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martedì 28 maggio 2019

RC Auto: nel Lazio premi in calo del 3,6% nei primi 4 mesi




Buone notizie per gli automobilisti laziali; secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it nel corso dei primi 4 mesi del 2019 il premio medio nel Lazio è diminuito tanto che, ad aprile 2019, per assicurare un’auto nella regione servivano, in media, 551,81 euro, il 3,6% in meno rispetto a gennaio 2019.
Il calo delle tariffe laziali è ancor più significativo se si considera che è stato superiore a quello registrato a livello nazionale (-2,1%); nonostante questo, però, ad aprile 2019, per assicurare un veicolo nella regione occorreva, mediamente, l’1,1% in più rispetto alla media italiana (545,86 euro).
Il dato emerge dall’analisi di oltre 1,4 milioni di preventivi raccolti da Facile.it nella regione nel corso dell’ultimo anno e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.
Confrontando il costo medio dell’RC auto rilevato ad aprile 2019 con quello di gennaio 2019 emerge i costi medi sono diminuiti in tutte le province laziali, seppur in misura differente.
L’andamento provinciale
Nella regione, il calo delle tariffe più consistente è stato registrato in provincia di Latina, area dove, nel periodo analizzato, il premio medio è diminuito del 4,6%. Nonostante questo, la provincia resta di gran lunga la più cara del Lazio in termini di RC auto tanto che, ad aprile 2019, per assicurare un veicolo agli automobilisti latinesi occorrevano, in media, 652,1 euro, vale a dire il 18% in più rispetto alla media regionale e, addirittura, il 19% in più se confrontato con quella nazionale.
Tariffe in calo anche nella provincia di Rieti; in questo caso, la diminuzione del premio medio è stata pari al -4,2% e, ad aprile 2019, per assicurare un veicolo in quest’area occorrevano, in media, 520,28 euro, vale a dire il 6% in meno rispetto alla media regionale.
La provincia di Viterbo ha registrato un andamento analogo a quello regionale, con un calo delle tariffe media pari al -3,6%. La provincia conquista così un primato: è l’area della regione dove assicurare un veicolo a quattro ruote costa meno; ad aprile 2019 occorrevano, in media, 459,85 euro, vale a dire il 17% in meno rispetto alla media laziale.
Tariffe in calo, seppur in misura minore rispetto alla media regionale, per la provincia di Roma, dove il premio medio è diminuito del 3,5%. Questo significa che, ad aprile 2019, per assicurare un veicolo nella provincia occorrevano, mediamente, 552,4 euro, vale a dire l’1,20% in più rispetto alla media nazionale.
Il calo più contenuto del Lazio è stato invece registrato nella provincia di Frosinone, dove la diminuzione delle tariffe è stata pari al -1,8%. Nonostante ciò, l’area rimane tra le meno costose della regione: ad aprile 2019, per assicurare un veicolo gli automobilisti frusinati hanno speso, in media, 476,76 euro, vale a dire il 14% in meno rispetto alla media laziale.
Le garanzie accessorie
Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge che nel Lazio, tra coloro che hanno inserito una garanzia in fase di preventivo, la più richiesta risulta essere l’assistenza stradale (43%); seguono la copertura infortuni conducente (18%) e la garanzia furto incendio (17%).

 *L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.525.176 preventivi effettuati nel Lazio dai suoi utenti tra il 1 aprile 2018 e il 31 aprile 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Bollette luce e gas: ogni anno 120.000 morosi tentano invano di cambiare fornitore



