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martedì 9 luglio 2024

Mutui: in Emilia-Romagna richieste +20% nel primo semestre del 2024

 


Arrivano segnali positivi dal mondo dei mutui casa: secondo l’osservatorio congiunto Facile.it - Mutui.it, nei primi sei mesi del 2024 in Emilia-Romagna la richiesta di finanziamenti è aumentata del 20% rispetto allo stesso periodo del 2023. In aumento anche l’importo medio richiesto (+2%) e il valore medio degli immobili oggetto di mutuo (+1%).  

«Il 2023 è stato un anno complesso per il mercato dei mutui, colpito dall’aumento dei tassi di interesse e da una minore disponibilità economica da parte delle famiglie, già alle prese con l’aumento dell’inflazione», spiegano gli esperti di Facile.it. «II 2024, però, è partito positivamente, con una richiesta in aumento, trainata soprattutto dal miglioramento delle condizioni offerte dalle banche per i tassi fissi, che ha generato fra i consumatori una maggiore fiducia verso il futuro.».

Sebbene, a livello nazionale, il mercato sia ancora lontano dai livelli raggiunti negli anni precedenti all’aumento dei tassi e le erogazioni siano ancora sottotono (-13% nei flussi finanziati nel primo trimestre 2024 secondo Assofin), la ripresa della domanda fa ben sperare per un secondo semestre con valori in crescita anche sul fronte dei finanziamenti concessi alle famiglie per acquistare casa.

Il profilo del richiedente

Analizzando un campione* di oltre 35.000 richieste di mutuo raccolte online in Emilia-Romagna emerge che chi ha presentato domanda di finanziamento nei primi 6 mesi dell’anno ha puntato ad ottenere in media 135.041 euro, importo in aumento (+2%) rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce lievemente anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, che arriva a 202.501 euro (+1%). La durata del mutuo rimane stabile a 24 anni e mezzo, mentre l’età media dei richiedenti arriva a sfiorare i 40 anni (in lieve in aumento di mezzo anno rispetto al 2023).

Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Emilia-Romagna nei primi 6 mesi del 2024 è stato pari a 139.270 euro, in aumento del 3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Stabili il valore medio dell’immobile, fermo a 188.127 euro, l’età media dei richiedenti (37 anni) e la durata del piano di ammortamento (26 anni e mezzo).

Crescono le richieste di surroga, trainate dalle condizioni favorevoli offerte dalle banche per i tassi fissi: tra gennaio e giugno 2024 questo tipo di domande hanno rappresentato il 25% del totale emiliano-romagnolo, in aumento di quasi 8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’andamento provinciale

Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Emilia-Romagna nel primo semestre del 2024 emergono delle differenze a livello locale.

Bologna è la provincia emiliano-romagnola dove è stato rilevato l’importo medio più alto (146.382 euro), seguita da Rimini (145.665 euro) e Forlì-Cesena (137.318 euro). Valori inferiori alla media regionale per Modena (134.165 euro), Ravenna (129.258 euro), Parma (127.435 euro) e Reggio Emilia (125.247 euro). Chiudono la classifica Piacenza (116.268 euro) e Ferrara (114.937 euro).

L’offerta ed i tassi

Dal punto di vista dell’offerta, i primi sei mesi dell’anno sono stati caratterizzati da buone condizioni sul fronte dei tassi fissi. L’IRS, l’indice di riferimento per i mutui fissi, nonostante un andamento altalenante dovuto alle performance del mercato obbligazionario, è rimasto su livelli bassi per tutto il semestre e questo ha permesso alle banche di mantenere bassi i tassi proposti alla clientela. Secondo le simulazioni** di Facile.it per un mutuo medio da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) le migliori offerte disponibili online partono da un tasso (TAN) del 2,86%, con rata di 588 euro. Tariffe ancora più convenienti per gli immobili di classe A o B, con i mutui green che partono da tassi (TAN) pari a 2,72% e una rata di 579 euro.

