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mercoledì 14 dicembre 2022

Carte elettroniche: oltre 2,8 milioni gli italiani truffati. Ecco come non cadere in trappola in vista degli acquisti natalizi

 


Sono oltre 2,8 milioni gli italiani che, in soli 12 mesi, hanno subito una truffa nell’ambito delle carte elettroniche e, con il Natale alle porte e i siti presi d’assalto, basta poco per cadere in trappola; il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*.

Per aiutare i consumatori a riconoscere i rischi quando si utilizzano carte di credito, debito o prepagate, il comparatore ha pubblicato un nuovo podcast (https://www.facile.it/podcast.html) con cinque semplici regole da seguire per mettersi al riparo dai malintenzionati:

  1.  La tecnologia può venire in nostro soccorso. Per tenere sempre sotto controllo i movimenti della carta è possibile attivare le notifiche SMS o quelle dell’App della banca così da ricevere un messaggio sul proprio smartphone nel momento in cui viene utilizzata una delle carte collegate al conto. Questo consente, in caso di furto, di intervenire immediatamente.
  2. L’estratto conto non è da sottovalutare. Il riepilogo delle spese, il cosiddetto estratto conto, è uno strumento molto importante, non solo per monitorare le uscite, ma anche per rilevare eventuali anomalie ed errori di pagamento come ad esempio un doppio addebito. In casi come questo, è bene sapere che normalmente si hanno a disposizione 60 giorni di tempo per disconoscere il pagamento.
  3. Attenzione ai pagamenti non tracciati. Quando fate acquisti online diffidate da richieste di pagamenti non tracciati come ad esempio la ricarica di una carta prepagata; è proprio questa la modalità preferita dai malfattori. Allo stesso modo, però, è bene fare attenzione anche a quei siti che non permettono metodi di pagamento alternativi alla carta di credito; la verità sta sempre nel mezzo.
  4. L’antivirus può fare la differenza. Che sia tramite smartphone o computer, quando si opera online è importante dotare il dispositivo di un antivirus così da proteggerlo da eventuali intrusioni. Bisogna evitare, inoltre, di scaricare programmi craccati o illegali perché possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del device… e per il nostro conto.
  5. Pin e carte non vanno mai insieme. Per evitare che, una volta sottratta, la carta venga usata liberamente, il consiglio è di non tenere mai il codice di sicurezza nel portafogli insieme alla carta e, in ogni caso, di camuffarlo così da non renderlo riconoscibile.

Chi è caduto in trappola

Come emerso dall’indagine commissionata da Facile.it, in appena dodici mesi, più di 2,8 milioni di nostri connazionali (6,5%) sono stati truffati nell’ambito delle carte elettroniche con un danno economico medio pari a 196 euro.

Più di 1 frode su 3 (37,7%), nel caso delle carte, è passata tramite un’email, mentre il 28,8% attraverso un falso sito web. Il 26,7%, invece, è stata portata a termine con un sms.

Come si comportano i truffati dopo aver subito una frode legata ad una carta di debito, credito o prepagata? Il 30,8% di chi è caduto in trappola ha deciso di non denunciare; molti (più di 2 su tre) lo hanno fatto per ragioni economiche (il danno era basso o erano sicuri di non recuperare quanto perso), mentre l’11% per motivi di natura psicologica: “si sentivano ingenui per esserci cascati” o “avevano paura di essere scoperti dai familiari”.

Le vittime predilette dei truffatori nell’ambito delle carte elettroniche sono soprattutto gli uomini (7,2% rispetto al 5,9% del campione femminile), gli appartenenti alla fascia anagrafica 18-24 anni (13,3%) e, a dispetto di quanto si possa pensare, i rispondenti con un titolo di studio universitario (7,1% rispetto al 6,2% rilevato tra i non laureati).


 

*Nota metodologica: Indagine mUp Research - Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale + n.405 interviste di sovra-campionamento con individui oggetto di truffa nel corso degli ultimi 12 mesi.

Immagine © adrian_ilie825

giovedì 22 ottobre 2020

Covid e banconote: 9 milioni non le useranno più per paura del contagio

 


Sono oltre 9 milioni i cittadini italiani che, intervistati per Facile.it dall’istituto di ricerca EMG Acqua, hanno dichiarato che non useranno più monete e banconote per paura che queste possano trasmettere il virus del Covid.

Il dato arriva da un’indagine condotta, a metà ottobre 2020, su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta con età pari o superiore a 18 anni.

