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giovedì 21 gennaio 2021

3 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per difficoltà economiche causate da Covid e lockdown

 


Sono ben 3 milioni gli italiani che, tra marzo e dicembre 2020, a causa di difficoltà economiche sopraggiunte per pandemia e lockdown hanno dovuto rinunciare a cure mediche; questo è uno dei numeri emersi dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione nazionale rappresentativo della popolazione adulta*, ma non è l’unico che racconta l’influenza del Covid sulla cura della salute dei nostri connazionali.

Continuando a scorrere l’analisi si scopre che 32,8 milioni di italiani si sono visti rimandare, se non addirittura annullare, visite, esami o operazioni in programma nel 2020; nello specifico, circa 27,9 milioni di italiani, vale a dire il 73,6% di coloro che avevano in programma un appuntamento presso una struttura sanitaria, hanno subito uno o più rinvii, mentre 13 milioni di cittadini, pari a più di un paziente su tre (34,3%), hanno dovuto fare i conti con l’annullamento.

L’impatto del coronavirus sul sistema sanitario

Come detto, gran parte della popolazione adulta a causa dell’emergenza sanitaria ha dovuto fare i conti con disservizi che, dati alla mano, hanno riguardato praticamente tutte le specialità; ma se il triste primato spetta, in percentuale, a gastroenterologia e urologia (rispettivamente con l’81,2% e il 75% di pazienti che hanno subito ritardi o annullamenti su visite, esami od operazioni già programmate), anche patologie molto gravi non sono state esenti da questo fenomeno e, ad esempio, hanno subito ritardi o annullamenti il 61,1% dei pazienti cardiologici ed il 47,2% di quelli oncologici.

Mediamente il rinvio è stato di quasi due mesi (53 giorni), ma il dato ancor più preoccupante è che nel 68% dei casi l’appuntamento è stato rimandato sine die. Per alcune specialità, però, i giorni di rinvio sono stati ben più lunghi; nel caso dell’oncologia, ad esempio, lo slittamento medio è stato di 63 giorni, per la cardiologia di 72 giorni e addirittura 81 giorni per la ginecologia.

Aumenta il ricorso alla sanità privata

La pandemia ha messo sotto stress tutte le strutture sanitarie, ma in particolar modo quelle pubbliche; fra coloro cui è stato rinviato o annullato un appuntamento già programmato, nel 54,7% dei casi questo si sarebbe dovuto svolgere in struttura pubblica, nel 45,3% in una privata.

Fra chi ha subito un rinvio o un annullamento, il 30,2% degli intervistati ha poi scelto di svolgere il controllo in struttura privata, il 31% in struttura pubblica, ma soprattutto, per il 38,8% l’esame è stato annullato senza alcuna riprogrammazione.

Questa situazione ha spinto molti italiani ad abbandonare la sanità pubblica in favore di quella privata: secondo l’indagine circa 7 milioni di cittadini, a seguito del rinvio o annullamento, hanno scelto di spostare da una struttura pubblica ad una privata una o più visite.

Quando si chiede la ragione del ricorso al privato si scopre che il 18,9% dei pazienti lo hanno fatto per paura che la loro patologia peggiorasse, il 12,6% perché avevano un’assicurazione che ne copriva i costi.

Chi si è rivolto ad una struttura privata ha dichiarato di aver speso, in media, 292 euro per singola visita, esame o operazione.

Per far fronte ai costi legati alla sanità privata, il 73,2% ha pagato usando i propri risparmi, mentre il 16,6% ha fatto ricorso ad un’assicurazione sanitaria; interessante notare, invece, come circa 2,2 milioni di pazienti (pari al 9,1% di chi è ricorso alla sanità privata) abbiano dovuto chiedere un prestito ad amici, familiari o finanziarie. La soluzione del prestito è più frequente tra i rispondenti residenti al Sud e nelle Isole, dove la percentuale arriva all’11,9%.

Prestiti per le cure mediche

Il ricorso ad una società di credito per far fronte alle spese mediche è stato analizzato anche dall’osservatorio di Facile.it e Prestiti.it; dall’esame di oltre 125mila domande di finanziamento* è emerso che, nel 2020, l’importo medio dei prestiti personali richiesti per questa motivazione è stato pari a 6.145 euro, da restituire in 53 rate (circa 4 anni e mezzo).

Il profilo tipo di chi ha presentato domanda è quello, in media, di una persona di 46 anni, valore elevato se confrontato con il totale prestiti, per i quali l’età media del richiedente è pari a 42 anni. Interessante notare, inoltre, come nel 39% dei casi a presentare domanda di prestito per spese mediche sia stata una donna; anche in questo caso la percentuale è più alta rispetto al totale prestiti, dove il campione femminile rappresenta solo il 25%.

Rinunce “spontanee”

Oltre ai disservizi, vi è una fetta importante della popolazione italiana che nel 2020 ha scelto di propria iniziativa di rinunciare a prenotare o effettuare una o più visite, esami specialistici od operazioni; secondo l’indagine sono 68,6% degli italiani, pari a circa 30 milioni di individui.

Perché milioni di italiani hanno rinunciato ad una o più cure? Nel 71,3% dei casi lo hanno fatto per paura di contrarre il Covid recandosi in una struttura medica, nel 19,7% perché scoraggiati dai lunghissimi tempi di attesa.

Come detto prima, però, sono tantissimi coloro che hanno rinunciato per ragioni economiche e cioè il 20,9% del campione intervistato e, tra questi, per circa 3 milioni di individui le difficoltà sono sopraggiunte a causa di pandemia e lockdown.



*Nota metodologica indagine mUp Research: n.1.005 interviste CAWI realizzate a gennaio 2021 su un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

 

L’analisi di Facile.it e Prestiti.it è stata realizzata su un campione di oltre 125.000 domande di prestito personale raccolte tramite i due portali da gennaio 2020 a dicembre 2020.

lunedì 9 novembre 2020

Rc auto: con il Covid tariffe in calo del 10,5%

 


Quali sono gli effetti del Covid sul costo delle assicurazioni auto in Italia? Secondo l’osservatorio RC auto di Facile.it la pandemia ha avuto un impatto significativo sul prezzo delle polizze tanto che, ad ottobre 2020, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano in media 492,03 euro, valore in calo del 10,51% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Il dato emerge dall’analisi di oltre 7.700.000 preventivi raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

«La pandemia ha inciso significativamente sul costo dell’RC auto», ha spiegato Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «A marzo e aprile i premi medi sono crollati a seguito del blocco della circolazione, del calo di immatricolazioni di nuove auto e di tariffe molto più competitive offerte dalle compagnie assicurative online. Nonostante un leggero aumento rilevato tra maggio e giugno, legato alla ripresa di circolazione e immatricolazioni, i premi medi sono tornati a scendere da luglio, grazie al miglioramento delle tariffe offerte delle compagnie assicurative che, soprattutto online, hanno scelto di ridurre i prezzi offerti ai clienti in virtù del risparmio ottenuto nel 2020 a seguito del calo complessivo dei sinistri stradali».

L’impatto delle nuove restrizioni

Quale potrebbe essere l’andamento dei premi RC auto nei prossimi mesi alla luce delle nuove limitazioni alla mobilità introdotte dal Governo? «Sebbene sia difficile fare previsioni sull’andamento del prezzo dell’RC auto», ha dichiarato Palano «è bastato un solo giorno dall’entrata in vigore del nuovo DPCM per rilevare un crollo nelle richieste di assicurazioni, in particolare quelle destinate a nuove immatricolazioni, soprattutto per quanto riguarda le regioni inserite nella fascia rossa».

Facile.it ha evidenziato come venerdì 6 novembre, primo giorno dell’entrata in vigore delle nuove regole di chiusura, le richieste di RC auto siano diminuite, a livello nazionale, del 4% rispetto allo scorso anno, con un crollo importante localizzato soprattutto nelle regioni rosse, dove la diminuzione è stata del 9%, con un picco del -10% in Lombardia.

Ancor più significativo è il calo delle richieste per assicurare veicoli nuovi; in questo caso, nel primo giorno di lockdown a zone, si osserva un -22% nelle regioni rosse (Lombardia in testa con -27%); situazione ben diversa nelle aree inserite in fascia gialla, dove invece la richiesta di preventivi per assicurare auto nuove è aumentata del 6%.

«Visti questi cali tariffari così importanti» - ha concluso Palano - «è importante che i consumatori cerchino di approfittarne, confrontando le molte offerte presenti sul mercato per beneficiare di prezzi oggi ai minimi storici e garantendosi un risparmio importante, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando»


 

 


* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 7.775.785 preventivi effettuati in Italia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 ottobre 2019 e il 31 ottobre 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

martedì 1 settembre 2020

Lockdown: una famiglia su due ha risparmiato, in media, 480 euro

 


I mesi di lockdown sono stati l’occasione per mettere mano alle spese domestiche e fare ordine tra i conti di casa; questo quanto emerge dall’indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat* che, interrogando un campione rappresentativo della popolazione nazionale, hanno evidenziato come quasi 1 famiglia su 2 (48,2%), pari a 21 milioni di nuclei, abbia dichiarato di essere riuscita a risparmiare tra marzo e giugno, in media, 480 euro su alcune delle principali voci di spesa familiare (utenze, assicurazioni e prodotti finanziari).

Dove gli italiani sono riusciti a risparmiare

Su quali voci di spesa sono riusciti a risparmiare maggiormente gli italiani da marzo a giugno 2020? Ad essere stati ridotti con maggior frequenza (14,4% del campione intervistato) sono i costi sostenuti per l’RC auto e la bolletta della telefonia mobile; il 10,2%, pari a 4.500.000 famiglie, ha dichiarato di aver ridotto la bolletta elettrica, mentre il 9,2% dei rispondenti quella del gas.

A determinare questi risparmi sono state diverse cause, sostengono gli esperti di Facile.it; in alcuni casi, come per l’RC auto e moto, ha influito notevolmente la riduzione delle tariffe applicate dalle compagnie, in altri, come per le utenze elettriche, ha inciso la diminuzione del costo delle materie prime, mentre in altri ancora, invece, il risparmio è stato determinato da un atteggiamento più attivo dell’utente che, con maggior tempo a disposizione, ha potuto confrontare le varie offerte presenti sul mercato trovando quella più adatta alle sue necessità.

Sorprende, invece, vedere che molti, il 9,1% dei rispondenti, hanno dichiarato di aver risparmiato sulla carta di credito.

Chi ha risparmiato e chi no

Se, a livello nazionale, il 48,2% degli intervistati ha dichiarato di essere riuscito a risparmiare riducendo le spese di casa, la percentuale varia su base territoriale raggiungendo il valore più alto tra le famiglie residenti nelle regioni del Centro Italia (52,8%).

Guardano a coloro che hanno ridotto le spese, come detto, il risparmio medio conseguito è stato pari a 480 euro; va detto, però, che il 64% dei rispondenti è riuscito a risparmiare meno di 300 euro, mentre il 18% tra 300 e 500 euro.

Sono invece 22.700.000 le famiglie che hanno dichiarato di non essere riuscite a risparmiare; a livello territoriale, la percentuale di chi non ha risparmiato è più alta tra i rispondenti residenti nelle regioni del Nord Ovest (55,7%), al Sud e nelle Isole (51,7%).

Le spese domestiche più pesanti

Ma quali sono le spese domestiche che pesano maggiormente, almeno psicologicamente, sul budget delle famiglie italiane? Il 61,1% dei rispondenti ha indicato l’RC auto; nonostante molti siano riusciti negli scorsi mesi a ridurre questa spesa, l’assicurazione rimane ancora una delle voci di costo meno amate dagli italiani e, non a caso, una di quelle sulle quali la maggior parte dei rispondenti vorrebbe risparmiare.

Tra i costi domestici meno amate ci sono anche la bolletta della luce (59,6%) e quella del gas (52%), la telefonia fissa (30,5%) e quella mobile (24,7%). Il mutuo è ritenuto come la spesa più pesante dal 28,9% dei rispondenti; va detto che sulla percentuale, a ben guardare non altissima, incide il fatto che non tutte le famiglie debbano far fronte a questo costo.

 

Le spese che vorremmo ridurre

Durante i mesi di lockdown è evidente come le famiglie abbiano acquisito una maggiore consapevolezza delle spese di casa e come, sovente, abbiano in qualche modo “compreso” meglio i relativi costi. Se si confrontano i dati della rilevazione di luglio con quelli della medesima rilevazione condotta a gennaio 2020, in epoca precedente alla pandemia, la classifica delle spese sulle quali gli italiani vorrebbero maggiormente risparmiare è sostanzialmente invariata, ma le percentuali sono tutte in calo. La volontà di risparmio, ad esempio, è passata dal 64% al 61% per le bollette della luce, dal 60% al 57% per l’RC auto e dal 59% al 51% per la bolletta del gas.

Unico valore in lieve aumento è quello relativo alle tariffe internet casa, voce di spesa sulla quale vogliono risparmiare il 35% dei rispondenti; erano il 34% a gennaio 2020. Costretti da smart working e didattica a distanza ad usare di più questo servizio abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza del suo costo e, con ogni probabilità, della possibilità di trovare un’offerta migliore rispetto a quella che avevamo.

