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martedì 4 giugno 2024

Mutui: con tagli BCE rate in calo di 18 euro

 


Giovedì si terrà la riunione della BCE e gli occhi sono puntati sul possibile taglio dei tassi. In attesa di scoprire quale politica adotterà l’Eurotower, Facile.it ha calcolato che, se venisse confermato un taglio di 25 punti base, il calo per un mutuo variabile medio* potrebbe essere di 18 euro.

In meno di due anni chi ha sottoscritto un mutuo medio, 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) ha visto aumentare la rata di oltre il 60%; per assistere ad un calo significativo bisognerà attendere ancora un po’ di tempo.

Analizzando l’andamento dei Futures sugli Euribor si scopre che la rata, arrivata a maggio 2024 a 747 euro, potrebbe scendere, complessivamente, di circa 37 euro entro la fine dell’anno e di 55 euro entro giugno 2025, arrivando così a 692 euro tra 12 mesi.

«Alla luce di questi dati, il consiglio per chi non vuole attendere il calo è di valutare una surroga; le condizioni presenti oggi sul mercato sono favorevoli ed è possibile passare dal variabile al fisso ottenendo un tasso migliore», spiegano gli esperti di Facile.it.

L’andamento delle richieste di mutuo e l’offerta

Se i tassi variabili sono ancora alti, quelli fissi offerti dalle banche godono di condizioni favorevoli e, anche grazie a questo, secondo l’osservatorio** di Facile.it le richieste di finanziamenti sono tornate a crescere del 17% nei primi 4 mesi del 2024.

Guardando alle migliori offerte*** disponibili online per un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), i tassi fissi partono da un TAN pari al 2,87%, vale a dire una rata mensile di 589 euro.

Indici ancora più vantaggiosi per i cosiddetti mutui green a tasso fisso (per immobili in classe A o B): in questo caso i tassi partono da un tasso TAN pari a 2,65% con una rata mensile di 574 euro.

Il calo dei fissi degli ultimi mesi, come detto, rappresenta un’opportunità anche per chi vuole provare a surrogare il finanziamento; i migliori tassi surroga partono da 3,05% pari ad una rata di 600 euro (che scende a 578 euro in caso di surroga green). Ipotizzando il mutuo medio variabile preso in esame, arrivato a maggio 2024 a 747 euro, un’operazione di surroga consentirebbe di abbassare la rata di 147 euro al mese.

* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

** Osservatorio realizzato su un campione di oltre 200.000 richieste di mutuo raccolte online da Facile.it e Mutui.it a gennaio-aprile 2023/2024.

*** Simulazioni effettuate su Facile.it in data 3 giugno 2024.

Immagine © TanyaJoy

mercoledì 13 settembre 2023

Mutui: possibili rincari fino a 303 euro se la Bce aumenterà i tassi

 


Come si comporterà la Bce durante la riunione del 14 settembre? Gli esperti di Facile.it e Mutui.it hanno analizzato i due scenari ritenuti più probabili; da un lato l’ipotesi che la Banca Centrale Europea si prenda una pausa dagli aumenti, che si tradurrebbe in uno stop al rialzo delle rate dei mutui variabili; dall’altro l’ipotesi di un ulteriore incremento di 25 punti base, che porterebbe la rata di un mutuo medio a tasso variabile* a sfiorare i 760 euro, vale a dire il 66% in più rispetto all’inizio del 2022.

L’attesa cresce se si considera che anche secondo i Futures sugli Euribor - che rappresentano le aspettative di mercato - il picco è ormai alle porte: sebbene previsto per dicembre, il punto massimo dell’indice in questione è dato a 3,90% ma oggi è già a 3,80%. La distanza, quindi, sarebbe inferiore all’ipotetico aumento di 25 punti base da parte della Bce. Da gennaio in poi, l’indice dovrebbe seppur molto gradualmente tornare a calare.

Le simulazioni

Per l’analisi, Facile.it e Mutui.it hanno preso come riferimento un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro con piano di restituzione in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022 e hanno esaminato come sono cresciute le rate da inizio dello scorso anno ad oggi e come potrebbero variare nuovamente nei prossimi mesi.

Il tasso (TAN) di partenza di gennaio 2022 era pari allo 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A seguito dei diversi aumenti del costo del denaro messi in atto dalla Banca Centrale Europea per combattere l’inflazione, il tasso del mutuo preso in esame è salito di molto, arrivando a toccare a settembre 2023 il 5,05%, con una rata di circa 740 euro. Oggi, quindi, il mutuatario si trova a pagare quasi 285 euro in più (+62%) rispetto alla rata iniziale di gennaio 2022.

Ipotizzando che il 14 settembre la Bce decida di continuare sulla scia delle decisioni prese fino ad ora e annunci un ulteriore incremento dello 0,25%, la rata mensile del finanziamento analizzato potrebbe arrivare addirittura a 759 euro, con un aggravio di ben 303 euro rispetto a quella iniziale (+66%). Se, invece, la Banca Centrale Europea opterà per uno stop, allora non dovrebbero esserci grosse variazioni sul fronte delle rate, fermo restando che l’Euribor si muove in base alle aspettative dei tassi Bce, ma non è detto che lo faccia in modo speculare.

Le previsioni del mercato: picco a dicembre

Guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor aggiornate all’11 settembre 2023), come detto, da qui alla fine dell’anno l’indice Euribor dovrebbe continuare a crescere, anche se in misura minore rispetto al passato tanto che il picco previsto per dicembre 2023, quando raggiungerà il 3,90%, non è di tanto superiore agli attuali valori dell’indice. Se ciò avvenisse, il tasso del mutuo medio preso in esame (Euribor3m+1,25%) arriverebbe al 5,15%, con una rata di circa 748 euro, ovvero oltre 292 euro in più rispetto a quella di gennaio 2022.

C’è però una buona notizia; con l’inizio del nuovo anno la tendenza dovrebbe finalmente invertirsi tanto che, guardando alle quotazioni di giugno 2024, il tasso del mutuo analizzato è previsto cali al 4,92% per poi arrivare addirittura al 4,28% a giugno 2025.

In scadenza le agevolazioni per gli Under 36

Ancora nessuna proroga delle condizioni agevolate di garanzia fino all’80% per i mutui prima casa destinati ai giovani, la cui scadenza è prevista per il 30 settembre. Da quando è stata introdotta nel 2021, la misura ha consentito a numerosi Under 36 di accedere a condizioni vantaggiose alla sottoscrizione del mutuo prima casa, tanto che - secondo l'analisi di Facile.it** - se nel primo semestre 2021 i richiedenti con meno di 36 anni rappresentavano il 43,4% delle richieste totali di mutui prima casa, tra gennaio e giugno 2023 questo valore ha raggiunto il 51,3%.

«Sarebbe auspicabile che il Governo estendesse nuovamente la validità dell’agevolazione a favore dei giovani mutuatari, soprattutto in un contesto economico così delicato, caratterizzato dai rincari e dall’aumento dei tassi», spiegano gli esperti di Facile.it. «A soffrire dell’eventuale scelta di non prorogare l’iniziativa sarebbero proprio i ragazzi, i quali avrebbero - di fatto - meno possibilità di acquistare una casa. La speranza, quindi, è che la misura venga prorogata non solo per la fine del 2023, ma anche nel 2024 e con scadenza non più trimestrale».

* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

** Analisi realizzata su un campione di oltre 230.000 richieste di mutuo prima casa raccolte da Facile.it nel primo semestre 2021 e 2023.

Immagine © Calypso77

lunedì 7 agosto 2023

Mutui variabili: in 18 mesi esborso aggiuntivo di 2.300 euro

 


A causa del rialzo dei tassi dovuto alla politica monetaria della Bce, chi ha sottoscritto un mutuo medio a tasso variabile* a gennaio 2022 – secondo le simulazioni di Facile.it e Mutui.it– ha subito un esborso totale aggiuntivo di oltre 2.300 euro in appena un anno e mezzo.

Considerando le aspettative di mercato e come potrebbe variare da qui ad un anno l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui variabili, si stima che la spesa possa arrivare a superare i 5.300 euro a luglio 2024.

Le simulazioni

Per l’analisi il compratore ha preso in riferimento un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro con piano di restituzione in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022 e ha studiato come sono cresciute le rate da inizio 2022 ad oggi e come potrebbero variare nuovamente nei prossimi mesi in base ai Futures sugli Euribor, ovvero alle aspettative di mercato.

Il tasso (TAN) di partenza di gennaio 2022 era pari allo 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A seguito dei diversi aumenti del costo del denaro messi in atto dalla Banca Centrale Europea per contrastare l’inflazione, il tasso di quel mutuo è salito notevolmente arrivando a sfiorare, ad agosto 2023, il 4,95% con una rata di circa 726 euro; dati alla mano, oggi il mutuatario si trova a pagare ben il 60% in più rispetto a inizio 2022 (+270 euro).

Facile.it ha poi calcolato quanto gli aumenti delle rate hanno gravato su chi ha contratto il finanziamento preso in analisi; sommando le cifre aggiuntive pagate ogni mese rispetto alla rata di partenza è emerso come – da gennaio 2022 ad agosto 2023 – l’esborso totale per il mutuatario sia stato di oltre 2.300 euro. Come detto, se si prendono in considerazione le previsioni di mercato, quindi i Futures sugli Euribor, l’aggravio complessivo a luglio 2024 potrebbe essere addirittura superiore ai 5.300 euro.

Le previsioni del mercato: picco a dicembre

Nelle ultime settimane l’Euribor a 3 mesi ha rallentato la sua salita, ma – secondo le aspettative degli esperti da qui alla fine dell’anno l’indice continuerà a crescere raggiungendo il picco tra novembre e dicembre 2023, quando toccherà il 3,86%; ciò porterebbe il tasso del mutuo medio preso in esame a superare il 5,10%, con una rata di circa 734 euro, ovvero oltre 275 euro in più rispetto a quella di gennaio 2022.

La buona notizia è che con l’inizio del nuovo anno la tendenza potrebbe finalmente invertirsi tanto che, guardando alle quotazioni di marzo 2024, il tasso del mutuo preso in esame dovrebbe scendere al 5,02% per poi calare addirittura al 4,83% a giugno 2024.

«Secondo le nostre aspettative, almeno fino alla fine dell’anno i mutuatari con un finanziamento a tasso variabile dovranno fronteggiare ulteriori aumenti e, sia pur lentamente, da dicembre 2023 i tassi prima si stabilizzeranno per poi cominciare a diminuire e tornare sotto al 3%, presumibilmente, dalla metà del 2025», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it. «Sebbene l’impatto dei rincari sia diverso per ciascuno in base all’importo residuo del mutuo e al numero di rate ancora da pagare - più si è vicini alla fine del piano di ammortamento, minore sarà l’effetto – il consiglio è quello di stabilire il livello massimo oltre il quale la rata potrebbe diventare insostenibile e rivolgersi al proprio istituto di credito o ad un consulente indipendente per individuare la soluzione migliore».

Buone notizie per gli Under 36

I giovani alle prese con l’acquisto della prima casa possono continuare a godere delle condizioni agevolate di garanzia fino all’80% almeno fino al 30 settembre, dopo la proroga di 3 mesi decisa dal governo. Da quando è stata introdotta nel 2021, la misura ha consentito a numerosi under 36 di accedere a condizioni vantaggiose alla sottoscrizione del mutuo prima casa, tanto che - secondo l'analisi di Facile.it** - se nel primo semestre 2021 i richiedenti con meno di 36 anni rappresentavano il 43,4% delle richieste totali di mutui prima casa, tra gennaio e giugno 2023 questo valore ha raggiunto il 51%.

«Abbiamo accolto con grande favore la decisione del governo di estendere nuovamente la validità dell’agevolazione a favore dei giovani mutuatari, visto che ha dato tempo aggiuntivo ai giovani alle prese con la ricerca della prima casa da acquistare», continua Cresto. «Come dimostrato dai numeri lo strumento è stato molto importante per gli under 36 in quanto ha dato loro concrete e maggiori possibilità di acquistare una casa, sostenendo di conseguenza anche il mercato immobiliare. Non possiamo che sperare, viste anche le particolari condizioni di mercato in cui ci troviamo, che la misura venga prorogata a tutto il 2023 e, magari, anche nel 2024».

Secondo le simulazioni di Facile.it, oggi per un mutuo fisso al 100% senza agevolazione i tassi (Tan) fissi disponibili online partono - per un finanziamento da 180.000 euro in 25 anni - dal 4,75% con una rata di circa 1.026 euro. Chiedendo la stessa tipologia di mutuo ma godendo delle agevolazioni riservate ai giovani con meno di 36 anni, online si possono trovare tassi che partono dal 3,60%, corrispondente ad una rata di 911 euro. Accedendo quindi alle condizioni agevolate è possibile risparmiare quasi 115 euro al mese rispetto a chi sottoscrive il medesimo mutuo, ma senza godere delle agevolazioni.

I tassi oggi

Per gli aspiranti mutuatari che sono alle prese oggi con la scelta del mutuo, non ci sono molti dubbi su quale tasso convenga sottoscrivere. Secondo le simulazioni*** di Facile.it, prendendo in considerazione il mutuo standard utilizzato nell’analisi precedente, i migliori tassi fissi (Tan) disponibili online oggi partono dal 3,60%, corrispondenti ad una rata di 638 euro, mentre per un mutuo variabile la migliore offerta parte da un Tan del 4,47% ed una rata di 692 euro.

Dai dati emerge come in questa fase la prima opzione da valutare sia quella del mutuo a tasso fisso, che non solo garantisce la stabilità della rata ma, dati alla mano, è addirittura più conveniente rispetto alla rata di partenza di un mutuo variabile.

* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

** Analisi realizzata su un campione di oltre 230.000 richieste di mutuo prima casa raccolte da Facile.it nel primo semestre 2021 e 2023.

*** Simulazione effettuata su Facile.it in data 3 agosto 2023.

Immagine © Calypso77

mercoledì 26 luglio 2023

Mutui: nel Lazio il 13% dei mutuatari ha scelto il variabile

 


L’aumento dei tassi di interesse sta pesando sulle tasche degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo variabile, ma quanto sono esposti i mutuatari del Lazio? Secondo l’analisi* congiunta Facile.itMutui.it, negli ultimi 18 mesi, i laziali che hanno ottenuto un finanziamento nel 13,2% dei casi hanno optato per il variabile. E oggi, inutile negarlo, devono affrontare diverse difficoltà.

La percentuale risulta comunque inferiore alla media nazionale (14,5%) portando la regione a posizionarsi penultima nella classifica che mostra l’incidenza dei mutui a tasso variabile sul totale dei finanziamenti erogati nelle varie regioni della Penisola.

Se a livello regionale, come detto, da gennaio 2022 a giugno 2023 circa il 13,2% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A fronte di un 30% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari a causa di indici Euribor all’epoca più convenienti rispetto agli Irs hanno scelto di puntare su questa formula, a giugno 2023 i mutui variabili pesavano nel Lazio meno del 10% del totale.

«L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«I mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la domanda di variabili è inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

Il variabile nel Lazio

Analizzando l’identikit di chi nel Lazio ha ottenuto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che, in media, l’importo erogato è pari a 166.889 euro per l’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 234.740 euro.  Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, quasi 36 anni e mezzo e ha siglato un piano di ammortamento pari a quasi 27 anni.

Secondo le simulazioni di Facile.it**, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% in più rispetto a quella iniziale (514 euro), con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.


* Analisi realizzata su un campione di oltre 3.000 pratiche di mutuo prima casa raccolte da Facile.it nel Lazio da gennaio 2022 a giugno 2023.

** Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 142.000 euro in 25 anni, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

Immagine © Calypso77

martedì 25 luglio 2023

Mutui variabili: con nuovo rialzo Bce, possibili aumenti fino a 286 euro

 


Nuovo aumento dei tassi, nuovo rincaro delle rate dei mutui variabili; se il 27 luglio la Bce confermerà come previsto un ulteriore rialzo di 25 punti base del costo del denaro, chi ha un mutuo medio a tasso variabile* - secondo le simulazioni di Facile.it e Mutui.it - potrebbe trovarsi di fronte all’ennesimo incremento, con una rata che raggiungerà i 742 euro, il 63% in più rispetto all’inizio dello scorso anno.

Non sempre, però, il tasso Euribor si muove specularmente a quello Bce e, in effetti, dal mercato iniziano ad arrivare segnali che fanno ben sperare; negli ultimi giorni l’Euribor, l’indice di riferimento per i mutui variabili, sta rallentando la sua ascesa e questo potrebbe essere segno di un possibile cambio di rotta nel prossimo futuro.   

Il picco, secondo i Futures sugli Euribor che rappresentano le aspettative di mercato, potrebbe arrivare a dicembre 2023, ma già dall’inizio dell’ultimo trimestre i mutuatari potrebbero vedere le rate stabilizzarsi.

Le simulazioni

Per capire come sono cresciute le rate in un anno e mezzo e come potrebbero variare nuovamente a seguito del rialzo preannunciato, Facile.it ha analizzato un finanziamento a tasso variabile da 126.000 euro con piano di restituzione in 25 anni sottoscritto a gennaio 2022.

Il tasso (TAN) di partenza di gennaio 2022 era pari a 0,67%, corrispondente ad una rata mensile di 456 euro. A seguito dei diversi aumenti del costo del denaro messi in atto dalla Banca Centrale Europea per contrastare l’inflazione, il tasso di quel mutuo è salito notevolmente arrivando a superare, a luglio 2023, il 4,80%.

Con l’ulteriore rialzo dello 0,25%, la rata mensile del finanziamento preso in esame potrebbe arrivare addirittura a 742 euro, con un aggravio di 286 euro rispetto a quella iniziale (+63%).

Le previsioni del mercato: picco a dicembre

Guardando alle aspettative di mercato (Futures sugli Euribor aggiornate al 20 luglio 2023) se, come detto, l’Euribor a 3 mesi raggiungesse il suo picco a dicembre 2023 arrivando al 3,96%, ciò porterebbe il tasso del mutuo medio preso in esame a superare il 5,20%, con una rata di circa 752 euro, ovvero oltre 295 euro in più rispetto a quella di gennaio 2022, ma tra settembre e dicembre l’aumento dell’indice dovrebbe essere minimo e, con l’inizio del prossimo anno, il trend potrebbe finalmente invertirsi; guardando alle quotazioni di giugno 2024, il tasso del mutuo medio preso in esame dovrebbe scendere al 5%.

* Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 126.000 euro in 25 anni, LTV 70%, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

Immagine © Puttachat

lunedì 24 luglio 2023

Mutui: in Liguria il 15% dei mutuatari ha scelto il variabile

 


L’aumento dei tassi di interesse sta pesando sulle tasche degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo variabile, ma quanto sono esposti i mutuatari della Liguria? Secondo l’analisi* congiunta Facile.itMutui.it, negli ultimi 18 mesi, i liguri che hanno ottenuto un finanziamento nel 14,7% dei casi hanno optato per il variabile. E oggi, inutile negarlo, devono affrontare diverse difficoltà.

La percentuale rilevata in Liguria risulta leggermente superiore alla media nazionale (14,5%).

Se a livello regionale, come detto, da gennaio 2022 a giugno 2023 circa il 14,7% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A fronte di un 32% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari a causa di indici Euribor all’epoca più convenienti rispetto agli Irs hanno scelto di puntare su questa formula, a giugno 2023 i mutui variabili pesavano in Liguria meno del 10% del totale.

«L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«I mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la domanda di variabili è inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

Il variabile in Liguria

Analizzando l’identikit di chi in Liguria ha ottenuto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che, in media, l’importo erogato è pari a 119.789 euro per l’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 159.080 euro. Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, poco più di 34 anni e ha siglato un piano di ammortamento pari a 26 anni e mezzo.

Secondo le simulazioni di Facile.it**, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% in più rispetto a quella iniziale (514 euro), con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.


 

* Analisi realizzata su un campione di quasi 1.000 pratiche di mutuo prima casa raccolte da Facile.it in Liguria da gennaio 2022 a giugno 2023.

** Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 142.000 euro in 25 anni, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

Immagine © TanyaJoy

Mutui: in Sicilia il 14% dei mutuatari ha scelto il variabile

 


L’aumento dei tassi di interesse sta pesando sulle tasche degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo variabile, ma quanto sono esposti i mutuatari della Sicilia? Secondo l’analisi* congiunta Facile.itMutui.it , negli ultimi 18 mesi, i siciliani che hanno ottenuto un finanziamento nel 14,4% dei casi hanno optato per il variabile. E oggi, inutile negarlo, devono affrontare diverse difficoltà.

La percentuale rilevata in Sicilia risulta comunque leggermente inferiore alla media nazionale (14,5%).

Se a livello regionale, come detto, da gennaio 2022 a giugno 2023 circa il 14,4% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A fronte di un 29% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari a causa di indici Euribor all’epoca più convenienti rispetto agli Irs hanno scelto di puntare su questa formula, a giugno 2023 i mutui variabili pesavano in Sicilia meno del 10% del totale.

«L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«I mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la domanda di variabili è inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

Il variabile in Sicilia

Analizzando l’identikit di chi in Sicilia ha ottenuto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che, in media, l’importo erogato è pari a 126.197 euro per l’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 157.439 euro. Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, quasi 34 anni e mezzo e ha siglato un piano di ammortamento pari a 26 anni e mezzo.

Secondo le simulazioni di Facile.it**, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% in più rispetto a quella iniziale (514 euro), con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.


 

* Analisi realizzata su un campione di oltre 1.300 pratiche di mutuo prima casa raccolte da Facile.it in Sicilia da gennaio 2022 a giugno 2023.

** Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 142.000 euro in 25 anni, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

Immagine © Tanyajoy

Mutui: in Campania il 12,6% dei mutuatari ha scelto il variabile

 


L’aumento dei tassi di interesse sta pesando sulle tasche degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo variabile, ma quanto sono esposti i mutuatari della Campania? Secondo l’analisi* congiunta Facile.itMutui.it , negli ultimi 18 mesi, i campani che hanno ottenuto un finanziamento nel 12,6% dei casi hanno optato per il variabile. E oggi, inutile negarlo, devono affrontare diverse difficoltà.

La percentuale risulta comunque inferiore alla media nazionale (14,5%) portando la regione a posizionarsi ultima nella classifica che mostra l’incidenza dei mutui a tasso variabile sul totale dei finanziamenti erogati nelle varie regioni della Penisola.

Se a livello regionale, come detto, da gennaio 2022 a giugno 2023 circa il 12,6% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A fronte di un 28% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari a causa di indici Euribor all’epoca più convenienti rispetto agli Irs hanno scelto di puntare su questa formula, a giugno 2023 i mutui variabili pesavano in Campania meno del 10% del totale.

«L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«I mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la domanda di variabili è inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

Il variabile in Campania

Analizzando l’identikit di chi in Campania ha ottenuto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che, in media, l’importo erogato è pari a 144.505 euro per l’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 199.799 euro. Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, quasi 35 anni e mezzo e ha siglato un piano di ammortamento pari a 26 anni e mezzo.

Secondo le simulazioni di Facile.it**, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% in più rispetto a quella iniziale (514 euro), con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.

 

* Analisi realizzata su un campione di oltre 1.800 pratiche di mutuo prima casa raccolte da Facile.it in Campania da gennaio 2022 a giugno 2023.

** Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 142.000 euro in 25 anni, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

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giovedì 20 luglio 2023

Mutui: Pavia, Cremona e Brescia le province lombarde più esposte agli aumenti dei tassi



L’aumento dei tassi di interesse sta pesando sulle tasche degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo variabile, ma quali sono le province della Lombardia più colpite? Secondo l’analisi* congiunta Facile.itMutui.it le aree lombarde più esposte agli aumenti sono Pavia (dove negli ultimi 18 mesi il 18,8% dei nuovi mutuatari ha scelto il variabile), Cremona (17,9%) e Brescia (17%).

Le percentuali rilevate in queste province sono notevolmente superiori sia alla media regionale (14,7%) sia a quella nazionale (14,5%), ma va detto che analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A fronte di un 32% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari a causa di indici Euribor all’epoca più convenienti rispetto agli Irs hanno scelto di puntare su questa formula, a giugno 2023 i mutui variabili pesavano in Lombardia meno del 10% del totale.

«L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«I mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la domanda di variabili è ai minimi, inferiore al 2% del totale, e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

Il dettaglio provinciale

Continuando a scorrere la graduatoria lombarda si scopre come le percentuali di mutui nelle altre province lombarde siano comunque sovente più alte della media nazionale e, dietro a Pavia, Cremona e Brescia hanno valori importanti anche Bergamo, (area dove negli ultimi 18 mesi il 16,8% dei mutuatari alle prese con l’acquisto della prima casa ha ottenuto un mutuo a tasso variabile), Mantova (16,4%), Monza e Brianza (15,7%) e Como (14,8%).

Valori inferiori alla media regionale e nazionale, invece, per Milano, (13,3%), Varese (12,8%) e Lecco (12%) che si possono considerare quindi più al riparo dai rischi derivanti degli aumenti dei tassi decisi dalla BCE.

Il variabile in Lombardia

Analizzando l’identikit di chi in Lombardia ha ottenuto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che, in media, l’importo erogato è pari a 154.637 euro, richiesto per l’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 212.141 euro.

Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, poco più di 34 anni e mezzo e ha siglato un piano di ammortamento pari a 26 anni e mezzo.

Secondo le simulazioni di Facile.it**, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% in più rispetto a quella iniziale (514 euro), con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.


* Analisi realizzata su un campione di oltre 1.000 pratiche di mutuo prima casa raccolte da Facile.it da gennaio 2022 a giugno 2023 in Lombardia.

** Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 142.000 euro in 25 anni, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

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mercoledì 19 luglio 2023

Mutui: in Toscana il 14% dei mutuatari ha scelto il variabile

 


L’aumento dei tassi di interesse sta pesando sulle tasche degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo variabile, ma quanto sono esposti i mutuatari della Toscana? Secondo l’analisi* congiunta Facile.itMutui.it, negli ultimi 18 mesi, i toscani che hanno ottenuto un finanziamento nel 14,3% dei casi hanno optato per il variabile. E oggi, inutile negarlo, devono affrontare diverse difficoltà.

La percentuale risulta comunque inferiore alla media nazionale (14,5%) portando la regione a posizionarsi quintultima nella classifica che mostra l’incidenza dei mutui a tasso variabile sul totale dei finanziamenti erogati nelle varie regioni della Penisola.

Se a livello regionale, come detto, da gennaio 2022 a giugno 2023 circa il 14,3% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A fronte di un 32% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari a causa di indici Euribor all’epoca più convenienti rispetto agli Irs hanno scelto di puntare su questa formula, a giugno 2023 i mutui variabili pesavano in Toscana meno del 10% del totale.

«L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«I mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la domanda di variabili è inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

Il variabile in Toscana

Analizzando l’identikit di chi in Toscana ha ottenuto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che, in media, l’importo erogato è pari a 149.944 euro per l’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 207.846 euro. Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, 35 anni e mezzo e ha siglato un piano di ammortamento pari a quasi 27 anni.

Secondo le simulazioni di Facile.it**, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% in più rispetto a quella iniziale (514 euro), con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.

* Analisi realizzata su un campione di quasi 2.000 pratiche di mutuo prima casa raccolte da Facile.it in Toscana da gennaio 2022 a giugno 2023.

** Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 142.000 euro in 25 anni, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

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Mutui: in Puglia il 14,5% dei mutuatari ha scelto il variabile

 


L’aumento dei tassi di interesse sta pesando sulle tasche degli italiani che hanno sottoscritto un mutuo variabile, ma quanto sono esposti i mutuatari della Puglia? Secondo l’analisi* congiunta Facile.itMutui.it, negli ultimi 18 mesi, i pugliesi che hanno ottenuto un finanziamento nel 14,5% dei casi hanno optato per il variabile. E oggi, inutile negarlo, devono affrontare diverse difficoltà.

La percentuale rilevata in Puglia risulta in linea con la media nazionale (14,5%).

Se a livello regionale, come detto, da gennaio 2022 a giugno 2023 circa il 14,5% dei nuovi mutuatari ha optato per un variabile puro, analizzando l’andamento mensile delle erogazioni risulta evidente come la concessione di questo tipo di finanziamenti sia costantemente calata negli ultimi 6 mesi. A fronte di un 30% rilevato nell’ultimo trimestre del 2022, periodo durante il quale molti mutuatari a causa di indici Euribor all’epoca più convenienti rispetto agli Irs hanno scelto di puntare su questa formula, a giugno 2023 i mutui variabili pesavano in Puglia meno del 10% del totale.

«L’erogazione di mutui a tasso variabile è destinata a calare ulteriormente, se si considera che tra la richiesta del mutuo e la stipula passano in media 4-5 mesi», spiega Ivano Cresto, Managing Director prodotti di finanziamento di Facile.it«I mutui variabili erogati nella prima parte del 2023 sono stati richiesti nel secondo semestre 2022, quando la Bce aveva appena iniziato ad aumentare i tassi. Oggi la domanda di variabili è inferiore al 2% del totale e l’effetto sugli erogati sarà molto evidente nei prossimi mesi».

Il variabile in Puglia

Analizzando l’identikit di chi in Puglia ha ottenuto un mutuo a tasso variabile negli ultimi 18 mesi, emerge che, in media, l’importo erogato è pari a 122.791 euro per l’acquisto di un immobile di valore pari, sempre in media, a 159.876 euro. Chi ha presentato domanda di finanziamento aveva, all’atto della richiesta, 35 anni e mezzo e ha siglato un piano di ammortamento pari a quasi 26 anni e mezzo.

Secondo le simulazioni di Facile.it**, chi ha ottenuto questo finanziamento a gennaio 2022 (142.000 euro da restituire in 25 anni), oggi si troverebbe a pagare una rata di circa 816 euro, vale a dire il 60% in più rispetto a quella iniziale (514 euro), con un tasso (Tan) passato da 0,67%, a 4,83%.


 

* Analisi realizzata su un campione di oltre 1.600 pratiche di mutuo prima casa raccolte da Facile.it in Puglia da gennaio 2022 a giugno 2023.

** Le simulazioni realizzate da Facile.it sono fatte su un mutuo da 142.000 euro in 25 anni, Tan iniziale 0,67% (Euribor3m+1,25%); la stima sull’impatto dell’aumento delle rate non tiene in considerazione l’ammortamento della quota capitale, elemento che potrebbe variare in base alle caratteristiche del mutuo.

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