Secondo le stime di Facile.it, nel 2018 sono stati più di 120.000 gli italiani che, dopo aver saltato il pagamento di una o più bollette luce e gas, hanno cercato di cambiare fornitore di energia. Il dato arriva dall’analisi realizzata dal comparatore su un campione di oltre 20.000 contratti di cambio fornitura raccolti nel 2018, dai quali è emerso come il 2,8% delle richieste sia stato respinto dal nuovo venditore proprio a causa di una pregressa morosità del richiedente.
«Le società del settore energia hanno la facoltà di rifiutare la richiesta di stipula non solo qualora a seguito della consultazione di apposite banche dati il profilo del cliente sia giudicato non sufficientemente affidabile o moroso,», spiega Silvia Rossi, responsabile energia di Facile.it. «ma anche se ritengono che il cliente abbia presentato nel corso dei dodici mesi precedenti un numero elevato di richieste di cambio fornitore».
Tra i 120.000 che hanno cercato di cambiare fornitore pur avendo bollette arretrate, esistono sostanzialmente due tipi di profilo; da un lato i cosiddetti turisti energetici, ovvero coloro che volontariamente passano da un operatore all’altro senza pagare le bollette; dall’altro coloro che, trovandosi in difficoltà, non hanno potuto onorare i debiti legati ai consumi di luce e gas, ma anche se oggi si trovano in condizioni migliori, vedono la richiesta bocciata dal nuovo fornitore per la morosità pregressa.
Per loro quindi si chiude definitivamente la possibilità di ottenere un nuovo contratto? No, ma a patto di saldare i debiti precedenti e che il nuovo operatore sia disposto ad accollarsi il rischio di un’eventuale ulteriore morosità.
Identikit dei morosi in cerca di un nuovo fornitore
Dall’analisi del fenomeno su base locale emergono dei dati interessati. La Calabria è la regione con la percentuale più alta di morosi cui è stato negato il contratto; in quest’area, tra coloro che hanno cercato di cambiare fornitore di energia lo scorso anno, l’8,9% ha visto respinta la domanda di fornitura a causa di una morosità pregressa. Seconda in classifica è la Sicilia, regione dove lo scorso anno il 7,4% di coloro che hanno cercato di cambiare fornitore hanno ricevuto un NO a causa di bollette non pagate; al terzo posto si posizione la Campania (4%).
I valori cambiano sensibilmente al variare dell’età dell’intestatario del contratto e, in questo caso, gli utenti potenzialmente meno “corretti” sembrano essere i più giovani. Analizzando il comportamento degli over 40 emerge che, tra loro, solo l’1,7% ha visto rifiutata la richiesta a causa di morosità, mentre tra chi ha meno di 40 anni la percentuale sale fino ad arrivare a quasi al 5%.
Altro dato significativo è quello legato alla modalità di pagamento; se si guarda a coloro che hanno scelto il pagamento tramite bollettino si scopre che il 3,3% ha ricevuto un NO da parte del nuovo fornitore causa morosità mentre tra coloro che hanno scelto l’addebito su conto corrente, la percentuale scende all’1,4%.
I “furbetti" potrebbero avere le gambe corte
Attraverso il SII (Sistema Informativo Integrato), il fornitore uscente ha la possibilità di presentare domanda di indennizzo per il recupero di quanto non pagato dal cliente. Il SII valuta la legittimità della richiesta e il rispetto di alcuni precisi criteri da parte del venditore; qualora l’esito della valutazione fosse positivo, l’indennizzo forfettario verrà inserito dal nuovo fornitore nella bolletta del cliente moroso.
Attenzione alle tempistiche; il Cmor non viene inserito nella prima bolletta del nuovo fornitore, ma in un periodo variabile tra i 6 e i 12 mesi, arco temporale stabilito per legge così da lasciare ai clienti la possibilità di saldare l’eventuale debito.