Per quanto riguarda i tassi variabili, nonostante il calo degli indici dovuto al taglio della BCE, i valori restano ancora elevati; per un mutuo medio, le migliori offerte partono da un tasso (TAN) del 4,34%, con una rata di 682 euro. Stando alle previsioni dei futures sugli euribor, che rappresentano le aspettative degli operatori di mercato, l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui a tasso variabile, potrebbe scendere ulteriormente da qui a fine anno, ma il beneficio sarebbe comunque limitato in termini di risparmio sulle rate variabili.

* L’osservatorio è stato realizzato su un campione di oltre 35.000 richieste di finanziamento raccolte online da Facile.it e Mutui.it in Emilia-Romagna dall’1/1/2023 al 27/6/2023 e dall’1/1/2024 al 27/6/2024

** Simulazioni fatte in data 28 giugno 2024 su mutuo da 126.000 euro in 25 anni LTV 70%

 

Immagine © PaeGAG

martedì 14 maggio 2024

Multe: Bologna, Parma e Modena i comuni che hanno incassato di più nell’Emilia-Romagna

 


Bologna, Parma e Modena sono i comuni capoluogo di provincia dell’Emilia-Romagna che, nel 2023, hanno incassato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico di privati per violazioni delle norme del Codice della Strada; il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it sui dati del Siope*, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, che ha anche messo in luce come i tre comuni abbiano incassato, rispettivamente, più di 31,6 milioni, 13,9 milioni e 11,7 milioni di euro.

In totale, nel 2023, i comuni capoluogo veneti hanno incassato oltre 92,6 milioni di euro.

La classifica emiliano-romagnola per introiti…

Se come detto, Bologna, Parma e Modena occupano i primi posti della classifica, continuando a scorrere la graduatoria emiliano-romagnola si posizionano Rimini (8,4 milioni), Ravenna (7,6 milioni), Reggio Emilia (6,3 milioni), Ferrara (4,5 milioni) e Piacenza (3,7 milioni).

Chiudono la classifica i comuni di Cesena e Forlì, che hanno incassato, rispettivamente, più di 2,9 milioni e più di 1,7 milioni.

… e per importi pro capite

Facile.it ha calcolato anche il valore di “multa pro capite” (come rapporto tra i proventi registrati nel Siope e il numero di abitanti residenti) sebbene, va specificato, che non tutte le multe vengono inflitte ad automobilisti residenti e, anzi, in alcune aree turisti e pendolari contribuiscono in modo importante al dato complessivo.

Dall’analisi emerge che anche ai primi posti di questa nuova classifica si trovano Bologna, con una sanzione pro capite pari a 81 euro, Parma (71 euro) e Modena (63 euro). Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Rimini (57 euro), Ravenna (49 euro) e – a brevissima distanza tra di loro – Reggio Emilia (37 euro), Piacenza (36 euro) e Ferrara (35 euro).

Chiudono la classifica, ancora una volta, i comuni di Cesena (30 euro) e Forlì, con una multa pro capite di appena 15 euro.

I piccoli comuni

Limitando l’analisi ai comuni emiliano-romagnoli con meno di 3.000 residenti, ai primi posti si posizionano due comuni della provincia di Ravenna: Sant’Agata sul Santerno che, a fronte di 2.901 abitanti, nel 2023 ha incassato più di 131mila euro, e Bagnara di Romagna, che con 2.390 abitanti ha riscosso più di 61.000 di euro di sanzioni.

Si cambia provincia per il gradino più basso del podio: Ottone, in provincia di Piacenza, che a fronte di appena 434 abitanti lo scorso anno ha incassato più di 45mila euro in multe.

* L’analisi è stata realizzata da Facile.it su dati Siope, il sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici, aggiornati al 15 febbraio 2024 con riferimento alla voce “proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie” relativi all’anno 2023 e ai soli Comuni italiani. Il valore pro capite è stato calcolato rapportando i proventi di ciascun Comune con il numero di abitanti residenti al 1° gennaio 2023 (fonte: Istat).

