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martedì 1 agosto 2023

Carte di debito e credito: 3,2 milioni di truffati in un anno

 


Sono più di 3,2 milioni gli italiani che, in soli dodici mesi, hanno subito una truffa o un tentativo di truffa connesso alla propria carta di credito o debito; il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*.

E proprio durante il periodo estivo, considerando i molti italiani che trascorreranno le vacanze all’estero, l’utilizzo delle carte, e con esso il rischio frodi, aumenta. Per aiutare i viaggiatori a riconoscere i pericoli e evitare brutte sorprese, Facile.it ha stilato un vademecum in 10 punti.

1.    Le mie carte sono accettate all’estero? Le carte elettroniche, siano esse di debito, credito o prepagate, possono non essere accettate in tutto il mondo; per limitazioni della banca che le ha emesse o del circuito di pagamento cui si appoggiano. Per ovviare al primo caso, basta chiedere all’istituto di credito di abilitare la carta nel Paese in cui viaggerai; per ovviare al secondo… meglio dotarsi di una seconda carta accettata.

2.    Meglio prelevare con bancomat o carta di credito? La carta di credito solitamente ha commissioni più elevate (intorno al 4%) per il prelievo di denaro contante, mentre col bancomat più sovente vi è un costo fisso, il cui importo varia da banca a banca.  A queste spese va sommata anche l’eventuale commissione per le operazioni effettuate con una valuta diversa dall’euro; per conoscere con precisione le condizioni applicata dall’istituto di credito, prima di partire meglio consultare i fascicoli informativi.

3.    E, anche, meglio pagare con bancomat o carta? Tutte le soluzioni - carte di credito, debito o prepagate - vanno bene per pagare al POS. Attenzione, però, ai limiti di spesa giornalieri; spesso le carte di debito e le prepagate hanno massimali più contenuti. Dal punto di vista dei costi, se l’operazione avviene in uno dei Paesi appartenenti all’area “Sepa” (Unione Europea e alcuni Stati extra UE ma aderenti), non ci sono commissioni; se invece ci si trova in uno Stato diverso da questi, potrebbero essere applicati dei costi aggiuntivi legati al cambio valuta.

4.    Scegli la valuta locale. In caso di pagamento o prelievo in area extra-euro, se viene richiesto, è consigliato scegliere di farlo in valuta locale anziché nella propria moneta; questo spesso consente di ottenere migliori condizioni di cambio valuta, evitando addebiti onerosi.

5.    E se mi obbligano a pagare con la carta di credito? In alcuni casi è obbligatorio pagare con una carta di credito, come ad esempio quando si noleggia un’automobile. Non si tratta di una truffa, ma di politiche aziendali; prima di scegliere con quale carta partire, assicurati che quella scelta sia accettata per i servizi che dovrai pagare.

6.    Furto o smarrimento carta, cosa fare? Nel caso ti rubassero o smarrissi la carta, ma anche se ti accorgessi di spese addebitate non effettuate da te, blocca immediatamente la carta. È possibile farlo telefonicamente contattando il proprio istituto di credito o, in alcuni casi, direttamente dall’app di Home Banking. Importante avere a portata di mano tutte le coordinate, a partire dal numero di telefono, per attivare la procedura di emergenza. Non appena informato, l’istituto provvederà all’immediata disattivazione. Importante da sapere è che, se la carta rubata viene utilizzata prima della denuncia del furto, per legge possono essere addebitati fino a un massimo di 50 euro. Il denaro eventualmente sottratto dopo la segnalazione, invece, verrà rimborsato interamente.

7.    Pin e carte non vanno mai insieme. Per evitare che, una volta sottratta, la carta venga usata liberamente, è fondamentale non tenere mai il codice di sicurezza nel portafogli insieme alla carta. Se proprio avete bisogno di appuntarvelo da qualche parte, fate in modo di camuffarlo così da non renderlo riconoscibile agli occhi dei malintenzionati.

8.    Un’app per tenere i conti sotto controllo… Oggi la maggior parte delle banche offre conti correnti e carte elettroniche che possono essere monitorati in tempo reale tramite app; questo vi permette di tenere sotto controllo movimenti e spese e intervenire tempestivamente in caso di necessità.  Se vi trovate in Paesi esteri dove non potete contare su una connessione internet, potete attivare un servizio di alert che, in caso di utilizzo della carta, vi avviserà tramite SMS.

