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martedì 18 giugno 2024

Mutui: in Sicilia richieste +13% nei primi quattro mesi del 2024

 


Finalmente segnali positivi dal mondo dei mutui per l’acquisto casa: secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it, nei primi quattro mesi del 2024 in Sicilia la richiesta di finanziamenti è aumentata del 13% rispetto allo stesso periodo del 2023. Tornano a crescere anche l’importo medio richiesto (+2,6%) e il valore medio degli immobili oggetto di mutuo (+1%).

«Il 2023 è stato un anno complesso per il mercato dei mutui, colpito dall’aumento dei tassi di interesse e da una minore disponibilità economica da parte delle famiglie, già alle prese con l’aumento dell’inflazione», spiegano gli esperti di Facile.it. «II 2024, però, è partito positivamente, con una richiesta in aumento, trainata soprattutto dal miglioramento delle condizioni offerte dalle banche per i tassi fissi, che ha generato fra i consumatori una maggiore fiducia verso il futuro.».

Il profilo del richiedente

Analizzando un campione* di oltre 19.000 richieste di mutuo raccolte online in Sicilia emerge che chi ha presentato domanda di finanziamento nei primi 4 mesi dell’anno ha puntato ad ottenere in media 113.736 euro, importo in aumento (+2,6%) rispetto allo stesso periodo del 2023. Cresce leggermente anche il valore medio dell’immobile oggetto di mutuo, che arriva a 166.992 euro (+1%). La durata del mutuo scende da poco più di 24 anni a poco più di 23 anni e mezzo, mentre l’età media dei richiedenti arriva a quasi 40 anni e mezzo (in aumento di mezzo anno rispetto al 2023).

Limitando l’analisi alle sole richieste di mutui per l’acquisto della prima casa, emerge che l’importo medio richiesto in Sicilia nei primi 4 mesi del 2024 è stato pari a 114.201 euro, in lieve aumento (+1,6%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Invariato il valore medio dell’immobile, pari a 149.412 euro. Cresce leggermente, invece, l’età media del richiedente (38 anni), mentre cala la durata del piano di ammortamento (25 anni e mezzo).

Crescono le richieste di surroga, trainate dalle condizioni favorevoli offerte dalle banche per i tassi fissi: tra gennaio ed aprile 2024 questo tipo di domande hanno rappresentato il 21% del totale siciliano, in aumento di quasi 5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’andamento provinciale

Analizzando le richieste di mutuo raccolte in Sicilia tra gennaio e aprile 2024 emergono delle differenze a livello locale.

Palermo è la provincia siciliana dove è stato rilevato l’importo medio più alto (121.825 euro), seguita da Catania (114.192 euro). Valori inferiori alla media regionale per Ragusa (111.014 euro), Trapani (109.321 euro), Messina (109.063 euro), Agrigento (108.008 euro) e Siracusa (106.476 euro). Chiudono la classifica Enna (102.270 euro) e Caltanissetta (98.400 euro).

L’offerta ed i tassi

Sul fronte dell’offerta, Facile.it ha rilevato che nei primi quattro mesi dell’anno le condizioni proposte dalle banche sono state nel complesso favorevoli, in particolare per i tassi fissi, con indici in calo trainati dalla diminuzione dell’IRS.

Guardando alle migliori offerte** disponibili oggi per un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), i tassi fissi partono da un TAN pari al 2,87%, vale a dire una rata mensile di 589 euro.

Indici ancor più vantaggiosi per i cosiddetti mutui green a tasso fisso (per immobili in classe A o B): in questo caso i tassi partono da un tasso TAN pari a 2,65% con una rata mensile di 574 euro.

Il miglioramento delle condizioni ha riguardato anche i tassi fissi sulla surroga: oggi, chi vuole cambiare banca, può trovare offerte con indici TAN che, per un mutuo medio, partono da 3,05% pari ad una rata di 600 euro (che scende a 578 euro in caso di surroga green).

Ancora fuori mercato invece l’offerta di tassi variabili: i migliori tassi partono da 4,60% ed una rata di circa 708 euro.

* Osservatorio realizzato su un campione di oltre 19.000 richieste di mutuo raccolte online in Sicilia da Facile.it e Mutui.it a gennaio-aprile 2023/2024.

** Simulazioni effettuate su Facile.it in data 3 giugno 2024.

Immagine © PaeGAG

mercoledì 20 marzo 2024

Sicilia: chiesti in media 5.321 euro per pagare le cure mediche

 


I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenere questi costi, sono tanti coloro che scelgono di chiedere un prestito; in Sicilia, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, nel 2023, le richieste di prestiti personali per sostenere le spese mediche hanno rappresentato quasi il 4% del totale dei finanziamenti chiesti nella regione e chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 5.321 euro.

