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martedì 16 febbraio 2021

RC familiare: a un anno dalla sua introduzione, ecco quanto si risparmia

 


Il 16 febbraio l’RC familiare compie un anno; a distanza di 12 mesi dall’introduzione della norma che consente di assicurare i veicoli presenti nel nucleo familiare utilizzando la classe di merito più favorevole fra quelle dei componenti della famiglia, Facile.it ha voluto fare un punto e, analizzando un campione* di oltre 1.200.000 preventivi, ha scoperto che, in media, il risparmio massimo ottenuto negli ultimi dodici mesi da chi ha usato l’RC familiare su un’auto è stato del 55%, mentre per le moto è arrivato al 50%.

Analizzando i dati in valori assoluti significa che chi ha usufruito dell’RC familiare per passare da una quattordicesima ad una prima classe di merito su un’auto ha risparmiato, in media, 428 euro, mentre per una moto il vantaggio economico è stato, sempre in media, pari a 356 euro.

Quanto si risparmia

Per calcolare il risparmio massimo conseguito grazie all’RC familiare, Facile.it ha preso in esame i prezzi offerti nell’ultimo anno agli utenti che hanno chiesto di usufruire della norma (passando dalla classe 14 alla classe 1) e confrontato tali valori con le tariffe offerte ad utenti di pari profilo che non potevano beneficiare dell’assicurazione familiare.

Nello specifico, guardando all’RC auto, la tariffa media offerta ad un automobilista in quattordicesima classe era pari a 784 euro; chi ha potuto usufruire dei benefici della norma ha visto calare il prezzo a 356 euro, con un risparmio pari a 428 euro.

Per l’RC moto, invece, il prezzo medio offerto per assicurare una due ruote in classe 14 era pari a 713 euro, valore che scende a 357 euro per coloro che grazie all’RC familiare sono passati in prima classe, con un risparmio di 356 euro.

Facile.it ha poi realizzato un focus su tre città italiane (Milano, Roma e Palermo), evidenziando come il risparmio massimo rimanga elevato in tutte e tre. In media, guardando all’RC auto, si tratta del 56% a Milano, del 53% a Roma e del 51% a Palermo. Per l’RC moto, invece, è del 44% a Palermo, del 43% a Milano e del 42% a Roma.

I temuti aumenti alla fine ci sono stati?

Quando nel febbraio 2020 l’RC familiare è entrata in vigore, molti hanno evidenziato come ci fosse il rischio che le compagnie assicurative, per far fronte al calo dei premi raccolti, potessero aumentare le tariffe degli automobilisti più virtuosi. È andata così? No, a dirlo sono i dati emersi dall’analisi di Facile.it che evidenziano come non solo non vi sia stato alcun aumento, ma anzi le tariffe siano mediamente diminuite per tutti gli automobilisti.

«Come noto i lockdown che si sono avvicendati nel corso del 2020 hanno ridotto significativamente il numero di veicoli in circolazione e, con essi, il numero di sinistri stradali», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it. «Questo ha messo le compagnie nella condizione di non interrompere il trend di diminuzione dei premi già in atto da tempo, offrendo tariffe più basse a tutti gli assicurati».

Chi l’ha richiesta

Chi ha chiesto in misura maggiore di utilizzare l’RC familiare? L’analisi* di Facile.it evidenzia come, in percentuale, siano stati soprattutto i motociclisti ad approfittare della norma; a richiedere di usarla sono stati il 23,2% di coloro che hanno ottenuto un preventivo per assicurare un motoveicolo, mentre tra gli automobilisti la percentuale scende all’1,67%. Il dato sulle auto non deve sorprendere; va letto considerando che molti assicurati avevano beneficiato negli scorsi anni della legge Bersani.

La percentuale così alta fra le moto, invece, si spiega anche perché una delle novità introdotte dall’RC familiare era la possibilità di ereditare la classe di merito maturata su una tipologia di veicolo differente e, a conti fatti, continuando nell’analisi dei dati emersi dal campione di Facile.it, nell’85% dei casi chi intendeva usare la norma per assicurare un motoveicolo poteva farlo proprio ereditando la classe di merito da un’auto.

Guardando all’andamento su base regionale, per l’RC auto emerge che le regioni dove, in percentuale sul totale dei richiedenti, si è cercato di fare maggiormente ricorso all’RC familiare sono il Molise, la Calabria e la Liguria. Per quanto riguarda l’Rc moto, invece, sono la Calabria, la Puglia e la Campania.