9.    La vacanza finisce, i rischi no! Una volta tornati a casa, il consiglio è di continuare a monitorare i propri conti e carte; i malfattori spesso agiscono anche a mesi di distanza dal furto dei dati, approfittando della distrazione dei legittimi proprietari.

10.  Quale carta dare ai figli che viaggiano da soli? Affidare una carta di credito ad un ragazzo, magari al suo primo viaggio da solo, potrebbe essere pericoloso; come fare per limitare i rischi? La soluzione potrebbe essere una carta prepagata. Si tratta di uno strumento di pagamento sempre più diffuso perché garantisce la stessa praticità del bancomat con il vantaggio di avere un plafond limitato, così da tutelare i giovani – e soprattutto i genitori - da eventuali smarrimenti o spese folli. Il consiglio, però, è verificare prima di partire che la carta sia abilitata e accettate nel paese di destinazione.

* Indagine mUp Research - Norstat svolta tra il 4 e il 7 aprile 2023 attraverso la somministrazione di n.1.857 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

Immagine © volff

 


lunedì 22 maggio 2023

Bollette: 5 milioni dovranno cambiare, occhio alle truffe

 


Sono circa 5 milioni gli italiani che dovranno passare al mercato libero per l’elettricità entro il 10 gennaio 2024 ma, se non lo faranno in autonomia, la loro fornitura verrà assegnata d’ufficio e tramite asta ad un nuovo operatore; queste le regole definite dal Decreto Ministeriale entrato in vigore proprio oggi che sancisce i criteri e le modalità per il passaggio al mercato libero dei clienti domestici non vulnerabili.

Le condizioni tariffarie a cui potranno accedere questi clienti saranno definite più avanti, ma se si vuole evitare di “finire all’asta”, la soluzione è di passare al mercato libero scegliendo in autonomia il fornitore da cui acquistare energia tra le numerose offerte disponibili oggi.

«L’offerta sul mercato libero è molto ampia, per questo è importante scegliere con attenzione il proprio fornitore, meglio se con l’aiuto di un consulente esperto e affidabile, che sappia guidare il consumatore tra le centinaia di proposte presenti sul mercato e, anche, che lo sappia proteggere da eventuali truffe», spiegano gli esperti di Facile.it. «Un fenomeno, quello delle frodi, che nell’ultimo anno è aumentato notevolmente e che ha coinvolto 4 milioni di persone».

I numeri sulle frodi arrivano dall’indagine commissionata da Facile.it in occasione del lancio, assieme a Consumerismo No Profit, del progetto Stop alle Truffe (www.stopalletruffe.it), nato proprio per aiutare i consumatori a riconoscere e difendersi dai tentativi di truffa in ambito luce e gas.  Il fenomeno è considerevole: solo nell’ultimo anno il numero di chi è stato vittima di una truffa o un tentativo di frode in ambito utenze luce e gas è aumentato del 28%, con un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro.

«La fretta è spesso una delle ragioni principali per cui si cade in trappola - spiegano gli esperti di Facile.it - per questo il consiglio per tutti coloro che sono nel mercato tutelato è di iniziare a muoversi già oggi e sfruttare i mesi che ci separano da qui al 10 gennaio 2024 per scegliere con la dovuta calma».

 

Immagine © Andreas

martedì 16 maggio 2023

Bollette luce e gas: 4 milioni di italiani vittime di truffa

 


Nell’ultimo anno 4 milioni di italiani sono caduti vittime di una truffa o di un tentativo di truffa nell’ambito delle bollette luce e gas, ben il 28% in più rispetto all’anno precedente, con un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro, vale a dire oltre il doppio rispetto alla precedente rilevazione fatta a maggio 2022 (+152%). Numeri impressionanti, emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, che ha acceso i riflettori su un fenomeno in costante aumento e che ha spinto Facile.it e l’associazione Consumerismo No Profit a unire forze e competenze per dare vita al progetto Stop alle Truffe.

L’iniziativa nasce proprio per offrire ai consumatori italiani un sito (www.stopalletruffe.it) dove trovare strumenti concreti per riconoscere i rischi ed evitare di cadere in trappola quando si è alle prese con il cambio di un fornitore luce e gas. Un contenitore ricco di contenuti che, attraverso articoli, video, guide, podcast e approfondimenti, spiega agli utenti quanto possa essere semplice individuare i segnali di pericolo e intervenire prima che sia troppo tardi.