«Oggi curarsi è diventato sempre più oneroso, anche alla luce del maggior ricorso alla sanità privata», spiega Aligi Scotti, BU Director prestiti di Facile.it «Servirsi del credito al consumo può essere una strategia per alleggerire l'impatto di queste spese sul bilancio familiare, evitando così di andare in sofferenza o, peggio, di rinunciare a curarsi.».

I lunghi tempi di attesa nella sanità pubblica sono confermati da una recente indagine commissionata da Facile.it** a mUp Research, che ha rilevato come, in Italia, l’attesa media sia arrivata a circa 77 giorni, valore che al Sud e nelle Isole sale addirittura a 85 giorni.

Identikit del richiedente siciliano

Come detto, chi in Sicilia, lo scorso anno, ha chiesto un prestito personale per pagare cure mediche ha cercato di ottenere, in media, 5.321 euro da restituire in 47 mesi.

Se si guarda al profilo dei richiedenti siciliani si scopre che chi ha presentato domanda di prestito personale per far fronte alle spese mediche aveva, all’atto della firma, mediamente, quasi 47 anni, valore nettamente più alto se confrontato con l’età media in cui, in generale, si chiede un prestito personale in Sicilia (43 anni).

Andando più nello specifico, quasi 1 domanda su 4 (23,3%) arriva da richiedenti siciliani con età compresa tra i 45-54 anni; seguono coloro che hanno tra i 35 e i 44 anni (22%) e i soggetti con un’età compresa tra i 55 e i 64 anni (21,9%).

Altro dato interessante emerge analizzando il sesso dei richiedenti; nel 34,8% dei casi a presentare domanda di finanziamento per le spese sanitarie è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 24,5%.

Dall’analisi emerge anche come, nell’ultimo anno, il tasso dei prestiti personali sia aumentato notevolmente: nel 2022 il Taeg medio riservato ai siciliani che hanno chiesto un prestito personale per spese mediche è stato pari al 9,6%, valore salito all’11,1% nel 2023, in aumento del 15,6%.


* Analisi realizzata su un campione di oltre 31.000 richieste di prestiti personali raccolte online da Facile.it dal 2022 al 2023 da utenti residenti in Sicilia.

** Indagine commissionata da Facile.it a mUp Research - svolta tra il 5 e il 7 settembre 2023 attraverso la somministrazione di n.1.011 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana residente sull’intero territorio nazionale nell’intervallo di età considerate.

Immagine © Bacho Foto

martedì 13 febbraio 2024

Sicilia: nel 2023 bollette in calo del 34% per l’elettricità e 27% per il gas

 


Secondo l’analisi* di Facile.it – a parità di consumi – nel 2023 le famiglie residenti in Sicilia con un contratto di fornitura nel mercato tutelato hanno speso, in media, circa 825 euro per la bolletta della luce e 598 euro per quella del gas; vale a dire, rispettivamente, il 34% ed il 27% in meno rispetto all’anno precedente.

Se sul fronte del gas i siciliani sono i più fortunati d’Italia, avendo avuto la bolletta più “leggera” in assoluto, va molto peggio per l’elettricità dal momento che, lo scorso anno, hanno pagato il secondo conto più salato della Penisola.

«Nel 2023 abbiamo fatto i conti con bollette meno salate, con l’arrivo del 2024 assistiamo a buoni segnali sul fronte del costo delle materie prime, ma questo non significa che automaticamente le bollette caleranno», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Il consiglio è di continuare a monitorare i propri consumi, verificando periodicamente se sul mercato esistano offerte in grado di farci risparmiare».

L’andamento provinciale della bolletta elettrica

Tra luce e gas, lo scorso anno i siciliani hanno pagato, mediamente, 1.423 euro a famiglia (erano 2.068 nel 2022), ma in quali province si è speso di più?

Prendendo in considerazione la sola energia elettrica ed analizzando i dati su base locale, emerge come Siracusa sia stata l’area siciliana dove le bollette sono state più pesanti; nella provincia il consumo medio a famiglia rilevato è stato di 2.739 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 883 euro. Seguono Trapani (868 euro, 2.690 kWh), Ragusa (865 euro, 2.6823 kWh) e Palermo, area dove sono stati messi a budget, mediamente, 864 euro per un consumo medio rilevato di 2.679 kWh.

Valori inferiori alla media regionale per Catania (811 euro, 2.516 kWh), Caltanissetta (784 euro, 2.431 kWh), Agrigento (776 euro, 2.406 kWh) e Messina (730 euro, 2.265 kWh). Chiude la graduatoria Enna, provincia che, nel 2023, ha rilevato i consumi più bassi della regione (2.141 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (690 euro).

L’andamento provinciale della bolletta del gas

Anche per il gas le bollette variano a seconda dei consumi medi rilevati. Gli abitanti di Caltanissetta, lo scorso anno, hanno pagato il conto più salato: mediamente, 782 euro a fronte di un consumo di 840 smc. Seguono le province di Enna (760 euro, 817 smc), Palermo (618 euro, 664 smc) e Ragusa, area dove le famiglie hanno speso, in media, 613 euro (659 smc).