Se, a livello nazionale, la percentuale di chi ha dichiarato di abbandonare il contante per paura del contagio è pari al 19%, guardando più da vicino i dati emerge che ad essere più propensi a questa scelta sono gli uomini (21% rispetto al 17% rilevato nel campione femminile) e i residenti nelle aree Nord-Ovest (24%).

Gli italiani e il contante

Scorrendo i dati emersi dall’analisi, che si è concentrata anche sul come gli italiani si rapportino alle piccole spese quotidiane, si scopre che ad oggi, per questo genere di pagamenti, il 64% dei nostri connazionali usa in via esclusiva o preferenziale il denaro contante, ma alla luce di alcuni provvedimenti del Governo, primi fra tutti cashback e lotteria degli scontrini, qualcosa sembra pronto a cambiare.

Il 59,4% del campione intervistato ha dichiarato che, visti questi incentivi, da ora in avanti userà maggiormente carte di credito, bancomat e prepagate. A far loro da contraltare, però, un 20,4% di rispondenti (addirittura 26,1% nei centri abitati con oltre 100.000 residenti) che non ha alcuna intenzione di rinunciare a monete e banconote se la spesa è di piccolo taglio.

Zero commissioni, la parola ai clienti

Un altro provvedimento sul quale l’indagine condotta per Facile.it da EMG Acqua ha voluto indagare è l’opinione che i consumatori italiani hanno sull’abolizione delle commissioni a carico degli esercenti per importi inferiori a 5 euro pagati con moneta elettronica.

Se come prevedibile la stragrande maggioranza degli intervistati (89,6% del campione) è favorevole all’eliminazione, quello che colpisce sono le motivazioni per cui danno questa risposta.

Quasi 1 su 3 (31,3%) afferma di essere favorevole perché ritiene questo possa fare emergere una buona parte di evasione fiscale. Appena meno (29,6%) sono quelli che si dicono favorevoli perché, sostengono, questo provvedimento avrebbe come effetto quello che gli esercenti non avrebbero più scuse per non accettare pagamenti con carte elettroniche anche per piccoli importi.

Addirittura più di un rispondente su quattro (26,2%, pari a 12.492.268 individui) ha invece dichiarato che è favorevole al provvedimento perché ciò consentirebbe di limitare l’uso del denaro contante e, così, potrebbe aiutare a contenere la diffusione del Covid.          

Ci sono poi piccoli gruppi contrari al provvedimento (6,6% del campione), che non hanno un’opinione specifica in merito (3,8%) o che sono favorevoli, ma per ragioni diverse (2,5%).

Siamo davvero pronti per dire addio al contante?

Siamo quindi un popolo finalmente pronto a fare il passaggio definitivo verso la moneta elettronica? In realtà non sembra. Se come detto, ad oggi, sempre secondo le dichiarazioni rilasciate nel corso dell’indagine, per le piccole spese il 64% degli italiani usa in via esclusiva o preferenziale il contante, nello specifico più di un italiano su quattro (27,1% degli intervistati) oggi usa solo ed esclusivamente denaro contante, mentre Il 36,9% preferisce usare il contante e ricorre alla carta unicamente se si trova a non avere in tasca monete o banconote.

C’è poi quella che potremmo definire l’altra metà del cielo dei pagamenti, ovvero chi usa prevalentemente la carta elettronica e ricorre al denaro contante solo se il commerciante non accetta pagamenti elettronici (29,4%) e chi, addirittura, usa esclusivamente la carta elettronica e se il commerciante non accetta bancomat o carte di credito prende la porta e cambia negozio (6,6% del campione intervistato).

Perché non vogliamo dire addio al contante

Quali sono le ragioni per le quali, nonostante incentivi e provvedimenti che si sono succeduti negli anni, molti non vogliono ancora dire addio al contante? Fra gli oltre 16 milioni che, in toto o in parte, non sono disposti a rinunciare a monete e banconote, le ragioni più frequenti di questa scelta sono il fatto che il contante sia percepito come più comodo rispetto alle carte elettroniche (18%), la difficoltà a controllare le proprie spese personali (17,2%) o la paura di furti e clonazioni (16,8%).

Da evidenziare anche che il 4% dei rispondenti (circa 675.000 individui) non vuole dire addio al contante per paura di essere controllato; da banche, governo o chissà chi altro.




*Nota metodologica: indagine condotta da EMG Acqua su un campione (1000 rispondenti) rappresentativo della popolazione italiana con età pari o maggiore a 18 anni e rappresentativa per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni. Metodo di raccolta delle informazioni: Rilevazione CAWI Periodo in cui è stato realizzato il sondaggio: ottobre 2020.