Immagine © maurompf

giovedì 28 marzo 2024

Prestiti cure mediche: in Emilia-Romagna chiesti in media 6.332 euro

 


I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Emilia-Romagna, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato il 4,4% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 6.332 euro.

«Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l'impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

Identikit del richiedente emiliano-romagnoli

Come detto, chi in Emilia-Romagna, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 6.332 euro da restituire in 51 mesi e mezzo.

Se si guarda al profilo dei richiedenti emiliano-romagnoli si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, quasi 45 anni e mezzo, valore significativamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Emilia-Romagna (quasi 41 anni).

Andando più nello specifico, quasi 1 domanda su 4 (24,5%) arriva da richiedenti emiliano-romagnoli con età compresa tra i 45-54 anni, seguiti a breve distanza da coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (22,1%) e dai soggetti con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (20,2%).

Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 45,3% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale nettamente più elevata rispetto alle richieste di prestito totali in Emilia-Romagna, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 28,8%.

Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato agli emiliano-romagnoli che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,4%, valore salito al 10,8% nel 2023, in aumento del 15%.


* Analisi realizzata su un campione di oltre 31.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Emilia-Romagna.

** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research - svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

Immagine © Bacho Foto

mercoledì 21 febbraio 2024

Bollette: nel 2023 in Emilia-Romagna -34% per l’elettricità e -27% per il gas

 


Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Emilia-Romagna con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 762 euro per la bolletta della luce e 958 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

Sul fronte del gas gli emiliano-romagnoli sono stati tra i meno fortunati d’Italia, avendo avuto la terza bolletta più pesante della Penisola.

«Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

L’andamento provinciale della bolletta elettrica

Tra luce e gas, lo scorso anno gli emiliano-romagnoli hanno pagato, mediamente, 1.720 euro a famiglia (erano 2.469 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come Piacenza sia stata l’area dell’Emilia-Romagna dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.457 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 792 euro. Seguono Modena (785 euro, 2.433 kWh), Ravenna (784 euro, 2.430 kWh), Parma (771 euro, 2.390 kWh) e Ferrara, area dove sono stati messi a budget, mediamente, 768 euro (2.381 kWh).

Valori inferiori alla media regionale per Rimini (762 euro, 2.362 kWh) e, a pari merito, Forlì-Cesena e Reggio Emilia, entrambe province dove si sono spesi, mediamente, 753 euro per un consumo medio rilevato di 2.336 kWh. Chiude la classifica Bologna, area che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.294 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (740 euro).

L’andamento provinciale della bolletta del gas

Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Gli abitanti di Ravenna, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 1.040 euro a fronte di un consumo di 1.118 smc. Seguono le province di Modena (1.020 euro, 1.096 smc) e Ferrara (1.017 euro, 1.093 smc).

Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Parma (958 euro, 1.030 smc), Piacenza (957 euro, 1.028 smc), Bologna (949 euro, 1.020 smc) e Forlì-Cesena, area dove le famiglie hanno speso, in media, 947 euro (1.018 smc). Chiudono la classifica Rimini (902 euro, 969 smc) e Reggio Emilia, con una bolletta media di “solo” 890 euro (956 smc).

* L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di quasi 80.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Emilia-Romagna (consumi pari, a livello regionale, a 2.364 kWh per l’energia elettrica e 1.030 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

Immagine © photoiron

mercoledì 17 gennaio 2024

Rc auto: in Emilia-Romagna rincari per quasi 56.000 automobilisti

 


Brutte notizie per oltre 56.000 automobilisti emiliano-romagnoli; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 65mila preventivi raccolti in Emilia-Romagna su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Emilia-Romagna occorrevano, in media, 550,60 euro, vale a dire il 33,5% in più rispetto a dodici mesi prima.

«La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

L’andamento provinciale

A livello regionale il 2,22% degli automobilisti emiliani-romagnoli ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere leggermente più bassa rispetto a quella nazionale (2,33%).

Analizzando il campione su base provinciale emerge che Rimini è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,69%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale le province di Bologna (2,43%) e Reggio Emilia (2,33%).

Valori inferiori alla media regionale, invece, per Ravenna (2,13%), Parma (2,10%) e Modena (2,00%). Chiudono la classifica emiliano-romagnola, a brevissima distanza tra di loro, Forlì-Cesena (1,94%), Piacenza (1,93%) e Ferrara, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,92%).

Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

Qual è l’identikit degli automobilisti emiliano-romagnoli che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,59% del campione femminile ed il 2,00% di quello maschile.  

Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come i pensionati siano risultato essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,18%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono i liberi professionisti (2,89%) e i disoccupati (2,74%). Di contro, sono gli insegnanti coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,68%).


*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.118.331 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Immagine © Paolese

giovedì 9 novembre 2023

Assicurazione Auto Emilia-Romagna: +27,6% in soli 12 mesi

 


La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it*  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Emilia-Romagna per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 27,6% arrivando, lo scorso mese, a 521,14 euro, vale a dire oltre 110 euro in più rispetto a settembre 2022.

L’incremento annuale è risultato essere in linea con quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 800.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Emilia-Romagna e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

«È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale - caratterizzato da continui incrementi - confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

L’andamento provinciale

Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province emiliano-romagnole.

La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Modena, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 36,1% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 527,51 euro, seguita da Bologna (+30,1%, 542,31 euro). Aumenti inferiori alla media regionale per Reggio Emilia, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 27,4% (518,59 euro), Rimini (+26,3%, 550,88 euro), Forlì-Cesena (+24,7%, 484,66 euro) e Parma (+24,3%, 494,27 euro).

Chiudono la classifica Piacenza (+21,8%, 488,22 euro), Ferrara (+21,7%, 487,94 euro) e Ravenna, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 18,4%, arrivando a 518,48  euro.

In valori assoluti, a settembre 2023, Rimini è risultata essere la provincia più cara della regione, Forlì-Cesena la più economica.

Garanzie accessorie

Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori emiliano-romagnoli emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 37,2% degli automobilisti.

Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (20,8%), la tutela legale (16,4%) e la copertura furto e incendio (11,0%).

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su  871.304 preventivi effettuati in Emilia-Romagna su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Immagine © pixavril

mercoledì 6 settembre 2023

Multe: a Bologna, Modena e Parma i conducenti più multati dell’Emilia-Romagna

 


Bolognesi, modenesi e parmigiani sono i guidatori più multati dell’Emilia-Romagna; il dato emerge dall’analisi congiunta Facile.itAssicurazione.it realizzata esaminando i rendiconto dei proventi delle violazioni del Codice della Strada pubblicati dalle città capoluogo di provincia emiliano-romagnole*.

Bologna, con 43 milioni di euro, è risultato essere il comune emiliano-romagnolo che, nel 2022, ha incassato i maggiori proventi derivanti da sanzioni legate all'accertamento delle violazioni al Codice della Strada. Seguono nella graduatoria regionale Parma (quasi 13 milioni) e Modena (12 milioni), mentre sul versante opposto della classifica troviamo Forlì, con 2,6 milioni di euro, Piacenza (quasi 3,8 milioni) e Ferrara (4,3 milioni di euro).

Nel 2022 l’importo complessivo raccolto nella regione supera i 99 milioni di euro, valore che fa guadagnare alla regione il terzo posto nella classifica nazionale.

Rapportando le somme incassate con il numero di autovetture e motocicli iscritti nei registri della motorizzazione**, la classifica dell’Emilia-Romagna cambia leggermente, anche se non per la prima posizione, dove si trovano ancora i guidatori bolognesi; considerando che dai dati ufficiali ACI fanno capo a Bologna oltre 265.000 veicoli tra auto e moto, nel 2022 la “spesa pro capite” per multe legate alle violazioni del Codice della Strada è stata di 163 euro, importo che fa guadagnare ai guidatori bolognesi anche un altro triste primato: sono i terzi più multati d’Italia, dopo i milanesi e i fiorentini.