Attenzione ai sinistri

In ultimo una nota; se è vero che l’RC familiare sì è dimostrata essere un’opportunità di risparmio per molti assicurati, non bisogna dimenticare che, secondo la norma, in caso di incidente con responsabilità esclusiva o principale che abbia comportato il pagamento di un indennizzo complessivamente superiore a 5.000 euro, l’assicurato che ha beneficiato dell’RC familiare potrebbe retrocedere sino ad un massimo di 5 classi di merito, anziché 2, con conseguente rincaro dei premi.


 

*L’analisi sull’RC familiare è stata realizzata su un campione di 1.275.105 preventivi effettuati dagli utenti di Facile.it tra il 16 febbraio 2020 e il 07 febbraio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate. Le tariffe si riferiscono ad utenti richiedenti l’RC familiare con le seguenti caratteristiche: patente conseguita fra i 18 ed i 24 anni, km annuali percorsi inferiori a 15.000 (6.000 per i motoveicoli), cilindrata veicolo tra 1200 e 1600 cc, valore veicolo a nuovo tra 11.000 euro e 20.000 euro (5.000-15.000 per i motoveicoli), data immatricolazione successiva al 2009.

I dati relativi al peso percentuale dell’RC familiare sul totale preventivi richiesti sono stati calcolati su un campione di 11.626.964 preventivi effettuati dagli utenti di Facile.it tra il 16 febbraio 2020 e il 07 febbraio 2021

giovedì 24 settembre 2020

RC familiare: l’ha usata il 28% di chi ha sottoscritto una polizza fra marzo e giugno

 


Il 16 febbraio 2020 è entrata in vigore la cosiddetta RC familiare, ovvero la norma che dà ai membri di una stessa famiglia la possibilità di utilizzare per le polizze auto e moto la classe di merito più favorevole maturata su un qualsiasi veicolo del nucleo. Numeri alla mano sono molti gli italiani che ne hanno approfittato tanto che, secondo l’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat*, fra chi ha rinnovato o sottoscritto polizze auto o moto nel periodo marzo-giugno 2020, quasi 1 rispondente su 3 (28%), pari a circa 2,4 milioni di famiglie, ha dichiarato di aver sottoscritto o rinnovato una polizza in questo modo.

Analizzando i dati a livello territoriale emerge che, tra coloro che hanno sottoscritto una polizza tra marzo e giugno, sono stati soprattutto i residenti del Sud e delle isole ad aver fatto ricorso all’Rc familiare (31,6%), seguiti, a breve distanza, dagli abitanti del Nord Est (29,3%). Meno propensi ad usufruire della nuova norma sono stati, invece, i rispondenti del Nord Ovest: tra questi solo il 22% ha dichiarato di averla utilizzata.

Il vantaggio offerto dalla norma è massimo soprattutto per i neopatentati e infatti, guardando alle fasce anagrafiche di chi ha sottoscritto una polizza tra marzo e giugno, il 46,9% degli assicurati con un’età compresa tra 18 e 24 anni ha dichiarato di aver utilizzato l’RC familiare. Al contrario sono i più anziani ad aver usufruito meno di questa opportunità: solo l’11,5% degli adulti con età compresa tra i 65 e i 74 anni.

Chi ha dichiarato di aver approfittato dell’RC familiare, nella maggior parte dei casi lo ha fatto su veicoli già presenti nel nucleo familiare, trasferendo la classe di merito da auto ad auto (46,3%) e da auto a moto o viceversa (45,3%); solo nell‘8,4% dei casi la norma è stata usata per assicurare un mezzo a due o quattro ruote acquistato per la prima volta.


 

* Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.

giovedì 9 luglio 2020

Auto: i patentati in Italia aumentano e arrivano a 39,2 milioni



Nonostante la diffusione di mezzi alternativi per la mobilità, la passione degli italiani per i motori sembra non tramontare; questo quanto emerso dallo studio realizzato da Facile.it che, analizzando i dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti*, ha scoperto come negli ultimi anni il numero di italiani con una patente di guida attiva sia aumentato arrivando, al 31/12/2019, a quota 39,2 milioni, valore in crescita di oltre 437mila unità rispetto al 2017 e addirittura di 3,9 milioni se si allarga il periodo di analisi dal 2010 a fine 2019.
Rapportando il numero di patenti di guida attive con quello degli over 14 residenti in Italia emerge che il 73,9% della popolazione è abilitato alla guida di un veicolo a motore, ma come sono distribuite le licenze di guida lungo la Penisola? Come sono cambiate nel corso degli ultimi anni e quali sono le aree del Paese con la maggior penetrazione di guidatori? Ecco i risultati dell’analisi di Facile.it.
Numero di patentati: Lombardia prima della classe
Guardando alla distribuzione regionale delle patenti, il primo posto della graduatoria è occupato dalla Lombardia, che da sola conta più di 6,5 milioni di licenze di guida, vale a dire quasi il 17% del totale; seguono il Lazio, dove i guidatori abilitati sono più di 3,7 milioni (il 9,7% del totale) e la Campania, con 3,4 milioni di patenti attive (8,7%).
Le regioni con il numero più basso di documenti di guida sono la Valle d’Aosta, che registra poco più di 87 mila patenti, il Molise, con 198 mila patentati e la Basilicata che raggiunge quota 358 mila.
Campania ultima in classifica nel rapporto tra patenti e residenti
Se si analizza il rapporto tra numero patentati e popolazione residente, la graduatoria nazionale cambia radicalmente e la Valle d’Aosta passa dall’ultimo al primo posto; nella regione il 79,6% degli over 14 ha un documento di guida attivo. Seguono in classifica le Marche (78,4%), il Veneto (78,2%) e l’Emilia-Romagna (77,5%).
Secondo l’elaborazione dei dati ufficiali del Ministero, le aree con il rapporto più basso tra licenze di guida e residenti sono la Campania, dove solo il 67,8% della popolazione over 14 ha una patente attiva, la Calabria (69,2%) e la Liguria (70,2%).
Il Molise unica regione dove le patenti sono diminuite
Analizzando l’evoluzione del numero di documenti di guida presenti nel Paese dal 2017 a fine 2019 emerge che le patenti attive sono aumentate in tutte le aree della Penisola ed eccezione del Molise, che invece ha registrato un calo dello 0,11%.
La regione che ha visto l’incremento percentuale più alto è il Trentino-Alto Adige, dove le licenze di guida attive sono cresciute del 2,27%; seguono Lombardia, con un aumento dell’1,72% e, parimerito al terzo posto, Emilia-Romagna e Campania, con un +1,64%.
Gli incrementi più contenuti, invece, sono stati registrati in Basilicata (+0,11%), Liguria (+0,17%) e Valle d’Aosta (+0,21%).
Quali le patenti più diffuse
Guardando alle quattro ruote, in Italia la patente più diffusa è quella B, che consente di guidare le comuni autovetture in totale sono poco più di 36 milioni i cittadini dotati di questo documento, corrispondenti al 92% del totale. Segue la patente C, che abilita alla guida dei camion, ovvero dei veicoli adibiti al trasporto cose in conto proprio, conseguita da circa di 1,2 milioni di italiani.
Passando alle due ruote, invece, il documento più diffuso è la patente AM, che abilita alla guida dei ciclomotori a 2 o 3 ruote con cilindrata non superiore a 50 cc, o anche i quadricicli leggeri come le minicar e i quad; in Italia sono in totale poco più di 315 mila. Le patenti A, che permettono di guidare qualsiasi motociclo, sono invece circa 106 mila. Va detto, però, che il dato relativo alle due ruote è probabilmente fortemente ridimensionato perché i numeri forniti del Ministero dei Trasporti rilevano la categoria di patente più elevata conseguita alla data di estrazione dei dati. Solo guardando alle patenti B emerge che più del 50% di queste è in realtà abilitato alla guida di un motociclo (abilitazioni A2-A3-A4).
Alcune curiosità; la regione Marche è quella con la percentuale più alta di guidatori con patente AM sul totale patentati, mentre la patente B, in rapporto al numero patentati, è più diffusa in Lombardia. La patente C, invece, ha una penetrazione maggiore tra i patentati del Molise.



* Il numero di patenti 2019 tiene conto delle categorie A, AM, AMS, AS, B, BE, BS,C, CE, CS, D, DE, DS secondo quanto pubblicato dal Ministero dei Trasporti, aggiornato al 31/12/2019 e proveniente dall'archivio nazionale abilitati alla guida su strada gestito dalla Motorizzazione. I valori del 2017 fanno riferimento allo stesso dataset aggiornato al 26/5/2017. I dati relativi al 2010 sono ricavati da un’elaborazione su dati del Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per i dati sulla popolazione italiana residente sono stati utilizzati i dati Istat aggiornati all’1/1/2019.