Continuando a scorrere la graduatoria siciliana si posizionano Agrigento (578 euro, 621 smc), Catania (575 euro, 618 smc), Messina (567 euro, 609 smc) e Trapani (556 euro, 598 smc). Chiude la classifica Siracusa, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 473 euro (508 smc).

* L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 35.000 richieste di fornitura luce e gas raccolte nel 2023 in Sicilia (consumi pari, a livello regionale, a 2.557 kWh per l’energia elettrica e 643 smc per la fornitura di gas), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

Immagine © photoiron

lunedì 22 gennaio 2024

Rc auto: in Sicilia rincari per oltre 51.000 automobilisti

 


Brutte notizie per oltre 51.000 automobilisti siciliani; secondo l’Osservatorio di Facile.it tanti sono gli assicurati che, a causa di un sinistro con colpa dichiarato nel 2023, vedranno peggiorare quest’anno la propria classe di merito, con relativo aumento del costo dell’Rc auto.

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 68mila preventivi raccolti in Sicilia su Facile.it tra novembre e dicembre 2023.

Ma anche per gli automobilisti virtuosi le notizie non sono favorevoli se si considera che le tariffe Rc auto continuano a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2023 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 611,75 euro, vale a dire il 32,2% in più rispetto a dodici mesi prima.

«La tendenza al rialzo non sembra mostrare segni di rallentamento», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «L’inflazione, che nel nostro Paese rimane ancora su livelli elevati, gioca un ruolo chiave sia sul costo di riparazione delle auto sia sul costo medio dei sinistri, fattori che inevitabilmente pesano sull’aumento delle tariffe Rc auto. In un contesto caratterizzato da continui incrementi, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato è indispensabile per risparmiare e contrastare futuri rincari.».

L’andamento provinciale

A livello regionale il 2,14% degli automobilisti siciliani ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,33%).

Analizzando il campione su base provinciale emerge che Caltanissetta è la provincia che ha registrato la percentuale più alta di guidatori che, nel 2023, hanno denunciato un sinistro con colpa (2,57%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, di conseguenza, salire il costo dell’Rc auto. Seguono nella graduatoria regionale le province di Palermo (2,30%), Messina (2,26%), Ragusa (2,20%) e, a brevissima distanza, Siracusa (2,19%).

Valori inferiori alla media regionale, invece, per Catania (2,13%) ed Agrigento (2,05%). Chiudono la classifica siciliana Trapani (1,46%) ed Enna, area dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,44%).

Identikit di chi vedrà peggiorare la classe di merito

Qual è l’identikit degli automobilisti siciliani che vedranno aumentare il premio Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,43% del campione femminile ed il 2,00% di quello maschile.  

Analizzando, invece, la professione dell’assicurato emerge come i pensionati siano risultato essere la categoria che, in percentuale, hanno dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (2,63%) e che quindi vedranno aumentare il premio Rc auto. Seguono gli impiegati in azienda (2,61%) e i disoccupati (2,14%). Di contro, sono gli appartenenti alle forza armate coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2023 meno sinistri con colpa (1,29%).


*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.090.299 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2022 e il 31 dicembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Immagine © Paolese

mercoledì 11 ottobre 2023

Rc Auto Sicilia: +29,6% in soli 12 mesi; a settembre premio medio di 617,24 euro

 


La corsa dell’Rc auto non stenta a rallentare tanto è vero che – secondo  l’Osservatorio di Facile.it*  in soli 12 mesi il premio medio pagato in Sicilia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 29,6% arrivando, lo scorso mese, a 617,24 euro, vale a dire oltre 140 euro in più rispetto a settembre 2022.

L’incremento annuale è risultato essere leggermente più alto rispetto a quanto rilevato a livello nazionale (+27,9%).

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1 milione di preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it tra settembre 2022 e 2023.

«È da più di un anno che stiamo fronteggiando un rialzo costante delle tariffe dell’assicurazione auto, trend che non sembra rallentare», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Nel contesto attuale - caratterizzato da continui incrementi - confrontare le offerte disponibili sul mercato può rivelarsi fondamentale per trovare il prodotto più adatto alle proprie esigenze e risparmiare».

L’andamento provinciale

Confrontando i premi medi Rc auto rilevati a settembre 2023 con quelli di 12 mesi prima emerge come gli aumenti a doppia cifra abbiano interessato tutte le province siciliane.

La classifica delle aree che hanno registrato gli incrementi maggiori è guidata da Caltanissetta, dove lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 36,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 623,70 euro, seguita da Ragusa (+34,3%, 592,36 euro) e Catania (+32%, 642,60 euro). Continuando a scorrere la graduatoria si posizionano Siracusa, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 30,2% (557,08 euro), Palermo (+29,7%, 662,35 euro), Enna (+28%, 447,27 euro) ed Agrigento (+25,8%, 518,59 euro).