«Complici l’aumento dei prezzi e la voglia di risparmiare, sono sempre più frequenti i tentativi di truffa ai danni delle famiglie in ambito luce e gas; pertanto, insieme a Consumerismo No Profit, abbiamo voluto lanciare questo progetto che ha l’obiettivo di educare i consumatori e dare loro consigli concreti su come riconoscere e prevenire le truffe e, nel caso se ne sia già finiti vittima, denunciare l’accaduto e rimediare alla frode subita», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Luce e Gas di Facile.it «Mettiamo al servizio dei consumatori le nostre esperienze per dire, tutti insieme, Stop alle truffe.».

Truffe bollette: i mezzi e le vittime prediletti

L’indagine ha messo in evidenza come, all’interno delle principali voci di spesa familiare, le bollette luce e gas siano l’ambito più colpito dai malfattori che, per raggiungere le loro vittime, usano spesso il telefono o il porta a porta. Guardando alle modalità di truffa emerge che il finto call center è lo strumento più utilizzato per questo genere di frodi, con una percentuale che in un anno è passata dal 44% al 53%, mentre in un caso su cinque il truffatore ha bussato direttamente alla porta di casa della vittima (21%). Non mancano le frodi via web tanto è vero che, sempre secondo l’indagine, il 34% delle vittime è stato raggirato tramite una falsa e-mail, mentre il 14% attraverso un finto sito web, percentuale quasi raddoppiata rispetto allo scorso anno (+90%). Cala, di contro, l’utilizzo da parte dei malfattori delle App di messaggistica istantanea e dei social network, che comunque rappresentano gli strumenti attraverso i quali sono stati truffati, rispettivamente, il 5% e il 4% dei rispondenti.

«La buona notizia è che spesso basta davvero poco per non cadere in trappola. Le modalità con cui i truffatori cercano di raggirare le vittime sono sempre le stesse; pertanto, una volta individuati gli schemi ricorrenti, diventa semplice far scattare un campanello d’allarme prima che sia troppo tardi», spiega Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit. «Con questo progetto vogliamo dare ai consumatori gli strumenti per imparare a riconoscere i tentativi di truffa ed evitare di cadere in trappola».

Dati interessanti sono emersi analizzando il profilo di chi è stato truffato o, comunque, ha subito un tentativo di frode: i rispondenti con età compresa tra i 35 e i 44 anni si confermano essere la categoria prediletta dai malfattori, con una percentuale di vittime pari al 13,3% (a fronte di una media nazionale pari al 9,4%).

Guardando al livello di istruzione di chi ha partecipato all’indagine, emerge che i più truffati sono, come nella precedente rilevazione, i rispondenti con un titolo di studio universitario, con una percentuale di vittime pari al 13%, valore in aumento del 31%.

 

Suddividendo il campione su base territoriale, invece, emerge che se nella precedente rilevazione l’area più colpita dai truffatori era il Nord Est, quest’anno il triste primato spetta al Nord Ovest, con una percentuale pari all’11,6%.

Come si comportano le vittime dopo una truffa? Quasi 6 su 10 hanno dichiarato di non aver denunciato l’accaduto (58%), percentuale pari ad oltre 2,3 milioni di individui; un dato che fa riflettere e che diventa ancor più preoccupante se si considera che il numero di persone che hanno adottato questo atteggiamento è aumentato (+37%) rispetto alla rilevazione precedente. Dietro alla scelta di non recarsi al commissariato di Polizia ci sono spesso ragioni legate all’importo della singola truffa, tanto è vero che il 35% ha dichiarato di non aver denunciato perché il danno economico subìto era contenuto, mentre il 25% perché era certo che non avrebbe comunque recuperato quanto perso.

Fa riflettere vedere, invece, come sempre più vittime non denuncino la frode per ragioni psicologiche: il 19% perché “si sentiva ingenuo per esserci cascato” (in aumento del 27% rispetto alla precedente rilevazione), mentre il 10% perché “non voleva che i familiari lo scoprissero” (dato in crescita di oltre il 200%).