 


* Metodologia: n. 1.009 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 13 e il 15 luglio 2020.

lunedì 1 giugno 2020

I primi desideri dopo il lockdown: amici fuori regione e cinema



Dal 3 giugno potremo tornare a viaggiare anche fuori dai confini regionali e, in qualche modo, avremo più libertà. Ma chi vogliamo rivedere per primi e, anche, dove abbiamo intenzione di andare ora che le regole sono meno ferree? La risposta arriva dall’indagine realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta*, più di 35.000.000 di italiani non vedono l’ora di rivedere gli amici (80,4%) e, escludendo parrucchiere e ristorante, de facto già frequentabili, la maggior parte degli “ex” rinchiusi non vede l’ora di andare al cinema (13.000.000 di individui pari al 29,7% del campione).
Chi vogliamo rincontrare
Le cronache di questi ultimi mesi sono state affollate da storie di famiglie e rapporti interrotti perché separati dagli invalicabili confini regionali; ma adesso che questi limiti stanno per essere abbattuti, quale sarà la prima visita che faranno gli italiani? Secondo i risultati del sondaggio condotto da mUp research e Norstat per Facile.it, la risposta è netta: oltre 8 italiani su 10 (80,4%) andranno subito a trovare gli amici.
Sarà perché gli amici te li scegli e i parenti…te li trovi, ma i primi doppiano i secondi nelle preferenze; a voler andare a trovare i parenti fuori regione sono, infatti, solo il 39,8% dei rispondenti.
Forse per una sorta di bisogno di normalità o, anche, perché sul lavoro nascono belle relazioni, il 16,4% dei rispondenti (addirittura 20,2% se si guarda al solo campione maschile) ha dichiarato di aver nostalgia dei propri colleghi.
Solo l’11,1%, invece, non vede l’ora di ricongiungersi con il partner o il coniuge che vive fuori regione.
Dove vogliamo tornare
La seconda domanda posta ai rispondenti era relativa a quale fosse non la persona, bensì il luogo “proibito” durante la quarantena in cui non vedevano l’ora di tornare.
Escludendo tanto parrucchieri ed estetisti quanto ristoranti, da qualche giorno nuovamente frequentabili, e che avevano ottenuto percentuali altissime (rispettivamente 55,4% e 47,1%; per i parrucchieri e gli estetisti con addirittura il 66,3% nel sotto campione femminile), il primo posto dove gli italiani hanno gran voglia di rimettere piede è il cinema. Hanno indicato questa opzione, come detto in precedenza, il 29,7% dei rispondenti.
Sono appena meno del 20% (19%) gli intervistati che hanno molta voglia di riprendere a frequentare i propri luoghi di culto e quelli che non vedono l’ora di riprendere in mano le valigie per viaggiare all’estero (18,2%, addirittura il 23,4% fra i residenti del Nord Est ed il 26,6% tra i rispondenti con età compresa tra i 25 ed i 34 anni).
È ancora la voglia di cultura a guidare la scelta del 16,2% dei rispondenti che vorrebbe tornare a visitare una mostra, mentre il 15,8% desidera fare un bel tuffo in piscina ed il 14,9% riprendere a frequentare la sua palestra abituale.
Sono molti, 14,7% del campione, anche gli italiani che sognano di poter presto assistere ad un concerto e, anche se questo può sorprendere, il 12,9% dei rispondenti… non vede l’ora di tornare alla sua scrivania in ufficio.
Tra gli altri luoghi oggi ancora inaccessibili, ma che tanti italiani hanno voglia di riprendere a frequentare troviamo i teatri (10,1%), gli stadi (7,5%) e le discoteche (4,2%).



*Metodologia: n. 505 interviste CAWI ad un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 16 e il 17 maggio 2020

venerdì 8 maggio 2020

RC auto: ad aprile crollo record dei premi nelle Marche (-18,54%). Prezzi mai così bassi, ma risaliranno



Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti marchigiani dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati nelle Marche hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (-7,62% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -18,54% rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è ancor più rilevante se si considera che la riduzione nazionale è stata pari al 15,04%.
In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote nelle Marche occorrevano, in media, 415,22 euro, vale a dire ben 94 euro in meno rispetto ad aprile 2019.
Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 182.000 preventivi effettuati nelle Marche attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.
«Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».
Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.
Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.
L’andamento provinciale
Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it nelle Marche ad aprile 2020 è il terzo più importante rilevato a livello nazionale, con una diminuzione a doppia cifra in tutte le aree della regione.
La provincia marchigiana che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Macerata dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 21,97% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 421,75 euro.
Segue nella graduatoria regionale la provincia di Ascoli Piceno, dove ad aprile 2020 la diminuzione è stata del 18,72% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 387,29 euro; questa è risultata essere l’area marchigiana dove, ad aprile 2020, assicurare un veicolo a quattro ruote costava meno.
Diminuzioni inferiori alla media regionale, ma comunque superiori a quella nazionale, per le province di Ancona (-17,61%, premio medio pari a 425,55 euro, il più alto registrato nella regione) e Fermo, che, con un calo del 17,53% e un premio medio stabilizzatosi a 407,67 euro.
Chiude la graduatoria marchigiana la provincia di Pesaro e Urbino, dove il premio medio è diminuito del 16,92% stabilizzandosi a 410,99 euro.


* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 182.049 preventivi effettuati nelle Marche su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

giovedì 7 maggio 2020

RC auto: ad aprile crollo record dei premi in Toscana (-20,98%). Prezzi mai così bassi, ma risaliranno



Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti toscani dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati in Toscana hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (-11,75% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -20,98% rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è ancor più rilevante se si considera che la riduzione nazionale è stata pari al 15,04%.
In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Toscana occorrevano, in media, 493,79 euro, vale a dire ben 131 euro in meno rispetto ad aprile 2019.
Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 490.000 preventivi effettuati in Toscana attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.
«Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».
Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.
Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.
L’andamento provinciale
Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Toscana ad aprile 2020 è il più importante rilevato a livello nazionale, con una diminuzione a doppia cifra in tutte le aree della regione.
La provincia toscana che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Prato dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 24,74% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 684,76 euro; sebbene il valore sia ancora il più alto della regione (il 39% in più rispetto alla media toscana), si tratta comunque di una vera e propria boccata di ossigeno per gli automobilisti pratesi.
Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Massa-Carrara, dove ad aprile 2020 la diminuzione è stata del 23,48% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 559,49 euro e quella di Livorno, dove il calo è stato del 21,35%, con un premio medio fermo a 445,60 euro.
Diminuzioni in linea con la media regionale per le province di Firenze (-20,84%, premio medio pari a 487,27 euro), Lucca, dove il prezzo è calato del 20,78% stabilizzandosi a 487,41 euro e Grosseto, che con un calo del 20,75% e un valore medio RC auto pari a 366,56 euro è risultata essere l’area toscana dove, ad aprile 2020, assicurare un veicolo a quattro ruote costava meno.
Cali inferiori rispetto alla media regionale, ma comunque superiori a quella nazionale, per le province di Pisa (484,60 euro, in calo del 19,15%) e di Pistoia (574,44 euro, -19,02%). Chiudono la graduatoria toscana la provincia di Arezzo, dove il premio medio è diminuito “solo” del 15,57% stabilizzandosi a 410,37 euro e quella di Siena, dove la diminuzione ad aprile 2020 è stata del 14,04%, unica inferiore alla media nazionale; gli automobilisti senesi possono però consolarsi con uno dei premi medi più bassi della regione (380,80 euro).


* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 493.206 preventivi effettuati in Toscana su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

RC auto: ad aprile crollo record dei premi in Liguria (-18,69%). Prezzi mai così bassi, ma risaliranno



Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti liguri dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati in Liguria hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (-9,62% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -18,69% rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è ancor più rilevante se si considera che la riduzione nazionale è stata pari al 15,04%.
In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Liguria occorrevano, in media, 465,22 euro, vale a dire ben 107 euro in meno rispetto ad aprile 2019.
Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 151.600 preventivi effettuati in Liguria attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.
«Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».
Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.
Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.
L’andamento provinciale
Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Liguria ad aprile 2020 è il secondo più importante rilevato a livello nazionale, con una diminuzione a doppia cifra in tutte le aree della regione.
La provincia ligure che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Imperia dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 25,18% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 389,11 euro.
Segue nella graduatoria regionale la provincia di La Spezia, che seppur con una diminuzione del 19,87% su base annua e con un premio medio stabilizzatosi a 493,50, è risultata essere l’area ligure dove, ad aprile 2020, assicurare un veicolo a quattro ruote costava di più.
Diminuzioni al di sotto della media regionale, ma comunque superiori a quella nazionale, per le province di Savona (-17,44%, premio medio pari a 388,91 euro, il più basso rilevato nella regione) e Genova, che registra un calo del 17,41% e un valore medio RC auto pari a 487,48 euro.


* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 151.681 preventivi effettuati in Liguria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate