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lunedì 6 maggio 2013

I Francesi cercano casa a Roma, gli Inglesi a Milano

Gli stranieri, lo sappiamo, amano l’Italia e spesso vogliono anche comprar casa nella nostra nazione; meno noto, tuttavia, è che il loro interesse si focalizza su aree diverse in base alla loro provenienza. Secondo le rilevazioni di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), leader di settore con oltre 800.000 annunci di vendita e affitto nel nostro Paese, e del suo partner internazionale LuxuryEstate.com, le ricerche dirette verso il Belpaese da cittadini non residenti in Italia si orientano su città diverse, con peculiarità interessanti e qualche punto fermo imprescindibile. 
I siti hanno messo sotto la lente le ricerche compiute dall’estero verso l’Italia da gennaio 2013 ad oggi e scoperto quelle che sono le mete più ambite da parte degli stranieri che pensano di comprare o affittare un immobile da noi. Com’era prevedibile, Roma è in assoluto la provincia in cui si dirige il maggior numero di stranieri: il 9% delle ricerche punta alla capitale, quasi il doppio delle domande convogliate sulla provincia seconda in classifica, Como che, a pari merito con Milano, raccoglie il 5% di tutte le ricerche effettuate dall’estero. Seguono poi Verona e Imperia (entrambe al 3%).
Ma da quali Stati arriva il maggior numero di ricerche? Dalla Germania, innanzitutto, con una percentuale del 17%; a seguire dalla Svizzera, con il 14%, e dalla Gran Bretagna (10%). Non mancano, tra le prime 15 nazioni per numero di ricerche, sorprese come il Brasile, la Slovacchia e la Slovenia: anche qui, evidentemente, è forte l’interesse per gli investimenti sul mattone italiano.
È nelle preferenze mostrate dagli stranieri, tuttavia, che troviamo gli elementi più interessanti: se i Tedeschi non sorprendono, orientandosi prevalentemente tra le province di Verona, Roma e Brescia, i nostri cugini francesi amano Roma e Milano, ma non disdegnano località marittime come quelle in provincia di Imperia. Gli Inglesi, che da sempre fanno dell’Italia una meta privilegiata per gli investimenti immobiliari, puntano a Milano e Roma, seguite da Imperia, La Spezia e Bari.
I Russi, invece, si confermano interessati a località di prestigio: Oristano, Roma e Venezia rappresentano le province più cliccate. Milano, pur tanto visitata dai ricchi russi in tempo di saldi, è solo quarta nella classifica delle ricerche. Alcune curiosità: la provincia più ambita dai cittadini dei Paesi Bassi è quella di Forlì-Cesena, per gli Svedesi è Palermo, per i Norvegesi è Asti, per i Danesi è Trento, per gli Irlandesi è quella di Monza-Brianza.
Spostandosi fuori dall’Europa il quadro cambia ancora: tra i cittadini degli Stati Uniti, ad esempio, la provincia più richiesta è quella di Vicenza, chiaramente per via della base militare dell'Esercito degli Stati Uniti di Camp Ederle. Seguono poi le province di Ragusa, Isernia e Firenze. Le indagini immobiliari compiute dai cittadini argentini, invece, indicano Roma come meta ideale, forse per merito dell’elezione di un loro connazionale al soglio pontificio. Anche i Canadesi puntano a Roma, che è seguita da Cosenza, Grosseto, Milano e Benevento. Scelte poco turistiche, queste, che fanno pensare ad una immigrazione di ritorno più che a specifici investimenti lucrativi. Tra i risultati più curiosi: la provincia più ambita nelle ricerche provenienti dalla Turchia è Arezzo, dall’Australia è Como, dall’Indonesia è Firenze, dall’Algeria è Parma, dal Messico è Lecce.   
«Oggi il 2% di chi punta all’acquisto di un immobile in Italia non è residente nel nostro Paese – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it e rilevare questo interesse da parte degli stranieri è un fattore positivo che fa bene al nostro mercato immobiliare. Quel che è importante è che, da Nord a Sud, tutta l’Italia rientra nei gusti e nei progetti di investimento delle altre nazioni del mondo, non solo i tradizionali luoghi del turismo e degli affari».
Se ci si concentra solo sugli immobili di pregio, però, il quadro cambia: il mercato del lusso vede la presenza straniera salire ad oltre il 9%. Stando alle rilevazioni di LuxuryEstate.com (http://it.luxuryestate.com) – specializzato in immobili di prestigio – la ricerca di immobili si concentra su Roma e Milano, innanzitutto, seguite dalla zona delle colline toscane, la provincia di Genova (Santa Margherita Ligure in primis), Cortina d’Ampezzo (BL) e la Costa Smeralda (OT).

venerdì 17 febbraio 2012

Commento di mercato T4 sugli ETF europei

Gli ETF europei hanno chiuso un 2011 difficile, con una somma di bilancio di USD 259,88 mia. e un afflusso netto di nuovi capitali di USD 18,23 mia. Alla raccolta positiva del primo semestre è seguito un significativo rallentamento nel T3 e un'inversione di tendenza nel T4, con rimborsi per USD 6,4 mia. Si è creata una spaccatura importante tra gli ETF a replica fisica, che hanno confermato i risultati positivi, e quelli a replica sintetica che, soggetti a un severo scrutinio regolamentare, hanno registrato forti deflussi. In termini relativi, il mercato degli ETF è riuscito a difendersi molto meglio del più ampio comparto OICVM.

Nella sua analisi trimestrale del mercato, Ursula Marchioni, ETF Sales Strategist del Credit Suisse, commenta i trend del comparto degli ETF. Gli elementi salienti del trimestre sono i seguenti.

Clima d'incertezza politica in Europa
L'incertezza politica e la mancanza di una soluzione completa per la crisi del debito nella zona dell'euro hanno avuto ripercussioni negative sugli ETF europei nel T4. Dopo un ottobre piatto, i deflussi sono aumentati a novembre e dicembre. Per contro, gli Stati Uniti non hanno assistito alla medesima perdita di fiducia, anche se hanno dovuto affrontare problematiche macroeconomiche di fondo analoghe a quelle europee. Tale contesto, abbinato alle caratteristiche di maggiore maturità e minore frammentazione del mercato ETF statunitense, ha permesso al mercato USA di mettere a segno risultati significativamente migliori di quelli europei, con afflussi per USD 115,76 mia. e un unico mese negativo (maggio). I risultati ottenuti dagli ETF statunitensi rafforzano in noi l'opinione che la crescita degli ETF continuerà su scala globale e acquisirà forza in Europa, una volta superate le incertezze dei mercati sottostanti e il severo scrutinio regolamentare a cui sono stati sottoposti

Sorveglianza normativa più rigorosa
La maggiore attenzione riservata dal regolatore agli ETF sintetici, già menzionata nella nostra analisi di mercato dello scorso trimestre, contribuisce a spiegare i deflussi registrati da questi fondi nel T4. Parallelamente alla pubblicazione a luglio di un documento di discussione dell'Autorità europea per i valori mobiliari (ESMA) in merito ai rischi inerenti ai fondi sintetici, si è creata una profonda spaccatura tra i fondi a replica fisica, che hanno registrato risultati positivi, e quelli a replica sintetica con forti deflussi. Gli investitori sembrano pertanto prediligere gli ETF basati su titoli fisici, avendo collocato USD 21,50 miliardi in ETF a replica fisica a fronte dei rimborsi di USD 3,27 miliardi di quelli a replica sintetica.

ETF ancora relativamente interessanti
Nonostante il calo della massa gestita nel T4, il mercato europeo degli ETF permane relativamente allettante per gli investitori - come mostrano i 18,23 miliardi di USD di afflusso totale dell'anno − in particolare rispetto al ben più ampio comparto dei fondi OICVM europei. Diversamente dagli afflussi registrati dagli ETF europei nel 2011, i fondi OICVM hanno assistito a deflussi per EUR 84,5 mia. a fine novembre. La disparità nella performance di questi due veicoli d'investimento è ancora più marcata dato che quasi il 90% del patrimonio gestito degli ETF europei proviene da fondi OICVM.

Secondo il Credit Suisse, il 2012 sarà un anno favorevole per gli ETF europei
Alcune difficoltà rimarranno per quanto riguarda lo stato di salute dell'economia globale e mentre sembra ancora lontana la soluzione della crisi nell'area dell'Euro, i macrostrumenti come gli ETF dovrebbero mantenere la loro posizione di veicoli preferiti per diversi portafogli di rischio/rendimento. Il 30 gennaio l'ESMA ha chiarito recentemente la propria posizione in relazione agli ETF e ciò dovrebbe placare i timori degli investitori in merito ai rischi normativi prevalenti nel 2011. Infine, prevediamo di assistere a un ritorno ai fondamentali dell'indicizzazione, dato che sia l'industria sia gli organi di vigilanza stanno intraprendendo nuove azioni per chiarire i rischi dei diversi strumenti ETF.