Cinture di sicurezza posteriori: più di 1 italiano su 2 non le usa



L’uso obbligatorio delle cinture di sicurezza nei sedili posteriori dell’auto è sancito dall’articolo 172 del codice della strada; nonostante questo, sono ancora molti gli italiani che trasgrediscono la norma; più di 1 su 2 (55,9%), vale a dire 24,5 milioni di persone. È questo il dato allarmante emerso dall’indagine commissionata da Facile.it e realizzata da mUp Research in collaborazione con Norstat su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta.
Se è vero che i cittadini sembrano essere generalmente poco disciplinati quando viaggiano sui sedili posteriori dell’auto, è altrettanto vero che, se ci si sposta nei sedili anteriori, il quadro cambia radicalmente e, in questo caso, più di 9 rispondenti su 10 dichiarano di utilizzare sempre le cinture di sicurezza.
Le cinture posteriori: chi le usa e chi no
Guardando alle differenze territoriali, emerge che l’utilizzo delle cinture di sicurezza nei sedili posteriori è più basso nelle regioni del Sud Italia e nelle Isole, dove ben il 65,3% dei rispondenti dichiara di non allacciarle La percentuale è sensibilmente distante da quella rilevata nelle aree del Nord Est, dove, unico caso nella Penisola, chi dichiara di usare le cinture sui sedili posteriori è parte di un campione nettamente superiore rispetto a quello di chi ammette di non farlo (60,2% vs 39,8%).
Significative le diverse abitudini rilevate in base all’età; la buona notizia è che, guardando questa volta a chi dichiara di usare le cinture posteriori, i giovani risultano essere molto più bravi degli adulti; le allacciano il 49,5% dei ragazzi con età fra i 18 e i 24 anni, mentre la percentuale crolla al 42,6% nella fascia 35-50 anni.
Se si guarda al sesso, invece, emerge che gli uomini sono i più virtuosi sui sedili posteriori; il 46,4% del campione maschile dichiara di allacciare le cinture quando viaggiano dietro, mentre tra le donne la percentuale scende al 41,9%.
La cinture al volante: 9 su 10 le usano
La buona notizia è che, almeno quando si è seduti nei sedili anteriori, gli italiani sembrano aver capito l’importanza di allacciare le cinture tanto che, secondo i risultati dell’indagine commissionata da Facile.it, più di 9 rispondenti su 10 dichiarano di utilizzarle.
Non mancano anche in questo caso le differenze socio-demografiche; quando si è alla guida, se è vero che a livello nazionale la percentuale di chi usa la cintura è sempre molto alta (97,1%), è altrettanto vero che va notata la grande differenza con le aree del Sud ed Isole dove la percentuale di chi usa le cinture (95,4%) risulta inferiore di quasi 2 punti percentuali rispetto alla media nazionale e addirittura 3 punti se messa in relazione con quello del Nord Est (98,3%).
Anche al volante gli uomini sono risultati più inclini all’uso delle cinture rispetto alle donne (97,7% vs al 96,6% del campione femminile).
Il quadro rimane sostanzialmente invariato se dal posto di guida ci si sposta nel sedile passeggero dove, a livello complessivo, il 96,5% dichiara di utilizzare le cinture di sicurezza.
Cinture posteriori: obbligatorie o no?
L’indagine ha voluto sondare anche il grado di conoscenza degli italiani rispetto all’obbligatorietà delle cinture di sicurezza posteriori. Il dato che sorprende è che, più di un italiano su quattro ritiene che l’uso delle cinture posteriori non sia obbligatorio o, comunque, dichiara di non sapere se lo sia (28,8%).
Il dato sale fino al 33% nel solo campione femminile e al 35,4% fra i più giovani, che sono anche quelli in assoluto più certi della non obbligatorietà.
Osservando i valori su base geografica, emerge che la percentuale di chi non sa o è convinto le cinture posteriori non siano obbligatorie schizza fino al 36,3% nel Meridione (contro il 17,6% registrato nel Nord Est).
Incrociando questi dati con quelli relativi all’uso delle cinture posteriori emerge un elemento che fa riflettere; sebbene il 71% dei rispondenti dichiari di essere consapevole dell’obbligatorietà delle cinture posteriori, all’atto pratico solo 4 su 10 le allacciano.
Significativa la percentuale di italiani ancora scettici circa l’utilità di questi dispositivi di sicurezza; alla domanda “pensa sia utile usare le cinture di sicurezza posteriori?” 1 rispondente su 5 ha dichiarato di non sapere o di ritenerle non utili.
Il 79,6% degli intervistati dichiara invece di ritenere utili le cinture posteriori; lo affermano soprattutto gli uomini (81,3% vs 78% del campione femminile); gli italiani con età compresa fra i 51 ed i 65 anni (79,7%) ed i residenti nel Nord Est (87,9%). Ancora una volta il dato si abbassa al Sud e nelle Isole; qui ritengono utili le cinture posteriori solo il 74% degli intervistati.
Cinture di sicurezza e RC auto
Il mancato uso delle cinture, oltre a mettere in pericolo l’incolumità di chi si trova all’interno della vettura in caso di incidente, è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria che va dagli 80 ai 323 euro, cui si aggiunge, se a violare la norma è il conducente, una decurtazione di 5 punti della patente (che sale a 10 per i neopatentati). Da non sottovalutare, inoltre, le possibili conseguenze sul piano dell’RC auto.
 «In caso di danni alle persone trasportate, qualora venisse accertata l’assenza dell’uso delle cinture di sicurezza, la compagnia assicurative potrebbe non rimborsare o applicare il diritto di rivalsa per “trasporto effettuato in mancanza di conformità alle leggi vigenti”», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it. «Inoltre, anche in caso di risarcimento, questo potrebbe essere ridotto qualora la mancanza dell’uso delle cinture abbia contribuito ad aggravare il danno subito.».

