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mercoledì 9 luglio 2014
Calano le quotazioni delle seconde case e gli sconti crescono
Secondo le rilevazioni dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), nei primi 6 mesi del 2014 le quotazioni immobiliari delle seconde case nelle località turistiche hanno segnato una flessione media dei valori richiesti pari al -2,5%; queste svalutazioni non sono omogenee su tutta la penisola italiana ma, come per il mercato residenziale, sono più intense nelle zone meridionali: fra queste la Calabria e la Campania (-7,0%), la Sicilia e la Sardegna (-5,0%) e la Puglia (-4,0%) hanno fatto segnare i cali maggiori. Relativa stabilità si è riscontrata nella Riviera Romagnola (+0,2%), in Toscana (-0,2%) e Liguria (-0,4%). Unico trend positivo viene dall’Alto Adige, con un +2,8% rispetto all’anno precedente.
«Oggi è, in generale, un buon momento per comprare una seconda casa: l’offerta è sicuramente ampia e variegata, mentre la domanda resta ancora flebile, lasciando quindi buoni spazi di trattativa– hadichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it. – Assistiamo a ribassi anche superiori al 15% del prezzo richiesto inizialmente».
Dall’analisi delle richieste fatta da Immobiliare.it è emerso chiaramente come il mercato sia oggi legato principalmente ad una domanda di seconda casa non spinta da fini di investimento o messa a reddito – per via dell’inasprimento delle imposizioni fiscali legate all’utilizzo degli immobili per locazione – ma dalla volontà di acquistare e goderne direttamente.
Come variano, però, domanda, offerta e prezzi nelle diverse regioni italiane? Di seguito la sintesi di alcuni focus regionali condotti da Immobiliare.it.
Le seconde case in Liguria
In controtendenza con le dinamiche nazionali, in Liguria resiste ancora una percentuale di acquisti con obiettivo di messa a reddito e non di utilizzo come seconda casa: pur in forte flessione rispetto al passato, è valutabile nell’ordine del 15% della domanda. Qui la maggior parte delle richieste proviene da Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna: il taglio più cercato è il bilocale di 50-55 mq, magari con vista mare e posto auto, anche se non sempre le soluzioni con queste caratteristiche sono reperibili sul mercato o lo sono ad un premium price. Un buon usato costa in media 3.500-4.000€ al mq, con punte di 6.000€ al mq se l’immobile ha la vista mare; si cresce ovviamente cercando casa nelle cosiddette top location (Santa Margherita, Alassio etc.), dove si arriva anche a valori da 10.000-13.000€/mq. Gli immobili che costituiscono l’offerta di seconde case sono prevalentemente soluzioni degli anni ’60-’70 in buone condizioni esterne; interessante è anche l’offerta di appartamenti di nuova costruzione, a prezzi medi di 4.000-4.250€ al mq. Da segnalare anche la presenza di alberghi dismessi sul lungomare che potrebbero essere o recuperati in futuro e restituiti allo loro funzione ricettiva o trasformati in uso residenziale.
Le seconde case in Trentino Alto Adige
L’area montana esprime una crescita nella domanda grazie alla qualità costruttiva degli interventi e all’integrazione ambientale. Principali compratori delle seconde case qui sono Lombardi e Veneti, mentre la soluzione più richiesta è il bilocale in residence, con prezzi medi da 225.000€ a 265.000€.
Le seconde case in Lombardia
Nell’ultimo anno i lombardi sembrano avere riscoperto l’amore per la seconda casa in montagna e questo ha portato a notevoli incrementi di prezzo soprattutto in 3 località: Bormio, Livigno e Ponte di Legno. A Bormio, che riesce ad attirare anche gli amanti delle terme, gli importi richiesti da chi vende sono cresciuti anche del 7%; Ponte di Legno come Livigno hanno visto salire i prezzi in percentuali molto vicine al 4%. Per molti la casa in montagna non è più legata alla sola stagione invernale, ma sempre più spesso diventa meta anche per fine settimana o periodi estivi.
Le seconde case in Emilia Romagna
Pur avendo la regione una certa stabilità nei prezzi, l’indagine di Immobiliare.it ha registrato una diminuzione dell’1.6% nelle quotazioni immobiliari su Rimini. La disponibilità media di spesa, per chi decide di acquistare la seconda casa in questa regione, è di 100-150.000€. L’offerta immobiliare include appartamenti in residence degli anni ’70-’80 dove un buon usato costa dai 3.500 ai 4.300€ al mq. Il mercato immobiliare turistico vede protagonisti soprattutto acquirenti provenienti dell’Emilia (in particolare Modena, Bologna e Ferrara), ma è anche significativa la presenza lombarda e tedesca.
Le seconde case in Toscana
La costa toscana, soprattutto nella sua parte grossetana, è movimentata dalle compravendite di seconde case che vede protagonisti principalmente fiorentini, pratesi, senesi ed anche milanesi: investitori che scelgono le zone dell’Argentario o quelle immediatamente prossime ad esso per passare le vacanze. La tipologia più ricercata è il trilocale, possibilmente con posto auto. L’incremento dei prezzi nella zona di Orbetello è stato di poco inferiore al 3% e in questa zona un buon usato costa in media 4.000 € al mq, ma si raggiungono punte di 5.000-6.000€ al mq per le zone fronte mare. Se ci si sposta lontano dal mare e oltre l’Aurelia, le quotazioni scendono a 3.200€ al mq per un buon usato.
Le seconde case nel Lazio
A cercare la casa per le vacanze lungo la costa laziale sono acquirenti che arrivano da Roma, da Frosinone e dalla Campania, in particolare Caserta e Napoli. Ricercano soprattutto trilocali indipendenti, porzioni di ville a schiera, bifamiliari e trifamiliari con giardino. La disponibilità media del cliente tipo va da 180.000 a ad un massimo di 250.000€. Al momento la zona più richiesta è quella che va da San Felice Circeo a Terracina, visto che qui si registrano le quotazioni più basse e il miglior rapporto qualità/prezzo anche se, in virtù della forte domanda, i prezzi sono leggermente cresciuti, segnando un incremento dell’1,8% anno su anno; per una porzione di villa di 80 mq si possono spendere da 250 a 270.000€, con punte massime di 330-350.000€ quanto più ci si avvicina a San Felice Circeo.
Le seconde case in Campania
Quello campano è un mercato che è andato in difficoltà registrando una perdita di valore importante (-18% in tre anni e -7% da gennaio 2014). Fa eccezione Amalfi (+5% i prezzi), in espansione per via all’accresciuto interesse dei turisti stranieri nei confronti della località e, di conseguenza, nella profittabilità di un investimento volto alla messa a reddito. Apprezzate anche le località nelle immediate vicinanze (Maiori, Minori). Chi vuole una seconda casa in zona cerca soprattutto monolocali e bilocali, con vista panoramica, possibilmente sul mare, non lontano dal centro. La disponibilità di spesa media è di 300.000€.
Le seconde case in Puglia
Pur con previsioni positive per la stagione estiva, il dato delle compravendite fa registrare una flessione delle quotazioni immobiliari (-4%). La regione beneficia di un turismo variegato, proveniente non solo dalla Puglia, ma anche dalle regioni settentrionali (la Lombardia è quella con il maggior numero di turisti, seguita da Piemonte e Veneto) e dall’estero, in particolare tedeschi, francesi e olandesi. Un flusso di così lungo raggio, però, comporta una bassa propensione all’acquisto. Nella zona di Gallipoli si possono acquistare bilocali e trilocali in condomini costruiti dopo gli anni ’70. Un buon usato si compravende a 1.100-1.200€ al mq, ma si possono raggiungere punte di 1.500€ al mq se c’è la vista mare. Si registra la richiesta di abitazioni da adibire a B&B, ma resta attività di piccola imprenditoria.
Le seconde case in Calabria
Le quotazioni immobiliari sono decisamente in difficoltà, in quanto i compratori sono prevalentemente calabresi e campani, mentre si è fortemente ridotta la presenza di acquirenti piemontesi e lombardi. Le tipologie più ricercate ad uso turistico sono il bilocale ed il trilocale, possibilmente con spazio esterno. Si preferiscono immobili situati sul lungomare, vale a dire condomini costruiti circa 25-30 anni fa, le cui quotazioni, se usati ed in buone condizioni, oscillano da 1.800 a 2.200€ al mq. Nel complesso il mercato delle seconde case ha visto una riduzione media del prezzo, dall’inizio dell’anno, pari al 7% circa.
Le seconde case in Sardegna
Se a livello complessivo la Regione ha visto diminuire del 5% il valore medio richiesto per l’acquisto di una seconda casa, le differenze fra nord e sud dell’isola sono notevoli, tanto per prezzi quanto per tipologie di immobili richiesti. Nell’area del Cagliaritano la richiesta di acquisto è principalmente locale e si orienta in primis verso soluzioni indipendenti, in genere piccole ville o palazzine con giardino, e a seguire appartamenti. Nell’area di Olbia e Sassari, invece, ad acquistare sono soprattutto lombardi e compratori internazionali. I primi prediligono gli appartamenti, i secondi invece puntano a soluzioni indipendenti anche nell’entroterra. Per un bilocale di 55 mq, nell’olbiese, si spendono circa 150.000€. La crescita di turismo straniero nella costa orientale – grazie all’intensificazione di voli low cost – ha determinato un maggiore interesse verso immobili meno costosi e non in luoghi in, anche se il mercato immobiliare d’élite della Costa Smeralda è sempre abbastanza stabile, con un turn over nella nazionalità degli acquirenti che ha visto gli arabi lasciare spazio ai russi. Per una soluzione indipendente non si spende meno di tre milioni.
Le seconde case in Sicilia
Bassa l’offerta di immobili sul mercato siciliano delle seconde case, anche perché non ci sono molte nuove costruzioni, se non quelle destinate ad essere utilizzate come prima casa. La tipologia più ricercata come casa vacanza in Sicilia è il bilocale, magari nei centri storici e vicino il lungomare. Nei centri si possono acquistare immobili d’epoca del XVII e del XVIII secolo, oppure case indipendenti su più livelli. Le soluzioni da ristrutturare costano 1.700-1.800€ al mq e quelle in buone condizioni 2200-2300€ al mq. Sul lungomare invece si possono trovare condomini degli anni ’60 e ’70, che, in buono stato, valgono 2.500€ al mq. Positiva la tenuta del prezzo per Taormina, dove rimane alta la domanda degli italiani ma anche di tedeschi e americani. In crescita le richieste di abitazioni per attività di B&B.
venerdì 2 agosto 2013
Mercato immobiliare: al Nord (e tra le donne) torna la fiducia
Il secondo trimestre del 2013 continua a segnare un ritorno di fiducia
nei confronti del mercato immobiliare, con il Nord Italia più ottimista;
secondo l’analisi di Immobiliare.it, se a livello nazionale la
percentuale di chi ritiene che questo sia un buon momento per comprare casa
è pari al 56% (era il 51% a luglio 2012), tra le regioni del Nord la
percentuale arriva addirittura al
58%. Le regioni del Sud, di contro, sono molto più “tiepide”:
lì la percentuale resta ferma al 53%.
Questo è il dato più significativo ad emergere dall’analisi di
Immobiliare.it sull’indice di fiducia dei consumatori (http://www.immobiliare.it/casa/informazioni/indice-fiducia-consumatori.php), uno strumento che monitora trimestralmente
come cambia la percezione degli Italiani circa l’andamento del settore; si
interpreta il “sentiment” del mercato
analizzando le risposte di un campione di oltre
5.000 utenti del sito che, avendo nei tre mesi precedenti effettuato una
ricerca o pubblicato un annuncio, hanno mostrato interesse verso il tema mattone.
«Come
per la rilevazione del primo trimestre, anche a metà del 2013 emerge una buona
consapevolezza che questo sia un momento interessante per chi punta ad
investire nel real estate –
dichiara Carlo Giordano, Amministratore
Delegato di Gruppo Immobiliare.it – e
la differenza di “ottimismo” tra Nord e Sud è diretta conseguenza delle
difficoltà che le diverse aree del nostro Paese stanno vivendo in questi anni
di crisi. Segnaliamo altresì che resta forte, e costante, l’idea che vendere
ciò che già si possiede sia una scelta poco previdente, viste le difficoltà a
trovare un acquirente e il rischio di non ricavare quanto auspicato.»
Se rimane stabile rispetto al 2012 la percentuale degli italiani che pensano non
sia un buon momento per vendere casa (74,6% a luglio 2013 vs 74% a luglio
2012), quelli convinti del contrario sono il 12,3% del totale; l’8,7% degli
intervistati, invece, preferirebbe attendere un altro anno per vendere.
Rispetto allo scorso anno, aumentano di
ben 7 punti percentuali gli attendisti dal punto di vista dell’acquisto: per il
28,4% sarebbe meglio rimandare l’investimento sul mattone di almeno dodici
mesi, per potersi muovere in un contesto economico più sereno.
Interessante notare che l’opinione delle donne è molto più
schierata rispetto a quella del campione maschile: non è il momento per
liberarsi di un immobile per ben l’80% del campione (mentre per gli uomini la
percentuale è solo del 72%), a pensarla in maniera opposta è solo l’8%
dell’universo femminile. Di contro, sul versante dell’acquisto, sono convinte
che sia il momento giusto per investire ben il 62% delle donne, contro un più
moderato 54% del campione maschile.
Per quel che concerne, invece, l’idea
dell’evoluzione prezzi degli immobili
gli italiani sembrano avere le idee chiare: il 57,4% del campione intervistato
è convinto che questi caleranno ancora (era 51% dodici mesi fa). Se non si
rilevano differenze di percezione dal punto di vista dell’appartenenza
territoriale, più interessanti sono le variazioni in base al sesso: per il 59% degli uomini i prezzi caleranno
(solo il 53,6% delle donne la pensa allo stesso modo), mentre le donne
dimostrano un atteggiamento più cauto, visto che tra loro si fa alta la
percentuale di coloro che prefigurano una certa stabilità dei prezzi (quasi il
30%).
Segnaliamo, in ultimo, che per oltre il 9%
del campione la contrazione dei prezzi degli immobili si è già conclusa, le
cifre degli immobili torneranno a gonfiarsi.
martedì 9 luglio 2013
Immobiliare.it, in collaborazione con Nokia, lancia la app per Windows Phone
Immobiliare.it continua nella sua strategia di innovazione e di investimento nel settore mobile lanciando l’app che permette la ricerca immobiliare anche su piattaforma Windows Phone, in collaborazione con Nokia (http://www.immobiliare.it/mobile/windowsphone/). Immobiliare.it è stato identificato da Nokia come portale di riferimento in Italia per la ricerca immobiliare: la collaborazione ha portato allo sviluppo di un’app creata per la piattaforma Windows Phone e ottimizzata per la gamma Nokia Lumia.
«Siamo felici che Nokia abbia scelto noi come partner per la ricerca di immobiliare – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it. – L’applicazione ha già riscosso un’ottima accoglienza presso gli utenti, con una valutazione media di 4,5 su un massimo di 5. Guardiamo con grande attenzione alle potenzialità che la piattaforma Windows Phone sta dimostrando».
L’applicazione di Immobiliare.it permette la ricerca degli immobili sulla base delle caratteristiche impostate, la visualizzazione della posizione su mappa, delle foto, dei dettagli, e offre la possibilità di contattare l’agenzia immobiliare o il privato che propone l’immobile. La versione appena lanciata permette anche la condivisione degli annunci grazie alle Live Tile; inoltre, è possibile visualizzare i nuovi annunci per le ricerche salvate direttamente su Start.
«La collaborazione con Immobiliare.it rientra nella nostra strategia di offrire applicazioni con contenuti e servizi di qualità ai clienti Nokia in Italia – ha dichiarato Frangino Lucarini, partner manager Nokia – e l’accoglienza dimostrata dai nostri clienti all’applicazione dimostra che stiamo andando nella giusta direzione».
Quel che è certo è che la ricerca immobiliare si sta spostando sempre più su dispositivi mobili: nel mese di maggio oltre il 25% degli accessi giornalieri su Immobiliare.it è stato effettuato da smartphone e tablet, tramite applicazioni o sito web mobile, con punte superiori al 35% nel weekend.
Con il lancio dell’app per Windows Phone, Immobiliare.it espande ulteriormente la propria presenza su piattaforme mobili: con oltre 800.000 download e più di 16.000 recensioni con una valutazione media superiore a 4,5 su 5, è il riferimento in Italia per la ricerca di immobili anche attraverso smartphone e tablet.
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mercoledì 22 maggio 2013
La crisi morde e gli italiani cercano case piccole
Negli ultimi anni i bisogni degli italiani relativamente alla
propria casa hanno subito significative trasformazioni e prova di ciò sono i
mutamenti avvenuti nelle ricerche di immobili. Secondo
un’analisi condotta da Immobiliare.it (www.immobiliare.it)
su un campione di oltre un milione e mezzo di annunci, in soli sei anni i
metri quadri ricercati dai potenziali acquirenti si sono ridotti,
mediamente, del 10%.
Concentrandoci sulle metropoli italiane si nota come, confrontando la
superficie media di un immobile richiesto in acquisto nel 2013 con uno del
2007, a Milano si è passati da 87 metri
quadrati a 76; a Roma la riduzione è
stata ancora maggiore, passando dai
91 metri quadrati ricercati mediamente nel 2007 ai 75 del 2013.
«È
innegabile che la principale spinta a rivedere le proprie esigenze di spazio
sia stato il crescente costo degli immobili e la difficoltà di accedere al
credito – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di
Gruppo Immobiliare.it – ma va
considerato anche che la riduzione delle planimetrie delle case è avvenuta per
una crescente razionalizzazione degli spazi, operata tanto negli immobili di
nuova costruzione quanto nelle ristrutturazioni di quelle già esistenti.»
Se si confrontano una planimetria tipo del
2013 con una del 2007 si vede non solo come l’unione di cucina e salotto e la
scomparsa dei corridoi siano ormai due dati di fatto, ma anche come le camere da letto siano diventate sempre
più piccole (mediamente oggi non più di 14 metri quadri la principale e non
più di 9 le altre), fino a non riuscire a contenere altro se non il letto o
poco più; spariscono specchiere, armadi in camera e, in alcuni casi,
persino i comodini, sostituiti da parti studiate ad hoc nelle strutture dei
letti.
È cambiata
anche la tipologia di immobile cercato: le
famiglie italiane sono passate dal vivere in un quadrilocale ad abitare in un
trilocale. Sempre tenendo come focus le grandi città di Milano e Roma, nel
2007 il 33% degli immobili acquistati erano quadrilocali e solo il 15%
trilocali; nel 2013 ben il 26% degli immobili richiesti diventa trilocale raggiungendo
la stessa quota del quadrilocale (27%). Nuove case implicano nuove esigenze:
anche per un trilocale si pretendono due
bagni. Ovviamente, entrambi più piccoli del bagno unico del passato.
La domanda guida l’offerta immobiliare ed
anche i costruttori si stanno adattando alle nuove richieste: «Diversi professionisti – conclude Giordano – hanno iniziato ad utilizzare le banche dati dei portali per verificare
la congruenza della loro offerta con le domande nella zona, facendo valutazioni
sui tagli abitativi e arrivando anche a rimodulare le divisioni pensate nelle
prime fasi progettuali.». Già,
perché oggi, per essere venduta, la casa è meglio sia modulabile. E con tanti
bagni.
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lunedì 6 maggio 2013
I Francesi cercano casa a Roma, gli Inglesi a Milano
Gli stranieri, lo sappiamo, amano
l’Italia e spesso vogliono anche comprar casa nella nostra nazione; meno noto,
tuttavia, è che il loro interesse si focalizza su aree diverse in base alla loro
provenienza. Secondo le rilevazioni di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), leader di settore con
oltre 800.000 annunci di vendita e affitto nel nostro Paese, e del suo partner
internazionale LuxuryEstate.com, le ricerche dirette verso il Belpaese da
cittadini non residenti in Italia si orientano su città diverse, con peculiarità
interessanti e qualche punto fermo imprescindibile.
I siti hanno messo sotto la lente le ricerche
compiute dall’estero verso l’Italia da gennaio 2013 ad oggi e scoperto
quelle che sono le mete più ambite da parte degli stranieri che pensano di comprare
o affittare un immobile da noi. Com’era prevedibile, Roma è in assoluto
la provincia in cui si dirige il maggior numero di stranieri: il 9% delle
ricerche punta alla capitale, quasi il doppio delle domande convogliate sulla provincia
seconda in classifica, Como che, a pari merito con Milano,
raccoglie il 5% di tutte le ricerche effettuate dall’estero. Seguono poi Verona
e Imperia (entrambe al 3%).
Ma da quali Stati arriva il maggior numero di
ricerche? Dalla Germania, innanzitutto, con una percentuale del 17%; a
seguire dalla Svizzera, con il 14%, e dalla Gran Bretagna (10%). Non mancano,
tra le prime 15 nazioni per numero di ricerche, sorprese come il Brasile, la
Slovacchia e la Slovenia: anche qui, evidentemente, è forte l’interesse per
gli investimenti sul mattone italiano.
È nelle preferenze mostrate dagli stranieri,
tuttavia, che troviamo gli elementi più interessanti: se i Tedeschi non
sorprendono, orientandosi prevalentemente tra le province
di Verona, Roma e Brescia, i nostri cugini francesi amano Roma
e Milano, ma non disdegnano località marittime come quelle in
provincia di Imperia. Gli Inglesi, che da sempre fanno dell’Italia una meta
privilegiata per gli investimenti immobiliari, puntano a Milano e Roma,
seguite da Imperia, La Spezia e Bari.
I Russi, invece, si confermano interessati
a località di prestigio: Oristano, Roma e Venezia rappresentano le province più
cliccate. Milano, pur tanto visitata dai ricchi russi in tempo di saldi, è solo
quarta nella classifica delle ricerche. Alcune curiosità: la provincia più ambita
dai cittadini dei Paesi Bassi è quella di Forlì-Cesena, per gli Svedesi
è Palermo, per i Norvegesi è Asti, per i Danesi è Trento,
per gli Irlandesi è quella di Monza-Brianza.
Spostandosi fuori dall’Europa il quadro cambia
ancora: tra i cittadini degli Stati Uniti, ad esempio, la
provincia più richiesta è quella di Vicenza, chiaramente per via della base
militare dell'Esercito degli Stati Uniti di Camp Ederle. Seguono poi le
province di Ragusa, Isernia e Firenze. Le indagini immobiliari compiute dai
cittadini argentini, invece, indicano Roma come meta ideale, forse
per merito dell’elezione di un loro connazionale al soglio pontificio. Anche i
Canadesi puntano a Roma, che è seguita da Cosenza, Grosseto, Milano
e Benevento. Scelte poco turistiche, queste, che fanno pensare ad una
immigrazione di ritorno più che a specifici investimenti lucrativi. Tra i
risultati più curiosi: la provincia più ambita nelle ricerche provenienti dalla
Turchia è Arezzo, dall’Australia è Como, dall’Indonesia
è Firenze, dall’Algeria è Parma, dal Messico è Lecce.
«Oggi il 2% di chi punta all’acquisto di un immobile in Italia non è
residente nel nostro Paese – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore
Delegato di Gruppo Immobiliare.it – e rilevare questo interesse da parte
degli stranieri è un fattore positivo che fa bene al nostro mercato
immobiliare. Quel che è importante è che, da Nord a Sud, tutta l’Italia rientra
nei gusti e nei progetti di investimento delle altre nazioni del mondo, non
solo i tradizionali luoghi del turismo e degli affari».
Se ci si
concentra solo sugli immobili di pregio, però, il quadro cambia: il mercato del
lusso vede la presenza straniera salire ad oltre il 9%. Stando alle
rilevazioni di LuxuryEstate.com (http://it.luxuryestate.com)
– specializzato in immobili di prestigio – la ricerca di immobili si concentra
su Roma e Milano, innanzitutto, seguite dalla zona delle colline toscane,
la provincia di Genova (Santa Margherita Ligure in primis), Cortina
d’Ampezzo (BL) e la Costa Smeralda (OT).
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martedì 19 febbraio 2013
Immobiliare.it lancia la ricerca geolocalizzata touch-screen per Android
Immobiliare.it continua nella sua strategia di innovazione lanciando anche su piattaforma Android la tecnologia di ricerca geolocalizzata touch-screen che, prima in Europa, rende disponibile ai suoi utenti. L’impegno di Immobiliare.it per la diffusione della ricerca in mobilità è stato ampiamente apprezzato dagli utenti che hanno consentito al Gruppo, guidato da Carlo Giordano, di superare i 600.000 download per le app rese disponibili fino ad oggi (iPhone, iPad e Android) e, di questi, ben 100.000 sono i download degli utilizzatori del sistema Android (http://www.immobiliare.it/mobile/android/).
Già presentata alcuni mesi fa per il sistema iPhone, la nuova versione mobile oggi disponibile anche per Android consente agli utenti di cercare gli immobili disegnando autonomamente sullo schermo del proprio smartphone l’area di interesse nella mappa cittadina, senza essere in alcun modo vincolati alle divisioni di quartiere o circoscrizione.
L’applicazione di Immobiliare.it, sviluppata interamente dallo staff tecnico interno all’azienda, è la prima in Europa e la seconda al mondo a permettere una ricerca di questo tipo ed è il frutto di un lavoro iniziato più di un anno fa.
«La ricerca geolocalizzata» ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it «è sempre più usata da chi cerca casa in vendita o in affitto. Grazie al nostro team tecnico, e facendo tesoro dei consigli degli utenti e della nostra esperienza, siamo riusciti a creare un prodotto innovativo che offre un vero aiuto a chi è impegnato nella ricerca di una nuova abitazione.».
Il focus di Immobiliare.it verso la ricerca su mappa, che ha portato al lancio della app presentata oggi per Android, è nato con l’obiettivo di consentire un nuovo tipo di ricerca focalizzato non sui soliti parametri di comune e zona, ma sull’area geografica, di certo più corrispondente al reale modo di ricerca di un immobile.
Immobiliare.it ha da sempre investito in maniera significativa nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e ha saputo creare applicazioni molto apprezzate dal pubblico: con oltre 600.000 download e più di 13.000 recensioni con una valutazione media superiore a 4,5 stelle su 5, è diventato il riferimento in Italia per la ricerca di immobili anche attraverso smartphone e tablet.
giovedì 31 gennaio 2013
Certificazione energetica: solo il 53% degli immobili in vendita è in regola
Dal primo gennaio 2012 l'obbligo della certificazione energetica degli edifici in vendita o in affitto è legge anche in Italia, ma secondo un’analisi di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), sito leader del settore con oltre 800.000 annunci disponibili ogni giorno, ad un anno dall’entrata in vigore della norma solo il 53% degli annunci di vendita e appena il 37% di quelli in affitto è in regola. L’attestato di classificazione energetica (ACE) è uno strumento di trasparenza molto importante per il consumatore perché offre la possibilità di conoscere, prima ancora di acquistare l’immobile, quanto incideranno i consumi energetici nella gestione dell’immobile, ma purtroppo in pochi lo sanno.
«Quello che emerge dalla nostra indagine, – spiega Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it – è che per evitare i costi della perizia, sovente si ricorre ad un’autocertificazione in classe G, pratica peraltro non legalmente valida né consentita, con l’intento di classificare realmente l’immobile solo all’atto del rogito; questo è espressione di una forte resistenza da parte dei proprietari che, scoraggiati dai lunghi tempi di vendita, sono disposti a spendere solo dopo aver trovato l’acquirente.»
Le parole di Giordano trovano conferma nei numeri: sugli oltre 60.000 annunci in mano ai privati presi in considerazione nell’analisi, solo l’11% ha una certificazione valida. La percentuale sale al 46% per gli annunci gestiti da agenzie immobiliari indipendenti, al 58% per quelli gestiti da intermediari affiliati a grandi gruppi (dotati di sistemi di certificazione dalle sedi centrali) e addirittura al 97% per quelli proposti direttamente dai costruttori per i quali, però, la certificazione energetica è un obbligo fin dalla fase progettuale.
L’ACE viene redatto a seguito dell’analisi degli indici di prestazione energetica del sistema di raffrescamento, di riscaldamento e di produzione di acqua dell’immobile: in breve, un edificio classificato in buona classe energetica (A+, A e B) avrà elevata efficienza energetica e consumi più bassi, uno in classe G sarà molto più inquinante e comporta costi di gestione più alti. Secondo una stima del Ministero dello Sviluppo Economico, agli immobili presenti in Italia va imputato all’incirca il 35% dell'inquinamento prodotto nel Paese: questo perché 7 edifici su 10 sono stati realizzati prima del 1976, anno in cui fu firmata la prima legge sull'efficienza energetica. Il dato, da solo, prova lo stato di arretratezza dei nostri edifici: considerando solamente gli immobili provvisti di ACE, appena il 30% si trova nelle tre migliori classi energetiche.
Scorrendo i numeri dell’analisi di Immobiliare.it si vede come la percentuale di annunci con certificazione valida sia molto diversa da Nord a Sud. Il Trentino Alto Adige, da sempre molto attento alle tematiche green, può vantare ben l’80% di unità immobiliari certificate; a seguire si trovano il Veneto (62%), la Valle d’Aosta (58%) e la Lombardia (57%); agli ultimi posti di questa classifica la Puglia (24%), la Sicilia (23%) e la Basilicata, dove hanno un documento valido di attestazione dei consumi appena il 19% delle proposte.
«Se guardiamo alla domanda – continua Giordano – si notano alcune incongruenze. Il 24% di cerca un immobile in vendita o affitto lo fa filtrando gli annunci in base alla classe energetica, ma spesso le attese non sono corrispondenti alla realtà italiana. Il 59% dei potenziali acquirenti limita la sua ricerca agli immobili di classe A o superiore, ma nel nostro Paese la maggior parte delle case hanno una certificazione energetica compresa fra la D e la F.»
Infine una nota: già prima dell’estate 2012 gli annunci con classificazione regolare erano arrivati al 45%; da allora l’incremento è stato molto lento. Fin troppo semplice ipotizzare che questo sia legato all’assenza di una reale spinta a esibire il certificato, la cui mancanza, ad oggi, praticamente non viene sanzionata.
martedì 11 dicembre 2012
La crisi immobiliare non spaventa il lusso
Il mercato immobiliare soffre in tutto il mondo, ma quello del lusso continua a crescere. Secondo i dati ricavati dall’analisi di Immobiliare.it e di Luxuryestate.com (www.luxuryestate.com), suo partner internazionale specializzato negli immobili di alta gamma, negli scorsi dodici mesi le ricerche concentrate su questo settore sono aumentate del 2%, con picchi anche vicini al 10% per quelle provenienti da Grecia, Russia e Italia.
«Oggi si distinguono due macro gruppi fra chi cerca una casa di extra lusso – dichiara Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – da un lato ci sono le richieste provenienti da nazioni con redditi pro capite molto alti (Russia, Lussemburgo, Svizzera...), dall’altra quelle che nascono da nazioni attraversate da una pesante crisi economica e in cui molti cittadini abbienti cercano di mettere al riparo le proprie fortune; fra questi chiaramente c’è l’Italia, ma anche la Spagna e la Grecia.»
Attraverso l’analisi di oltre 25.000 annunci di case di lusso, distribuiti su 23 nazioni diverse e pubblicati su LuxuryEstate.com, è stato possibile tracciare un quadro piuttosto preciso della richiesta di immobili di extra lusso: se è vero che il 17% della domanda arriva dal Regno Unito (+1% rispetto al 2011), dagli Stati Uniti (14%; +3% anno su anno) e dalla Francia (13%; +1%), le nazioni in cui questo genere di ricerche è aumentato maggiormente sono la Grecia (+8%), la Russia (+6%) e proprio la nostra Italia (+5%).
«Ad un primo sguardo – continua Giordano – colpisce l’assenza dei paesi arabi, ma analizzando i dati con maggiore attenzione il motivo diventa subito chiaro. Gli emiri o i plurimiliardari residenti in quell’area del mondo conducono le loro compravendite immobiliari attraverso broker specializzati che, nella maggior parte dei casi, si trovano nel Regno Unito; ed ecco spiegato anche il numero così alto di ricerche provenienti dalla Gran Bretagna.»
Immobiliare.it e LuxuryEstate.com hanno analizzato non solo la domanda, ma anche l’offerta di immobili di extra lusso e i risultati sono stati sorprendenti. Nei Paesi con economie più solide il numero di ville, castelli e dimore di lusso in vendita è rimasto sostanzialmente stabile se non, addirittura, diminuito se messo in rapporto con il totale dell’offerta mondiale; nelle nazioni in maggiori difficoltà, al contrario, si è assistito nell’ultimo anno ad un notevole incremento degli immobili di questo segmento. Così, l’Italia balza al primo posto dell’offerta europea e al secondo in quella mondiale (14% davanti al Regno Unito) con un incremento anno su anno dell’8%, la Francia è quarta con il 12% (+4%) e la Spagna settima con il 3% (+6%).
Diversamente da quanto avveniva per le richieste, nell’ambito dell’offerta si trovano anche molti Paesi notoriamente ricchi: Montecarlo, Emirati Arabi e Lussemburgo occupano rispettivamente l’ottava, nona e decima posizione nell’elenco delle località in cui si trovano questi immobili da mille e una notte.
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