Chiudono la classifica Trapani (+23,4%, 545,24 euro) e Messina, area che lo scorso mese ha registrato un rialzo delle tariffe del 22%, arrivando a 652,97 euro.

In valori assoluti, a settembre 2023, Palermo è risultata essere la provincia più cara della regione, Enna la più economica.

Garanzie accessorie

Tra le garanzie accessorie sottoscritte dai guidatori siciliani emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più scelta sia stata l’assistenza stradale, selezionata dal 57,9% degli automobilisti.

Seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste, seppur a grande distanza, la garanzia infortuni conducente (18,8%), la tutela legale (11,6%) e la copertura furto e incendio (7,8%).

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su   1.002.252 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 settembre 2022 e il 30 settembre 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. I dati si riferiscono ai premi forniti dalle compagnie confrontate da Facile.it, disponibili su questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Immagine © pixavril

lunedì 24 luglio 2023

Mutui: in Sicilia il 14% dei mutuatari ha scelto il variabile

 


L’aumento dei tassi di interesse sta pesando sulle tasche degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo variabile, ma quanto sono esposti i mutuatari della Sicilia? Secondo l’analisi* congiunta Facile.itMutui.it , negli ultimi 18 mesi, i siciliani che hanno ottenuto un finanziamento nel 14,4% dei casi hanno optato per il variabile. E oggi, inutile negarlo, devono affrontare diverse difficoltà.

La percentuale rilevata in Sicilia risulta comunque leggermente inferiore alla media nazionale (14,5%).

Se a livello regionale, come detto, da gennaio 2022 a giugno 2023 circa il 14,4% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A fronte di un 29% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari a causa di indici Euribor all’epoca più convenienti rispetto agli Irs hanno scelto di puntare su questa formula, a giugno 2023 i mutui variabili pesavano in Sicilia meno del 10% del totale.

«L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«I mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la domanda di variabili è inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

Il variabile in Sicilia

Analizzando l’identikit di chi in Sicilia ha ottenuto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che, in media, l’importo erogato è pari a 126.197 euro per l’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 157.439 euro. Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, quasi 34 anni e mezzo e ha siglato un piano di ammortamento pari a 26 anni e mezzo.

Secondo le simulazioni di Facile.it**, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% in più rispetto a quella iniziale (514 euro), con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.


 

* Analisi realizzata su un campione di oltre 1.300 pratiche di mutuo prima casa raccolte da Facile.it in Sicilia da gennaio 2022 a giugno 2023.

** Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 142.000 euro in 25 anni, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

Immagine © Tanyajoy

martedì 9 maggio 2023

Rc Auto Sicilia: ad aprile +14,6% rispetto a 12 mesi fa

 


Ancora brutte notizie per gli automobilisti siciliani; dopo il caro-mutui e l’aumento generalizzato dei prezzi dei beni di consumo, anche il rincaro dell’Rc auto iniziato quasi un anno e mezzo fa non stenta a rallentare tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, in appena 12 mesi, il premio medio pagato in Sicilia per assicurare un veicolo a quattro ruote è cresciuto del 14,6% arrivando, ad aprile 2023, a 506,76 euro.

L’incremento annuale è il secondo più basso registrato in Italia, posizionandosi dopo la Calabria (+8,4%) e subito prima della Campania (+14,8%).

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 1.100.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it nel corso degli ultimi 12 mesi.

«Nell’ultimo anno i premi Rc auto hanno cominciato a salire in maniera graduale, ma costante», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «Solamente sei mesi fa nella regione le tariffe erano più basse del 9% rispetto a quelle rilevate ad aprile 2023. A causare gli aumenti è in primo luogo il costo crescente dei sinistri dovuto da un lato all'inflazione, dall'altro a riparazioni più onerose, sia per i pezzi di ricambio che per la manodopera.».

L’andamento provinciale

Confrontando la tariffa media dell’Rc auto di aprile 2023 con quella rilevata 12 mesi prima, emerge come l’incremento sia stato registrato in tutte le province siciliane, seppur con valori differenti.

A segnare l’aumento più consistente è Siracusa, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 26,5% rispetto ad aprile 2022, raggiungendo i 476,22 euro, seguita da Ragusa (+19,2%, 490,83 euro) e Messina (+17,9%, 465,02 euro). Continuando a scorrere la classifica siciliana si posizionano Trapani, che in 12 mesi ha vissuto un incremento del 14,8% (454,49 euro), Catania (+14,2%, 518,23 euro), Caltanissetta (+13,7%, 497,63 euro) ed Enna (+13,5%, 369,87 euro). Chiude la graduatoria regionale la provincia di Palermo, area che ad aprile ha registrato un rialzo delle tariffe dell’11,7%, arrivando a 535,44 euro.