* Metodologia: n. 1.971 interviste CAWI con individui in età 18 18-74 anni su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta. Indagine condotta a maggio 2019.

lunedì 27 maggio 2019

Pelledoca Milano presenta: Angeli o Demoni? Single Night 4.0 (31/5, 1/6, 8/6)

Pelledoca Milano presenta: Angeli o Demoni? Single Night 4.0 (31/5, 1/6, 8/6)

Venerdì 31 maggio, sabato 1 giugno e sabato 8 giugno, al Pelledoca Milano prende vita una one night perfetta per chi vuol trovare l'anima gemella o semplicemente divertirsi ascoltando buona musica. E' Angeli o Demoni?, un single Night 4.0. Ecco come lo staff Pelledoca, che di trovate ne ha sempre in serbo un bel po' grazie alla creatività dell'art director Giancarlo Romano: "una SuiteBox. Due concorrenti: una coppia di sconosciuti. Un mondo virtuale a cui potersi connettere... e una regia che guiderà il loro destino. Vi sentite più Angeli o Demoni? A voi la scelta. La coppia più votata avrà in premio una cena a lume di candela"... ovviamente al Pelledoca Milano, che oltre ad essere una disco scatenata è anche un ottimo ristorante alla carta. 

Come partecipare a "Angeli o Demoni? Single Night 4.0"? Quando ci si trova all'interno di Pelledoca Milano basta connettersi al mondo virtuale del club con l'app Winker. In un lampo si scopre chi è connesso, si può chattare con chi si desidera e trova un partner con cui mettersi alla prova. 

Ovviamente al Pelledoca il divertimento musicale, così come la possibilità di cenare in compagnia, non si ferma di certo. Ecco alcuni degli appuntamenti delle prossime settimane. Ogni sera al mixer c'è Peter K, resident d'eccezione, accompagnato dalla voce e dall'energia di Giancarlo Romano. Il locale è aperto ogni giovedì notte fin dall'aperitivo con buffet con il party Certe Notti. Ogni venerdì va in scena la mitica Cena Cantata del Pelledoca, un evento da vivere tutto d'un fiato con gli amici. Alla voce c'è anche Manuel Manima. Il sabato notte, dopo una cena curata in ogni dettaglio, al mixer del Pelledoca spesso arrivano dj guest d'eccezione.

I prossimi party Pelledoca - Milano

giovedì 30/5 Certe Notti, aperitivo live dalle 20 con Cesare Ceo (sax) e John Biancale (voice)
venerdì 31/5 Cena Cantata + Angeli o Demoni? Single Night 4.0
giovedì 6/6 
venerdì 7/6 Cena Cantata + dj set
sabato 8/6 Belli & Monelli VIP Party con Biagio D'Anelli (dj guest)
giovedì 13/6 Certe Notti con Massimo Alberti (RTL 102.5)
venerdì 14/6 Bollente: Cena Cantata con i migliori successi italiani e poi dj set by Bruno Bolla (special guest) 

Pelledoca Milano - Music & Restaurant
Viale Forlanini, 121 - 20134 Milano 
info e prenotazioni 027560225

Tutti i dettagli (orari, prezzi, etc) sulla pagina Facebook di Pelledoca - Milano nella sezione Eventi





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31/5 Roger Sanchez @ Fellini (Pogliano Milanese - MI)

31/5 Roger Sanchez @ Fellini (Pogliano Milanese - MI)

Roger Sanchez, dei pochi veri maestri della house music venerdì 31 maggio è in console al Fellini di Pogliano Milanese (MI).  Nato da genitori della Repubblica Dominicana emigrati negli USA, ha iniziato ad esibirsi  tra New York e Ibiza già a partire dagli anni '90.  Nel 1995 pubblica un album, intitolato Secret Weapons Volume 1, mentre nel 2001 realizza, invece, il suo primo album con una major discografica, First Contact, dal quale fu estratto il singolo "Another Chance", una delle sue hit planetarie. Il brano si basa sul campionamento del primo verso della canzone dei Toto "I Won't Hold You Back". Nel 2003 ha vinto un Grammy Award nella sezione Best Remixed Recording per il suo remix di "Hella Good" dei No Doubt. 

Evento Facebook con tutti i dettagli (orari e prezzi)

E' uno dei tanti party progettati da Ale BigMama, art director di questo spazio d'eccellenza aperto ogni venerdì, sabato e domenica della primavera / estate 2019 dall'aperitivo a notte fonda. Il mood è ispirato all'hôtellerie e ogni serata ha un'atmosfera tutta sua declinata in modo diverso. 


Ogni venerdì Fellini è Café Chantant. Il party ha uno stile vintage, ispirato a quello senza tempo di un piccolo capolavoro del cinema, Grand Budapest Hotel (un film di Wes Anderson uscito nel 2014). Si parte alle 21 con un Dinner Show esclusivo: Non è la consueta cena animata "all'italiana": Fellini regala ai ospiti veri spettacoli, con performer, ballerini e cantanti che sanno stupire, come accade nei più celebri dinner show internazionali… più tardi in console ottimi e scatenati dj. E il cibo? E' all'altezza delle aspettative dei più esigenti: accanto al ricco menù alla carta firmato dal rinomato chef Alessandro Modica (alias Ciccio), ci sarà un menù pizza creato in collaborazione con Beato Te, una delle strutture più attive di Milano.

Il sabato del top club milanese è invece Motel Fellini, un party scatenato tutto da vivere in diverse sale, spesso va in scena Mamacita, un must per chi ama le sonorità urban. 

La domenica di Fellini - Milano è infine Fellini Beach Hotel. Il club prende colori panna e turchese ed è aperto già dalle 19, per un ape-lungo in stile ibizenco che conterrà un vero e proprio percorso del gusto composto da diverse isole tematiche. Chi arriva da un weekend di party e divertimento oppure di puro relax trova di che rifocillarsi: l'isola della carne alla brace, la pescheria, l'isola della pizza ( l'hamburgeria gourmet, la gelateria, un angolo dedicato ad un grande maestro cioccolataio e pasticciere... tutto qui? No. Non mancano le isole vegane, detox e healthy food. E la musica? Al calar del sole si potranno ascoltare sonorità deep house, seguite dalle esibizioni dei più scatenati gruppi live italiani. Tra i dj, arrivano spesso Samuele Sartini o Nicola Zucchi. 


