro (compatto, con caldaia, con generatore di vapore, ecc), pertanto il primo suggerimento è di scegliere quello più adatto alle esigenze della nostra famiglia. Un ferro da stiro con consumo pari a 2,2 kWh ci costa in bolletta circa 60 centesimi di euro all’ora. Ecco quindi che, se dedichiamo 2 ore a settimana a questa attività, la spesa annuale sarà di circa 58 euro, ma in caso di famiglia numerosa e più ore trascorse a stirare, il conto può salire velocemente.

Per risparmiare, il primo suggerimento è di utilizzare il ferro quando si hanno più indumenti da stirare; riscaldare l’acqua costa, meglio consumarla tutta. E ancora, è sconsigliabile lasciare il ferro attaccato più del necessario, sarebbe solo uno spreco di energia. Infine, attenzione alla manutenzione e, in particolare, alla formazione del calcare, che non solo potrebbe far aumentare i consumi, ma anche ridurre la qualità del risultato.

Aspirapolvere

L’aspirapolvere è un indispensabile alleato quotidiano per le pulizie di casa, ma quanto ci costa in elettricità? I modelli sul mercato sono diversi, così anche i consumi; un aspirapolvere a filo può consumare 1 kWh, questo significa che per ogni ora di utilizzo spendiamo circa 25 centesimi di euro. Un paio d’ore a settimana, per tutto l’anno, ci costerebbero quindi circa 26 euro in bolletta.

Per risparmiare, il primo consiglio è di ridurre il tempo di utilizzo eliminando i momenti in cui lo lasciamo accesso senza usarlo, ma attenzione anche al continuo alternarsi di spegnimento e riaccensione; insomma, meglio spostare i mobili prima di iniziare a passare l’elettrodomestico. La funzione Turbo va usata solo se e quando serve (ad esempio per i tappeti, ma non per il pavimento o il parquet) e, naturalmente, occhio al filtro; se pulito consente un gran risparmio.

Scopa a vapore

Dopo aver aspirato il pavimento, cosa c’è di meglio di una scopa a vapore per rimuovere lo sporco e igienizzarlo a dovere? Anche per questo elettrodomestico esistono diverse versioni – con caldaia, con filo, senza filo ecc. – ma se prendiamo in considerazione un modello da 1.500 watt dobbiamo sapere che, per ogni ora di utilizzo, ci costerà circa 40 centesimi di euro. Per un anno di lavaggi con scopa a vapore, un paio d’ore a settimana, spendiamo circa 40 euro in energia elettrica.

Funzionando ad acqua, il rischio principale per questo elettrodomestico è che la formazione di calcare possa ridurne l’efficienza e, di conseguenza, far salire i consumi; il consiglio principale è di fare manutenzione regolare all’elettrodomestico e di utilizzare l’acqua più adatta secondo quanto riportato nel libretto di istruzioni.

* Tariffa mercato tutelato per una famiglia tipo con consumo 2.700 kWh

 

Immagine © LIGHTFIELD STUDIOS

venerdì 25 giugno 2021

Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Ferrara per le spese di casa

 


Quanto costa vivere a Ferrara e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del Facile.it Store di Ferrara (https://www.facile.it/store/ferrara.html), la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere nella città di Ferrara e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, telefonia, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

Assicurazioni auto e moto

I primi costi analizzati dal comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a maggio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in provincia di Ferrara occorrevano, in media, 374,61 euro, valore in calo del 9,8% rispetto allo stesso mese del 2020. Una doppia fortuna per i ferraresi se si considera che spendono addirittura il 17,2% in meno rispetto alla media nazionale.

Buone notizie arrivano anche dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono diminuite e, a maggio 2021, per assicurare una due ruote a Ferrara e provincia servivano, in media, 221,79 euro, vale a dire il 3,3% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Energia e gas

Una delle voci che più incide sui budget delle famiglie, almeno a livello psicologico, è quella relativa alla bolletta della luce e del gas* e per questo Facile.it ha voluto analizzare quanto spendono, in media, i ferraresi.

Analizzando la bolletta elettrica e prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia residente a Ferrara e provincia (2.885 kWh/anno) è emerso che la spesa media sostenuta nel primo trimestre 2021 è stata pari a circa 44,3 euro al mese, valore in linea con quanto pagato nello stesso periodo dell’anno precedente. A partire da aprile 2021, però, le tariffe sono aumentate; se i prezzi dovessero rimanere fino a fine anno su questi livelli, la spesa finale per le famiglie ferraresi sarà pari a circa 595 euro, vale a dire il 15,3% in più rispetto al 2020.

Notizie in chiaroscuro, invece, se si considera la fornitura del gas: analizzando la bolletta e prendendo in considerazione i consumi medi di una famiglia di Ferrara e provincia (1.550 smc), emerge che la spesa media mensile da gennaio a marzo 2021 è stata pari a 87,3 euro, vale a dire il 5,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Attenzione, però, perché lo scorso anno, a causa della pandemia, a partire dal secondo trimestre i prezzi del gas in Italia sono crollati e questo ha fatto scendere il peso della bolletta totale 2020. Il trend dei prezzi 2021, invece, vede un incremento nelle tariffe; se queste rimarranno stabili fino a fine anno, il costo totale della bolletta sarà pari a 1.128 euro, vale a dire il 9,2% in più rispetto allo scorso anno.

Telefonia

La telefonia fissa (Internet casa) è un’altra delle spese esaminate da Facile.it. Nel corso del primo trimestre 2021 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie ferraresi che hanno attivato un nuovo contratto di telefonia internet casa è stata pari a circa 30 euro, il 2,8% in più rispetto allo scorso anno. Se i prezzi rimarranno invariati, il costo complessivo annuale sarà pari a 360 euro.

Mutui casa

Per quanto riguarda il mutuo e analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nel 2020, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Ferrara hanno chiesto, mediamente, 109.340 euro, valore in linea rispetto a quanto rilevato l’anno precedente.

Analizzando l’identikit del richiedente ferrarese emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo nell’arco dello scorso anno aveva, all’atto della firma, 42 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 65% del valore dell’immobile da acquistare, da restituire in quasi 21 anni.

Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: il 97% dei richiedenti ferraresi ha optato per quello fisso, mentre solo il 3% ha cercato di ottenere il variabile.

Prestiti personali

Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel corso del 2020, l’importo medio richiesto in provincia di Ferrara è stato pari a 11.428 euro, vale a dire il 10,1% in più rispetto al 2019. L’età media dei richiedenti è pari a 42 anni e mezzo, mentre i piani di ammortamento sono passati da più di 60 rate nel 2019 a quasi 62 rate (pari a più di 5 anni) nel 2020.

Analizzando le ragioni per cui gli abitanti di Ferrara hanno presentato domanda di finanziamento durante il 2020 emerge che al primo posto c’è la richiesta di prestiti per l’acquisto di auto usate (21,4%), seguita dai prestiti personali per ottenere liquidità (20,9%) e per la ristrutturazione della casa (18,4%).

Facile.it apre il suo primo Store a Ferrara

Facile.it, il principale comparatore italiano dedicato al risparmio per le spese familiari, ha aperto il suo primo Store a Ferrara. Dopo lo straordinario successo ottenuto dagli altri Facile.it Store presenti in Italia, la web company ha scelto il cuore della città di Ferrara (via Bersaglieri del Po, 9) per inaugurare il suo nuovo Store, il quinto in Emilia-Romagna.

I Facile.it Store sono luoghi fisici dove i cittadini possono incontrare e affidarsi a consulenti esperti che li guideranno nell’identificazione delle migliori offerte per risparmiare sulle principali voci di spesa familiare, dall’RC auto e moto alle bollette luce, gas e telefonia fino ai prestiti e i mutui.

Una formula di successo, unica nel suo genere in Italia, che sta crescendo rapidamente; oggi i punti fisici del comparatore sono complessivamente venticinque, presenti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino, Bari, Lecce, Salerno, Cagliari, Treviglio, Mestre, Ravenna, Legnano e Verona.

 

(*)

Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 36.287 preventivi auto e 5.474 preventivi moto effettuati a Fera e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 maggio 2020 e il 31 maggio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

 

Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 1.400 richieste di mutuo presentate da gennaio 2019 a dicembre 2020 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Ferrara.

 

Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 1.200 richieste di prestito personale presentate da gennaio 2019 a dicembre 2020 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Ferrara.

 

Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media con un consumo annuo di 2.885 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, è stata considerata una famiglia media con un consumo annuo di 1.550 Smc in regime tutelato.

 

lunedì 21 giugno 2021

Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Verona per le spese di casa

 


Quanto costa vivere a Verona e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del Facile.it Store di Verona (https://www.facile.it/store/verona.html), la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere nella città di Verona e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, telefonia, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

Assicurazioni auto e moto

I primi costi presi in considerazione dal comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a maggio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in provincia di Verona occorrevano, in media, 360,39 euro, valore in calo del 10,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Una doppia fortuna per i veronesi se si considera che spendono addirittura il 20,3% in meno rispetto alla media nazionale.

Buone notizie arrivano anche dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono diminuite e, a maggio 2021, per assicurare una due ruote a Verona e provincia servivano, in media, 217,41 euro, vale a dire il 13,3% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Energia e gas

Una delle voci che più incide sui budget delle famiglie, almeno a livello psicologico, è quella relativa alla bolletta della luce e del gas* e per questo Facile.it ha voluto analizzare quanto spendono, in media, i veronesi.

Analizzando la bolletta elettrica e prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia residente a Verona e provincia (3.041 kWh/anno) è emerso che la spesa media sostenuta nel primo trimestre 2021 è stata pari a circa 45 euro al mese, valore in linea con quanto pagato nello stesso periodo dell’anno precedente. A partire da aprile 2021, però, le tariffe sono aumentate; se i prezzi dovessero rimanere fino a fine anno su questi livelli, la spesa finale per le famiglie veronesi sarà pari a circa 630 euro, vale a dire il 22% in più rispetto al 2020.

Notizie in chiaroscuro, invece, se si considera la fornitura del gas: analizzando la bolletta e prendendo in considerazione i consumi medi di una famiglia di Verona e provincia (1.504 smc), emerge che la spesa media mensile da gennaio a marzo 2021 è stata pari a 92,7 euro, vale a dire il 5,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Attenzione, però, perché lo scorso anno, a causa della pandemia, a partire dal secondo trimestre i prezzi del gas in Italia sono crollati e questo ha fatto scendere il peso della bolletta totale 2020. Il trend dei prezzi 2021, invece, vede un incremento nelle tariffe; se queste rimarranno stabili fino a fine anno, il costo totale della bolletta sarà pari a 1.095 euro, vale a dire il 6,1% in più rispetto allo scorso anno.

Telefonia

La telefonia fissa (Internet casa) è un’altra delle spese esaminate da Facile.it. Nel corso del primo trimestre 2021 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie veronesi che hanno attivato un nuovo contratto di telefonia internet casa è stata pari a circa 29 euro, valore in linea rispetto allo scorso anno. Se i prezzi rimarranno invariati, il costo complessivo annuale sarà pari a 348 euro.

Mutui casa

Per quanto riguarda il mutuo e analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nel primo trimestre del 2021, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Verona hanno chiesto, mediamente, 144.011 euro, vale a dire il 7,7% in più rispetto a quanto rilevato nello stesso periodo del 2020.

Analizzando l’identikit del richiedente veronese emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo nei primi tre mesi dell’anno aveva, all’atto della firma, 40 anni e mezzo e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 68% del valore dell’immobile da acquistare, da restituire in più di 23 anni.

Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: il 97% dei richiedenti veronesi ha optato per quello fisso, mentre solo il 3% ha cercato di ottenere il variabile.

Prestiti personali

Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel primo trimestre 2021, l’importo medio richiesto in provincia di Verona è stato pari a 11.298 euro, vale a dire il 2,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2020; aumentano i piani di ammortamento, passati da meno di 60 a 62 rate (pari a più di 5 anni), ma diminuisce l’età media dei richiedenti, pari a 39 anni (era più di 41 anni nel 2020).

Analizzando le ragioni per cui gli abitanti di Verona hanno presentato domanda di finanziamento emerge che al primo posto c’è la richiesta di prestiti per l’acquisto di auto usate (27,4%), seguita dai prestiti personali per ottenere liquidità (23,5%) e per la ristrutturazione della casa (12,7%).

Facile.it apre il suo primo Store a Verona

Facile.it, il principale comparatore italiano dedicato al risparmio per le spese familiari, ha aperto il suo primo Store a Verona. Dopo lo straordinario successo ottenuto dagli altri Facile.it Store presenti in Italia, la web company ha scelto il cuore della città di Verona (via Stella, 14a) per inaugurare il suo venticinquesimo Store, il quarto in Veneto.

I Facile.it Store sono luoghi fisici dove i cittadini possono incontrare e affidarsi a consulenti esperti che li guideranno nell’identificazione delle migliori offerte per risparmiare sulle principali voci di spesa familiare, dall’RC auto e moto alle bollette luce, gas e telefonia fino ai prestiti e i mutui.

Una formula di successo, unica nel suo genere in Italia, che sta crescendo rapidamente; oggi i punti fisici del comparatore sono presenti anche a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino, Bari, Lecce, Salerno, Cagliari, Treviglio, Mestre, Ravenna, Legnano e Ferrara.

 

(*)

Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 126.399 preventivi auto e 20.523 preventivi moto effettuati a Verona e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 maggio 2020 e il 31 maggio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

 

Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di oltre 2.100 richieste di mutuo presentate da gennaio-marzo 2020 e 2021 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Verona.

 

Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 1.000 richieste di prestito personale presentate da gennaio-marzo 2020 e 2021 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Verona.

 

Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media con un consumo annuo di 3.041 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, è stata considerata una famiglia media con un consumo annuo di 1.504 Smc in regime tutelato.

giovedì 1 aprile 2021

Spese di casa: ecco i primi aumenti dopo un anno di pandemia

 


Come sono cambiate le tariffe delle principali spese familiari dopo un anno dall’inizio della pandemia? L’avvio della campagna vaccinale e il profilasi all’orizzonte di un possibile ritorno alla normalità stanno contribuendo a far aumentare o diminuire alcuni costi? E, anche, cosa è lecito attendersi per il prossimo futuro? Sono queste le domande alla base dell’analisi* che Facile.it ha compiuto su RC auto, mutui, prestiti, bollette luce e gas, conti correnti, tariffe di telefonia mobile e internet casa confrontando quanto ci costavano a gennaio 2020 e quanto ci costano oggi.  Ecco cosa è emerso.

Cosa è successo ai mutui

In contemporanea con lo scoppio della pandemia, si è registrato in Italia un calo dei tassi dei mutui; queste condizioni sono perdurate per tutto il 2020 e ancora oggi gli indici sono mediamente inferiori rispetto a quelli rilevati prima dell’arrivo del Covid. Se si guarda al tasso fisso, per un mutuo di 126.000 euro da restituire in 25 anni, il Taeg medio è passato dall’1,58% di gennaio 2020 all’1,24% di febbraio 2021.

Qualcosa però sta cambiando tanto che, nelle ultime settimane, il tasso fisso è tornato a crescere; a marzo 2021 il Taeg medio è salito all’1,35%, vale a dire l’8,9% in più rispetto a febbraio. L’aumento del tasso fisso, spiegano gli esperti di Facile.it, è legato alle previsioni di crescita dell’economia americana e, di riflesso, alla possibile ripartenza di quella europea e della sua inflazione, aspettative che hanno determinato un aumento dell’IRS, l’indice che guida il tasso dei mutui fissi.

Più stabile, invece, l’andamento del tasso variabile, calato nel 2020 e ancora oggi fermo su livelli minimi; per la simulazione sopra indicata, il Taeg medio è passato dall’1,08% rilevato a gennaio 2020 all’1,03% di marzo 2021. Torna quindi ad allargarsi la forbice tra tassi fissi e tassi variabili, che negli ultimi anni si era ridotta ai minimi.

Cosa è successo all’RC auto

Come è noto, il lockdown, con la conseguente diminuzione delle auto in circolazione e dei sinistri registrati, ha determinato una contrazione delle tariffe assicurative; dopo il crollo di marzo e aprile, e qualche piccolo aggiustamento tra maggio e giugno, in corrispondenza delle prime aperture, i premi medi sono rimasti su livelli estremamente bassi per tutto l’anno e ancora oggi le condizioni sono estremamente favorevoli. Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it, il premio medio rilevato a febbraio 2021, pari a 464,09 euro, era inferiore del 13,5% rispetto a quello di febbraio 2020.

Anche in questo caso, però, qualcosa è cambiato e la curva delle tariffe sembra aver iniziato una inversione di tendenza, tanto che da gennaio a febbraio 2021 è stato rilevato un rincaro, sia pur lieve, dei premi medi: +1,44%.

Cosa è successo alle bollette di luce e gas

Analizzando l’andamento delle tariffe luce e gas del mercato libero emerge che, per il primo semestre del 2020, l’arrivo del Covid ha determinato un calo importante del costo dell’energia. A partire dall’ultimo trimestre dello scorso anno, però, i prezzi sono tornati a salire e oggi le tariffe medie sono addirittura superiori rispetto a quelle rilevate prima dell’inizio della pandemia.

Secondo le simulazioni di Facile.it, guardando la media delle tariffe disponibili sul portale, la spesa per la corrente elettrica di una famiglia con un consumo annuo di 2.700 kWh è stata pari, nel primo trimestre 2021, a 47,59 euro al mese, valore in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Se si guarda alla bolletta del gas, invece, la spesa media per una famiglia con un consumo annuo di 1400 smc è stata, nel primo trimestre del 2021, pari a 87,62 euro al mese, vale a dire l’1,7% in più rispetto al primo trimestre 2020.

Anche guardando l’andamento dei prezzi nel mercato tutelato emerge un trend simile; la pandemia ha fatto crollare il costo dell’energia nella prima parte del 2020, ma a partire dalla seconda metà dell’anno ad oggi i prezzi sono progressivamente aumentati.

Cosa è successo ai prestiti personali

Andamento opposto per i prestiti personali: il Covid-19 ha avuto un impatto estremamente negativo sul settore e l’esplosione della pandemia ha portato, nella prima metà del 2020, ad un atteggiamento di maggior cautela da parte delle società di credito, che si è tradotto in un aumento dei tassi di interesse e in un irrigidimento dei criteri di valutazione dei richiedenti.

Dati alla mano, il Taeg medio rilevato online da Facile.it per un prestito di 10.000 euro da restituire in 5 anni è cresciuto del 6% nei primi mesi di pandemia, passando dal 6,25% di gennaio 2020 al 6,63% di giugno 2020, per poi ridursi gradualmente, complici prima l’aumento di fiducia dei consumatori, poi l’arrivo dei primi vaccini e l’approvazione delle misure di stimolo volute dalla Commissione Europea. Grazie a tutto ciò gli indici sono tornati a scendere arrivando, a marzo 2021, a 6,44%.

Cosa è successo alla telefonia mobile e a quella fissa

Notizie in chiaroscuro arrivano dal mondo della telefonia. Sul fronte della mobile non sono state rilevate grandi variazioni tra le tariffe proposte da gennaio 2020 ad oggi: l’importo medio è stabile a circa 13 euro al mese per chi cambia operatore o attiva una nuova SIM; è pur vero che ci sono stati alcuni cambiamenti nelle tariffe best price (passata da 4,99 a 5,98 euro/mese) e quelle riservate ad alcuni specifici cambi di operatore (passata, in media, da 6,50 a 7,50 euro/mese).  Va registrato che nell’ultimo anno è aumentato il traffico dati messo a disposizione dagli operatori, passato, in media, dai 50 GB di gennaio 2020 ai 70 GB di marzo 2021.

Guardando alle tariffe relative al servizio di internet casa, invece, l’analisi di Facile.it ha evidenziato un aumento dei prezzi offerti a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea; si è passati dai 28,18 euro al mese di gennaio 2020 ai 29,68 di marzo 2021, con un rincaro del 5,3%. L’incremento delle tariffe è stato rilevato, in realtà, a partire dalla seconda metà del 2020 e dopo tale data le tariffe sono rimaste stabili.

Cosa è successo ai conti correnti

Guardando ai conti correnti disponibili su Facile.it non sono stati rilevati cambiamenti significativi dal punto di vista dei costi. Va detto, però, che l’offerta bancaria è estremamente ampia e non mancano le eccezioni; se continuano ad esistere i cosiddetti conti a zero spese, va comunque evidenziato come anche alcuni istituti che storicamente offrivano la gratuità del servizio hanno cominciato a richiedere un canone fisso.

Quello che risulta evidente è che gli istituti provino a disincentivare i prelievi di contante (addirittura mettendo un numero massimo di prelievi consentiti) e favorire i pagamenti con carta tramite promozioni che si basano sui meccanismi di cashback. I bonus per l'apertura del conto ci sono ancora, anche se non corposi come lo scorso gennaio.

Lo scenario dei conti italiani vede oggi alcune tipologie emergenti: pochi conti gratuiti con prelievi a pagamento o pochi prelievi inclusi, conti più tradizionali con alti costi di mantenimento, conti con canoni annui tutto sommato bassi (1/2/3€ al mese), ma con le altre funzionalità gratuite (prelievi, bonifici etc.) e, in ultimo, conti che prevedono l’azzeramento del canone a patto che diventino veicolo di pagamento di utenze, accredito stipendio e via dicendo.  Sono sempre più numerosi, inoltre, gli istituti che cercano di disincentivare conti “fermi” o con eccessiva liquidità, che possono diventare per le banche stesse un vero e proprio onere.

Cosa è lecito aspettarsi per i prossimi mesi

Cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi sul fronte delle tariffe? Molto, spiegano gli esperti di Facile.it, dipenderà dall’andamento della pandemia, dalla ripresa della fiducia dei consumatori e dal miglioramento della situazione economica. Sul fronte dei mutui, ad esempio, se per il tasso variabile non sono previsti grossi scostamenti, quello fisso potrebbe salire ulteriormente di qualche punto base qualora le aspettative di inflazione dovessero trovare conferma. Se si guarda ai prestiti personali, invece, il miglioramento delle condizioni generali dovrebbe portare ad un aumento del tasso di approvazione delle richieste di finanziamento; non è da escludere, inoltre, un ulteriore calo dei tassi di interesse e un riallineamento con gli indici pre-pandemia.

L’andamento delle tariffe RC auto è strettamente legato all’andamento della pandemia e delle eventuali restrizioni alla mobilità; con l’aumento dei veicoli in circolazione e dei sinistri stradali, non è da escludere che le tariffe assicurative possano continuare a salire sino a raggiungere i livelli pre-Covid. Va detto, però, che le compagnie assicurative potrebbero scegliere di assorbire parte di questi aumenti e mantenere le tariffe basse sfruttando i risparmi conseguiti nel 2020.

Non sono invece previsti ulteriori rincari nei prossimi mesi per quanto riguarda le tariffe di telefonia mobile e fissa offerte a chi vuole cambiare operatore o attivare una nuova linea.


 

 

 

*  RC auto: l’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su un campione di 8.650.866 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Mutui: media dei Taeg offerti su Facile.it per un mutuo al 70%, importo 125.000 euro da restituire in 25 anni. I tassi sono stati rilevati su nelle date 13 gennaio 2020, 24 febbraio 2021, 25 marzo 2021

Bolletta luce: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 2700 kWh, fascia mono oraria e potenza 3 kW.

Bolletta gas: stima realizzata considerando le tariffe disponibili su Facile.it per un consumo annuo di 1400 smc, zona Nord Orientale.

Prestiti: media dei Taeg offerti su Facile.it per un prestito da 10.000 euro da restituire in 5 anni. Tassi rilevati a gennaio 2020, giugno 2020 e marzo 2021.

Telefonia mobile e fissa, conti correnti: analisi realizzata sui prodotti in comparazione su Facile.it da gennaio 2020 a marzi 2021.

 

 

venerdì 12 marzo 2021

Facile.it: ecco quanto spendono le famiglie a Venezia



Quanto costa vivere a Venezia e provincia e quanto spendono le famiglie per i conti di casa? In occasione dell’apertura del Facile.it Store di Mestre (https://www.facile.it/store/mestre.html), terzo negozio del comparatore in Veneto, la web company ha analizzato nel dettaglio i costi che si devono sostenere nella città di Venezia e provincia per pagare mutui, prestiti, RC auto e moto, ADSL, luce e gas. Ecco cosa è emerso.

Assicurazioni auto e moto

I primi costi presi in considerazione dal comparatore sono quelli assicurativi e, nello specifico, le coperture RC auto e moto*. Secondo i dati dell’Osservatorio di Facile.it, a febbraio 2021 per assicurare un veicolo a quattro ruote in provincia di Venezia occorrevano, in media, 400,53 euro, valore in calo del 14,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Buone notizie arrivano anche dal fronte dell’RC moto; negli ultimi dodici mesi le tariffe sono diminuite e, a febbraio 2021, per assicurare una due ruote a Venezia e provincia servivano, in media, 266,84 euro, vale a dire il 19,4% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Energia e gas

Una delle voci che più incide sui budget delle famiglie, almeno a livello psicologico, è quella relativa alla bolletta della luce e del gas* e per questo Facile.it ha voluto analizzare quanto spendono, in media, i veneziani. Analizzando la bolletta elettrica e prendendo in considerazione il consumo medio di una famiglia residente a Venezia e provincia (2.134 kWh), è emerso che la spesa annuale del 2020 è stata pari a circa 381,80 euro, valore in calo del 13,5% rispetto al 2019. Attenzione però perché il 2021 si è aperto con un aumento delle tariffe dell’energia elettrica; se queste rimarranno invariate, a parità di consumo, quest’anno si spenderà il 12,1% in più rispetto al 2020.

Guardando alla bolletta del gas e prendendo in considerazione i consumi medi di una famiglia veneziana (980 smc), emerge che la spesa media annuale nel 2020 è stata pari a 652,68 euro, vale a dire il 13,1% in meno rispetto al 2019. Anche sul fronte della fornitura di metano, il 2021 si è aperto con un aumento delle tariffe; in assenza di variazioni e a parità di consumi, il conto finale potrebbe essere più salato e pari a 692,47 euro, vale a dire il 6,1% in più rispetto al 2020.

Telefonia

La telefonia fissa (internet casa, ADSL e fibra) è un’altra delle spese esaminate da Facile.it. Nel corso del 2020 la spesa media mensile sostenuta dalle famiglie veneziane è stata pari a circa 29,96 euro, per un costo complessivo annuale pari a 359,52 euro, valore in aumento del 3,1% rispetto a quanto pagato nel 2019.

Mutui casa

Per quanto riguarda il mutuo e analizzando le richieste di finanziamento per l’acquisto della casa presentate tramite Mutui.it e Facile.it* è emerso che, nel corso del 2020, gli aspiranti mutuatari residenti in provincia di Venezia hanno chiesto, mediamente, 133.279 euro, vale a dire il 6,7% in più rispetto a quanto rilevato nel 2019.

Analizzando l’identikit del richiedente veneziano emerge che, in media, chi ha presentato domanda di mutuo aveva, all’atto della firma, 40 anni e ha cercato di ottenere un finanziamento di importo pari al 63,2% del valore dell’immobile da acquistare, da restituire in 22 anni.

Dati interessanti emergono analizzando la tipologia di tasso scelto: il 96% dei richiedenti veneziani ha optato per quello fisso, mentre solo il 4% ha cercato di ottenere il variabile.

Limitando l’analisi ai soli mutui per l’acquisto della prima casa, invece, l’importo medio richiesto sale a 138.958 euro; al contrario, l’età media dei richiedenti scende a 38 anni.

Prestiti personali

Altro elemento monitorato nell’analisi è stato il ricorso al credito al consumo. Esaminando le domande di prestito personale* presentate tramite Facile.it e Prestiti.it è emerso che, nel 2020, l’importo medio richiesto in provincia di Venezia è stato pari a 11.076 euro, vale a dire l’1,1% in più rispetto al 2019; stabili i piani di ammortamento (61 rate, pari a poco più 5 anni) e l’età media dei richiedenti (poco più di 42 anni).

Guardando alle domande di finanziamento per le quali i richiedenti hanno esplicitato la finalità, emerge che la prima ragione che ha spinto i veneziani a rivolgersi ad una società di credito è stata l’ottenimento di liquidità (25%), seguita dall’acquisto di auto usate (20%) e dalla ristrutturazione casa (16%).

Analizzando, invece, il sesso dei richiedenti è emerso come a presentare domanda di finanziamento siano per lo più gli uomini, con una percentuale pari al 74,7%, contro il 25,3% del campione femminile.

Facile.it apre il suo terzo store in Veneto

Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Milano, Monza, Parma, Genova, Reggio Emilia, Piacenza, Savona, Udine, Treviso, Padova, Torino, Bari, Lecce, Salerno, Cagliari e Treviglio, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche apre il suo terzo store in Veneto a Mestre (Piazza Ferretto, 90). All’interno del nuovo Store i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

«Il nostro obiettivo è comprendere meglio le esigenze dei clienti e dare la possibilità di risparmiare anche a un pubblico non ancora abituato a comparare le offerte», spiega Daniela Zancan, Managing Director Stores & Facile.it Mutui e Prestiti. «Le famiglie veneziane sono molto attente alle spese domestiche e sappiamo di poter offrire loro concrete opportunità per ridurre le principali voci di costo con cui devono fare i conti ogni mese».


 

(*)

Per i premi RC: l’osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 131.860 preventivi auto e 15.588 preventivi moto effettuati a Venezia e provincia su Facile.it dai suoi utenti tra l’1 febbraio 2020 e il 28 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate.

Per i valori sui mutui, è stato analizzato un campione di circa 5.000 richieste di mutuo presentate da gennaio 2019 a dicembre 2020 tramite i portali Facile.it e Mutui.it da utenti residenti in provincia di Venezia.

Per i valori sul credito al consumo è stato analizzato un campione di oltre 3.000 richieste di prestito personale presentate da gennaio 2019 a dicembre 2020 tramite i portali Facile.it e Prestiti.it da utenti residenti in provincia di Venezia.

Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media composta da 2,7 individui, con un consumo annuo di 2.134 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, è stata considerata una famiglia media composta da 2,6 individui con un consumo annuo di 980 Smc in regime tutelato

martedì 23 febbraio 2021

Da marzo nuove classificazioni energetiche per gli elettrodomestici, ma 30 milioni di italiani non lo sanno



Dal primo marzo l’etichetta di classificazione dei consumi energetici degli elettrodomestici alla quale ormai siamo abituati sarà sostituita da una nuova scala di valori ma, secondo quanto emerso da un’indagine* commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat, il 69,4% degli italiani non lo sa.

La percentuale è già di per sé sorprendente, ma il quadro generale diventa ancora più cupo se si traducono quei valori in numeri assoluti visto che, così facendo, il bacino dei consumatori italiani che dichiarano di non essere a conoscenza della novità risulta pari a più di 30 milioni di individui.

Cosa cambia

Quali sono le ragioni di questo cambiamento e, anche, che cosa cambia nello specifico? Il vecchio sistema di etichette è giudicato non più adatto a rappresentare le differenze tra gli elettrodomestici; ormai quasi tutti concentrati nelle classi migliori con conseguente confusione per i consumatori.

Le nuove etichette si baseranno sempre su una scala di valori che va da A (classe più efficiente) a G (la meno efficiente), con la differenza che scomparirà il simbolo “+” e, soprattutto, si irrigidiranno i criteri con cui verranno assegnate le lettere. Ad esempio, un elettrodomestico oggi classificato in classe A+++, con le nuove etichette verrà reinserito con tutta probabilità nella classe B se non addirittura C (fonte: Label 2020).

Può sembrare confusionario, ma niente paura! A partire dal primo marzo e fino al trenta novembre 2021 le nuove etichette verranno affiancate a quelle vecchie, così i consumatori potranno gradualmente abituarsi al sistema di classificazione. Solo dal primo dicembre 2021 le vecchie etichette scompariranno del tutto.

L’etichetta guida la scelta di acquisto

Va detto che nel corso di questi 23 anni (l’obbligo di apporre l’etichetta su ogni apparecchio è entrato in vigore nel 1998) gli italiani hanno imparato a usare molto bene l’attuale sistema di classificazione dei consumi degli elettrodomestici per indirizzare i propri acquisti; tanto è vero che, secondo quanto emerso dall’indagine di Facile.it, alla domanda “Quando acquista un elettrodomestico, quanto incide la classe energetica sulla sua decisione?” ben il 95% dichiara che questa sia un’informazione importante ed è addirittura esplicitamente descritta come molto importante dal 55,9% del campione.

Perché sì e perché no

L’indagine condotta per Facile.it ha approfondito anche le ragioni per le quali i consumatori valutano molto importante (o, al contrario, poco o per nulla utile) considerare la classe energetica dell’elettrodomestico prima di acquistarlo.

Fra chi dà grande importanza alla classificazione le ragioni principali sono risultate essere il risparmio - sia esso economico (63% del campione) o energetico (32%) - e la convinzione che basarsi sulla classificazione energetica per compiere l’acquisto sia in qualche modo utile a salvaguardare l’ambiente (25%).

Per gli oltre 1.100.000 italiani che non considerano utile la classificazione, invece, i motivi dichiarati sono la volontà di spendere meno per lo specifico acquisto o, anche, l’ammissione di non capire realmente fino in fondo quale sia il significato della classificazione riportata nell’etichetta.

Quanto incidono gli elettrodomestici sulla bolletta

L'attenzione degli italiani verso le etichette energetiche è comprensibile se si considera che il consumo degli elettrodomestici incide moltissimo sulla spesa elettrica; basti pensare che il frigorifero, da solo, arriva a pesare tra il 10-15% della bolletta totale annua di una famiglia media.

«Scegliere un elettrodomestico efficiente è un passo fondamentale per ridurre la bolletta energetica, ma se non si vuole vanificare il risparmio è bene fare attenzione ad altri due elementi», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it, «in primis la scelta del fornitore in grado di offrirci la tariffa più adatta alle nostre esigenze e, in secondo luogo, l’uso corretto degli elettrodomestici stessi per ridurre al contempo consumi e sprechi».

Scegliere un elettrodomestico con bassi consumi è in effetti un ottimo modo per risparmiare e a volte, per alleggerire la bolletta è sufficiente cambiare i dispositivi più datati; conti alla mano, ad esempio, già oggi basta sostituire il vecchio condizionatore in classe B con uno nuovo in classe A+++ per risparmiare fino a 90 euro all’anno.


 

*Nota metodologica: l’indagine è stata svolta tra il 15 ed il 16 febbraio 2021 attraverso la somministrazione di n.1.005 interviste CAWI con ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale. 

venerdì 3 luglio 2020

Smart working estivo: ci costerà almeno 68 euro in più in bolletta per ciascuna stanza in cui lavoreremo



Sono tanti gli italiani che lavoreranno in smart working per tutta l’estate e molti, a breve, dovranno fare i conti con un nemico invisibile… il caldo. Si dovrà tenere accesa l’aria condizionata in casa per numerose ore, con inevitabili conseguenze sulle bollette, già appesantite dai maggiori consumi dettati dalla permanenza forzata tra le mura domestiche. Secondo le stime* di Facile.it, per rinfrescare una stanza da 16-20 mq per 6 ore al giorno è necessario mettere in conto un aumento della bolletta estiva di almeno 68 euro; valore che arriva addirittura a 113 euro se si sceglie di tenere l’aria accesa per 10 ore.
E se oltre alla postazione di lavoro si vogliono mantenere freschi anche gli altri ambienti della casa, la bolletta lievita ulteriormente. Sempre secondo le stime di Facile.it, considerando l’uso del condizionatore per altre 6 ore al giorno, necessarie per rinfrescare le stanze da letto prima della notte e la sala da pranzo/cucina durante i pasti, una famiglia di 4 persone, dotata di un condizionatore A+ con e un consumo di 812 Kwh, spende circa 132 euro in più all’anno, che sommati a quelli spesi per lo smart working fanno, nella migliore delle ipotesi, 200 euro in più.
Quest’anno, quindi, è bene fare attenzione a come ci si comporta tra le mura domestiche; per questo motivo Facile.it ha realizzato un breve vademecum con 5 consigli pratici per ridurre le spese.
1)      Nuovi ritmi, nuova tariffa. La quarantena forzata prima, lo smart working dopo, hanno modificato lo stile di vita di molti italiani; se una volta i consumi energetici domestici si concentravano nelle fasce serali, ora in tanti hanno iniziato a consumare durante tutto l’arco della giornata. Il consiglio, quindi, è di valutare con attenzione se convenga mantenere una tariffa bioraria (con un prezzo ridotto nella fascia serale ma superiore in quella diurna) o se, invece, sia meglio passare ad una monoraria, con un prezzo della componente energetica unico, che non varia a seconda dell’orario di consumo.
2)      La classe fa la differenza. Il secondo consiglio è quello di valutare con attenzione il proprio condizionatore e, se vecchio, considerare di sostituirlo con uno più moderno in classe A, A+, A++ e superiori. Questa scelta, oltre a far bene all’ambiente, porterà enormi vantaggi in termini di risparmio; basti pensare che cambiare un condizionatore di classe C, ad esempio, con uno di classe A+ consente ridurre il costo in bolletta sino al 21% annuo. La buona notizia è che, in caso di lavori di manutenzione straordinaria nell’abitazione o se si sostituisce il vecchio impianto con uno nuovo ad alta efficienza, costituito da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, è possibile ottenere uno sconto fiscale che va dal 50% al 65%, a seconda della tipologia di intervento.
3)      Evitate le temperature polari. Una temperatura troppo bassa fa male alla salute…e al portafogli. Non serve avere un clima artico per stare al fresco, soprattutto se si devono trascorrere molte ore nella stanza con l’aria condizionata. Se l’apparecchio ne è dotato, il consiglio è di utilizzare la funzione di deumidificazione anziché quella di raffrescamento; in questo modo è possibile comunque mantenere una temperatura confortevole e, al contempo, abbattere la spesa fino al 13%.
4)      Impianto pulito. Sebbene sia stato dimostrato che l’uso del condizionatore non favorisca la diffusione del Coronavirus, è comunque molto importante mantenere l’impianto pulito così da avere la garanzia che questo possa funzionare al 100%. Un impianto non efficiente consuma fino all’8% in più.
5)      Sembra ovvio… ma pochi lo fanno. Per risparmiare, a volte, basta un po’ di buon senso e di attenzione: non c’è motivo di far lavorare il condizionatore per ore, consumare corrente e spendere soldi, se poi facciamo entrare il calore da fuori.
Lasciare aperta la porta del corridoio o di uno stanzino e disperdere il fresco può arrivare ad incidere sino al 6% sui consumi.
Se dovete lavorare da casa e avete la possibilità di scegliere in quale stanza posizionarvi, il consiglio è di evitare stanze grandi o aperte; un ambiente piccolo, meglio se si tratta di uno spazio chiusa come uno studio o una cameretta, sarà più semplice – e meno costoso – da rinfrescare.
«Grazie al calo del costo delle materie prime registrato negli scorsi mesi, secondo le nostre stime** passando al mercato libero è possibile abbattere la bolletta elettrica fino al 17%; valore che potrebbe salire ulteriormente se si considera che a partire dal 1 luglio il costo dell’energia elettrica in regime di maggior tutela è aumentato del 3,3%», spiega Silvia Rossi, Responsabile energia di Facile.it.