In valori assoluti, sempre ad aprile 2023, Palermo è risultata essere la provincia più cara della regione, Enna la più economica.

Garanzie accessorie

Considerando le garanzie accessorie sottoscritte dagli automobilisti siciliani, emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 57,4% dei guidatori.

Seppur a grande distanza, seguono la tutela legale (20%), la garanzia infortuni conducente (13,2%) e la copertura furto e incendio (6,7%).

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 1.168.618 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2022 e il 30 aprile 2023 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Immagine © Spectrumblue

martedì 7 febbraio 2023

Bollette: in Sicilia +108% per l’elettricità e +57% per il gas

 


A parità di consumi, secondo l’analisi* di Facile.it, le famiglie residenti in Sicilia con contratto di fornitura nel mercato tutelato, nel 2022 hanno speso per la sola bolletta elettrica 1.627 euro, vale a dire il 108% in più rispetto al 2021 e 1.045 euro per il gas (+57%).

Se sul fronte del gas i siciliani sono tra i più fortunati, avendo avuto la terza bolletta più “leggera” d’Italia, va molto peggio per l’elettricità dal momento che, lo scorso anno, hanno pagato il secondo conto più salato della Penisola, preceduti solo dagli abitanti della Sardegna.

Il calo del prezzo della materia prima registrato a inizio 2023, però, potrebbe far ben sperare.

«Con il nuovo anno abbiamo assistito a buoni segnali sia per il costo dell’energia elettrica che per il gas», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Non bisogna, però, abbassare la guardia ed è bene continuare a monitorare i propri consumi e controllare periodicamente le offerte presenti sul mercato così da identificare eventuali possibilità di risparmio».

L’andamento provinciale della bolletta elettrica

Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2022 i siciliani hanno sborsato, mediamente, 2.672 euro a famiglia (rispetto ai 1.446 euro del 2021), ma in quali province si è speso di più?

Focalizzandosi sulla sola energia elettrica ed analizzando i dati su base provinciale, al primo posto si posiziona Ragusa, area dove il consumo medio a famiglia rilevato nel 2022 è stato pari a 3.599 kWh che, considerando le tariffe dello scorso anno in regime di tutela, corrisponde ad un costo di 1.754 euro; seguono Siracusa (1.707 euro, 3.504 kWh), Trapani (1.661 euro, 3.409 kWh) e Catania, provincia dove sono stati messi a budget, mediamente, 1.655 euro per un consumo medio rilevato di 3.397 kWh.

Continuando a scorrere la graduatoria siciliana troviamo Caltanissetta (1.640 euro, 3.365 kWh), Palermo (1.628 euro, 3.342 kWh) ed Agrigento (1.593 euro, 3.269 kWh). Chiude la classifica Messina, provincia che, nel 2022, ha rilevato i consumi più bassi della regione (3.052 kWh) e quindi la bolletta più “leggera” (1.487 euro).

L’andamento provinciale della bolletta gas

Anche sul fronte del gas le bollette sono differenziate a seconda dei consumi medi rilevati. Al primo posto tra le province più care della Sicilia si posiziona Palermo, dove il consumo medio a famiglia è stato di 844 smc per un costo complessivo di 1.079 euro; seguono Catania (1.076 euro, 841 smc) ed Agrigento, dove il costo della bolletta del gas è stato di 1.032 euro (807 smc).

Bollette inferiori alla soglia psicologica dei 1.000 euro per le province di Trapani (999 euro, 781 smc), Caltanissetta (985 euro, 770 smc), Ragusa (945 euro, 739 smc) e Siracusa, provincia dove una famiglia, nel 2022, ha speso mediamente 925 euro (723 smc). Chiude la classifica Messina, dove sono stati messi a budget per il gas “solo” 868 euro (679 smc).

*L’analisi è stata realizzata sui consumi dichiarati in un campione di oltre 400.000 contratti di fornitura luce e gas raccolti nel 2022 (pari, a livello nazionale, a 2.944 kWh per l’energia elettrica e 1.141 smc per la fornitura di gas e, a livello regionale, a 3.339 kWh e 817 smc), prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

Immagine © Cristian Storto

mercoledì 11 gennaio 2023

Rc auto: in Sicilia aumenti in arrivo per quasi 52.000 automobilisti

 


Il 2023 si apre con una brutta notizia per quasi 52.000 automobilisti siciliani; secondo l’osservatorio di Facile.it -  realizzato su un campione di oltre 67mila preventivi raccolti in Sicilia su Facile.it a dicembre 2022 - tanti sono gli assicurati che, a causa di un incidente con colpa dichiarato nel corso dello scorso anno, dovranno fare i conti con un peggioramento della propria classe di merito e, di conseguenza, vedranno aumentare il costo del premio Rc auto.

Notizie negative anche per gli automobilisti virtuosi dal momento che, negli ultimi 12 mesi, le tariffe delle polizze auto sono tornate a crescere; secondo i dati* dell’Osservatorio di Facile.it, a dicembre 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Sicilia occorrevano, in media, 462,70 euro, vale a dire il 7,8% in più rispetto a dicembre 2021.

«Ad incidere sulla tendenza al rialzo», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «sono diversi fattori; da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri. In un contesto di rincari, quindi, confrontare le offerte presenti sul mercato potrebbe essere una soluzione per risparmiare e contrastare eventuali aumenti futuri.».

Rincari e morosità

I rincari all’Rc auto arrivano in un momento sfavorevole per le famiglie italiane già alle prese con l’inflazione e i conseguenti aumenti; secondo l’indagine commissionata da Facile.it agli istituti mUp Research e Norstat*, nei soli primi nove mesi del 2022, in Italia erano già più di 700.000 gli automobilisti che, a causa dell’incremento generalizzato dei costi, avevano dichiarato di aver saltato il pagamento del rinnovo dell’assicurazione auto. Una platea di morosi che potrebbe allargarsi ulteriormente se si considera che sono oltre 1,5 milioni i nostri connazionali che hanno ammesso di poter essere obbligati a saltare il prossimo rinnovo in caso di ulteriori rincari.

L’andamento provinciale

A livello regionale il 2,18% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa, percentuale che risulta essere più bassa rispetto a quella nazionale (2,51%).

Analizzando il campione su base provinciale emerge che Palermo è la provincia siciliana che ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro con colpa (2,56%) e che, quindi, vedranno peggiorare la propria classe di merito e, con essa, salire il costo dell’Rc auto. Seguono le province di Caltanissetta (2,14%), Messina (2,11%) e, a brevissima distanza, Catania (2,10%) e Ragusa, area dove il 2,09% degli assicurati vedrà peggiorare la propria classe di merito.

Continuando a scorrere la classifica siciliana si posizionano Trapani (2,01%), Agrigento (1,99%) e Siracusa (1,73%). Chiude la graduatoria Enna, provincia dove in percentuale sono stati denunciati alle assicurazioni meno sinistri con colpa (1,31%).

Identikit dell’automobilista colpito dai rincari

Ma qual è l’identikit degli automobilisti siciliani che vedranno aumentare l’Rc auto a causa di un sinistro con colpa? A peggiorare la propria classe di merito sarà il 2,31% del campione femminile ed il 2,10% di quello maschile.  

Considerando, invece, la professione dell’assicurato emerge che il personale medico è risultato essere la categoria che, in percentuale, ha dichiarato con più frequenza un sinistro con colpa (3,18%) che farà scattare un aumento della polizza. Seguono i pensionati (2,85%) e i commercianti (2,67%). Di contro, sono gli imprenditori coloro che, sempre percentualmente, hanno dichiarato nel corso del 2022 meno sinistri con colpa (0,62%).

*L’Osservatorio auto di Facile.it calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 1.063.985 preventivi effettuati in Sicilia dai suoi utenti tra il 1 dicembre 2021 e il 31 dicembre 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

Nota metodologica: Indagine mUp Research - Norstat svolta tra il 16 ed il 19 settembre 2022 attraverso la somministrazione di n.1.001 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale.

Immagine © Paolese

martedì 28 settembre 2021

Bollette: in Sicilia si è speso il 2,4% in meno rispetto alla media nazionale

 


Le bollette luce e gas sono tra le spese che più pesano sui budget delle famiglie italiane; lo scorso anno, complice la riduzione del costo delle materie prime, le tariffe sono diminuite ma, di contro, le tante ore trascorse in casa hanno fatto salire i consumi, soprattutto per l’elettricità.

In Sicilia, secondo l’analisi di Facile.it, il bilancio è in chiaroscuro: la bolletta elettrica, lo scorso anno, ha raggiunto i 530 euro, vale a dire il 7,9% in più rispetto al 2019 (a fronte di un aumento nazionale del 7,5%). È andata meglio, invece, sul fronte del gas; i consumi, nonostante i lockdown, sono rimasti sostanzialmente stabili e i siciliani hanno così potuto beneficiare in pieno del calo delle tariffe spendendo, in media, 680 euro. Il dato fa guadagnare alla regione il quarto posto nella graduatoria nazionale delle aree dove si spende di meno per il gas.

Complessivamente, quindi, tra luce e gas, nel 2020 le famiglie siciliane hanno messo a budget 1.210 euro a famiglia, vale a dire il 2,4% in meno rispetto alla media nazionale. Il timore è che per il 2021 la cifra sia ben più salata: le tariffe sono aumentate considerevolmente nella prima parte dell'anno, i consumi, se si pensa ad esempio allo smart working, per molte famiglie sono rimasti comunque elevati e i prezzi potrebbero lievitare ulteriormente nei prossimi mesi.

«Il primo ottobre le tariffe energetiche verranno aggiornate e il rischio di un maxi aumento è concreto se si considera che ormai da mesi stiamo assistendo ad una crescita importante del costo delle principali materie prime energetiche», spiega Mario Rasimelli, Managing Director Utilities di Facile.it. «Per mettersi al riparo dalle variazioni, che scatteranno in automatico per chi è tuttora nel mercato tutelato, il consiglio è di valutare il passaggio al mercato libero approfittando delle offerte a prezzo fisso proposte dagli operatori.».

Con le tariffe attualmente in vigore, secondo le simulazioni* di Facile.it, a parità di consumi, guardando alla miglior tariffa del mercato libero, una famiglia potrebbe risparmiare fino al 16% per la bolletta elettrica e fino al 13% per quella del gas.

L’andamento regionale della bolletta elettrica

Se si guarda ai dati su base regionale emergono significative differenze territoriali. Considerato che il prezzo dell’energia sotto regime di tutela è uguale in tutte le aree del Paese, la differenza del peso della bolletta è legata unicamente ai consumi; più energia si usa, maggiore sarà il conto finale.

Guardando alla graduatoria nazionale, al primo posto si posiziona la Sardegna; nell’Isola il consumo medio a famiglia rilevato nel 2020 è stato pari a 3.266 kWh che, sotto regime di tutela, corrisponde ad un costo totale di 584 euro, vale a dire il 15,6% in più rispetto alla media nazionale. Consumi così alti si spiegano con l’assenza di una fornitura gas nell’Isola, situazione che spesso viene sopperita con l'uso di dispositivi elettrici, come stufette e scaldabagni, che hanno un grosso impatto sulla bolletta.

Al secondo posto si posiziona il Veneto, dove il consumo medio rilevato è pari a 3.027 kWh e la bolletta a 542 euro.

Le regioni dove invece i consumi di elettricità sono più contenuti, e quindi le bollette più leggere, sono la Valle d’Aosta, dove nel 2020 le famiglie hanno speso, in media, 399 euro a fronte di un consumo di 2.231 kWh e la Liguria (2.404 kWh e un costo annuo di 430 €).

L’andamento regionale della bolletta gas

Il prezzo del gas sotto regime tutelato, a differenza di quello dell’energia, varia a seconda delle aree del Paese; il peso della bolletta, quindi, è frutto sia dei consumi di ciascuna famiglia, sia delle tariffe previste dall’area di residenza.

Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2020 hanno pagato il conto più alto sono quelli del Trentino-Alto Adige; qui una famiglia media ha speso 935 euro l'anno. Seguono, parimerito, i residenti in Emilia-Romagna e Piemonte (931 euro).

Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Campania, regione dove una famiglia media ha speso, nel 2020, “solo” 631 euro, la Puglia, dove il costo della bolletta è stato pari a 641 euro e il Lazio (678 euro).

 

*L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 150.000 contratti di fornitura raccolti nel 2020 e su un consumo medio nazionale pari a 2.825 kWh per l’energia elettrica e 1.103 smc per la fornitura di gas (per la Sicilia: 2.963 kWh e 808 smc) prendendo in considerazione i prezzi offerti nel mercato tutelato.

*La simulazione è stata realizzata da Facile.it in data 14 settembre 2021 considerando la miglior tariffa disponibile sul comparatore per i seguenti consumi: 2.700 kWh potenza  3 kW per l’energia elettrica, 1.400 smc per il gas fascia Nord-Orientale.

giovedì 26 agosto 2021

Rc Auto: in Sicilia premi in ribasso del 13,7%

 


È un’immagine positiva quella emersa, per la Sicilia, dall’Osservatorio Rc Auto di Facile.it* che a luglio non ha registrato un aumento dei premi medi Rc Auto come invece è successo in molte aree di Italia; oggi per assicurare un veicolo a quattro ruote in regione occorrono, in media, 444,51 euro, vale a dire il 13,7% in meno rispetto ad un anno fa e, addirittura leggermente inferiore rispetto a quanto rilevato a giugno (-2,1%).

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 840.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Sicilia e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

«Con il ritorno alla normalità in termini di mobilità e l’incremento del numero di veicoli in circolazione, e con esso quello dei sinistri», spiega Diego Palano, General Manager di Facile.it «è prevedibile un aggiustamento al rialzo anche per quelle regioni che negli ultimi due mesi non hanno registrato un aumento; resta solo da capire quando si adegueranno al trend di risalita rilevato a livello nazionale. Il consiglio, quindi, è di approfittare ora dei prezzi ancora bassi per rinnovare l’assicurazione».

L’andamento provinciale

Confrontando il costo medio Rc Auto di luglio 2021 con quello di luglio 2020 emerge un dato interessante: il calo dei prezzi è stato registrato, seppur in misura differente, in tutta la Sicilia, con una diminuzione a doppia cifra in ogni area.

La provincia siciliana che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’Rc Auto è stata quella di Messina dove, lo scorso mese, il premio medio era pari a 485,45 euro, in calo del 18,46% negli ultimi dodici mesi; nonostante l’elevate diminuzione, però, gli automobilisti messinesi devono fare i conti on le tariffe Rc Auto più alte della regione.

Seguono nella graduatoria siciliana la provincia di Catania, dove a luglio 2021 la diminuzione è stata del 16,11% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 451,25 euro, e quella di Caltanissetta, dove il calo annuale è stato del 14,87%, con un premio medio fermo a 430,94 euro.

Diminuzioni inferiori alla media regionale, invece, per Ragusa, (421,10 euro, -13,70%), Trapani (407,08 euro, -12,95%) e Siracusa (381,91 euro, -12,69%).

Chiudono la classifica le province di Enna, dove lo scorso mese il prezzo è sceso dell’11,41% rispetto a luglio 2020, stabilizzandosi a 326,91 euro, il più basso registrato nella regione, Palermo (479,71 euro, -10,71%) e Agrigento (394,06 euro, -10,55%).


 

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su oltre 840.000 preventivi effettuati in Sicilia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2020 e il 31 luglio 2021 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

martedì 10 agosto 2021

Oltre 30.000 siciliani fuorisede tornati a casa grazie allo smart working

 


Smart e remote working sono stati per molti un’occasione per riorganizzare la propria vita, anche da un punto di vista abitativo, e tra le categorie che più hanno beneficiato di questa opportunità c’è quella dei lavoratori fuori sede; secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, nell’ultimo anno sono oltre 30.000 i lavoratori siciliani fuorisede che, grazie alla possibilità di sfruttare i vantaggi dello smart working, hanno scelto di tornare a casa senza per questo dover rinunciare al proprio impiego.

Tenore di vita più alto

Uno degli elementi che ha spinto i fuorisede a cambiare città è quello economico. Se è vero che la retribuzione media degli “smart workers di ritorno” è pari a 1.840 euro, per uno su tre lo stipendio mensile è inferiore ai 1.500 euro. Cambiare città mantenendo lo stesso lavoro ha permesso quindi a molti di migliorare il proprio tenore di vita; il 28,1% di chi, a livello nazionale, ha scelto di cambiare città per svolgere lo smart working ha dichiarato che la ragione principale per cui ha deciso di rimanere a lavorare da remoto è perché, pur percependo lo stesso stipendio, può permettersi cose che prima da lavoratore fuori sede non poteva. 

Analizzando le intenzioni per il futuro, sei smart workers di ritorno su dieci hanno dichiarato di non avere intenzione di tornare a fare i fuorisede con casa in affitto e di voler continuare a lavorare da remoto, dalla propria città di origine o da quella in cui si sono trasferiti dopo il lockdown.

In alcune aree della Sicilia crescono le attivazioni di linee internet per lo smart working

Uno dei primi indicatori del rientro in pianta stabile - o semi stabile - in regione è la richiesta di linee ADSL e connessioni ad alta velocità (indispensabili per lo smart working). Anche in questo caso alcune aree della Sicilia hanno fatto registrare notevoli incrementi che, fra marzo 2020 e gennaio 2021, si sono attestati al +11% per Palermo, al +10% per Messina e al +8% per Ragusa.

Sicilia seconda in Italia per il saldo fra ingressi ed uscite

Guardando al fenomeno degli “smart workers di ritorno” emerge chiaramente come questo abbia assunto connotati diversi a seconda dell’area geografica. Alcune regioni, soprattutto nel Meridione, hanno visto rientrare lavoratori in misura maggiore rispetto a quelli che sono usciti: la Sicilia è al secondo posto in questa classifica (+27%), dietro alla Sardegna (+40%) e davanti alla Calabria (+21%).

Di contro, le regioni con città più popolose da un punto di vista demografico e lavorativo, hanno avuto un bilancio negativo, vale a dire che il numero di smart workers che hanno lasciato la regione è superiore a quello di coloro che vi hanno fatto ritorno: ad esempio Lombardia (-2%), Piemonte (-10%) e Lazio (-20%).


 

 

*Nota metodologica: indagine condotta per Facile.it da mUp Research e Norstat dal 15 al 19 luglio attraverso n.6.537 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana adulta residente sull’intero territorio nazionale, di cui, grazie a sovra-campionamento n. 408 lavoratori fuorisede in affitto in epoca pre-Covid 19 e n. 242 individui che si siano successivamente trasferiti grazie allo smart working.

L’osservatorio Facile.it – Mutui è stato realizzato su un campione di oltre 100.000 richieste di mutuo raccolte nel primo semestre 2020 e 2021.

L’analisi sui contratti di fornitura Internet casa è stata realizzata su un campione di circa 100.000 contratti raccolti da Facile.it tra aprile 2019 e gennaio 2021.