Fellini - Milano 

Pogliano Milanese (MI) Via Roma 26 / ingresso da Via Chaniac

Info (anche WhatsApp): 392 9206188, 392 9206060, 393 9236575 


Con il navigatore: inserire "Pogliano Milanese - Via Chaniac" oppure "Auchan Nerviano", poi troverete le indicazioni stradali



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RC Auto: in Toscana premi in calo del 3,3% nel primo trimestre




Buone notizie per gli automobilisti toscani; secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it, nel corso dei primi 3 mesi dell’anno il premio medio RC auto nella regione è diminuito tanto che, a marzo 2019, per assicurare un’auto in Toscana occorrevano, in media, 615,03 euro, valore in calo del 3,3% rispetto a gennaio 2019.
Nonostante il calo, che ha superato quello registrato a livello nazionale (-2,7%), assicurare un veicolo nella regione costa ancora molto; gli automobilisti toscani pagano mediamente il 13% in più della media nazionale.
Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 550.000 preventivi raccolti da Facile.it nella regione nel corso dell’ultimo anno e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.
Guardando più da vicino alle tariffe e confrontando il costo medio dell’RC auto di marzo 2019 con quello di gennaio 2019 emerge un andamento provinciale piuttosto differenziato.
Dove le tariffe sono aumentate…
Dal punto di vista dell’andamento dei prezzi, maglia nera della regione nel periodo analizzato è Pisa; la provincia è l’unica della Toscana dove le tariffe sono aumentate; a marzo 2019 per assicurare un veicolo in quest’area occorrevano, in media, 625,40 euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto a gennaio 2019. Il rincaro aumenta la distanza dal premio medio nazionale; gli automobilisti pisani pagano per l’RC auto mediamente il 15% in più della media nazionale.
… e dove sono diminuite                                     
Lucca è la provincia toscana dove, nel primo trimestre, le tariffe sono calate maggiormente; a marzo 2019 il premio medio era pari a 594,15 euro, l’8,7% in meno rispetto a gennaio 2019. Di contro, per assicurare un veicolo nella provincia gli automobilisti spendono, in media, il 10% in più della media nazionale.
Possono ritenersi soddisfatti gli automobilisti di Arezzo; nella provincia il premio medio è diminuito del 7,2% assestandosi, a marzo 2019, a 465,52 euro, vale a dire il 14% in meno rispetto alla media nazionale
Scorrendo la classifica si trova Firenze, al terzo posto con un calo del premio medio pari al -6,9%; nonostante questo, a marzo 2019, per assicurare un veicolo nel capoluogo toscano occorrevano in media 596,40 euro, il 10% in più rispetto alla media italiana.
Dati in chiaroscuro per Prato; nella provincia, nonostante il premio medio sia diminuito del 5,2%, le tariffe continuano a rimanere altissime. A marzo 2019, l’RC auto media era pari a 874,57 euro, il 61% in più della media nazionale, valore che fa conquistare a quest’area non solo la maglia nera della regione, ma anche il terzo posto nella classifica italiana delle province dove assicurare l’auto costa di più; fanno peggio solo Napoli e Caserta.
Nella provincia di Massa-Carrara il premio medio, a marzo 2019, era pari a 711,01 euro, in calo del 4,1% rispetto a gennaio 2019; nonostante questo per assicurare un’auto nella provincia occorre, mediamente, il 31% in più della media italiana.
Siena, con un calo delle tariffe del 3% si conferma invece come provincia più economica della Toscana per l’RC auto; a marzo 2019 i senesi hanno pagato, in media 441,76 euro, il 19% in meno rispetto alla media nazionale.
In provincia di Pistoia il premio medio è diminuito dell’1,9% attestandosi, a marzo 2019, a 697,85 euro; il calo allontanata ulteriormente i valori provinciali da quelli nazionali; per assicurare l’auto i pistoiesi pagano, mediamente, il 29% in più della media italiana.
Valori in calo, seppur in misura inferiore rispetto alla media nazionale, nella provincia di Grosseto, dove il premio medio è diminuito dello 0,8%, e in quella di Livorno (-0,5%). Di contro, a marzo 2019, se per assicurare un veicolo gli automobilisti grossetani hanno speso in media 468,70 euro (il 14% in meno rispetto alla media italiana), il premio RC auto registrato a Livorno (pari a 562,64 euro) risultava più alto del 4% rispetto al valore nazionale.