«Se si cade in trappola non bisogna vergognarsi. Anzi, è fondamentale denunciare l’accaduto alle autorità, anche nel caso in cui il danno subìto sia contenuto», hanno dichiarato gli organizzatori dell’iniziativa. «La denuncia non solo può aiutare le vittime a recuperare i soldi persi, ma è anche un modo per fermare le truffe»

La rilevanza del tema per i consumatori italiani ha fatto sì che le istituzioni sposassero l’iniziativa Stop alle Truffe, tanto che l’Onorevole Luciano Ciocchetti, deputato di FdI, ha così dichiarato:

«È allarmante constatare che, nell'ultimo anno, il numero di italiani vittime di truffe legate alle bollette della luce e del gas sia cresciuto del 28%, con un danno economico che supera i 1,2 miliardi di euro. È un fenomeno in costante aumento che richiede l'attenzione di tutti noi. Sono quindi felice di sostenere l'iniziativa di Facile.it e Consumerismo No Profit, Stop alle Truffe, che offre ai cittadini italiani uno strumento concreto per riconoscere i pericoli e prevenirli. Grazie a questo progetto, i consumatori possono trovare informazioni utili su come evitare di cadere in trappola e denunciare eventuali truffe subite. Invito tutti i cittadini a fare la propria parte, educandosi e diffondendo le informazioni per dire insieme Stop alle truffe.».

* Indagine mUp Research - Norstat svolta tra il 4 e il 7 aprile 2023 attraverso la somministrazione di n.1.857 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

Immagine © Minerva Studio

mercoledì 14 dicembre 2022

Carte elettroniche: oltre 2,8 milioni gli italiani truffati. Ecco come non cadere in trappola in vista degli acquisti natalizi

 


Sono oltre 2,8 milioni gli italiani che, in soli 12 mesi, hanno subito una truffa nell’ambito delle carte elettroniche e, con il Natale alle porte e i siti presi d’assalto, basta poco per cadere in trappola; il dato arriva dall’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*.

Per aiutare i consumatori a riconoscere i rischi quando si utilizzano carte di credito, debito o prepagate, il comparatore ha pubblicato un nuovo podcast (https://www.facile.it/podcast.html) con cinque semplici regole da seguire per mettersi al riparo dai malintenzionati:

  1.  La tecnologia può venire in nostro soccorso. Per tenere sempre sotto controllo i movimenti della carta è possibile attivare le notifiche SMS o quelle dell’App della banca così da ricevere un messaggio sul proprio smartphone nel momento in cui viene utilizzata una delle carte collegate al conto. Questo consente, in caso di furto, di intervenire immediatamente.
  2. L’estratto conto non è da sottovalutare. Il riepilogo delle spese, il cosiddetto estratto conto, è uno strumento molto importante, non solo per monitorare le uscite, ma anche per rilevare eventuali anomalie ed errori di pagamento come ad esempio un doppio addebito. In casi come questo, è bene sapere che normalmente si hanno a disposizione 60 giorni di tempo per disconoscere il pagamento.
  3. Attenzione ai pagamenti non tracciati. Quando fate acquisti online diffidate da richieste di pagamenti non tracciati come ad esempio la ricarica di una carta prepagata; è proprio questa la modalità preferita dai malfattori. Allo stesso modo, però, è bene fare attenzione anche a quei siti che non permettono metodi di pagamento alternativi alla carta di credito; la verità sta sempre nel mezzo.
  4. L’antivirus può fare la differenza. Che sia tramite smartphone o computer, quando si opera online è importante dotare il dispositivo di un antivirus così da proteggerlo da eventuali intrusioni. Bisogna evitare, inoltre, di scaricare programmi craccati o illegali perché possono rappresentare un pericolo per la sicurezza del device… e per il nostro conto.
  5. Pin e carte non vanno mai insieme. Per evitare che, una volta sottratta, la carta venga usata liberamente, il consiglio è di non tenere mai il codice di sicurezza nel portafogli insieme alla carta e, in ogni caso, di camuffarlo così da non renderlo riconoscibile.

Chi è caduto in trappola

Come emerso dall’indagine commissionata da Facile.it, in appena dodici mesi, più di 2,8 milioni di nostri connazionali (6,5%) sono stati truffati nell’ambito delle carte elettroniche con un danno economico medio pari a 196 euro.

Più di 1 frode su 3 (37,7%), nel caso delle carte, è passata tramite un’email, mentre il 28,8% attraverso un falso sito web. Il 26,7%, invece, è stata portata a termine con un sms.