Seguono nella graduatoria regionale i conducenti modenesi, che in media nel 2022 hanno dovuto pagare contravvenzioni di importo pari a 87 euro, mentre al terzo posto si posizionano – a brevissima distanza – quelli parmigiani, dove la “multa pro capite” è pari a 86 euro.

Ai piedi del podio si trova Rimini (67 euro), seguita da Piacenza (50 euro) e, a pari merito, da Ravenna e Ferrara (44 euro). A Reggio Emilia automobilisti e motociclisti, in media, hanno dovuto sostenere multe di importo pari a 41 euro; chiude la classifica regionale Forlì, con una “multa pro capite” di soli 29 euro.

Le contravvenzioni per eccesso di velocità

Limitando l’analisi ai soli proventi derivanti da violazioni ai limiti massimi di velocità emerge che tra le città capoluogo emiliano-romagnole quella con i maggiori incassi è, in questo caso, Modena (5,6 milioni di euro nel 2022). Secondo posto per Bologna (quasi 4,3 milioni di euro), mentre al terzo si classifica Ravenna (poco meno di 2 milioni di euro).

Complessivamente, le città capoluogo di provincia dell’Emilia-Romagna hanno incassato, nel 2022, più di 17 milioni di euro provenienti da violazioni dei limiti massimi di velocità.

«Non tutti sanno che violare il Codice della Strada, oltre ad essere estremamente pericoloso, può avere un impatto negativo anche sul premio RC auto dell’assicurato», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Alcune compagnie assicurative, nel valutare il profilo dell’automobilista, tengono conto non solo della classe di merito, ma anche del saldo punti della patente e del rispetto del codice della strada da parte dell’assicurato negli anni precedenti alla stipula della polizza. Ad esempio, aver subito una sospensione della patente oppure aver ricevuto multe per guida in stato di ebbrezza può essere visto come il segnale di un atteggiamento poco prudente al volante e questo potrebbe spingere la compagnia ad aumentare il prezzo dell’Rc auto».

* Per l’analisi Facile.it ha rielaborato i dati provenienti dal “Rendiconto proventi violazioni codice della strada art. 142 comma 14 quater dlgs 285/1992” pubblicati dal Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali. Tra i comuni capoluogo di provincia analizzati non sono presenti i dati relativi ai seguenti comuni: Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Pesaro, Campobasso, Alessandria.

** Elaborazione Facile.it su dati ACI relativi alla consistenza del parco veicolare sulla base dei veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico al 31 dicembre 2022.

Immagine © Antonio Nardelli

mercoledì 3 maggio 2023

Risparmio: nel Emilia-Romagna 285.000 individui comprano alimenti prossimi alla scadenza

 


Le famiglie emiliano-romagnole, in lotta con l’aumento del costo della vita e la perdita di potere di acquisto, cercano di risparmiare e, per farlo, spesso intervengono sul carrello della spesa; secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, addirittura il 9% dei rispondenti dell’Emilia-Romagna, pari a più di 285.000 individui, ha dichiarato di comprare solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto.

Non solo, sempre guardando alle abitudini di acquisto nella regione emerge che il 42% dei rispondenti compra ormai praticamente solo prodotti in offerta (percentuale più bassa rispetto al 46,9% rilevato a livello nazionale) e il 19% cambia ogni volta supermercato pur di inseguire gli sconti (25,8% a livello Italia).

E se il 16% degli intervistati emiliano-romagnoli ha dichiarato di aver smesso di acquistare prodotti di grandi marche, più di 1 su 10, pari a oltre 380.000 persone, ha dichiarato di aver iniziato a fare la spesa esclusivamente nei discount.

Non solo cibo

Gli aumenti hanno riguardato tutte le voci di spesa domestica e così le famiglie dell’Emilia-Romagna, per contenere i costi, sono intervenute anche su altri fronti; in alcuni casi si tratta di abitudini virtuose come, ad esempio, chiudere l’acqua quando ci si lava i denti (78%) o usare la lavatrice solo a pieno carico (83%), ma non mancano azioni meno scontate e che, in alcuni casi, diventano vere e proprie “manie da risparmio”.

Il 58%, ad esempio, ha detto di riutilizzare imballaggi in plastica e cartone come contenitori domestici, il 26% usa i fondi del caffè per concimare fiori e il 13% tiene le luci spente anche quando servirebbero.

Ma grazie a comportamenti virtuosi e manie, quanto sono riusciti a risparmiare gli emiliano-romagnoli? Circa 325 euro a famiglia, valore superiore alle media nazionale (300 euro).

Le spese familiari

Quali sono le voci di spesa che incidono di più sui budget delle famiglie dell’Emilia-Romagna? Non sorprende vedere che la bolletta del gas ha conquistato la maglia nera come spesa domestica meno amata nella regione (75%), seguita dalla bolletta elettrica (72%) e dall’assicurazione auto (53%).

E nonostante già molti emiliano-romagnoli siano riusciti ad abbattere, almeno in parte, i costi di Rc auto (35%), luce (28%), gas (27%) e Pay TV (24%), le bollette energetiche restano quelle su cui il maggior numero di famiglie vorrebbe risparmiare ulteriormente.

Per fortuna sempre più abitanti dell’Emilia-Romagna hanno imparato che per risparmiare non bisogna fare necessariamente rinunce, ma a volte basta scegliere il fornitore giusto, tanto è vero che poco meno della metà del campione intervistato (44%) ha dichiarato di confrontare regolarmente i prezzi di spese domestiche obbligatorie prima di scegliere il prodotto da acquistare.

Internet e i comparatori online (32%) sono risultati essere gli strumenti più usati per abbattere i costi delle principali voci di spesa familiare, ma sono ancora tanti coloro che riescono a risparmiare grazie al consiglio di amici/parenti (25%) e alle informazioni ascoltate in radio/tv (29%) o lette su quotidiani/periodici (29%).

* Indagine mUp Research - Norstat svolta tra il 17 e il 21 febbraio 2023 attraverso la somministrazione di n.1.403 interviste CAWI ad un campione stratificato di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerato.

Immagine © Minerva Studio

giovedì 16 marzo 2023

Mutui: in Emilia-Romagna richiesta media in calo del 4,4%

 


Nel secondo semestre del 2022 l’importo medio richiesto in Emilia-Romagna per un mutuo prima casa è sceso a 142.996 euro, valore in calo del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2021. Il dato arriva dall’analisi congiunta realizzata da Facile.it e Mutui.it che ha evidenziato come, per far fronte all’aumento dei tassi di interesse, pur di non rinunciare alla casa gli aspiranti mutuatari emiliano-romagnoli si siano orientati su importi più contenuti. Una tendenza confermata anche dai dati preliminari relativi al 2023, che vedono la domanda media scendere ulteriormente a 139.674 euro.

«La diminuzione graduale degli importi è strettamente legato all’aumento dei tassi di interesse», spiegano gli esperti di Facile.it. «In alcuni casi è l’aspirante mutuatario che prova ad alleggerire la rata mensile, in altri è la banca stessa che, per preservare il rapporto rata/reddito, è costretta a ridimensionare la richiesta».

Il calo dell’importo ha determinato una riduzione dell’LTV, ovvero il rapporto tra valore del mutuo e quello dell’immobile, che in dodici mesi passa dall’84% del secondo semestre 2021 all’80%.

Sono tanti i mutuatari che, avendo firmato negli scorsi anni un finanziamento a tasso variabile, per far fronte agli aumenti cercano nuove soluzioni e questo ha determinato una nuova impennata delle surroghe le quali, secondo l’analisi Facile.it, nei primi due mesi del 2023 hanno rappresentato il 16% del totale domande di finanziamento raccolte in Emilia-Romagna, valore più che raddoppiato (+114%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’andamento provinciale

Analizzando le richieste di mutuo prima casa raccolte nel secondo semestre 2022 su base locale, emergono differenze significative.

Rimini è la provincia dell’Emilia-Romagna dove è stato rilevato l’importo medio più alto (156.027 euro), seguita da Bologna (154.725 euro). Valori inferiori alla media regionale per Ravenna (142.193 euro), Modena (141.050 euro), Parma (138.691 euro) e, staccata di un soffio, Forlì-Cesena (138.005 euro). Chiudono la classifica Piacenza (132.181 euro) e Reggio Emilia (131.889 euro).

Dati interessanti emergono anche se si guarda al tipo di tasso cui vengono indicizzati i finanziamenti emiliano-romagnoli per l’acquisto della prima casa. Se a livello regionale il 64% delle domande totali presentate erano per un tasso variabile/variabile con cap, la tendenza a prediligere questa tipologia di tasso ha riguardato anche le singole province; la percentuale di finanziamenti variabili sul totale delle richieste arriva addirittura al 68% in provincia di Ravenna.

I tassi oggi

Ma quali sono le condizioni di mercato per chi oggi vuole sottoscrivere un mutuo prima casa? Di sicuro meno favorevoli rispetto al passato tanto che, secondo le simulazioni di Facile.it per un finanziamento medio**, i tassi fissi (Taeg) disponibili oggi online partono da circa 3,71% (era 1,64% dodici mesi fa), con una rata mensile superiore di oltre 120 euro rispetto allo scorso anno (ovvero 36mila euro in più di interessi se si considera l’intera durata del finanziamento).

Se si guarda, invece, al variabile, i tassi (Taeg) disponibili online partono da 3,52% (era 0,77% a marzo 2022), con una rata iniziale da 615 euro, circa 156 euro in più rispetto a solamente dodici mesi fa.

«Nella situazione attuale, caratterizzata da un aumento costante dei tassi, scegliere il mutuo “giusto” può essere un’operazione più complessa rispetto al passato», continuano da Facile.it «Non esiste, in assoluto, una soluzione migliore o peggiore in quanto ci sono diversi fattori che incidono sulla decisione finale, come la capacità reddituale, l’età, la propensione al rischio e le caratteristiche stesse dell’immobile oggetto di mutuo; proprio per questo, affidarsi a consulenti esperti che sappiano identificare la soluzione più adatta alle esigenze dell’aspirante mutuatario.».

 

* L’analisi è stata realizzata su un campione di quasi 52.000 richieste di mutuo raccolte in Emilia-Romagna tramite Facile.it e Mutui.it tra luglio 2021 e febbraio 2023.

** Le simulazioni sono state realizzate tenendo in considerazione i tassi disponibili su Facile.it in data 13 marzo 2023 e 21 marzo 2022 considerando un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%.

Immagine © PaeGAG

giovedì 2 febbraio 2023

Bollette: in Emilia-Romagna +108% per l’elettricità e +57% per il gas

 


A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Emilia-Romagna con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.393 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021 e 1.646 euro per il gas (+57%). Quest’ultimo dato fa guadagnare alla regione il secondo posto nella classifica delle aree d’Italia dove, lo scorso anno, si è speso di più per la bolletta del gas, preceduta solo dal Trentino-Alto Adige.

Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

«Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

L’andamento provinciale della bolletta elettrica

Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 gli abitanti dell’Emilia-Romagna hanno sborsato, mediamente, 3.038 euro a famiglia (rispetto ai 1.715 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Modena, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.009 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.466 euro; seguono Reggio Emilia (1.455 euro, 2.986 kWh), Parma (1.448 euro, 2.971 kWh) e Piacenza, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.443 euro per un consumo medio rilevato di 2.961 kWh.

Continuando a scorrere la graduatoria dell’Emilia-Romagna troviamo Ravenna (1.422 euro, 2.918 kWh), Ferrara (1.396 euro, 2.866 kWh) e Forlì-Cesena (1.371 euro, 2.813 kWh). Chiudono la classifica Rimini (1.350 euro, 2.770 kWh) e Bologna, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.692 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.312 euro).

L’andamento provinciale della bolletta gas

Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care dell’Emilia-Romagna si posiziona Ferrara, dove il consumo medio a famiglia è stato di 1.416 smc per un costo complessivo di 1.811 euro. Seguono Parma (1.748 euro, 1.367 smc), Reggio Emilia (1.721 euro, 1.346 smc), Modena (1.682 euro, 1.315 smc) e Piacenza, dove il costo della bolletta del gas è stato di 1.649 euro (1.289 smc)

Valori inferiori alla media regionale per Ravenna (1.600 euro, 1.251 smc), Rimini (1.596 euro, 1.248 smc) e Bologna, provincia dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente 1.556 euro (1.217 smc). Chiude la classifica Forlì-Cesena, dove sono stati messi a budget per il gas 1.531 euro (1.197 smc).

*L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 2.859 kWh e 1.287 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

Immagine © Cristian Storto

martedì 3 gennaio 2023

Rc auto: in Emilia-Romagna aumenti in arrivo per oltre 62.500 automobilisti

 


Il 2023 si apre con una brutta notizia per più di 62.500 automobilisti emiliano-romagnoli; secondo l’osservatorio di Facile.it – realizzato su un campione di oltre 54mila preventivi raccolti in Emilia-Romagna su Facile.it a dicembre 2022 - tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Emilia-Romagna occorrevano, in media, 412,41 euro, vale a dire l’8,8% in più rispetto a dicembre 2021.

«Ad incidere sulla tendenza al rialzo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «sono diversi fattori; da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri. In un contesto di rincari, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato potrebbe essere una soluzione per risparmiare e contrastare eventuali aumenti futuri.».

Rincari e morosità

I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

L’andamento provinciale

A livello regionale il 2,49% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta leggermente più bassa rispetto a quella nazionale (2,51%).

Analizzando il campione su base provinciale emerge che Rimini è la provincia emiliano-romagnola che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (3,02%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria le province di Bologna (2,77%) e Modena, area dove il 2,49% degli assicurati vedrà peggiorare la propria classe di merito.

Valori inferiori alla media regionale, invece, per Ravenna (2,44%), Parma (2,41%), Piacenza (2,39%) e Ferrara (2,18%). Chiudono la classifica Reggio Emilia (2,08%) e Forlì-Cesena, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (2,03%).

Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

Ma qual è l’identikit degli automobilisti dell’Emilia-Romagna che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,81% del campione femminile ed il 2,31% di quello maschile.  

Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che i pensionati sono risultati essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,44%) che farà scattare un aumento della polizza. Seguono, a breve distanza, gli imprenditori (3,43%) e gli insegnanti (3,41%). Di contro, sono le casalinghe coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (1,86%).

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 952.155 preventivi effettuati in Emilia-Romagna dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2021 e il 31 dicembre 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Nota metodologica: Indagine mUp Research - Norstat svolta tra il 16 ed il 19 settembre 2022 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

 

Immagine © Paolese

 


venerdì 24 settembre 2021

Bollette: in Emilia-Romagna si è speso il 15,7% in più della media nazionale

 


Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

In Emilia-Romagna, secondo l’analisi di Facile.it,, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 503 euro, vale a dire il 7,7% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata relativamente meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i residenti hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 931 euro. Nonostante questo, però, la bolletta del gas risulta essere la seconda più alta d’Italia.

Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie dell’Emilia-Romagna hanno messo a budget 1.434 euro, vale a dire il 15,7% in più rispetto alla media nazionale; il dato fa guadagnare alla regione la maglia nera d’Italia per quanto riguarda il costo delle bollette. E il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell'anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

«Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

L’andamento regionale della bolletta elettrica

Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l'uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

L’andamento regionale della bolletta gas

Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l'anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

 

*L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per l’Emilia-Romagna: 2.813 kWh e 1.264 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

*La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza 3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.