Le garanzie accessorie
Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge che in Toscana, tra coloro che hanno inserito una garanzia in fase di preventivo, la più richiesta risulta essere l’assistenza stradale (46%); seguono la tutela legale (18%) e la copertura infortuni conducente (16%).

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 553.450 preventivi effettuati in Toscana dai suoi utenti tra il 1 marzo 2018 e il 31 marzo 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate



RC Auto: in Puglia premi in aumento dello 0,7% nel primo trimestre




Brutte notizie per gli automobilisti pugliesi; secondo l’Osservatorio RC auto di Facile.it, nel corso dei primi 3 mesi dell’anno il premio medio RC auto nella regione è aumentato tanto che, a marzo 2019, per assicurare un’auto in Puglia occorrevano, in media, 624,54 euro, valore in crescita dello 0,7% rispetto a gennaio 2019.
I rincari risultano ancor più significativi se si considera che, nello stesso periodo, la regione è l’unica – insieme alla Calabria – dove le tariffe medie sono salite, mentre a livello nazionale si è registrato un calo del 2,7%.
La situazione non migliora di molto se si analizzano i valori in termini assoluti; il premio medio registrato a marzo 2019 in Puglia è il terzo più alto d’Italia; questo vuol dire che gli automobilisti pugliesi pagano per l’RC auto il 15% in più della media nazionale (542,09 euro).
Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 260.000 preventivi raccolti da Facile.it nella regione nel corso dell’ultimo anno e delle quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.
Guardando più da vicino l’andamento delle tariffe e confrontando il costo medio dell’RC auto di marzo 2019 con quello di gennaio 2019 emerge però che i rincari hanno riguardato solo alcune delle province pugliesi.
Dove le tariffe sono aumentate…
I rincari più significativi sono stati registrati in provincia di Bari, area dove il premio medio RC auto è salito del 3%; qui, a marzo 2019, per assicurare un veicolo occorrevano, in media, 640,48 euro, vale a dire il 18% in più rispetto alla media nazionale.
Non meno fortunati gli automobilisti di Foggia; le tariffe nella provincia sono aumentate del 2,9% portando il premio medio, a marzo 2019, a 838,03 euro, vale a dire il 55% in più rispetto alla media nazionale. Il valore fa conquistare alla provincia il primato regionale e il quarto posto nella classifica delle zone più costose d’Italia per l’RC auto; fanno peggio solo Caserta, Napoli e Prato.
Tariffe in crescita anche a Taranto; nel primo trimestre gli automobilisti tarantini hanno visto aumentare il premio medio RC auto dell’1,8% tanto che, a marzo 2019, per assicurare un veicolo nella provincia occorrevano, in media 652,86 euro, il 20% in più rispetto alla media italiana.
… e dove sono diminuite
Possono tirare un sospiro di sollievo gli automobilisti residenti nella provincia Lecce; il premio medio registrato a marzo 2019, pari a 501,80 euro, non solo risulta in lieve calo rispetto a gennaio 2019 (-0,2%), ma è anche il più basso della regione, addirittura il 7% in meno rispetto alla media nazionale.
In calo anche le tariffe registrate nella provincia di Barletta-Andria-Trani, area dove nel corso del primo trimestre dell’anno il premio medio è diminuito dell’1,2% toccando, a marzo 2019, i 643,12 euro. Nonostante questo, assicurare un veicolo nella provincia di BAT costa ancora molto, il 19% in più rispetto alla media nazionale.
Brindisi è invece la provincia pugliese che ha registrato il calo più significativo; nei primi tre mesi dell’anno gli automobilisti hanno visto diminuire la tariffa media del 3,5% e, a marzo 2019, per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrevano, in media, 583,54 euro.
Le garanzie accessorie
Guardando alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge che in Puglia, tra coloro che hanno inserito una garanzia in fase di preventivo, la più richiesta risulta essere l’assistenza stradale (70%); seguono la copertura infortuni conducente (11%) e la tutela legale (9%).

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 263.027 preventivi effettuati in Puglia dai suoi utenti tra il 1 marzo 2018 e il 31 marzo 2019 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate