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venerdì 13 aprile 2018

Consumi: gli italiani tracciano ancora le spese con l’agenda cartacea


 

Tenere traccia delle spese è il primo passo per risparmiare e per avere un controllo preciso delle uscite e, infatti, il 67% degli italiani dichiara di farlo. Lo strumento preferito per non perdere di vista le proprie finanze familiari, usato da oltre 11,2 milioni di persone, è però ancora la cara vecchia agenda cartacea. Questo uno dei dati emersi dall’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione italiana per scoprire come si comportano le famiglie quando si tratta di monitorare le spese domestiche.
Carta e penna battono PC e smartphone
A tenere traccia delle proprie spese familiari, secondo l’indagine di mUp per Facile.it, sono soprattutto i residenti nel Nord Ovest (72,9%), seguiti da quelli del Nord Est (70,9%). Leggermente più lontani, ma comunque assai propensi a non perdere il controllo dei budget familiari, gli italiani che vivono al Sud e nelle isole (63,5%); ultimi i residenti del Centro Italia (62,9%).
Quando agli intervistati si pone la domanda «In che modo tenete traccia delle spese familiari?» il verdetto è altrettanto chiaro ma, per alcuni versi, sorprendente. Se la tecnologia pervade ormai quasi ogni ambito della vita quotidiana, quando si tratta di “farsi” i conti in tasca l’analogico è ancora preferito e carta e penna sono indicati come strumento usato per tracciare le spese di casa dal 38% dei rispondenti. Il PC, e in particolare il foglio elettronico, si piazza al secondo posto, scelto dal 31% degli italiani.
Resiste al terzo posto un’altra buona abitudine analogica, conservare gli scontrini, che raccoglie il 24% delle risposte; la tracciatura delle proprie spese tramite smartphone o app, per ora, è usata solo dal 7% degli intervistati.
Ancora una volta la geografia del risparmio si differenzia e se i più inclini ad usare l’agenda cartacea sono i residenti del Meridione e delle Isole (43,6%), al Nord Est la modalità preferita per monitorare le spese è il foglio elettronico (34,4%). Il Centro Italia è l’area del nostro Paese in cui è più comune conservare gli scontrini dei propri acquisti (27,7%), mentre è ancora il Nord Est a dimostrare una spiccata propensione alla tecnologia con la più alta percentuale di rispondenti che si serve di app e smartphone per monitorare le spese di casa (8,9%).
A livello nazionale, a tenere traccia delle spese sono soprattutto le donne (68%), sovente più attente ai budget familiari, e per loro la preferenza per l’agenda cartacea è ancora più marcata (43% vs 37% del campione maschile).
Gli adulti di mezza età sono i più inclini al controllo delle spese
I dati, se analizzati da un punto di vista demografico, raccontano una realtà più frammentata. Guardando alle fasce di età, la più incline a tracciare le spese domestiche è quella di coloro che hanno tra i 45-54 anni (il 71% ne tiene traccia), seguiti dai giovani nella fascia 18-24 che, forse alle prese con i primi stipendi e i primi conti da far quadrare, appuntano le spese nel 69% dei casi. Mentre sono gli over 65 le persone che, in percentuale, sembrano meno propense ad annotare le uscite (61%).
Guardando a come si comportano i diversi tipi di nuclei familiari emerge che le coppie senza figli tengono traccia delle spese con meno frequenza rispetto a chi ha figli, siano questi maggiorenni o, soprattutto, minorenni (rispettivamente 66%, 72% e 73%). I single risultano essere quelli che, in percentuale, tendono ad annotare meno le spese (64%).

* Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite l’invio di un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta fra dicembre 2017 e marzo 2018.



martedì 17 settembre 2013

Facebook: rubare la password?

È sicuramente interessante capire come i malintenzionati fanno a rubare le password di Facebook. I metodi non sono piuttosto semplici, ragion per la quale è bene prestare attenzione nella protezione del proprio account.
La maggior parte delle intrusioni avviene per una svista compiuta dal possessore del profilo, che non fa abbastanza attenzione alla propria password. Infatti, la password per accedere a Facebook deve essere complessa e deve essere composta di lettere e numeri. Coloro che ignorano questo suggerimento, si espongono gratuitamente a delle minacce, da cui nessun programma li può salvare.
Ma rubare la password su Facebook diventa facile qualora la si fornisca di propria spontanea volontà ai malintenzionati. Attraverso e-mail truffa, con il logo del social media, gli hacker sono capaci di fingersi Facebook stesso e di richiedere i dati di accesso direttamente all’utente il cui profilo hanno intenzione di violare.
Rubare la password su Facebook può essere un gioco da ragazzi per i malintenzionati, se non si adottano le giuste contromisure, adatte a difendersi da sguardi indiscreti e da possibili truffe. Il web è un mercato globale, che accoglie al suo interno ogni genere di persona, dall più alla meno onesta. Se non si presta la dovuta attenzione, si rischiano rognosi grattacapi.
Tuttavia, se voi stessi siete intenzionati a rubare la password di Facebook, potete adottare a vostro rischio e pericolo i metodi esposti nell’articolo, con la consapevolezza che state violando la privacy di un’altra persona. Questo reato è perseguibile per legge e può portare a spiacevoli conseguenze.

mercoledì 4 settembre 2013

iMac 27’’ usato: conviene?

Acquistare un iMac 27’’ usato può rappresentare un’occasione, ma anche un rischio. Infatti, da un lato permette di possedere un computer di pregio ad un prezzo relativamente basso, dall’altro però potrebbe esporre a problemi di tipo legale o di manutenzione.

Ogniqualvolta si decide di tentare l’acquisto di un iMac 27’’ usato, è bene compiere delle verifiche insieme al venditore, per accertarne la provenienza e le condizioni di manutenzione. Bisogna venire in possesso della documentazione che ne accerti la provenienza, cioè dove e quando è stato acquistato. I controlli necessari possono essere eseguiti visionando lo scontrino, le fatture, la garanzia e il numero seriale impresso dalla Apple sul computer e constatabile sul web tramite i tool dedicati.

Chi vuole comprare un iMac 27’’ usato presso un venditore privato, deve chiedergli di fargli visionare il computer dal vivo prima dell’acquisto. In questa maniera, potrà accertarne le condizioni sia esterne che di funzionamento. Il computer non dovrà presentare graffi lunghi o profondi, ammaccature o, peggio, segni di caduta. Dovrà altresì accendersi – cioè completare il caricamento delle applicazioni – in un massimo di 20 secondi, altrimenti dovrà destare dei sospetti.

Eseguire i controlli suddetti prima di acquistare un iMac 27’’ usato rappresenta una precauzione da non trascurare, che consente di evitare noiosi grattacapi, sia di tipo legale (la polizia potrebbe venire a sapere che il computer è stato rubato ed effettuare i rispettivi controlli) che di natura tecnica, costringendo a spendere molti soldi per la manutenzione e vanificando gli sforzi per risparmiare il proprio denaro.