Come si comportano i truffati dopo aver subito una frode legata ad una carta di debito, credito o prepagata? Il 30,8% di chi è caduto in trappola ha deciso di non denunciare; molti (più di 2 su tre) lo hanno fatto per ragioni economiche (il danno era basso o erano sicuri di non recuperare quanto perso), mentre l’11% per motivi di natura psicologica: “si sentivano ingenui per esserci cascati” o “avevano paura di essere scoperti dai familiari”.

Le vittime predilette dei truffatori nell’ambito delle carte elettroniche sono soprattutto gli uomini (7,2% rispetto al 5,9% del campione femminile), gli appartenenti alla fascia anagrafica 18-24 anni (13,3%) e, a dispetto di quanto si possa pensare, i rispondenti con un titolo di studio universitario (7,1% rispetto al 6,2% rilevato tra i non laureati).


 

*Nota metodologica: Indagine mUp Research - Norstat svolta tra il 24 ed il 26 maggio 2022 attraverso la somministrazione di n.1.012 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 55 anni, rappresentativo della popolazione italiana nel segmento di età considerato, residente sull’intero territorio nazionale + n.405 interviste di sovra-campionamento con individui oggetto di truffa nel corso degli ultimi 12 mesi.

Immagine © adrian_ilie825

venerdì 9 ottobre 2020

Bollette luce e gas: arrivano i rincari, occhio alle truffe

 


A partire dal 1° ottobre le tariffe luce e gas del mercato tutelato sono aumentate sensibilmente, rispettivamente del 15,6% e del’11,4%; per evitare il salasso, quindi, molti italiani si attiveranno per cambiare operatore energetico, ma è proprio in periodi come questi che i tentativi di truffa si moltiplicano e, pertanto, è necessario prestare particolare attenzione. I costi energetici, in realtà, sono già da tempo tra le spese meno amate dagli italiani; come emerso da una recente indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, il 61% degli intervistati ha dichiarato di voler tagliare la bolletta elettrica mentre poco meno, il 52%, vorrebbe ridurre quella del gas. Percentuali destinate a salire alla luce dei recenti rincari tariffari del mercato tutelato che, secondo gli ultimi dati ufficiali, conta ancora circa 15.000.000 di clienti.

Per evitare che gli italiani alla ricerca di un nuovo operatore energetico cadano vittima di raggiri, Facile.it ha redatto un breve vademecum per riconoscere i principali pericoli e mettersi al riparo dai tentativi di truffa.

1)      Il pericolo ha mille volti

Quando si parla di bollette luce e gas, è bene prestare attenzione su più fronti perché le frodi possono colpirci in modi, e attraverso canali, molto diversi tra loro. Ci sono truffatori che tentano il primo approccio attraverso un’e-mail che, in risposta ad essa o dopo aver cliccato su un link, chiede di inserire dati personali; ci sono altri malintenzionati che provano a carpire informazioni telefonandovi a casa o sul cellulare o, addirittura, frodatori che si presentano alla porta di casa suonandovi il campanello.

In ogni caso, ponete attenzione a come il presunto addetto si interfaccia con voi: prima di tutto deve qualificarsi in modo tale che voi possiate verificarne l'identità e l'effettiva appartenenza allo staff dell'azienda per la quale dice di contattarvi.

Dovete poi rifiutare nel momento in cui qualcuno vi dovesse suonare il campanello senza un appuntamento chiedendovi di entrare; non è così che operano le aziende del settore e, mai ed in nessun caso, i fornitori di luce o gas permettono ai propri addetti di riscuotere denaro contante dai clienti durante appuntamenti a domicilio. Se dovesse succedere…metteteli fuori dalla porta.

2)      Non sempre la fretta porta a vantaggi

Più di 1 volta su 2 (60% dei casi), come emerge dalla ricerca di mUp Research per Facile.it, il motivo che spinge i clienti a cercare un nuovo fornitore di luce e gas è la ricerca di un prezzo migliore rispetto a quello che si sta pagando. I truffatori sfruttano questa opportunità per attirare l’attenzione dei clienti insoddisfatti, cercando di convincerli che l'azienda con cui hanno in essere il contratto stia per aumentare le tariffe applicate o che sia ormai prossima al fallimento, portando a danni economici e pratici molto gravi.

In questo caso, il consiglio più importante è quello di non farsi mai prendere dalla fretta. Qualsiasi proposta vi venga fatta deve essere accompagnata da un contratto scritto, che vi deve essere inviato in modo tale da analizzarlo con calma e verificare, grazie anche agli sportelli di aiuto dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), sia la correttezza delle informazioni offerte, sia che la società proponente abbia l’autorizzazione ad operare e sia regolarmente riconosciuta dall'autorità.

·         Per contattare ARERA ci si può servire di uno qualunque dei canali indicati in questa pagina: https://www.arera.it/it/callcenter.htm

·         Per verificare gli operatori basta controllare l'elenco che ARERA ha pubblicato per la consultazione, diviso secondo vari parametri, a questo link:  https://www.arera.it/ModuliDinamiciPortale/reportistica/compilaRicerca

3)      Attenzione ai codici

In cima ad ogni bolletta si trova sempre lo stesso codice alfanumerico, anche se nel corso del tempo avete cambiato fornitore. 

Questo codice, che si chiama POD per l'energia elettrica e PDR per il gas, identifica in modo univoco la fornitura e, in qualche maniera, è ciò che protegge la vostra utenza: dato che senza di esso nessuno può procedere ad un cambio di operatore, è proprio la prima informazione che i malintenzionati cercano di carpire all'ignaro cliente.

Chi vi fornisce l’energia non ha senso che vi chieda di dargli il vostro codice POD o PDR perché dovrebbe già conoscerlo, quindi nel momento in cui si dovesse presentare un presunto rappresentante dell'azienda a richiedere questa informazione, fate subito suonare il campanello di allarme e chiudete ogni tipo di relazione.

4)      Attenzione alle voci della bolletta e a quello che dite

In primo luogo, ricordatevi sempre che un contratto di utenza è valido soltanto nel momento in cui esiste una doppia conferma da parte vostra; conferma che l’azienda è obbligata a chiedervi e che voi potrete rilasciare sia in forma scritta sia tramite registrazione audio. Fate particolare attenzione a non rispondere mai con monosillabi o frasi troppo semplici, (Sì, No, Lo confermo) se dovessero chiamarvi da un call center che vi insospettisce, perché queste parole potrebbero essere registrate e “rimontate” ad hoc per simulare una vostra approvazione al cambio di fornitore.

In secondo luogo, fate molta attenzione quando ricevete la bolletta: non limitatevi a guardare l’importo da pagare, ma osservate anche le voci che concorrono al totale; se appaiono diciture come “cessazione contratto” o altre che vi insospettiscono contattate subito il fornitore e, se il caso, sia l’autorità Garante della concorrenza sia l’ARERA.

5)      Se avete sbagliato, non abbiate paura; si può sempre rimediare

Se siete già caduti nella trappola, per ingenuità o distrazione, non perdetevi d’animo perché ci sono diversi modi per uscirne. Prima di tutto potete disconoscere il contratto inviando formale reclamo nel caso in cui abbiate modo di dimostrare che la firma sul contratto non è vostra o vi sia stata estorta con l’inganno. In questo caso non solo avete tutto il diritto di non pagare la bolletta, ma potete anche sporgere denuncia all’Autorità Garante pretendendo, inoltre, che il fornitore presso cui siete stati registrati vi riporti immediatamente nelle fila del precedente.

Nel caso in cui, invece, abbiate semplicemente cambiato idea, potete recedere dal contratto senza alcuna penale o obbligo di dare motivazione della vostra scelta, avvalendovi del cosiddetto “diritto di ripensamento”. Attenti, però, che in questi casi ci sono tempi ben definiti da rispettare: massimo 14 giorni dalla firma dell’accettazione della proposta se si tratta di una vendita a domicilio o dall’invio della conferma scritta o della registrazione della conferma vocale con ricezione dei codici di accesso al sito del venditore se la vendita è avvenuta tramite telefono. Nel caso in cui, invece, il nuovo fornitore ometta di comunicare le modalità di esercizio del diritto di ripensamento il termine sarà di 12 mesi.


 

 


* Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.

martedì 11 febbraio 2020

8,3 milioni di italiani hanno subito una truffa nel 2019



Dall’RC auto alle carte di credito, dalle utenze domestiche ai conti correnti; sono molti gli italiani che cercano di risparmiare e molti anche i tentativi di truffa ai danni dei consumatori; secondo l’indagine che Facile.it, in occasione del lancio del progetto Spazio Sicurezza ha commissionato a mUp Research, nel 2019 addirittura il 19% dei rispondenti, pari a circa 8,3 milioni di individui, ha dichiarato di essere caduto vittima di una truffa, on o offline.
L’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta*, ha analizzato gli ambiti più comunemente presi di mira dai malintenzionati: le assicurazioni auto e moto, le tariffe di telefonia mobile e fissa, la fornitura di energia elettrica e di gas, i prestiti personali, i conti correnti e le carte elettroniche.
«Oggi è possibile trovare moltissime opportunità di risparmio, ma per goderne appieno bisogna saper riconoscere i rischi così da evitare le truffe», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «La buona notizia è che per proteggersi dagli attacchi molto spesso basta applicare alcuni semplici accorgimenti per non cadere in trappola. Per questo motivo abbiamo lanciato il progetto Spazio Sicurezza, una nuova sezione del sito Facile.it che racchiude guide e consigli su come riconoscere i tentativi di raggiro ed evitare brutte sorprese.».
Ecco a quali ambiti prestare più attenzione
Analizzando i dati a livello complessivo si scopre che se ad essere truffati sono stati in misura identica uomini e donne (19%), i risultati variano significativamente a livello territoriale; al Sud e nelle Isole la percentuale di rispondenti che ha dichiarato di aver subito una truffa lo scorso anno è pari al 21%, mentre i più attenti risultano essere stati i residenti nelle regioni del Centro Italia (16%).
L’ambito in cui i consumatori sembrano cadere più frequentemente vittima di frodi, è quello della telefonia mobile; secondo l’indagine, il 6% degli intervistati ha ammesso di aver subito una truffa in questo campo.
Al secondo posto, parimerito, ci sono le carte elettroniche e le utenze luce e gas, ambiti nei quali il 5% degli intervistati ha dichiarato di essere stato truffato. Guardando più da vicino le carte elettroniche emerge che ad essere caduti in trappola sono stati, in percentuale, più gli uomini (6% rispetto al 5% del campione femminile) e i residenti al Sud e nelle Isole (7%).
Seguono i servizi di telefonia fissa e internet casa; nel 2019 sono caduti vittima di truffe in questo ambito il 4% dei rispondenti, ancora una volta in percentuale più alta gli uomini (5% rispetto al 4% delle donne) e i residenti al Meridione (5%).
Percentuale più bassa, ma non per questo da sottovalutare, per gli altri settori analizzati; nelle assicurazioni auto e moto, nei conti correnti e nei prestiti personali solo l’1% degli intervistati ha ammesso di essere stato raggirato.


* Metodologia: n. 937 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 14 e il 15 gennaio 2020.

martedì 16 luglio 2019

Truffe e ADSL: dalla bolletta non pagata al finto consulente. Ecco come difendersi



Secondo un'indagine* condotta da mUp Research eNorstat per Facile.it, nel 2018 il 38,9% dei consumatori italiani con età compresa fra i 18 ed i 74 anni ha dichiarato che desidererebbe risparmiare sui costi di telefonia ADSL e fibra ottica eppure, sempre secondo la stessa analisi, solo il 15,7% è effettivamente riuscito a farlo.

Un desiderio così forte porta troppo spesso ad abbassare le difese, magari abbagliati da un'offerta che, sulla carta, ci pare irrinunciabile, ma poi si rivela tutt'altro. È proprio così che riescono a far breccia (anche nel portafogli) i maleintenzionati; per difendersi da loro, e anche per capire se realmente stiamo usufruendo del servizio per cui paghiamo, Facile.it ha creato un breve vademecum in 5 punti a tutela di chi è alla ricerca di un nuovo contratto di telefonia ADSL o fibra ottica. 

1) Non dare mai soldi a tecnici o simili
La prima e più comune truffa del mondo ADSL riguarda la richiesta di pagamenti aggiuntivi da parte di tecnici, o presunti tali, che bussano alla porta di chi ha appena richiesto l’attivazione di una nuova linea ADSL. In realtà, le compagnie di telecomunicazione, al fine di evitare queste truffe, non prevedono il pagamento dei servizi in loco, ma gestiscono tutto centralmente attraverso il pagamento con bollettino, Iban o carta di credito. Se qualcuno vi dovesse chiedere un pagamento in contanti o comunque attraverso metodi diversi da quelli tracciabili...mettetelo alla porta!

2) La bolletta non pagata e il codice di migrazione
Se un misterioso operatore telefonico vi contatta sostenendo che al vostro fornitore risultano diverse bollette non pagate, ma voi sapete il contrario, probabilmente si tratta di una truffa. Negli ultimi anni si sono purtroppo registrati molti casi di consulenti telefonici che sostenevano di chiamare per conto dell’operatore del cliente e, con la scusa di dover verificare il corretto pagamento delle bollette, chiedevano IBAN e codice di migrazione (il codice di cui l’utente dispone per cambiare operatore telefonico). Agli occhi dell'ignaro consumatore, la credibilità di chi telefona è solitamente accresciuta dal fatto che questi disponga di tutti o alcuni dati della linea ADSL del cliente e prontamente, per convincere l’utente, glieli comunicano telefonicamente. 

Ricordate che la telefonata che state vivendo è di sicuro registrata, fate attenzione a quello che dite perché, con un abile lavoro di taglio delle vostre risposte, potreste trovarvi ad aver sottoscritto un nuovo contratto senza saperne nulla. Se avete davvero il dubbio di non aver saldato alcuni conti, collegatevi alla vostra area riservata sul sito dell'operatore o anche, semplicemente, chiamatelo voi. 

3) Il finto consulente
Lo schema tipico di questa frode comincia con l’utente che riceve una telefonata da un soggetto che si presenta come dipendente dell'azienda di telefonia con cui il cliente ha il contratto e che, senza un reale motivo valido, insiste per concordare un incontro di persona

Spesso ad essere presi di mira in questo caso sono le persone anziane con cui il finto consulente fa uso smodato di anglicismi, gergo tecnico e informazioni nebulose. La vittima, confuso da quelle parole ed ingolosito dalla possibilità di accedere ad offerte vantaggiose, potrebbe cascare nella truffa e comunicare il numero di carta di credito, oppure accettare un appuntamento di persona presso il proprio domicilio. In questo ultimo caso, i truffatori con tutta probabilità si presenteranno con documenti falsi e distrarranno il proprietario per compiere dei furti. Ancora una volta, mai accettare di incontrare persone che si fingono consulenti; le compagnie telefoniche prediligono sempre il canale a distanza, se avete dei dubbi potete verificare l'effettiva esistenza dell'offerta che vi viene proposta attraverso il sito internet dell'azienda. 

4) Occhio ai costi nascosti!
In questo caso non si tratta di una vera e propria truffa, ma può capitare che alcuni operatori telefonici tendano a presentare il proprio prezzo in maniera fumosa e non chiara, magari omettendo i cosiddetti costi nascosti, che in sede di pagamento gonfiano notevolmente la bolletta.
Questi possono assumere la forma, ad esempio, di 
costi di attivazione, costi di invioo noleggio del modem o, ancora, partecipazione ad alcuni servizi a pagamento. Prima di sottoscrivere con entusiasmo un nuovo contratto, quindi, prendetevi il tempo di leggere con attenzione tutte le clausole e se ancora avete dubbi, fate tutte le domand che ritenete opportune; è un vostro assoluto diritto.

5) La velocità di connessione...è davvero quella che immagino?
La velocità garantita della connessione internet è un altro tema che a volte assume caratteri e contorni fumosi. Per fare chiarezza, distinguiamo tre terminologie utili a comprendere la questione:

-  Velocità dichiarata, è la velocità dichiarata dall’operatore telefonico per una determinata offerta internet.
Velocità minima garantita, è la velocità minima che per legge l’operatore deve garantire all’utente per una determinata offerta.
Velocità effettiva, è la velocità effettiva con la quale l’utente naviga. Esistono numerosi strumenti online per verificare la velocità di upload e di download della propria connessione. Il software ufficiale, raccomandato da AGcom per la verifica della connessione è scaricabile al seguente sito: https://www.misurainternet.it/.

Può capitare che la velocità dichiarata sia molto superiore alle prestazioni della connessione; se attraverso uno speedtest si rileva che la velocità minima garantita non viene raggiunta ripetute volte, il contratto può essere impugnato per ottenere migliori condizioni dall’operatore o, nel caso, la rescissione del vincolo.

* Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.